Allarme rendimenti. 10 regole e 1 portafoglio per superare la tempesta


Nel caos politico c’è chi detta le regole per il futuro e propone più tasse e meno redditi. La risposta inevitabile è creare yield per salvare il salvabile, già penalizzato da tassi a zero e Covid.

Cedole & dividendi

Il divario fra politica e cittadini si sta sempre più allargando in Italia come in altri Paesi occidentali. In questa situazione le parole hanno un peso enorme ed è quindi grave che qualcuno (per esempio l’ex premier Mario Monti) rischi di far divampare incendi con dichiarazioni per le scelte di governo dei prossimi anni a favore di:

aumentare le tasse (alla faccia di chi le paga)

adottare una patrimoniale (botta che farebbe crollare la fiducia e fuggire miliardi di euro)

tagliare le pensioni (ma qui diamolo per scontato, perché un sistema che regge su un rapporto di 683 pensionati per 1.000 occupati non può proprio durare). Per farlo occorrerebbe però una strategia comunicativa di lungo periodo.

Tralasciando tante altre considerazioni è opportuno segnalare che la somma fra più tasse e meno redditi, in presenza di tassi ai minimi storici, impone un effetto inevitabile: quello di gestire nel migliore dei modi qualsiasi patrimonio in una visione di puro rendimento.

In tale ottica ecco dieci regole per cercare di ottimizzare il rapporto fra ricchezza disponibile (piccola o grande che sia) e proventi.

Prendete in mano il vostro avvenire non affidandovi passivamente ad altri. L’aiuto di un consulente (meglio se indipendente) può essere - anzi è - prezioso ma le scelte finali spettano a voi.

Una norma d’oro è diversificare gli asset su cui puntare in chiave di rendimento. Specializzatevi nella conoscenza di uno o due e per il resto rivolgetevi a chi ne sa più di voi.

Ne abbiamo scritto la scorsa settimana: gli asset fisici non possono mancare da qualsiasi patrimonio – piccolo o grande che sia – in un’ottica di difesa e di creazione di rendimento. Come si può pensare di avere solo capitale finanziario in un contesto di instabilità quale quello che si annuncia per il futuro?

Il cash ha un “return” medio dello 0,10% se collocato su strumenti comunque remunerati (per esempio conti deposito). Per raddoppiare il capitale la calcolatrice dimostra che sono necessari in questo caso 720 anni. Per l’azionario, con un “return” medio del 5,5% annuo la duplicazione avviene in 13 anni. Il vostro peggiore pericolo è quindi il bloccare liquidità su un c/c che ha solo costi.

Già i costi! Siete coscienti di quanto pagate per servizi spesso inadeguati. La vostra battaglia a favore del rendimento inizia da qui. Commissioni, spese fisse e variabili, oneri occulti, tasse e altro? Non vi diciamo qual è la loro incidenza media perché altrimenti smettereste di leggere e scappereste in Portogallo o in qualche Paese esotico. Fate i conti per bene e trovate alternative meno costose.

Se volete ottenere 1.500 euro al mese per 20 anni dal vostro capitale, con un rendimento medio del 2% sono necessari 298.000 euro ma alla fine non vi resterà nulla. Con un ipoteco 6% l’importo si riduce a 212.500 euro. Nel caso il periodo dovesse raddoppiare a 40 anni il capitale necessario sale rispettivamente a 497.500 euro e a 278.350 euro. Se invece volete conservare intatto il capitale – allo scopo di lasciarlo per esempio in eredità – la ricchezza indispensabile sale nei due casi a 900.000 e a 300.000 euro. Attenzione però a non giocare con le cifre: sia il 2% sia il 6% (due dei tanti casi possibili) sono al netto di costi e tasse. I rendimenti lordi devono quindi risultare ben più alti.

Ne consegue che la ricerca di strumenti defiscalizzati diventa primaria ma in Italia l’offerta in tal senso è modesta e spesso poco remunerativa. Fondi pensioni, polizze assicurative e Pir sono i principali. Non possono però svolgere un ruolo vitale se l’obiettivo di rendimento negli anni è elevato.

Il fattore incremento del capitale svolge ormai un ruolo importante, poiché la redditività media da cedole e dividendi è calata di molto. La necessità di puntare sull’azionario di settori più innovativi si rivela perciò preziosa in quest’ottica. Qui però la consulenza di un professionista diventa imprescindibile.

Ottenere rendimento dall’immobiliare è divenuto più complesso, poiché la concorrenza cresce. Bisogna anticipare così gli altri con idee nuove e formule commerciali dinamiche. Il vecchio affitto di una volta è ormai caduco. La locazione di una o più case è diventato un lavoro, che richiede tempo, pazienza e continui aggiornamenti.

Gli asset vincenti di oggi potrebbero essere i perdenti del domani e viceversa. Meglio non avere quindi certezze e muovere il patrimonio in funzione dei trend di mercato.

Asset a confronto

Tipo investimento

Rendimento possibile

Rischio maggiore

Fiscalità

Costi

Dividendi azionari

Dal 2 all’8%

Le incertezze della Borsa

26% per i titoli italiani – più alta per quelli esteri

Le commissioni di intermediazione

Cedole obbligazionarie

Dallo 0,5 al 5%

Quotazioni mediamente alte

12% per i titoli di Stato e sovranazionali; 26% per gli altri

Le commissioni di intermediazione

Assicurazioni vita

Dall’1 al 3%

Bassa redditività

L’aliquota dipende dal mix degli investimenti. Ci sono delle agevolazioni che dipendono dal tipo di strumento

Alti e soprattutto poco trasparenti anche dopo l’applicazione della Mifid II

Pir (piani individuali risparmio)

Variabile ma troppo legato al rischio

Strumento ancora poco chiaro e affidato solo alla gestione degli intermediari

Agevolata e di molto, soprattutto dopo le recenti modifiche legislative

Mediamente il 2% ogni anno ma in certi casi anche di più

Locazione immobiliare di lungo periodo

Dall’1,5 al 4,5%

Mancato pagamento del canone

Cedolare secca 10% per il canone concordato e 21% per quello a mercato libero

Medi e derivanti dall’usura dell’immobile

Locazione immobiliare turistica

Dal 2 al 7%

Usura rilevante

La cedolare secca può essere applicata anche ai contratti per i quali non sussiste obbligo di registrazione ma solo fino a tre case; dalla quarta si passa alla partita Iva

Elevati e derivanti dal logoramento dell’immobile

LombardReport pubblica un portafoglio reddito (Obiettivo Reddito), che stiamo fra l’altro strutturando in maniera più semplice. E’ riservato agli abbonati. Oggi tuttavia presentiamo un secondo portafoglio (fra i mille ipotizzabili) altrettanto finalizzato alla creazione di rendimento nel tempo, preferibilmente con un piano di acquisti strutturati su livelli in base all’andamento delle quotazioni e non a rata fissa stabile. Nel caso dei dividendi azionari si tratta di stime, dato che non si hanno ancora comunicazioni ufficiali in merito da parte delle relative aziende. I dati indicati si riferiscono alla media delle valutazioni del mercato.

Tipologia

Strumento

Isin

Yield in corso

Etf azionario in $

SPDR US Dividend Aristocrats

IE00B6YX5D40

2,4%

Etf azionario in €

SPDR Euro Dividend Aristocr.

IE00B5M1WJ87

3,1%

Etf azionario in £

SPDR UK Dividend Aristocrats

IE00B6S2Z822

3,1%

Etf azionario mondo in $

SPDR Global Dividend Aristocr.

IE00B9CQXS71

3,8%

Etf azionario Asia in $

SPDR Asia Dividend Aristocr.

IE00B9KNR336

2,9%

Etf obbligazionario high yield in $

Lyxor $ High Yield Bond

      LU1435356149

6,9%

Etf obbligazionario CoCo Bond in €

WisdomTree AT1 CoCo Bond Hed.

IE00BFNNN236

5,3%

Etf azionario € bassa volatilità

Xtrackers EMU Minimum Volatility

IE00BDGN9Z19

6,8%

Etf azionario Russia in $

Hsbc Russia

IE00B5LJZQ16

5,5%

Etf immobiliare Paesi sviluppati €

VanEck Vectors Global Real Estate

NL0009690239

4,4%

Etf immobiliare Usa in €

Lyxor Epra/Reit Usa

LU1832418856

4,0%

Azione Italia

Ass. Generali

IT0000062072

Stima 9,5%

Azione Italia

Snam

IT0003153415

Stima 5,6%

Azione Italia

Terna

IT0003242622

Stima 4,3%

Azione Germania

Allianz

DE0008404005

Stima 4,9%

Azione Francia

Klepierre

FR0000121964

Stima 13,0%

Azione Francia

Total

FR0000120271

Stima 7,3%

Azione Spagna

Enagas

ES0130960018

Stima 8,8%

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