NASDAQ100 WEEKLY - Nuovo massimo storico e poi piccola correzione sull'indice azionario tecnologico.


SEGNALI DI ENTRATA E DI USCITA DEL MODELLO QUANTITATIVO LOMBARD PER IL TRADING SULLE AZIONI NASDAQ TIME FRAME SETTIMANALE. I SEGNALI VENGONO GENERATI UNA VOLTA A SETTIMANA E PUBBLICATI SUL SITO IL LUNEDI MATTINA E VALEVOLI PER TUTTA LE SETTIMANA. IL REPORT SI COMPONE DI SEGNALI DI ACQUISTO PER NUOVE POSIZIONI E DI AGGIORNAMENTO PER I TITOLI GIA' PRESENTI IN PORTAFOGLIO.
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Settimana corta per la festività del President’s Day, quella appena trascorsa, all’insegna dell’ulteriore consolidamento sui mercati azionari USA, più accentuato laddove il positioning era più esteso (Nasdaq100), con il pretesto del rialzo dei rendimenti, visto come una minaccia, dato che le condizioni finanziarie espansive sono giustamente considerate tra i driver della forza dell'azionario, e i tassi bassi rendono i bonds inappetibili vs l'azionario. Che i rendimenti salgano non è molto sorprendente. L'attività economica ha sopportato bene la fase invernale di lockdown ed in arrivo un piano fiscale da 9% del GDP con dentro misure dal rapido impatto come assegni da 1.400 $ agli Americani, i quali hanno appena finito di spendere quello da 600 $ arrivato col pacchetto di meno di 2 mesi fa. E le commodities non fanno altro che salire, prezzando una robusta ripresa ciclica e a gonfiare i costi di produzione per le aziende. Quindi sugli scudi i titoli del settore materials, energy ed industrial.

Ma come detto in precedenza è solo un pretesto. Se lo Stato spende a pioggia e gli investimenti privati ripartono di conseguenza l'economia accelera (quindi tutte cose positive per l'azionario). Per il momento la salita dei tassi nominali è spiegata in larga parte dalla salita delle attese di inflazione. I tassi reali sono ancora nei pressi dei livelli bassissimi (e negativi) dove li hanno spediti le manovre delle banche centrali (v.grafico):

Una situazione in cui l'inflazione attuale, e quella attesa, sono assai superiori ai tassi di interesse nominali, è una situazione in cui le condizioni finanziarie sono assai espansive, nelle minute del FOMC, uscite mercoledì, è emerso che la FED non darà peso a temporanei aumenti dell'inflazione causati da effetti base o concentrati in alcuni settori. L'impressione è che i tassi reali resteranno bassi a meno che non li costringa a salire una crescita esuberante, cosa che può ben essere, ma non è negativa per l'azionario.

Questa settimana sono ripresi gli acquisti delle opzioni CALL sui titoli dell’indice S&P500 portando il rapporto PUT/CALL a 0,43 a conferma dell’impronta rialzista sul mercato (v. grafico):

Ulteriore rialzo settimanale del sentiment che regna tra gli investitori. Il rapporto tra Rialzisti e Ribassisti è ulteriormente salito a 21.67 dal 19.19 della scorsa settimana (v.grafico):

E passiamo all’analisi grafica del nostro indice preferito, il NASDAQ100. Ad inizio settimana (martedì) sembrava che l’indice tecnologico continuasse imperterrito il rialzo tanto da far registrare un nuovo massimo storico a 13879.77, invece le prese di beneficio (modeste) hanno colpito proprio i titoli di questo settore soprattutto su quelli che avevano maggiormente corso negli ultimi periodi (big caps e FAANG) mentre bene si sono comportati i titoli delle società che producono chip. Quindi ben venga questa piccola correzione atta, soprattutto, ad abbassare il valore dell’RSI ad un più congruo 57 in vista di nuovi rialzi. Ovviamente nulla osta per una correzione più robusta verso il re-test di area 13000 (ritracciamento del 27,2% della gamba rialzista 4-5 cerchiata in bianco), mentre al rialzo rimane sempre valido il livello di target posto in area 14200 (estensione del 200% della gamba 3 e 4 cerchiata in bianco) da raggiungere possibilmente sempre a piccoli passi, senza violente impennate difficili da gestire nel prosieguo. Lasciamo, per il momento, inalterata la proiezione rialzista senza aggiungerne altre, avremo tempo per plottarle. La settimana si è chiusa a 13580.78 con una perdita del - 1,64% che porta ad un + 5,37% la performance da inizio anno 2021.

Seconda settimana di consolidamento dei prezzi sull’indice S&P500 anche se non è mancato l’aggiornamento di un nuovo record storico a 3950.43 sfiorando l’area di resistenza posta a 3965 (estensione del 200% della gamba 3-4 cerchiata in bianco). Rispetto all’indice tecnologico i prezzi hanno registrato solo una piccola correzione tanto che il valore dell’RSI e rimasto sopra i 60, per la prosecuzione del rialzo sarebbe più opportuna una fase correttiva più ampia almeno a testare la trendline ascendente se non ad arrivare fino al primo vero supporto posto in area 3750 (ritracciamento del 27,2% della gamba 4-5 cerchiata in bianco) con conseguente chiusura del gap posto a 3784 di inizio febbraio. Invece, rimanendo così la situazione, al rialzo come prima cosa troviamo il re-test di area 3965 con possibile estensione fino all’area psicologica dei 4000. Per il momento, non dovremmo andare oltre.  La settimana di contrattazione si è chiusa a 3906.71 con una perdita del - 0,71% il che porta ad una performance del + 4,01% da inizio 2021.

Infine l’indice DOW JONES che questa settimana risulta essere il migliore rispetto agli altri due. Non che abbia performato, ma almeno non ha perso rimanendo stabile con la chiusura della settimana precedente, riuscendo a far registrare un nuovo massimo storico a 31647.53 e mantenendo la trendline ascendente tracciata dal minimo del dicembre 2018 passante sui massimi di settembre 2020. Ovviamente gli obiettivi rimangono quelli della scorsa settimana: per quanto riguarda la continuazione del rialzo, la proiezione è verso area 32250, anche se non nell’immediato, mentre al ribasso anche troviamo il re-test del supporto in area 30150 (ritracciamento del 27,2%). Le contrattazioni della scorsa settimana si sono chiuse a 31494.32 il che porta ad un guadagno del + 0,11% il che riporta ad una performance del + 2,90% da inizio anno 2021.

ORO INDEX

Altra settimana negativa per l’Oro, nonostante le dichiarazioni del segretario al Tesoro Jan Yellen che spinge per uno stimolo maggiore; con i prezzi alla produzione che registrano i maggiori guadagni dal 2009; con il prezzo del petrolio salito sopra quota 60$/b; con il debito delle famiglie che sale a 15 trilioni $ a causa dei prestiti da record; i segnali inflazionistici in questo periodo si susseguono, ma gli investitori se ne fregano e rispondono istintivamente al rialzo dei rendimenti dei bonds, vendendo Oro ed Argento per acquistare strumenti molto più rischiosi ma potenzialmente molto più remunerativi come i titoli azionari di piccole società ad alta crescita facenti parte dell’indice Russell3000 e soprattutto Bitcoin (la moneta virtuale che nel giro di poche ore ti proietta nell’olimpo o ti fa sprofondare agli inferi) che nell’ultimo periodo ha visto moltiplicare i veicoli finanziari che danno accesso al grande pubblico e con essi ad una enorme domanda potenziale.

Diamo ora uno sguardo all’analisi grafica e notiamo come i prezzi continuino a seguire la trendline discendente andando a ritestare l’importante area di supporto dei 1770 $/oz. (ritracciamento del 50% dell’ultima gamba rialzista). Anche questa volta i prezzi sono stati, momentaneamente, respinti ma pensiamo che nei giorni a venire, la correzione possa essere più profonda fino a toccare la successiva area di supporto posta a 1700 $/oz. (ritracciamento del 61,8% dell’ultima gamba rialzista) Di contro, questo doppio minimo settimanale potrebbe rappresentare la base dalla quale ripartire, prima verso area 1850 $/oz, che ora sta fungendo da resistenza, quindi in area 1925 $/oz. ma obiettivamente non è questa l’ipotesi reale anche se ce lo auguriamo. In caso di ulteriore discesa dei prezzi ed in concomitanza di un segnale di inversione, andremo ad accumulare la nostra posizione rialzista con il relativo ETC.

Situazione contraria all’Oro per il Platino che, dopo aver fatto registrare ad inizio settimana nuovi massimi relativi con un picco a 1340.76 $/oz. valori che non si vedevano dal settembre 2014, per poi chiudere la settimana con un guadagno del + 1,80%. Anche la nostra posizione sul relativo ETC ha beneficiato del rialzo raggiungendo i valori di inizio 2015. La settimana dell’Oro è si è chiusa a 1777.40 $/oz. facendo registrare una perdita del – 2,51% che porta il deficit da inizio anno al – 6,21%. La settimana della commodity in modalità spot si è chiusa a 1783.35 $/oz. con una perdita del – 2,18%. Di seguito il grafico weekly dell’ORO FUTURES APRILE 2021:

LA POLITICA DEGLI STATI UNITI

I Democratici hanno presentato al Congresso un corposo disegno di legge sull’immigrazione. Tra le misure previste, un percorso per gli immigrati senza documenti (arrivati negli USA entro il 1° gennaio) per ottenere la cittadinanza in 8 anni: la proposta prevede che vengano concessi 5 anni di “provisional status”, al termine dei quali si potrà richiedere un permesso di soggiorno e dopo altri 3 anni si potrà richiedere la cittadinanza. Gli immigrati senza documenti sottoposti al DACA (“rinvio per arrivi in età infantile”, politica di immigrazione che permette a certi soggetti entrati illegalmente negli USA da minorenni o rimasti nel paese illegalmente, di ricevere un rinvio dell’espulsione di due anni, rinnovabile) e i lavoratori agricoli che possono presentare esperienza lavorativa possono saltare i 5 anni di “provisional status” e beneficiare del permesso di soggiorno.

Per portare il disegno di legge alla votazione e superare la procedura del filibustiere (procedura parlamentare utilizzata per ostacolare la votazione di una legge parlando per un periodo prolungato, senza fermarsi, di un qualsiasi argomento fino a che scada il tempo stabilito per la votazione), i Dem dovranno ‘strappare’ il consenso ad almeno dieci senatori Repubblicani. La speaker della Camera, Nancy Pelosi (Democratica) ha lodato il disegno di legge, ma ha anche suggerito la possibilità di seguire un approccio “pezzo per pezzo”.

Il senatore Repubblicano Lindsey Graham, già sostenitore di disegni di legge bipartisan sull’immigrazione, ha detto che dubita sulla fattibilità di un accordo completo, ma vede possibilità per uno più limitato, che scambierebbe un percorso verso la legalizzazione per gli immigrati senza documenti protetti dal DACA con una maggiore sicurezza delle frontiere.

Altro importante argomento discusso dalla squadra di Biden è la lotta alla pandemia a livello globale. L’amministrazione in carica, utilizzando parte dei fondi previsti dal pacchetto di aiuti anti-Covid di dicembre, pianifica di destinare 2 miliardi di dollari a Gavi, l’alleanza globale nonprofit per i vaccini. Gavi è co-leader di COVAX, un’iniziativa internazionale che supporta l’accesso ai vaccini anti-Covid per 92 economie a medio-basso reddito. L’amministrazione pianifica di destinare altri 2 miliardi di dollari in fasi, fino al 2022, anche con l’obiettivo di incoraggiare altri donatori. L’amministrazione ha anche voluto sottolineare come i fondi investiti a livello globale non avranno impatto sul piano vaccinale nazionale.

In ambito di politica internazionale, l’amministrazione Biden si è detta pronta ad aprire un dialogo con l’Iran ed altre potenze mondiali per discutere del programma nucleare di Tehran. Un’apertura che può essere vista come un primo passo verso un possibile rientro degli USA nell’accordo sul nucleare iraniano (accordo dal quale erano usciti nel 2018). Il portavoce del Dipartimento di Stato statunitense, Ned Price, ha detto che gli USA sarebbero pronti ad accettare un invito dall’Unione Europea a partecipare ad un incontro con i paesi membri dell’accordo per discutere di una strada diplomatica da percorrere per quanto riguarda il programma nucleare dell’Iran.

Giovedì in un tweet Enrique Mora, vice segretario generale UE per gli affari politici, ha scritto: “Il JCPOA (l’accordo sul nucleare iraniano, ndr) è ad un momento fondamentale. Trattative intense con tutti i partecipanti e gli USA. Sono pronto ad invitarli ad un meeting informale per discutere della strada da percorrere”. L’Unione Europea potrebbe quindi giocare un ruolo da intermediario tra USA ed Iran.

Con l’uscita dall’accordo nel 2018, Trump aveva imposto sanzioni economiche contro l’Iran, che in risposta aveva trasgredito alle restrizioni sulle sue attività nucleari. Un comunicato di USA e degli stati europei, di giovedì, ha indirizzato un severo avvertimento a Teheran di non portare a compimento la minaccia di bloccare l’accesso agli impianti nucleari agli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (un punto cruciale del JCPOA). Il parlamento iraniano, infatti, a novembre aveva approvato una legge che prevedeva di espellere gli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica nel caso in cui gli USA non avessero eliminato le sanzioni economiche entro il 21 febbraio. “Le nostre misure correttive sono una risposta alle violazioni di US/E3. Rimuovete la causa se vi spaventa l’effetto”, ha scritto giovedì su Twitter, Mohammad Javad Zarif, ministro degli esteri iraniano, dopo il rilascio del comunicato congiunto di USA ed europei.

Giovedì l’amministrazione Biden ha mosso un altro passo nella direzione di un confronto diplomatico, ritirando una dichiarazione dell’amministrazione Trump, secondo la quale da settembre scorso l’ONU avrebbe imposto nuovamente tutte le sanzioni all’Iran; il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Uniti è stato informato della mossa in una lettera. Inoltre sono state allentate le restrizioni, imposte sempre dall’amministrazione Trump, nei confronti dei movimenti dei diplomatici iraniani accreditati presso le Nazioni Unite, che ha sede a New York.

Nel fine settimana Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA), ha incontrato i funzionari iraniani nel tentativo di mantenere il monitoraggio sul programma atomico di Teheran. Il ministro degli esteri Mohammad Javad Zarif però ha spiegato che le telecamere dell’IAEA saranno spente per osservare una legge approvata dal parlamento. “Questa non è una deadline per il mondo. Questo non è un ultimatum. È una questione interna tra il parlamento ed il governo”, ha detto Zarif in un’intervista a Press TV.

Sempre a livello di politica estera, venerdì scorso Joe Biden, nel suo intervento alla Munich Security Conference, ha esposto due punti centrali della sua amministrazione sul tema: una linea dura nei confronti della Cina (pur cambiando approccio rispetto a Trump) e il rapporto con i partner internazionali. In particolare sulla questione Cina, Biden ha detto: “Alle aziende statunitensi ed europee è richiesto di divulgare pubblicamente le strutture di gestione aziendale…e rispettare regole per impedire corruzione e pratiche monopolistiche. Le aziende cinesi dovrebbero attenersi agli stessi standard”.

Infine, quest’oggi lunedì 22 febbraio, per il procuratore generale nominato dal presidente Biden, Merrick Garland, si terrà l’udienza di conferma davanti alla Commissione Giustizia del Senato. Garland, noto come un centrista e che gode di un sostegno bipartisan, ieri ha rilasciato il discorso d’apertura preparato per l’udienza. Nel discorso Garland spiega che, nel caso in cui fosse confermato, sovrintenderebbe al procedimento nei confronti di suprematisti bianchi ed altri che hanno preso parte all’attacco al Campidoglio del 6 gennaio. Inoltre nel discorso, Garland evidenzia la missione di difendere i diritti civili e costituzionali di tutti gli americani, in particolare alcuni dei membri più vulnerabili della nostra società.

Nello scritto si evidenzia come: "Quella missione rimane urgente perché non abbiamo ancora la stessa giustizia. Le comunità di colore e altre minoranze continuano a subire discriminazioni nell'edilizia abitativa, nell'istruzione, nel lavoro e nel sistema di giustizia penale e sopportano il peso maggiore dei danni causati da pandemia, inquinamento e cambiamento climatico".

LA POLITICA DELLA FED

Mercoledì scorso sono stati pubblicati i verbali dell’incontro di gennaio del FOMC (il comitato che delibera in materia di politica monetaria), verbali che confermano che la Fed manterrà una politica espansiva anche in futuro. I partecipanti alla riunione avevano evidenziato come fosse difficile vedere un cambiamento a breve nel programma di acquisto di asset della FED e nella politica sui tassi d’interesse, dato che le condizioni economiche erano lontane dal raggiungimento degli obiettivi a lungo termine della Commissione. I membri hanno notato che il programma di allentamento quantitativo, che ha portato il bilancio di esercizio della FED a quasi 7,5 trilioni di dollari, ha alleviato notevolmente le condizioni finanziarie ed ha fornito supporto sostanziale all’economia. Nella dichiarazione post-meeting era stato rimarcato come la velocità dell’attività economica ed i miglioramenti nel mercato del lavoro fossero moderati negli ultimi mesi. Dall’incontro, i funzionari della FED sono stati praticamente unanimi nel sostenere che non si aspettano cambi di politica significativi fino a quando non saranno fatti ulteriori passi in avanti verso gli obiettivi della banca centrale per quanto riguarda il mercato del lavoro.

Il Segretario al Tesoro, Janet Yellen, giovedì in un’intervista alla CNBC, ha detto che il pacchetto di stimoli da 1,9 trilioni di dollari potrebbe aiutare gli USA tornare alla piena occupazione in un anno ed ha aggiunto che i benefici del pacchetto nel lungo periodo supereranno decisamente i costi. Yellen ha anche detto di non essere preoccupata dal fatto che la spesa di governo possa provocare inflazione: “L’inflazione è stata molto bassa per oltre un decennio e sì, è un rischio, ma la Federal Reserve ed altri hanno gli strumenti per affrontare questo rischio”.

La Yellen ha inoltre ribadito che considera i Bitcoin come un “asset altamente speculativo” ed ha osservato che negli ultimi anni si sono visti alti livelli di volatilità. Yellen ha affermato: “Penso che sia importante assicurarsi che non sia utilizzato come un mezzo per sollecitare transizioni e che ci sia tutela dell’investitore. Quindi, regolare gli enti che si occupano di Bitcoin, assicurarsi che rispettino le loro responsabilità regolamentari, penso sia certamente importante”.

DATI MACROECONOMICI

La settimana si è aperta con il dato sull’indice dei prezzi alla produzione (PPI) depurato dai dati del settore alimentare ed energetico che a gennaio sale del 1,2% andando oltre le aspettative di crescita dello 0,2% e superando la crescita di dicembre di 0,1%. Il dato annualizzato di gennaio, invece, segna un +2% migliorandosi rispetto al mese precedente (1,2%) ed al consensus (1,1%). I due dati sono elaborati dall’U.S. Department of Labor:

Decisamente sopra le stime il dato rilasciato dall’U.S. Census Bureau sulle vendite al dettaglio “Control Group“, che su base mensile cresce del 6% contro una previsione dello 0,8%. Un bel balzo dopo tre mesi consecutivi accompagnati dal segno ‘meno’ e, in particolare, dopo un dicembre al -2,4% (revisionato da -1,9%):

In crescita il numero di permessi di costruzione rilasciati, che dal dato di dicembre revisionato a 1,704 milioni passano ad 1,881 milioni, registrando un +10,4%. Per il primo mese del 2021 era stato previsto un calo a 1,678 milioni. Al contrario nel mese di gennaio è stato registrato un calo nel numero di partenze di costruzioni di case; se a dicembre il dato aveva raggiunto quota 1,680 milioni (revisionato da 1,669 milioni), a gennaio c’è stata una flessione a 1,580 milioni (-6%). Una contrazione superiore a quanto stimato (consensus 1,658 milioni). I dati sono rilasciati dall’U.S. Census Bureau. In defintiva i nuovi cantieri di gennaio hanno deluso, ma i permessi parlano chiaro. L'immobiliare resta un boom negli USA:

Brutti, per contro, i sussidi alla disoccupazione settimanali, che insieme con la revisione del dato precedente parlano di un mercato del lavoro chiaramente più fiacco di quanto sembrava. Infatti cresce per la seconda volta consecutiva il numero di nuove richieste di sussidi di disoccupazione, che nella settimana terminata il 13 febbraio hanno raggiunto quota 861 mila; un aumento rispetto al dato revisionato a 848 mila della settimana precedente. I numeri dell’ultima settimana hanno anche deluso le aspettative: era prevista una diminuzione delle richieste a 765 mila. Il dato è elaborato dall’U.S. Department of Labor:

In linea con le previsioni il dato preliminare di febbraio del PMI manifatturiero, elaborato da Markit Economics, che si attesta a 58,5 punti. In calo rispetto ai 59,2 punti di gennaio (v.grafico 1). Discorso diverso per il dato preliminare riferito al settore dei servizi, che arriva a 58,9 punti andando ben oltre le aspettative (consensus 57,6) e migliorando il dato di gennaio, pari a 58,3 punti (v.grafico 2):

Contrazione più contenuta rispetto a quanto stimato per l’indice di produzione della FED di Filadelfia. Il dato elaborato dalla FED di Filadelfia sulle condizioni del settore manifatturiero della medesima area indica un calo dai 26,5 punti di gennaio agli attuali 23,1. Come detto la contrazione è stata meno rilevante di quanto previsto, con un consensus che indicava un calo a 20 punti:

PUBBLICAZIONE DELLE TRIMESTRALI ECONOMICHE SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SETTIMANA APPENA TRASCORSA.

ANALOG DEVICES + 1,88%. La società è impegnata nella progettazione, produzione e commercializzazione di un portafoglio di segnali analogici, segnali misti e digitali ad alte prestazioni, elaborazione di circuiti integrati utilizzati in tutti i tipi di apparecchiature elettroniche, ha riportato utili nel primo trimestre fiscale 2021 pari a 1,44 $/az. su un fatturato di 1,56 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 1,32 $/az. su un fatturato pari a 1,51 mld $. I ricavi sono aumentati del 19,6% su base annua. La società ha detto che prevede utili nel secondo trimestre fiscale 2021 tra 1,36 e 1,52 $/az. su un fatturato tra 1,55 e 1,65 mld $. L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 1,39 $/az. su un fatturato di 1,54 mld $.

Vincent Roche, Presidente e CEO della società, ha affermato: “L’azienda ha fornito ottimi risultati nel primo trimestre fiscale nella fascia alta delle nostre previsioni, riflettendo la diversità della nostra attività e il nostro allineamento ai più importanti trend di crescita. I ricavi sono aumentati del 20% anno su anno con una crescita in tutti i segmenti di mercato, compreso un trimestre record per la nostra attività industriale. Sebbene il contesto economico rimanga incerto, siamo fiduciosi che sia in corso una ripresa su vasta scala, dato il continuo aumento delle prenotazioni dei nostri prodotti".

APPLIED MATERIALS + 2,37%. La società che sviluppa, produce, commercializza e fornisce servizi di fabbricazione di apparecchiature per le industrie mondiali dei semiconduttori, ha riportato utili nel primo trimestre fiscale 2021 pari a 1,39 $/az. su ricavi per 5,16 mld $. La stima degli analisti per gli utili era pari a 1,28 $/az. su ricavi per 4,97 mld $. Il fatturato è cresciuto del 24,0% su base annua. La società ha dichiarato di aspettarsi utili nel 2° trimestre fiscale 2021 tra 1,44 e 1,56 $/az. su ricavi tra 5,19 e 5,59 mld $ e l'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 1,27 $/az. su ricavi per 4,84 mld $.

Gary Dickerson, Presidente e CEO della società, ha dichiarato: “Nel primo trimestre fiscale, abbiamo assistito a una continua accelerazione della domanda nel nostro settore dei semiconduttori poiché le principali tendenze macro e di settore alimentano l'aumento del consumo di silicio in un'ampia gamma di mercati e applicazioni. Abbiamo un forte aumento nelle richieste, poiché il nostro ampio portafoglio e l'esposizione alle flessioni tecnologiche, combinati con la trazione dei nostri nuovi prodotti, ci mettono in una posizione ideale per superare di nuovo e sostanzialmente i nostri risultati nel 2021 e oltre".

BAIDU + 8,60%. Il provider di ricerca Internet in lingua cinese, ha riportato utili nel quarto trimestre 2020 pari a 3,08 $/az. su ricavi per 4,64 mld $. La stima degli analisti per gli utili era pari a 2,61 $/az. su ricavi per 4,65 mld $. Il fatturato è aumentato del 11,8% su base annua. La società ha affermato di prevedere per il primo trimestre 2021 ricavi tra 4,00 e 4,40 mld $, mentre l'attuale stima degli analisti è per ricavi di 3,99 mld $.

Robin Li, co-fondatore e CEO di Baidu, ha affermato: “Baidu ha concluso il 2020 in modo solido con le nostre attività che hanno beneficiato del miglioramento dell'ambiente macroeconomico e della digitalizzazione di Internet a livello industriale. La nostra attenzione all'innovazione attraverso la tecnologia sta dando i suoi frutti. All'inizio del 2021, Baidu è ben posizionata come una delle principali società di intelligenza artificiale con solide basi Internet per cogliere le enormi opportunità di mercato nei servizi cloud, guida autonoma, trasporto intelligente e altre opportunità di intelligenza artificiale. Speriamo inoltre di sfruttare la nostra enorme portata Internet con più servizi. Attraverso anni di investimenti nella ricerca, nella progettazione di chip AI, nella comunità di sviluppatori, nei brevetti e nello sviluppo dei talenti, stiamo trasformando l'IA in innovazioni, ad esempio, il cloud Baidu AI. Continueremo a investire pesantemente nella tecnologia per ottimizzare la crescita a lungo termine di Baidu e perseguire la nostra missione di rendere il mondo più semplice attraverso la tecnologia".

COPART – 1,98%. E’ un fornitore di aste online e servizi di remarketing di veicoli negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Brasile. Fornisce ai venditori di veicoli servizi per elaborare e vendere veicoli su Internet, ha riportato utili nel secondo trimestre fiscale 2021 pari a 0,80 $/az. su ricavi per 617,0 mln $. La stima degli analisti per gli utili era pari a 0,79 $/az. su ricavi per 628,9 mln $. Il fatturato è aumentato del 7,3% su base annua.

HENRY SCHEIN – 8,22%. La società è impegnata nella fornitura di prodotti e servizi sanitari a medici e dentisti in ufficio. Fornisce inoltre i propri servizi al governo, alle cliniche sanitarie istituzionali e ad altre cliniche alternative, ha riportato utili nel quarto trimestre 2020 pari a 1,00 $/az. su un fatturato di 3,20 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 0,99 $/az. su un fatturato pari a 2,88 mld $. I ricavi sono cresciuti del 18,6% su base annua. La società ha affermato di prevedere per tutto il 2021 utili pari o superiori a 3,51 $/az. mentre l'attuale stima degli analisti per gli utili è di 3,65 $/az.

Stanley Bergman, Presidente del CdA e CEO della società, ha affermato: “Sullo sfondo di un anno il più impegnativo della nostra storia, la costante attenzione di Henry Schein ai nostri clienti, insieme alla nostra resilienza e agilità, ci ha permesso di raggiungere una crescita record delle vendite nette totali nel 2020 grazie al notevole aumento di clienti. Siamo riusciti a supportare le pratiche inizialmente aperte ai servizi di emergenza e anche ad assistere i clienti che si preparavano a ripristinare le pratiche per aumentare le capacità operative man mano che le restrizioni si attenuavano. Nel futuro, ci aspettiamo che il numero di pazienti aumenterà fino a raggiungere i livelli pre-COVID. Rimango fiducioso che Henry Schein sia ben posizionato per un successo futuro continuo, data l'ampiezza dei nostri prodotti, servizi e supporto nei mercati dentali e medici globali".

MARRIOTT INTL + 5,25%. La società è un operatore, franchisor e licenziatario di hotel e proprietà in multiproprietà con diversi marchi, ha riportato utili nel quarto trimestre 2020 pari a 0,12 $/az. su un fatturato di 2,17 mld $. La stima degli analisti era per una perdita di 0,11 $/az. su un fatturato pari a 2,40 mld $. I ricavi sono diminuiti del 59,6% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa.

Leeny Oberg, Vicepresidente esecutivo e CFO della società, ha dichiarato: "Nel 2020, siamo passati rapidamente a ridimensionare la nostra attività in risposta al rapido calo delle entrate riducendo i costi, rafforzando il nostro bilancio e riducendo la spesa in conto capitale. Mentre il contesto attuale rimane una sfida, crediamo che la nostra condizione finanziaria sia solida e guardiamo avanti al resto del 2021 con ottimismo. L'azienda ha aggiunto quasi 63.000 camere in tutto il mondo durante il 2020, di cui oltre 28.000 nei mercati internazionali e un totale di circa 8.100 camere di conversione. Alla fine del 2020 erano in costruzione oltre 229.000 stanze in cantiere. Alla fine del 2020, la liquidità netta della società ammontava a circa 4,4 mld $, pari a circa 0,8 mld $ di cassa disponibili e 3,6 mld $ di linea di credito inutilizzata”.

SYNOPSYS – 8,22%. La società produce software di automazione della progettazione elettronica per l'industria dei semiconduttori, ha riportato utili nel primo trimestre fiscale 2021 pari a 1,52 $/az. su un fatturato di 970,3 mln $. La stima degli analisti per gli utili era di 1,47 $/az. su un fatturato pari a 958,78 mln $. I ricavi sono cresciuti del 16,3% su base annua. Inoltre la società ha detto che prevede utili nel secondo trimestre fiscale 2021 tra 1,50 e 1,55 $/az. su un fatturato tra 970,0 e 1,0 mld $. L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 1,53 $/az. su un fatturato di 976,04 mln $. Inoltre, ha affermato di prevedere per tutto il 2021 utili tra 6,23 e 6,30 $/az. su ricavi tra 4,00 e 4,05 mld $, mentre l'attuale stima degli analisti per gli utili è di 6,30 $/az. su ricavi per 4,02 mld $.

Il co-CEO della società, Aart de Geus, ha dichiarato: “Il primo trimestre fiscale 2021 ha registrato un ottimo inizio, con forza in tutte le aree geografiche e gruppi di prodotti. Abbiamo conseguito risultati finanziari pari o superiori agli obiettivi di riferimento, avviato un riacquisto di azioni da 250 mln $ e stiamo riaffermando le nostre prospettive per l'anno in corso. I nostri mercati sono forti, poiché le aziende ed i clienti che sono tutti interconnessi attorno a una nicchia specifica stanno correndo per sfruttare i big data, i calcoli più veloci e l'apprendimento automatico per differenziarsi. Synopsys è al centro di questa ondata di tecnologia avanzata. Il nostro portafoglio di soluzioni altamente differenziato, le innovazioni in EDA (Analisi dei dati energetici), blocchi IP all'avanguardia e prodotti e servizi di sicurezza software leader nel settore stanno generando una domanda elevata e una crescita eccellente”.

ORDINI DI ACQUISTO NUOVE POSIZIONI DELLA SETTIMANA (2/22/2021)
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Pagina a cura di SANDRO MANCINI