Grandi manovre sugli ETC legati al petrolio


A distanza di due settimane dall’evento storico che ha visto il petrolio andare in negativo (minimo intraday del 20.04.2020 a -40 USD) la volatilità ha continuato a farla da padrone e a sorpresa l’emittente dell’ETF che abbiamo in portafoglio ha deciso di sospendere la “creation” di nuove quote sul mercato primario.

E’ abbastanza normale che gli emittenti stiano – in un certo qual senso – ponendo le basi per evitare al prossimi roll-over dei futures che accada nuovamente quanto visto sui monitor 15 giorni fa. Noi abbiamo evidenza di quanto disposto da WisdomTree (per chi è interessato qui trova il comunicato pubblicato alle 2:00 di notte del 30.04/2020. Non sappiamo se altri emittenti disporranno (o abbiano già disposto) misure analoghe, ma cerchiamo di capire cosa significa in sintesi e per noi possessori dell’ETC questa sospensione della “creation” di nuove quote.

DI fatto, sospendere le “creation” significa che l’emittente non emetterà nuovi titoli di questo ETC per soddisfare la domanda. Questo ha lo scopo di limitare la crescita di questo prodotto oltre la quantità di titoli in circolazione al momento della sospensione. Per approfondire nel dettaglio come funziona la c.d. “creation/redemption in kind” potete fare riferimento ai tanti testi su ETF pubblicati nel corso di questi anni, oppure cercando in rete su siti specializzati in Fondi ed ETF.

In sintesi, il blocco della “creation” viene operato nel mercato primario ed è il modo in cui i gestori riescono a mantenere allineato il prezzo dell’ETC al “fair value”. L’allineamento viene garantito da questo processo perché gli investitori istituzionali operano come arbitraggisti sul mercato primario intervenendo nel caso di eventuali disallineamenti tra il prezzo del fondo e l’effettivo valore del sottostante.

Dalle FAQ fornite da WisdomTree leggiamo:
“Quando gli ETP interrompono creations o redemptions, il meccanismo di arbitraggio che solitamente mantiene il prezzo di un ETP in linea con il suo valore di mercato (“fair value”) sottostante viene interrotto. Nello specifico, quando si interrompono le creation, il meccanismo dell’arbitraggio che mantiene il prezzo “ask” di un ETP in linea con il prezzo equo (fair price) “ask” sottostante, viene compromesso. Ciò significa che ne risentirà la capacità degli investitori di acquistare l’ETP ad un prezzo in linea con il “fair value” sottostante dell’ETP. Di conseguenza, l’ETP può essere negoziato a un premio (ovvero a un valore più elevato) rispetto al suo “fair value”, a seconda della domanda dell’ETP.”

Sostanzialmente, dire che gli investitori potrebbero correre il rischio di acquistare l’ETC a premio significa dire che corrono il rischio di pagarlo molto più caro rispetto al suo “fair value”. Ne consegue che la sospensione della creation impatta fondamentalmente sul lato dell’ask cioè sulle proposte di vendita. Infatti, è ben chiaro dal comunicato ufficiale che il possibile disallineamento sul “fair value” è riferito al lato ask. Quindi, secondo l’emittente dovrebbe rimanere inalterata la capacità del possessore di vendere le proprie quote in quanto il market maker garantirà la liquidità in bid molto verosimilmente al “fair value”.

Quindi, nel nostro caso, questa è un’ottima notizia che rende la nostra posizione un potenziale “tesoretto” che difficilmente d’ora in avanti quoterà a sconto. Rebus sic stantibus, pare chiaro che i rischi maggiori sono a carico dei potenziali acquirenti poiché tali investitori potrebbero acquistare a premio quote di questo ETC per poi vederlo tornare al suo “fair value” nel momento in cui l’emittente dovesse ripristinare la “creation”. Mentre scriviamo queste righe il nostro prode è in progresso di oltre il 12% in area 2,40 di prezzo. E il petrolio sta salendo di un 10% circa quotando sopra area 22 USD/barile.

Il nostro portafoglio procede a piccoli passi, anche se la valorizzazione di oggi (al close di ieri) non gli renderà completa giustizia poiché alcuni valori sono più bassi di quanto stanno quotando ora, come ad esempio anche il nostro ETF sull’ MSCI World in buon progresso oltre naturalmente alla posizione sul crude.

Al close di ieri il NAV del nostro portafoglio è pari a 100,17 in lieve progresso rispetto ai 100,14 della scorsa valorizzazione, dopo aver toccato un massimo a 100,37 a fine aprile. Tabella e grafico dell’equity line aggiornate nella consueta sezione “Portafoglio”.

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