NASDAQ100 WEEKLY - 5 giorni di rialzi per gli indici azionari USA, con nuovi massimi storici !


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Non abbiamo finito, nello scorso fine settimana, di sperare in un ribasso di un ulteriore 2/3% degli indici azionari USA in questa appena conclusa, che il rimbalzo è avvenuto immediatamente con performance consistenti, tanto da aggiungere un ulteriore record storico alle quotazioni del NASDAQ100 e dell’S&P500. Ovviamente ciò non può che farci piacere, più per le ottime performance raggiunte dal nostro portafoglio LombardReport (ben 9 titoli a target nella settimana appena trascorsa) che per le quotazioni degli indici in sé che, e ci ripetiamo, avrebbero bisogno di un pullback più sostanzioso o, quantomeno, di una fase di lateralizzazione più prolungata per continuare l’eccezionale rialzo senza, o quasi, dover avere l’ansia che al primo “stormir di fronde” si possa prendere uno sciacquone del 8/10% giornaliero.

OK, pensiamoci con la dovuta cautela e continuiamo a godere di questi continui rialzi che contraddistingueranno anche questo 2021.

A contribuire al sostanzioso rialzo sicuramente la stagione delle ottime trimestrali; delle 300 società dell’S&P500 che hanno già pubblicato i report, l'82% ha battuto le stime degli analisti per gli utili, in media del + 19%. Il 75% ha battuto le stime del fatturato, in media del + 3.6% (dati di Bloomberg). Se questi fossero i dati finali, si può affermare che nel quarto trimestre gli EPS in aggregato hanno recuperato i livelli pre-Covid, molto prima delle attese e con l'eventuale ripresa grazie alle riaperture e con uno stimolo fiscale e monetario ancora forte, vedremo una corsa ad adeguare le previsioni nei prossimi giorni.

A dare ulteriore manforte all’indice S&P500 anche il settore bancario, che, terminate le prese di beneficio post risultati, prezzano i buoni dati macro e l'irripidimento (o steepening) delle curve dei rendimenti prodotto dall'aumento delle attese di inflazione. Infatti il differenziale di rendimento 2-10 anni in US ha superato i 100 bps per la prima volta dal giugno del 2017 (v.grafico).

Per quanto riguarda l’indice Nasdaq100, troviamo splendidi i risultati di Alphabet e Amazon, troppo buoni per essere accolti da prese di beneficio (anche se Amazon inizialmente le ha viste, alla notizia dell'abbandono della carica di CEO da parte di Bezos, che diventa Presidente esecutivo), ma analizzeremo i dati nel capitolo relativo.

Sempre a proposito della speculazione avviata due settimane fa sui titoli azionari, va detto che il popolo di Reddit, Robinhood (e fiancheggiatori) ha subito un’altra reprimenda, con il CME che, in questo caso, ha aumentato i margini per operare sul “future” dell'argento di quasi il 18%. Comprensibile il calo robusto del metallo che ha perso tutto il guadagno accumulato in pochi giorni, e la frana dei titoli ad esso collegati esplosi in negativo (First Majestic Silver -20%). Inutile dire che l'onda di reflusso su Gamestop, AMC, Express Inc, etc. è continuata. Ma il sentiment generale non ne ha risentito per nulla.

Nel frattempo la Casa Bianca ha dichiarato che inizierà a distribuire il vaccino alle farmacie per accelerarne la distribuzione. Oltre a ciò, sul fronte fiscale è passata al Senato (50 a 49 voti) una risoluzione che apre la strada ad una “Budget Reconciliation”. Ma il Senatore Democratico, Manchin, pur votandola ha sostenuto di preferire un approccio bipartizan. Per il momento i Dem sono adamantini nel ricercare 1.9 mld $ di pacchetto, parte centrale del programma dei primi 100 giorni di Presidenza Biden. L'idea è che i Repubblicani dovranno superare di un po' il trilione $, se no sarà Reconciliation. Lo stimolo quindi sarà almeno il 6% del GDP, forse di più. Ma di questo parleremo in seguito nel capitolo relativo.

Non poteva che andare diversamente dalla scorsa settimana, visti i 5 giorni di rialzo consecutivi, nel rapporto PUT/CALL sulle opzioni dell’indice S&P500 che da 0.58 si sono riportate a 0.42, sancendo nuovamente le scommesse per un mercato ancora rialzista (v. grafico):

Stessa sorte per il sentiment settimanale tra Rialzisti e Ribassisti che ritorna sopra lo zero a 1.76 che conferma la ritrovata positività (moderata) tra gli investitori.

E passiamo all’analisi grafica del nostro indice preferito, il NASDAQ100. L’auspicata correzione è durata un paio di giorni e nulla più con appena un – 3% ed immediatamente si è avuto un rimbalzo che, oltre a recuperare le perdite, ha fatto registrare un nuovo massimo storico a 13642.96 spazzando via anche l’area di resistenza a 13530 (estensione del 161,8% della gamba ribassista 3-4 cerchiata in bianco). Di ancor più positivo c’è da notare come questi nuovi record siano stati registrati senza andare a sconfinare in area di ipercomprato. E’ dall’inizio di settembre scorso che l’RSI non sconfina sopra i 70, se non di un’inezia a dicembre, creando forti correzioni come potete vedere da soli nel grafico. Ulteriore positività dovuta al fatto che è stato chiuso il Gap tra il 26 ed il 27 gennaio anche se questo rimbalzo ne ha lasciato un altro aperto a 13280. Ora non rimane che attendere l’attacco alla prossima resistenza posta in area 14200 (estensione del 200% della gamba 3 e 4 cerchiata in bianco), di contro abbiamo un possibile re-test del supporto posto in area 12800 (ritracciamento del 27,2% della gamba rialzista 4-5 cerchiata in bianco). La settimana si è chiusa a 13603.96 con un guadagno del + 5,25% che porta ad un + 5,55% la performance da inizio anno 2021.

Identica situazione del NASDAQ100 anche sull’indice S&P500 ma con una performance leggermente inferiore. Recupero immediato delle perdite della scorsa settimana e nuovo record storico registrato nella giornata di venerdì a 3894.56. Graficamente il rialzo si è distanziato nuovamente dalla trendline tracciata dai minimi del dicembre 2018 passante sotto i minimi dell’ottobre 2019 ed è molto ben visibile il prossimo target in area 3960 (estensione del 200% della gamba 3-4 cerchiata in bianco) ed anche l’RSI a 62 indica che la strada per raggiungere tale area è percorribile anche immediatamente. Il rialzo della settimana ha favorito la chiusura del gap ribassista formatosi il 27 gennaio anche se ne ha aperto un altro, questa volta rialzista, tra le giornate del primo e 2 febbraio scorso. Eventuali scenari ribassisti portano al re-test del supporto in area 3700 (ritracciamento del 27,2% della gamba 4-5 cerchiata in bianco) con proiezione l’area 3630 (ritracciamento del 38,2%). La settimana di contrattazione si è chiusa a 3886.83 con un guadagno del + 4,65 il che porta ad una performance del + 3,48% da inizio 2021.

Anche se la dinamica è la stessa, l’indice DOW JONES si conferma l’anello debole della filiera che, a differenza degli altri due indici, non è riuscito a far registrare un nuovo massimo storico anche se, graficamente notiamo come i prezzi abbiano recuperato la trendline ascendente tracciata dal minimo del dicembre 2018 passante sui massimi di settembre 2020 e si siano fermati nuovamente in area 31100 (estensione del 161,8% dell’ultima gamba ribassista). Per quanto riguarda la continuazione del rialzo, dopo la formalità della rottura del precedente massimo storico, la proiezione è verso area 32250, anche se presumiamo che ci vorrà un lasso di tempo un po' più lungo rispetto agli altri due indici di riferimento, mentre al ribasso anche qui troviamo il re-test del supporto in area 29900 (ritracciamento del 27,2%). Le contrattazioni della scorsa settimana si sono chiuse a 31148.24 il che porta ad un guadagno del + 3,89% il che riporta ad una performance del + 1,77% da inizio anno 2021.

ORO INDEX

I prezzi dell'oro non sono stati in grado di tenere le quotazioni e la materia prima ha dovuto affrontare due settimane consecutive di ribassi dopo un tentativo di rottura al rialzo a metà gennaio. Si ritiene che alcuni fattori siano le cause chiave della debolezza dell'oro.

In primo luogo il dollaro USA che è stato in grado di trovare uno slancio rialzista grazie al miglioramento dei dati macroeconomici. Altri fattori fondamentali che aiutano il dollaro USA sono il tasso di vaccinazione più efficiente che il Paese sta vedendo, insieme a segnali positivi di cooperazione provenienti dal Congresso degli Stati Uniti per quanto riguarda ulteriori stimoli fiscali.

In secondo luogo l’innalzamento dei rendimenti obbligazionari USA con il 10 anni che ora è al di sopra del picco registrato l’11 gennaio intorno al 1,15%. L'aumento dei rendimenti pesa negativamente sull'oro, un asset non redditizio, e questo potrebbe continuare ad essere il caso se le aspettative di prestazioni economiche future aumenteranno.

In terzo luogo le aspettative di inflazione, poiché un aumento dell'inflazione è probabilmente il più grande rischio al rialzo per l'oro quest'anno. I rendimenti reali sono stati ai minimi quest'estate, consentendo all'oro di sovraperformare altri asset, con una successiva correzione quando i tassi si sono normalizzati verso la fine dell'anno. La FED non ha alcuna intenzione di tagliare ulteriormente i tassi di interesse e gli investitori non si aspettano un ulteriore rallentamento dell'economia. Pertanto, se risulta probabile una continuazione di questa tendenza, a quel punto i rendimenti reali potranno tornare positivi mantenendo il prezzo dell'oro contenuto nel breve termine.

Di contro, è pur vero che se le aspettative siano per un aumento dell'inflazione quest'anno sulla scia della crescente domanda, la FED ha dichiarato che non interverrà se non in presenza costante di un valore inflattivo sopra il target atteso, quindi i commercianti di oro dovrebbero farsi trovare preparati per la continuazione in un ambiente di bassa inflazione nel prossimo futuro.

Passiamo ora all’analisi grafica e notiamo come i prezzi abbiano scelto di seguire la trendline discendente in un range, nelle ultime quattro settimane, tra 1870 e 1770 $/oz. Nella settimana appena trascorsa i ribassisti hanno avuto partita vinta ma non tale da far sconfinare i prezzi sotto l’importante area di supporto dei 1770 $/oz. (ritracciamento del 50% dell’ultima gamba rialzista). Anche la rottura al ribasso della M.M. a 200 Exp non indica nulla di buono per il futuro a meno di riprendere subito il rialzo come accaduto a metà novembre 2020. Ed è quello che ci auguriamo, avvenga.

Viceversa il Platino va che è una meraviglia. La modesta discesa dei prezzi della scorsa settimana è stata subito riassorbita con gli interessi ed ora si guarda all’attacco del precedente massimo relativo di due settimane fa in area 1160 $/oz., per poi proiettarsi verso il massimo relativo del 2016 a in area 1200 $/oz. Repentino rialzo dei valori anche nella nostra posizione sul relativo ETC rispetto alla scorsa settimana. La settimana dell’Oro è si è chiusa a 1850.30 $/oz. facendo registrare una perdita del – 0,32%. La settimana della commodity in modalità spot si è chiusa a 1812.98 $/oz. con una perdita del – 4,47%. Di seguito il grafico weekly dell’ORO FUTURES APRILE 2021:

LA POLITICA DEGLI STATI UNITI

Mentre i Democratici continuano ad insistere per il passaggio del pacchetto di aiuti pandemici da 1,9 trilioni di dollari anche senza l’appoggio dei Repubblicani, Biden nel fine settimana ha detto che difficilmente una disposizione sul salario minimo federale a 15 $/ora sarà approvato con le prossime misure di sostegno. Uno stop, ma non un dietrofront sul tema, dato che il Presidente ha spiegato che l’amministrazione in carica proporrà un disegno di legge specifico sull’aumento del salario minimo.

I Dem, come detto, si preparano ad approvare il piano di Biden da 1,9 trilioni di dollari senza il sostegno dei senatori Repubblicani ricorrendo alla procedura speciale, valida solo una volta l’anno, della ‘riconciliazione’; Nancy Pelosi (Democratica), speaker della Camera, venerdì ha fatto sapere che la camera bassa del Congresso punta al passaggio del pacchetto di aiuti entro due settimane. Venerdì scorso Senato e Camera hanno approvato la risoluzione di bilancio, dando il via al processo di riconciliazione che verrà utilizzato per il passaggio del pacchetto di aiuti pandemici. Decisivo al Senato (dove sono stati presi in considerazione diversi emendamenti) il voto della vicepresidente Kamala Harris.

Con il processo di riconciliazione possono essere approvate solo misure che hanno impatto sul budget; Biden ha indicato che queste regole probabilmente non consentirebbero l’inserimento di una norma sul salario minimo nel disegno di legge finale. Tuttavia il senatore Sanders, presidente della commissione bilancio del Senato, tiene vive le ultime speranze sulla questione, spiegando alla CNN che l’aumento del salario minimo avrebbe implicazioni di bilancio e per questo dovrebbe essere compatibile con le regole del processo di riconciliazione. Lo stesso Sanders venerdì, appoggiando un emendamento della Repubblicana Joni Ernst che proibisce l’aumento del salario minimo durante la pandemia, ha spiegato che il suo piano è quello di far salire gradualmente il salario minimo federale per raggiungere quota 15 $7ora entro il 2025.

I Repubblicani si oppongono all’inserimento del provvedimento sull’aumento del salario minimo nel pacchetto di aiuti, osservando che la misura potrebbe mettere ulteriore pressione su aziende già alle prese con le difficoltà economiche provocate dalla pandemia. Anche il senatore Dem, Joe Manchin, non è favorevole alla misura; ciò significa che il Partito Democratico al Senato non avrebbe nemmeno la maggioranza semplice richiesta per il passaggio del pacchetto dal processo di riconciliazione. I Democratici quindi pianificano di approvare nel pacchetto di stimoli norme come quella sui pagamenti diretti da 1,400 $/mese, il sussidio di disoccupazione da 400 $/settimanali fino a settembre, 350 miliardi di dollari per aiuti governativi statali, locali, un programma di vaccinazione Covid da 20 miliardi di dollari e 50 miliardi per i test covid, 170 miliardi per l’istruzione e 30 miliardi per misure di assistenza per affitti ed utenze.

Uno degli obiettivi del nuovo Presidente, Joe Biden, è colmare il divario di ricchezza razziale negli USA. Al momento gli ordini esecutivi di Biden sul tema hanno riguardato il contrasto a pratiche abitative discriminatorie, la fine del ricorso a prigioni private da parte del governo federale, l’impegno degli USA nel riaffermare la sovranità dei tribunali ed il contrasto alla xenofobia verso gli asio-americani e gli abitanti delle isole del Pacifico. Lo stesso innalzamento del salario minimo andrebbe nella direzione di una riduzione del gap di ricchezza razziale, garantendo un aumento al 31% dei lavoratori di colore e al 26% dei lavoratori latino-americani.

Durante la campagna elettorale, Biden ha promesso un rapido investimento da 2 trilioni di dollari per creare posti di lavoro e costruire infrastrutture moderne e sostenibili nelle comunità di colore. Oltre a proporre una cancellazione dei debiti per gli studenti, Biden ha richiesto di azzerare la retta per i college e le università pubbliche per le famiglie con un reddito inferiore ai 125 mila dollari.

Biden punta poi ad espandere e potenziare il “Community Reinvestment Act”, per garantire che le banche forniscano a tutti il loro servizio. Il presidente vuole anche espandere l’accesso a 100 miliardi di dollari in prestiti a basso interesse per le aziende, finanziando programmi di prestito locali, statali e non-profit nelle comunità di colore.

Sul fronte ‘Cina’, secondo alcuni analisti la nomina di Kurt Campbell a coordinatore degli affari del National Security Council’s Indo-Pacific, testimonia l’intenzione di Biden di concentrarsi maggiormente su quella regione e rinforzare le relazioni con gli alleati. Campbell ha prestato servizio come assistente segretario di stato per gli affari nell’Asia orientale e nel Pacifico durante la presidenza Obama. Ci si aspetta che Campbell, il segretario di stato, Antony Blinken, ed il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, ricoprano un ruolo centrale nella formazione della politica asiatica, ed in particolare cinese, che adotterà l’amministrazione Biden.

Scott Kennedy, consulente senior ed esperto di Cina presso il Center for Strategic and International Studies, ha detto: “Penso che politica inerente alla Cina nel 2021 in realtà riguarderà la politica degli alleati. Quindi penso che vedremo il segretario di stato, Antony Blinken, il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan e Kurt Campbell impiegare gran parte del loro tempo non coinvolgendo direttamente la Cina, ma coinvolgendo gli alleati in Asia ed in Europa sulla questione Cina”.

Passiamo ora ad un tema scottante riguardante i mercati finanziari. La scorsa settimana la narrativa prevalente era che una banda di piccoli commercianti ispirati a Reddit (un social media news aggregator) si fosse sollevata contro Wall Street acquistando in massa il titolo azionario GameStop, costringendo una parte dei gestori di “hedge fund” professionisti a coprire le loro operazioni di vendita allo scoperto per non rischiare perdite catastrofiche e costringendo anche diverse case di brokeraggio, come RobinHoood ed Interactive Brokers, ad alzare di molto le marginazioni e non solo sui titoli presi di mira dalla speculazione. Ma diversi segnali indicano che dietro i retail di Reddit ci fossero, in realtà, investitori istituzionali come principali motori dell’azione selvaggia dei prezzi in ascesa.

Infatti diversi analisti di JPMorgan, JMP Securities, Piper Sandler, UBS, ecc. ed alcuni investitori, incluso il venditore allo scoperto Carson Block, hanno teorizzato che la battaglia reale fosse Wall Street contro Wall Street. Attraverso l’analisi dei dati di contrattazione in loro possesso in quei giorni, tutti loro sono concordi nel ritenere che potrebbero esserci dei grandi professionisti che hanno trasformato la folla di retail in un grande movimento convincendoli ad attaccare gli “hedge fund” acquistando massicciamente Gamestop ed altri titoli vittime di forti volumi di vendite allo scoperto. Quindi “hedge fund” contro altri “hedge fund” secondo quanto riferito anche dal Wall Street Journal, che “l’hedge fund” di New York, Senvest Management, ha ricavato 700 milioni di dollari dalla sola operazione su GameStop.

Mentre la bolla GameStop è scoppiata nella settimana appena trascorsa, con le azioni in calo di oltre l’80%, i regolatori di Washington non si sono dimenticati del dramma in atto a Wall Street tra gli investitori. Entrambe le camere del Congresso stanno pianificando di tenere audizioni circa ciò che è successo sul titolo GameStop e la neo nominata segretaria al Tesoro, Janet Yellen, ha dichiarato che incontrerà i capi della Securities and Exchange Commission (SEC), del Federal Reserve Board, della Fed di New York e della Commodities Futures Trading Commission (CFTC), per discutere “se le attività recenti siano coerenti con la protezione degli investitori e se i mercati siano equi ed efficienti”. Secondo quanto riportato da Bloomberg News, in questo periodo senza precedenti in cui il potere dei social media ha davvero assunto un nuovo significato, i regolatori della SEC stanno setacciando i post di Reddit per identificare se ci siano stati degli “attori” fraudolenti che hanno cercato di manipolare il mercato. L’agenzia di regolamentazione sta anche studiando la possibilità che la mafia abbia avuto un ruolo importante nella vicenda.

POLITICA DELLA FEDERAL RESERVE

Vaccinazioni, test, sostegno alle persone senza lavoro, riapertura delle scuole, ridare la possibilità alle donne con figli di rientrare nella forza-lavoro. Sono queste le priorità delineate martedì scorso dal presidente della Federal Reserve di Dallas, Robert Kaplan, durante un’intervista alla CNBC. Kaplan è dunque favorevole ad una maggiore spesa per far fronte a questi temi fondamentali, pur senza schierarsi a favore del piano di Biden o di quello dei Repubblicani.

Il Congressional Budget Office stima che l’inflazione raggiungerà il target del 2% fissato dalla FED dopo il 2023, ma sempre secondo l’ufficio la banca centrale manterrà tassi bassi per tutto il decennio. Kaplan non ha fatto ipotesi su quando la banca centrale inizierà a ridurre gli alti livelli di accomodamento: “Ci sarà tempo per affrontare questa discussione. Penso che sarà più salutare far perdere la dipendenza da queste misure straordinarie, ma al momento siamo nel bel mezzo di questa pandemia e quindi penso che dobbiamo essere aggressivi”.

Il presidente della FED di Dallas nell’intervista alla CNBC ha evidenziato il peso della campagna vaccinale per la ripresa economica e ha detto che si aspetta che il PIL cresca di circa il 5% quest’anno. Secondo Kaplan i prossimi mesi saranno fiacchi, poi la crescita probabilmente riprenderà verso giugno ed andrà più in alto nella seconda metà dell’anno.

Il presidente della Federal Reserve di Cleveland, Loretta Mester – durante un’intervista alla CNBC – ha detto che le autorità di regolamentazione dovrebbero guardare la vicenda legata a ‘GameStop’ e al modo in cui sta impattando sui mercati. Una vicenda che però non influenza la sua visione di politica monetaria.

Secondo Mester la politica accomodante della FED, con i tassi d’interesse ancorati vicino a zero per quasi un anno e l’acquisto mensile di obbligazioni per almeno 120 miliardi di dollari, non è una causa diretta dei problemi nel mercato: “Certamente comprendiamo che la stabilità finanziaria sia una cosa necessaria per raggiungere il nostro doppio obiettivo di mandato di stabilità dei prezzi e massima occupazione. La volatilità nel mercato è dovuta a varie fonti. Non penso che questo debba influenzare quella che è la nostra politica monetaria”.

DATI MACROECONOMICI

Leggermente in calo dopo il picco di dicembre, il dato sul PMI manifatturiero elaborato da ISM, che passa da 60,5 agli attuali 58,7 deludendo la stima fissata a 60 punti. Il dato rilasciato da ISM evidenzia una diminuzione dei nuovi ordini del settore manifatturiero, che scendono da 67,5 a 61,1, ed un aumento dei prezzi, che salgono da 77,6 punti ad 82,1. In crescita, invece, la componente occupazionale dell’ISM manifatturiero, che passa dai 51,7 punti di dicembre agli attuali 52,6. In ogni caso i numeri restano buoni mostrando una dinamica abbastanza forte.

L’indice PMI riferito al settore dei servizi, elaborato anche in questo caso da ISM, supera le attese (era previsto un calo a 56,8) toccando a gennaio quota 58,7 e registrando un +1,0 rispetto a dicembre. I nuovi ordini passano da 58,6 a 61,8; in ripresa il dato sull’occupazione, che dopo il calo sotto i 50 punti dello scorso mese (dato revisionato a 48,7) va ben oltre le aspettative (consensus 49,7) attestandosi a quota 55,2. Si registra una leggera contrazione nel dato sui prezzi, che passa da 64,4 a 64,2.

Su un sentiment già in recupero, sono andati a innestarsi i sussidi alla disoccupazione USA migliori delle attese. Sono state 779 mila le nuove richieste di sussidi di disoccupazione. Dopo il boom di richieste di metà gennaio (il 14 dello scorso mese il dato revisionato aveva segnato 926 mila richieste), il mese si è chiuso con tre settimane di discesa. Con 779 mila nuove richieste, la settimana terminata il 30 gennaio è andata meglio di quanto ci si aspettasse, visto il consensus fissato a 830 mila. Il dato è rilasciato dall’US Department of Labor.

In rialzo, ma ad un ritmo inferiore rispetto alle aspettative, il dato relativo al numero di posti di lavoro non agricoli rilasciato dall’US Bureau of Labor Statistics. Dal dato revisionato di dicembre di -227 mila si è passati ai +49 mila di gennaio (contro un consensus di 50 mila). Anche i posti di lavori non agricoli nel privato a gennaio hanno fatto segnare una ripresa. Dopo il -204 mila di dicembre (revisionato da -95 mila), il primo mese del 2021 si è chiuso con un +6 mila; numeri comunque sotto le aspettative che parlavano di un +50 mila.

Dopo aver chiuso il 2020 con due mesi consecutivi al 6,7%, il tasso di disoccupazione apre il nuovo anno con un decremento. Nel mese di gennaio, infatti, il dato è passato al 6,3% andando contro il consensus che non prevedeva discostamenti dai numeri di novembre e dicembre (chiaro che se continui a mandare a casa assegni, la gente è meno incentivata a fare qualcosa per occuparsi). Il dato è rilasciato dall’US Bureau of Labor Statistics.

La media settimanale di ore lavorate da dipendenti nel settore privato non agricolo è passata dalle 34,7 ore di dicembre alle attuali 35 (il consensus era fissato a 34,7). Il dato è rilasciato dall’US Bureau of Labor Statistics.

PORTAFOGLI AZIONARI

Poche volte nei nostri 24 anni di storia operativa abbiamo assistito ad una valanga di target raggiunti in una sola settimana, forse neanche durante la bolla tecnologica del 2000 (la memoria fa cilecca!). Certo, le performance erano diverse da queste, ma neanche tanto da quelle attuali di ALPHABET e NIO. Tornando ai titoli della strategia Nasdaq Weekly, sugli undici titoli acquistati ad inizio settimana ben nove sono andati a target e gli altri hanno tutti recuperato bene ad eccezione di COGNIZANT che gira sempre intorno ad un – 5%, ma non sarà questo il cruccio. Intanto abbiamo messo in cantina tanti altri tozzi di pane da sfruttare in periodi meno favorevoli. Con le altre strategie del Portafoglio LombardReport, detto di Alphabet e Nio, abbiamo CAMPARI vicino al nostro target e NVIDIA, mentre non bene ANALOG DEVICES ed EXCEL ENERGY (strano che quest’ultima sia penalizzata visto il procedimento in atto di conversione “green” delle sue centrali elettriche).

Nel Portafoglio “The Challenge” da segnalare le ottime performance degli ETF sulle strutture digitali, sui semiconduttori e, come detto in altro capitolo, sul Platino. Sui titoli azionari segnaliamo le performance su APPLE e GILEAD SCIENCES, su AURORA CANNABIS abbiamo rivisto per due giorni i prezzi di 14 $ (cosa impossibile per diversi di voi che ci hanno scritto nei periodi più bui di ottobre), mentre un discorso a parte merita DEUTSCHE LUFTHANSA, la cui valutazione ci porta a dover decidere su tre possibili scenari: accumulazione, spostamento al rialzo del livello di target, vendita a target e rientro a quotazioni più basse del venduto. Il titolo, ancora fortemente penalizzato, sta recuperando alla grande nonostante siamo ancora in piena pandemia, ovviamente i prezzi scontano già la prima ripresa dovuta alla progressività delle persone vaccinate, ma siamo ancora distanti anni luce dalle quotazioni che il primo vettore europeo ha fatto registrare nel passato recente senza andare a prendere in considerazione i massimi storici. Decisione molto difficile, vorrà dire che consulteremo la sfera di cristallo e chiederemo una consulenza al mago Otelma. Ulteriore acquisto durante la settimana appena trascorsa sul titolo tedesco SAP. 

Alla prossima.

PUBBLICAZIONE DELLE TRIMESTRALI ECONOMICHE SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SETTIMANA APPENA TRASCORSA.

ALEXION PHARMA – INV.%. La società di biotecnologie che lavora per sviluppare e fornire terapie farmacologiche per pazienti con condizioni mediche gravi e potenzialmente letali, ha riportato utili non GAAP nel quarto trimestre 2020 pari a 2,96 $/az. su ricavi per 1,59 mld $. La stima degli analisti per gli utili era pari a 2,56 $/az. su ricavi per 1,52 mld $. Il fatturato è cresciuto del 15% su base annua.

Ludwig Hantson, A.D. della società, ha affermato: “Nel 2020, abbiamo realizzato la nostra strategia LEAD-EXPAND-DIVERSIFY, facendo progredire il nostro portafoglio commerciale con molteplici approvazioni normative globali e sviluppando ulteriormente la nostra linea guida, che ora comprende più di 20 programmi di sviluppo. Entriamo nel 2021 con uno slancio significativo, una solida base e un futuro promettente. Siamo ben posizionati per continuare a costruire il nostro successo e portare avanti ulteriormente la nostra missione di fornire farmaci che cambiano la vita a persone con malattie rare e condizioni devastanti, specialmente dopo la fusione in AstraZeneca che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno". Ricordiamo che gli azionisti di Alexion, dopo la fusione, possiederanno circa il 15% del capitale della nuova grande società sanitaria.

ALPHABET + 14,31%. La Società che offre ricerca, pubblicità online, sistemi operativi e piattaforme, prodotti aziendali e hardware, ha riportato utili nel quarto trimestre 2020 pari a 22,30 $/az. su un fatturato di 56,90 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 15,90 $/az. su un fatturato pari a 53,13 mld $. I ricavi sono cresciuti del 23,5% su base annua.

Sundar Pichai, CEO di Google e Alphabet, ha dichiarato: "I nostri ottimi risultati di questo trimestre riflettono l'utilità dei nostri prodotti e servizi per le persone e le aziende, nonché l'accelerazione della transizione ai servizi online e al cloud. La nostra performance è stata trainata dalla ricerca e da YouTube, poiché l'attività dei consumatori e delle imprese si è ripresa rispetto all'inizio dell'anno. I ricavi di Google Cloud sono stati pari a 13,1 mld $ per 2020. Google ha successo quando aiutiamo i nostri clienti e partner a raggiungere il loro successo e cerchiamo opportunità per creare partnership significative mentre le aziende guardano sempre più a un futuro digitale".

AMAZON + 4,55%. La società è un rivenditore online che vende i propri prodotti e quelli di terzi attraverso il proprio sito web, inoltre vende in abbonamento, pubblicità e hosting Web, ha riportato utili nel quarto trimestre 2020 pari a 14,09 $/az. su un fatturato di 125,60 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 7,23 $/az. su un fatturato pari a 119,70 mld $. I ricavi sono cresciuti del 43,6% su base annua. La Società ha detto che prevede un fatturato nel primo trimestre 2021 tra i 100,0 ed i 106,0 mld $. L'attuale stima degli analisti per il fatturato è pari a 95,71 mld $.

Amazon ha annunciato che Jeff Bezos passerà al ruolo di presidente esecutivo nel terzo trimestre del 2021. Andy Jassy diventerà amministratore delegato in quel momento. Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon, ha affermato: "Amazon è quello che è grazie all'invenzione. Facciamo cose folli insieme e poi le rendiamo normali. Abbiamo aperto la strada alle recensioni dei clienti, consigli personalizzati, spedizioni incredibilmente veloci di Prime, acquisti Just Walk Out, The Climate Pledge, Kindle, Alexa, marketplace, infrastruttura cloud computing, Career Choice e molto altro. Se lo fai bene, pochi anni dopo un'invenzione sorprendente, la novità è diventata normale. La gente sbadiglia. Quello sbadiglio è il più grande complimento che un inventore possa ricevere. Quando guardi i nostri risultati finanziari, cosa stai effettivamente vedendo sono i risultati cumulativi a lungo termine dell'invenzione”. "Le festività natalizie del 2020 sono state le migliori in assoluto per le aziende indipendenti che vendono su Amazon, quasi tutte piccole e medie imprese, con vendite in tutto il mondo in crescita di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo in 2019. I venditori hanno superato i 4,8 miliardi di dollari di vendite in tutto il mondo dal Black Friday al Cyber ​​Monday, crescendo di circa il 60% rispetto all'anno precedente. Durante le festività natalizie, le piccole e medie imprese negli Stati Uniti hanno venduto quasi un miliardo di prodotti nel negozio di Amazon”. “Amazon è diventata il più grande acquirente aziendale di energia rinnovabile al mondo, compiendo un altro passo nel suo viaggio verso zero emissioni di carbonio entro il 2040. L'azienda sta investendo nella costruzione di 26 nuovi impianti eolici e solari su scala industriale. progetti in Australia, Francia, Germania, Italia, Sud Africa, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti, portando il numero totale di progetti di energia rinnovabile di Amazon a 127. Gli investimenti di Amazon forniranno energia rinnovabile per le proprie operazioni pari ad oltre 18.000 gigawattora (GWh) ogni anno, aiutando l'azienda a raggiungere il 100% di energia rinnovabile entro il 2025, cinque anni prima dell'obiettivo iniziale del 2030".

AMGEN – 2,12%. E’ una delle più grandi aziende farmaceutiche del mondo, con più di una dozzina di prodotti incentrati su cancro, neurologia, cardiologia e altro ancora, ha riportato utili nel quarto trimestre 2020 di 3,81 $/az. su un fatturato di 6,60 mld $. La stima degli analisti per gli utili era pari a 3,39 $/az. su un fatturato 6,58 mld $. I ricavi sono cresciuti del 7,1% su base annua. La società ha dichiarato di prevedere utili per il 2021, compresi tra 16,00 e 17,00 $/az. su un fatturato compreso tra 25,80 e 26,60 mld $. L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 17,02 $/az. su un fatturato di 26,43 mld $.

Robert A. Bradway, Presidente e A.D. della società, ha dichiarato: “il 2020 è stato un anno di grande successo per noi. Abbiamo fatto enormi passi in avanti circa la nostra linea guida innovativa in particolare con i farmaci, sotorasib e Tezepelumaba, che hanno entrambi ricevuto la designazione di terapia rivoluzionaria dalla FDA. Abbiamo integrato con successo il farmaco “Otezla” un prodotto che fattura oltre 2 miliardi di dollari, inoltre abbiamo aumentato le nostre vendite al di fuori degli Stati Uniti fino a oltre 6 miliardi di dollari, continuando a mantenere gli obiettivi a lungo termine espandendo la nostra presenza in Cina e Giappone con transazioni di successo in entrambi i mercati. Guardando al 2021, ci aspettiamo di continuare a sfruttare le capacità digitali ed eseguire studi clinici in tutto il mondo con maggiore velocità, efficienza ed efficacia. In secondo luogo, ci aspettiamo una pressione continua sui prezzi dei farmaci in tutto il settore. Infine, con il capitale che continua a fluire nel nostro settore, siamo entrati in un periodo di intensa competizione in cui la velocità di esecuzione è fondamentale. Abbiamo costruito un track record caratterizzato da qualità e velocità”.

BIOGEN – 6,20%. L'azienda biofarmaceutica scopre, sviluppa, produce e commercializza terapie per disturbi neurologici, autoimmuni ed ematologici, ha riportato utili nel quarto trimestre 2020 pari a 4,58 $/az. su un fatturato di 2,85 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 4,87 $/az. su un fatturato pari a 2,80 mld $. I ricavi sono diminuiti del 22,3% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. La Società riduce la previsione degli utili rettificati per l’anno 2021 tra 17,00 e 18,50 $/az. con ricavi tra 10,45 e 10,75 mld $. Il consensus si attesta a 24,67 $/az. per gli utili e 11,22 mld $ di ricavi.

Michel Vounatsos, CEO di Biogen, ha affermato: “Nel 2020 Biogen ha gestito bene e mantenuto la leadership nelle attività principali in materia di sclerosi multipla, atrofia muscolare spinale e biosimilari, facendo contemporaneamente progressi significativi verso la costruzione di un portafoglio multi-franchising sia attraverso sviluppi di linee guida interne che molteplici nuove collaborazioni strategiche. Sebbene prevediamo un ripristino finanziario nel 2021 principalmente grazie all'ingresso del farmaco generico “tecfidera”, riteniamo che il 2021 abbia il potenziale per essere un anno di trasformazione se il farmaco “aducanumab”, un trattamento sperimentale per la malattia di Alzheimer, sarà approvato negli Stati Uniti entro il 7 giugno, sebbene permanga incertezza sulla decisione della FDA statunitense. Se l'”aducanumab” sarà approvato, Biogen prevede un lancio immediato con entrate modeste nel 2021, che aumenteranno sensibilmente, successivamente”.

CHECK POINT SOFTWARE – 7,42%. La società che sviluppa e commercializza software e prodotti e servizi hardware e software combinati per la sicurezza informatica, ha riportato utili nel quarto trimestre 2020 pari a 2,17 $/az. su un fatturato di 563,8 mln $. La stima degli analisti per gli utili era di 2,11 $/az. su un fatturato pari a 555,4 mln $. I ricavi sono cresciuti del 3,7% su base annua. La società ha dichiarato di aspettarsi utili nel primo trimestre 2021 tra 1,45 e 1,55 $/az. su ricavi tra 485 e 550 mln $. L'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 1,51 $/az. su ricavi di 501,73 mln $. Ha anche affermato che ora prevede utili per tutto il 2021 tra 6,45 e 6,85 $/az. su ricavi tra 2,08 e 2,18 mld $ e l'attuale stima degli analisti per gli utili è pari a 6,92 $/az. su ricavi pari a 2,12 mld $.

Gil Shwed, fondatore e CEO della società, ha dichiarato: “Siamo soddisfatti dei risultati finanziari del quarto trimestre e dell'intero anno 2020. L'attività nel quarto trimestre è cresciuta in tutte le aree di interesse, tra cui la sicurezza del cloud, della rete e dell'accesso remoto con una crescita del fatturato degli abbonamenti del 10%. Ciò riflette la continua attuazione della nostra strategia e l'importanza della sicurezza informatica in questi tempi senza precedenti. La pandemia globale ha guidato la nuova normalità, un ambiente di lavoro ibrido e una trasformazione digitale accelerata che ha creato sfide alla sicurezza in tutti i tipi di organizzazioni. La piattaforma di sicurezza “Infinity” consente la prevenzione degli attacchi informatici da tutti i principali vettori di quinta generazione”.

NXP SEMICONDUCTORS + 13,41%. La società è un produttore di semiconduttori che fornisce soluzioni di prodotti standard e segnali misti ad alte prestazioni. Le sue soluzioni sono utilizzate per applicazioni automobilistiche, di identificazione, infrastrutture wireless, ha riportato utili nel quarto trimestre 2020 pari a 1,08 $/az. su un fatturato di 2,51 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 2,10 $/az. su un fatturato pari a 2,36 mld $. I ricavi sono diminuiti del 3,0% su base annua. La società ha detto che prevede un fatturato nel primo trimestre 2021 tra 2,48 e 2,55 mld $. L'attuale stima degli analisti per i ricavi è pari a 2,31 mld $.

Kurt Sievers - Presidente e A.D. della società, ha affermato: “I nostri risultati sono stati vicini alla fascia alta delle nostre previsioni con il contributo dei mercati automobilistico e mobile, entrambi significativamente più forti del previsto e con le tendenze nei mercati delle infrastrutture industriali e IoT (soluzioni Internet of Things) e delle infrastrutture di comunicazione in linea con le nostre aspettative. Da quando i mercati automobilistici e industriali hanno iniziato a rimbalzare nella seconda metà dell'anno, la capacità disponibile delle nostre fonderie è stata ampiamente esaurita. Di conseguenza, noi e altri stiamo registrando un aumento significativo dei tempi di consegna e, in alcuni casi, un aumento dei costi da parte dei fornitori. Considerato tutto ciò, l'impostazione indica un ambiente di domanda davvero solido combinato con una situazione di fornitura molto impegnativa, che prevediamo possa continuare per molti altri trimestri, e stiamo lavorando molto diligentemente con i nostri fornitori esterni, il nostro team operativo interno ei nostri clienti per allineare adeguatamente l'offerta alla domanda”.

REGENERON PHARMA – 0,96%. La società è un'azienda biofarmaceutica completamente integrata, che scopre, inventa, sviluppa, produce e commercializza medicinali per il trattamento di gravi condizioni mediche, ha riportato utili nel quarto trimestre 2020 pari a 9,53 $/az. su un fatturato di 2,42 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 8,39 $/az. su un fatturato pari a 2,42 mld $. I ricavi sono cresciuti del 11,7% su base annua.

Leonard S. Schleifer, Presidente e CEO della società, ha dichiarato: “Nel 2020, abbiamo rapidamente mobilitato le nostre significative capacità scientifiche, di sviluppo, produzione e operative per portare il nostro cocktail di anticorpi monoclonali, “REGEN-COV”, ai pazienti con COVID-19 attraverso un'autorizzazione all'uso di emergenza. Nel 2021, oltre al nostro lavoro in corso su COVID-19, ci aspettiamo un'ulteriore crescita diversificata guidata dal continuo aumento delle vendite del farmaco “eylea”, maggiore approvazione e maggiore penetrazione di mercato per il farmaco “Dupixent” e aumento delle vendite per il farmaco “Libtayo” in oncologia. Prevediamo ed attendiamo l’approvazione dalla FDA per “Libtayo” anche per il carcinoma polmonare non a piccole cellule e nel carcinoma basocellulare, entro il prossimo mese e cercheremo di anticipare ulteriori richieste di approvazione di tutte le nostre linee guida di oncologia entro la fine dell’anno”.

VERTEX PHARMA – 6,03%. La società che è impegnata nell'attività di scoperta, sviluppo, produzione e commercializzazione di farmaci a piccole molecole per pazienti con malattie gravi, ha riportato utili nel quarto trimestre 2020 pari a 2,51 $/az. su un fatturato di 1,63 mld $. La stima degli analisti per gli utili era di 2,59 $/az. su un fatturato pari a 1,58 mld $. I ricavi sono cresciuti del 15,2% su base annua. La Società ha detto che prevede un fatturato per tutto il 2021 tra i 6,70 ed i 6,90 mld $. L'attuale stima degli analisti per il fatturato è pari a 6,81 mld $.

Reshma Kewalramani, CEO della società, ha affermato: "I nostri risultati nel 2020 sono stati contrassegnati da un aumento significativo del numero di persone affette da fibrosi cistica trattate con il farmaco da tripla combinazione, “Trikafta”, negli Stati Uniti e nell'UE, che ha generato vendite per 3,86 mld $ l'anno scorso, rispetto ai soli 420 mln $ nel 2019 quando è stato approvato per la prima volta. È stato anche un anno caratterizzato da un significativo aumento delle nostre linee guida. Ora abbiamo programmi clinici in sette aree di malattia, che coprono modalità multiple, dalle malattie renali alle malattie del sangue ereditarie come l’anemia falciforme e la beta talassemia, per finire alle malattie e terapia cellulare per diabete. Con l'inizio del 2021, non vediamo l'ora di curare un maggior numero di pazienti affetti da fibrosi cistica e di raggiungere importanti traguardi di ricerca e sviluppo in molte altre malattie che alimenteranno la nostra crescita quest'anno e per molti anni a venire".


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Pagina a cura di GIANMARCO LUCHETTI SFONDALMONDO.