Mercati emergenti sotto la lente, come gestirli per farne un’occasione


Azionario, obbligazionario e valutario: segnali di forza e segnali di debolezza. La dispersione dei trend sarà ancora una caratteristica del 2021. Per una ripresa generalizzata occorrerà aspettare.

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Sale l’interesse per gli “emerging” in chiave sia azionaria sia obbligazionaria. Molti strategist dell’asset management tornano a valutare il settore, senza però ritenere che si tratterà di un rimbalzo generalizzato. I motivi dell’ottimismo si chiamano vaccino, Biden e liquidità. Quest’ultima, dopo aver inondato Wall Street e le Borse europee, sta girando in parte sugli emergenti alla ricerca di valore e rendimento. Opinione comune è però che occorra fare delle selezioni in base ad alcuni driver che possiamo riassumere in diversi punti.

1°) Azionario – Condivisa la valutazione che a trarre maggiore vantaggio da una possibile lenta ripresa dell’economia mondiale saranno Cina, Corea e Indonesia, quindi il contesto asiatico, dove alcuni mercati hanno già messo a segno performance eccellenti. Il 2021 è partito alla grande per vari Paesi di frontiera – cioè gli emerging più emerging – che hanno perfino battuto la ipertonica Cina. Fra le leader l’Hong Kong Hang Seng Index in venti giorni ha registrato un +10% e nell’ultima settimana un +4,8%. Bene anche il Jakarta Stock Exchange Composite Index (Indonesia), che dal 1° gennaio è salito del 7,5%. La lista delle performance potrebbe proseguire ma forse darebbe un segnale di eccessivo ottimismo, da cui è consigliabile prendere un po' le distanze.

2°) Obbligazionario – Più difficile questo fronte, poiché le quotazioni hanno corso troppo nell’ultimo anno, complici le politiche espansive applicate da tutti i Paesi emergenti. Con rendimenti in alcuni casi eccessivamente compressi, il rischio è che si avvii un trend opposto, con tassi più elevati e curve più ripide. Prudenza quindi, sebbene sia probabile che tutto ciò avverrà in maniera progressiva, anzi piuttosto lenta.

3°) Valute – È sull’aspetto dei cambi che si è pensato nel 2020 di intravedere performance soprattutto in ambito obbligazionario. Se i rendimenti erano e sono bassi è pur vero che le divise registrano cross in alcuni casi esasperati sull’euro in termini di debolezza: per esempio il rublo russo, la lira turca e il real brasiliano. Il ciclo non è però terminato, benché venga valutato in ritardo. Probabile quindi qualche segnale solo nella seconda parte del 2021 ma senza eccessive prospettive di inversione dei trend. Più ottimismo per un settore particolare, quello delle valute dei Paesi dell’est Europa, che potrebbero trarre vantaggio da una ripresa delle economie occidentali cui sono strettamente legate.

4°) Africa – Merita da tempo di essere valutata in maniera autonoma, perché è in realtà un mondo a parte, con cicli propri. In questo caso si notano valutazioni fortemente dispersive, che l’investitore italiano non può replicare. Volendo allora seguire l’insieme del contesto non resta che rivolgersi a un Etf Pan Africa, cioè globale. Dai minimi di marzo una ripresa si è registrata ma lenta e con improvvise correzioni. Il Continente nero continua quindi a deludere, all’opposto delle entusiastiche previsioni degli ultimi anni.

5°) Brasile – È stata l’occasione anomala degli “emerging”. La situazione generale del Paese è difficile fra Covid, politica impazzita ed economia in decelerazione ma la Borsa di San Paolo – il Bovespa – ha messo a punto negli ultimi mesi performance eccellenti, complici certamente i tassi di interesse ai minimi storici (2%). L’inflazione però sta lentamente rialzando la testa (ultimo dato 4,5%) e quindi gli investitori cercano nell’azionario l’asset su cui puntare. Negli ultimi giorni l’indice ha evidenziato un po' di debolezza e ora gli analisti guardano con incertezza alle evoluzioni future, che potrebbero essere penalizzate da un Covid più virulento e in forte espansione in alcune Regioni. La situazione quindi è precaria, con un possibile calo del Bovespa nel breve periodo e una ripresa nel medio. Fra tutte le Borse emergenti è comunque la brasiliana quella più speculativa.