L’indiscreto di Borsa – anteprime, fatti e voci su tutto e di tutto


● Otto small e mid Usa per il 2020 ● Cina, è il momento di un Pac ● €/$, che succede e chi se ne avvantaggia? ● Tre azioni globali che piacciono ● Attenzione ai big Usa della tecnologia

Hot markets

Inevitabile che la notizia del giorno sia una sola: il Fondo monetario, di fronte all'emergenza del coronavirus, ha ridotto al 3,2%, con 0,1 punti in meno, la stima di crescita mondiale 2020, portando la previsione per la Cina al 5,6% contro il 6% del mese scorso. Nello scenario principale “l'impatto sull'economia globalizzata sarebbe relativamente basso e di breve durata", ha detto al G20 di Riad la direttrice generale Kristalina Georgieva. "Guardiamo però anche a scenari più preoccupanti in cui la diffusione del virus continui più a lungo e si faccia più globale, con peggiori conseguenze sulla crescita".

Noi vogliamo e dobbiamo essere ottimisti e segnaliamo allora come in campo finanziario ci sia un’altra news, relativa a una svolta sui mercati di cui pochi vogliono parlare. Riguarda la trasformazione del sistema dei fondi di investimento, che continuano a perdere quote di mercato rispetto agli Etf. In Italia non lo si divulga (interessi commerciali?) ma negli Usa importanti media finanziari hanno evidenziato come nel 2019 la quota del gestito sia calata per il sesto anno consecutivo, pur in presenza dell’ottimo andamento dei listini azionari. Si è trattato di ben 40 miliardi di dollari di deflussi contro maggiori afflussi dei replicanti per oltre 160 miliardi di dollari. Il divario si allarga e non pochi si chiedono se il trend proseguirà definitivamente. Forse no, sempre che l’industria sappia modificare la struttura dei fondi, uscendo dai benchmark tradizionali e rivolgendosi a gestioni realmente discrezionali e sempre più specialistiche.

Otto mid e small cap per chi punta alle performance di nicchia

Tutto questo non esclude che le valutazioni dei gestori siano talvolta interessanti. E allora – documenti alla mano – siamo andati a verificare su quali azioni il mercato professionale Usa vede maggiori prospettive di crescita nel corso del 2020. Sono otto idee da esaminare con attenzione. Tutte riferite a mid e small cap, dove si trova ancora potenziale valore da mettere a profitto, pur con volatilità talvolta elevatissime.

Azione

Mercato

Trend

Perché

Acm Research

Nasdaq (ACMR)

Non volatile ma ipervolatile: ha segnato da inizio gennaio un +110% ma venerdì ha chiuso con -9,2%

Attiva in un settore molto di nicchia, è leader nella tecnologia del lavaggio a umido di wafer di silicio usati nella microelettronica. La sua capitalizzazione non è significativa ma il business ha grandi potenzialità

Aspen Aerogels

Nyse (ASPN)

Anche in questo caso la volatilità è estrema. Da inizio anno ha registrato un +26,4% ma su un anno la performance sale al +172,5%

Produce uno degli isolanti termici più efficaci in assoluto, utilizzati soprattutto dall’industria e dalle raffinerie. C’è chi prevede che sarà oggetto di un takeover nei prossimi anni

BeyondSpring

Nasdaq (BYSI)

Molto più tranquilla rispetto alle precedenti azioni da inizio anno non ha eccessivamente brillato, con un “modesto” +14,1%

Ha messo a punto nuovi farmaci per il trattamento del cancro. Sono in fase di sperimentazione e potrebbero riservare risultati positivi nel breve/medio termine

EQT Corporation

(Nyse EQT)

Il grafico non è certamente positivo se si considera che negli ultimi dodici mesi il ribasso è stato abissale (da 21,5 a 5,1 $). Ora però il consensus sta diventando positivo

Opera nell’estrazione di gas naturale: non è l’attività a destare l’attenzione di vari gestori quanto una politica finanziaria rivolta a una forte diminuzione della leva, problema strutturale del comparto delle midstream, aziende attive nel pompaggio di prodotti energetici dai siti di estrazione ai luoghi di stoccaggio

Evofem

Biosciences

Nasdaq (EVFM)

Un altro caso di forte volatilità, con un massimo a dicembre di 7,35 $, un minimo a inizio febbraio di 4,6 e un nuovo massimo negli ultimi giorni a 7,2 $

Sta sviluppando nuovi prodotti per la contraccezione femminile e per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Si attendono i primi risultati per maggio

Intelligent Systems

Nyse (INS)

+126,3% nell’ultimo anno ma da novembre si muove in laterale. Venerdì ha però rotto al rialzo tutte le medie mobili, corte e lunghe

E’ una specie di private equity che acquisisce, gestisce e poi vende piccole società soprattutto tecnologiche. Opera in un contesto di profitti in fortissima crescita

Misonix

Nasdaq (MSON)

Trend ribassista molto forte dal luglio 2019, pur con un debole tentativo di rimbalzo a novembre. Ultima quotazione a 16,7 $. Decisiva la netta rottura di una trendline ora collocata a 21,9 $

E’ un marchio noto nel settore medicale, dove sta sviluppando nuovi dispositivi chirurgici a ultrasuoni, con buone prospettive di business

Sequans Communications

Nyse (SQNS)

Dai minimi di novembre a 1,75 $ in poco tempo è salita a 7,1 $. Obiettivi grafici? Ambiziosissimi

L’occasione si chiama 5G: l’azienda produce infatti chip per questa nuova tecnologia. Inevitabile l’impatto sul fatturato e sugli utili

► Il “sell off” cinese è un’opportunità: quattro diversi Etf

Cosa ne pensano gli uomini di Janus Henderson, uno dei principali gestori patrimoniali con approccio attivo a livello globale, dell’attuale situazione dei mercati in Cina? Le valutazioni sono chiare: il sell off ha aperto opportunità allettanti di investimento. Ma sarà interessante vedere come gli investitori bilanceranno le valutazioni a breve termine basate sui profitti, che soffriranno a causa di revisioni negative, e le previsioni a lungo termine, che non ne risentiranno. E’ allora il momento di avviare un piano di acquisto con strumenti a replica di benchmark più esposti alle possibili difficoltà dell’economia di Pechino e dintorni? Sì se si guarda appunto al lungo. Ecco allora quattro Etf (tutti quotati a Milano) in base a diverse metodologie di scelta.

Se si punta sulla valuta locale

Csop Source FTSE China A50 in renminbi

IE00BGSHB123

Se si vuole la denominazione in €

Lyxor China Enterprise Eur

LU1900068914

Se si sceglie la capitalizzazione

Xtrackers Msci China

LU0514695690

Se si preferisce il dividendo

iShares China Large Cap

IE00B02KXK85

► Euro troppo debole? E’ quasi un capitombolo

Gli istituzionali osservano con una certa apprensione il calo dell’euro rispetto a molte valute nobili e soprattutto alla sterlina inglese, al franco svizzero e al dollaro. Cosa nascondono dietro le valutazioni più o meno ufficiali? Questa una specie di classifica delle loro attribuzioni sulle cause della debolezza.

1°)

Fragilità economica europea

C’è in atto una rottura della catena del valore globale, dovuta a tanti motivi

2°)

Non è una valuta “safe heaven”

Non protegge gli investitori internazionali, che cercano stabilità

3°)

La debolezza italiana e..francese

Siamo in buona compagnia nelle preoccupazioni dei big: Roma è fragile ma Parigi viene subito dietro

4°)

La Bce è bloccata

Ha pochi margini d’azione, a causa anche delle troppe anime che la condizionano

In u simile contesto è opportuna un po’ di analisi tecnica del cross euro/dollaro.

Valore chiusura venerdì

1,0848

1° supporto per l’Usd

1,085

2° supporto per l’Usd

1,089

3° supporto per l’Usd

1,103

Area di inversione in ribassista

1,40

1° resistenza per l’Usd

1,04

Queste le maggiori azioni europee che si avvantaggiano intanto di un euro debole.

1°)

Fresenius Medical (Dax)

Produzione di dispositivi medici

2°)

Fca (Ftse Mib)

Settore automobilistico

3°)

Mtu Aero Engines (Dax)

Produzione di motori aeronautici

4°)

Ahold Delhaize (Euronext Olanda)

Grande distribuzione

5°)

Exor (Ftse Mib)

Multinazionale finanziaria

In altre parole a trarre maggiori profitti è la famiglia Agnelli-Elkann, con due suoi gruppi nella lista dei “winners”.

► Come vanno quelle dell’healthcare

Nella puntata del 26 gennaio dell’Indiscreto di Borsa avevamo indicato sei azioni dell’healthcare Usa a forte potenzialità di upside. Così si sono mosse da allora.

Alphatec

Trendline ribassista con frequenti rotture al rialzo. Ai 6,64 $ della chiusura di venerdì si contrappone un supporto nell’area 6,2 $

BioDelivery Sciences

Debolezza anche in questo caso: attenzione ai 5/5,2 $ dove si collocano supporto e media mobile a 200 sedute contro la chiusura venerdì a 5,56

BioXcel Therapeutics

Ha quasi triplicato di valore, passando da 17 $ a massimi di 43 $. Chiusura venerdì a 34,9 $

Geron

Si è mossa di fatto in un trend laterale. Chiusura venerdì a 1,27 $

Inovio Pharmaceuticals

Molto volatile: ha prima raggiunto i massimi dell’anno a 5,96 $ per poi ridiscendere. Chiusura venerdì a 3,75 $

Insmed

Situazione grafica simile a quella di BioXcel. Da 20,2 $ è salita a 35 $. Chiusura venerdì a 31,2 $

► Idee che piacciono al mercato

Pizzicando qua e là suggerimenti nei taccuini informatici di gestori e analisti una valutazione si impone: è tornato il momento di guardare alle azioni di gruppi multinazionali poco esposti ai rischi di singoli mercati, soprattutto in presenza di un coronavirus che si espande in maniera anomala, colpendo alcuni Paesi ed evitandone (finora) altri. Queste tre idee in merito: in realtà una – Alibaba – non corrisponde proprio a tale metodo di giudizio!

Ambev (Nyse ABEV)

Il gigante brasiliano della birra è il maggiore produttore sud americano. Appartiene al gruppo Anheuser Busch inBev, leader mondiale nel settore ma è quotato autonomamente al Nyse. A 3,67 $ è sceso ai minimi dal 2010, per crisi commerciali di alcune filiali. Piace il fatto che la sua situazione debitoria sia ai minimi storici

Alibaba (Nyse BABA)

Una leader cinese attiva nel commercio elettronico ha senso nel quadro attuale? Sì, proprio perché in presenza di centinaia di milioni di asiatici costretti a lavorare da casa le potenzialità di utilizzo di questo canale aumentano ancor più. Lo conferma la buona tenuta dell’azione Alibaba, che – lo ricordiamo - è quotata solo al Nyse

Alteryx (Nyse AYX)

Produce diverse soluzioni di analisi dei dati specializzate nell'osservazione self-service con un'interfaccia utente intuitiva. Un mercato dalle forti prospettive di crescita e che non è per nulla esposto alle dinamiche di singoli Paesi. Dopo aver raggiunto i massimi storici a 158 $ nelle ultime tre sedute ha pesantemente corretto scendendo a 138 $

► Attenzione ai big “tech”: fanno correre troppi rischi

In questo caso di indiscreto c’è poco, perché l’opinione è stata espressa pubblicamente. Per Zest Asset Management, Sicav lussemburghese, “i titoli growth della tecnologia Usa, come Microsoft, Google, Apple e altri continueranno ad attrarre gli investitori finché riusciranno a incrementare i ricavi e a trasformarli in flussi di cassa. Tuttavia, nel caso in cui, per qualsiasi motivo, la narrativa della crescita dovesse cambiare, queste azioni subirebbero il doppio colpo di compressione del multiplo e dei margini aziendali, con pesanti ripercussioni negative sul proprio valore di Borsa”. Il problema maggiore sta nel fatto che la redditività si sta indebolendo rispetto a quanto si evidenziava per esempio per Microsoft dieci o vent’anni fa. Cosa è successo? “Che la performance dell’azione è stata pilotata sia dall’aumento dei ricavi nel tempo sia della conseguente crescita del free cash flow ma anche da un sostanziale cambiamento nella percezione dei mercati, tradottosi in forte espansione dei multipli”. In estrema sintesi: attenzione!

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