Aggiornamento portafoglio


Debutta oggi sul secondario il nuovo Btp Italia, che noi abbiamo inserito in portafoglio la scorsa settimana aderendo alla sottoscrizione. Sottoscrizione che è stata un successo al di là di ogni aspettativa per il Tesoro, che ha raccolto oltre 22 Mld Euro (quasi 14 Mld dal retail e quasi 8,5 Mld dagli istituzionali), record storico di volume per l’emissione di un Btp Italia.

Successo sotto diversi punti di vista, poiché essendo l’emissione specificatamente collocata per coprire l’extradeficit dovuto all’emergenza COVID-19 è chiaro che questa massa di denaro va potenzialmente ad abbattere l’esigenza di rivolgersi al MES. Guarda caso, dopo tutti i tira e molla in sede europea, con tranelli e imboscate, alla fine né la Spagna, né il Portogallo né la Grecia vi hanno fatto ricorso.

Facile direte voi: per forza, sono Stati “deboli” sotto il profilo “contrattuale” con i rigoristi europei. E allora, se aggiungiamo che nemmeno la Francia ne ha fatto ricorso? Ecco qui l’asino stramazza nel buco, perché se anche la Francia non usa il MES un motivo ci sarà.

E il motivo è molto semplice: se da un lato è vero che in termini di interessi il risparmio con MES è assicurato (nel nostro caso, ad esempio, pagheremo lo 0,1% conto l’1,4%), ma è altrettanto vero che esiste un chiaro “trade-off” tra costo e autonomia di bilancio. Ovviamente, minore il primo, minore anche la seconda. De facto il MES è un ente partecipato dagli stati dell’Eurozona, ai quali importerebbe tornare in possesso il prima possibile dei capitali sborsati, monitorando attentamente il bilancio dello stato assistito per verificarne l’andamento e le probabilità di recupero.

E va da sé che meno soldi si chiedono al MES e meglio è. Poi è chiaro che il solo Btp Italia in questione non copre tutto il fabbisogno dello sforamento di bilancio, ma l’operazione è perfettamente riuscita e potendo ragionare ipoteticamente sul proseguimento di questa linea ne concludiamo che sono preferibili le risorse “interne” piuttosto che quelle esterne.    

Il debutto sul secondario è stato buono anche in termini di prezzo, posto che il titolo sta quotando nei pressi di area 100,40 dopo aver toccato un massimo a 100,52 in mattinata. Stanti le attuali condizioni di mercato c’è ancora un po’ di margine e il “fair price” teorico si trova un po’ più in alto.

Ne beneficia quindi il nostro portafoglio, anche se essedo valorizzato al close di ieri non ha ancora incamerato questo upside di prezzo rispetto al nostro acquisto a 100. Ad ogni buon conto, il portafoglio si porta su nuovi massimi, con tutte le posizioni attualmente in utile, su cui come sempre spicca il petrolio e l’azionario globale.

Al close di ieri il NAV del nostro portafoglio è pari a 100,86 in ottimo progresso rispetto ai 100,73 della scorsa valorizzazione, e rappresenta il nuovo massimo storico. Tabella e grafico dell’equity line aggiornate nella consueta sezione “Portafoglio”, ove è stata anche aggiunta la sintesi del rendimento del “vecchio” portafoglio Rischio Contenuto.

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