Crisi di Governo: non unica carie di Piazza Affari


Piazza Affari conclude la seduta di oggi venerdì 15 gennaio 2021 in flessione, con il FTSEMib (-1,13%) a 22.381 punti. Seduta negativa anche per i restanti indici del Vecchio Continente: Francoforte cede il -1,44%, Parigi il -1,22% Londra il -0,97% ed infine Madrid, il peggiore di giornata, il -1,69%.

La settimana si conclude con gli indici europei più ingessati del solito, complici i numeri preoccupanti del contagio configuratisi dopo mesi di sostanziale stabilità. I dati critici interessano soprattutto l’Asia in generale e la Cina in particolare e si teme possano ripercuotersi anche nel nostro continente.

Non scuote gli indici neppure il piano di stimoli all’economia ad 1.900 miliardi annunciato dal neoeletto presidente USA Joe Biden. Il piano è ampiamente sopra le attese degli analisti, che prevedevano un massimo di 1.300 miliardi. Questo, tuttavia, non è bastato ad ha incontrare l’euforia di Wall Street, l’unica potenzialmente in grado di condizionare i mercati in questa fase di stallo, che si appresta a chiudere la seduta con variazioni frazionali di punto.

Come anticipato nell’articolo di martedì 12 gennaio, il nostro listino deve fare i conti anche con la crisi di governo, innescatasi in questi ultimi giorni a causa dell’uscita dei rappresentanti di Italia Viva dall’esecutivo. Malgrado ciò, le ipotesi degli investitori di uno scenario più favorevole tengono contenuta la tensione sullo spread, con il differenziale di rendimento a 10 anni con il Bund tedesco in calo a 114 punti. Gli investitori, comunque, rimangono in attesa di conoscere il destino del governo Conte, con il voto di fiducia in parlamento programmato per la prossima settimana.

Qualche scintilla nel comparto del risparmio gestito, su uno sfondo più contenuto e al ribasso che vede un settore bancario cedente e un petrolifero frenato dall’ultimo calo del petrolio.

Prese di profitto su FCA (-4,35%) a 12,57, dopo il deciso rialzo di ieri a seguito dello stacco della cedola straordinaria. Il gruppo si accinge a debuttare in borsa con il nome Stellantis in seguito alla fusione con PSA.

Nel risparmio gestito brilla ancora BANCA MEDIOLANUM (+2,22%) a 7,35, sostenuta dalla raccomandazione “Buy” emessa da Goldman Sachs. Declassati invece FINECO BANK (-1,12%) a 13,68 e AZIMUT (-0,91%) a 18,41 a “Neutral”. Acquisti anche su BANCA GENERALI (+0,67%) a 27,14, anch’essa in scia alla raccomandazione del “Buy” del colosso americano.

Fra i bancari le big terminano in flessione: INTESA SANPAOLO (-0,68%) a 1,90 e UNICREDIT (-1,82) a 7,70. In contrazione anche BPER (-0,65%) a 1,60 e BANCO BPM (-0,84%) A 1,87.

Il calo del prezzo del Brent a seguito del locdown in Cina penalizza il comparto petrolifero: ENI (-1,93%) a 8,83, SAIPEM (-2,76%) a 2,32 e TENARIS (-4,19%) a 6,82.

PORTAFOGLIO LOMBARD REPORT

Il Portafoglio Lombard riguardante le "AZIONI ITALIANE BREAKOUT” termina con ENEL in rialzo del +0,29% a a 8,85. Anche l’altro buy del 14 dicembre, esclusiva dei nostri abbonati finché non entreranno altri titoli in portafoglio, termina in rialzo di circa lo 0,30%.

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