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Dove sono finiti gli operatori di mercato? Il mistero si infittisce


Dopo 12 sedute senza volumi sui principali mercati finanziari mondiali, complice anche la festività del Thanksgiving in Usa che ha visto la chiusura del mercato giovedi 24 novembre e la parziale apertura venerdi 25 novembre, di cui, sinceramente ci siamo accorti esclusivamente per quanto riguardava il tipico aumento di volatilità nell'attimo della loro apertura salvo poi tornare a spegnersi in una assenza totale di spunti, è bene porsi una domanda: dove sono finiti gli operatori di mercato, spariti del tutto dopo l'uscita del dato relativo all'inflazione Usa che aveva sorpreso di appena lo 0.3% le aspettative ma che ha provocato un salto in alto di tutti gl'indici per poi vederli seduti su quei valori in un movimento pressochè inesistente, anche se con una tendenza ancora rialzista.

Tale movimento ha diversi punti di similitudine con agosto 2021 quando le borse veleggiavano sui massimi storici ma senza riuscire più ad assorbire liquidità.

I grafici delle diverse piazze, dall'avvento della finanza compiuterizzata si muovono all'unisono e disegnano prettamente i medesimi grafici, e nell'attuale fase, analizzarne uno eqivale ad analizzarli tutti. Vediamo ad esempio la similitudine esistente tra Dax e Dow Jones, praticamente quasi identica.

Dax

E qui sotto il Dow Jones...che come potete osservare è sostanzialmente uguale.

Come possibile verificare, entrambe gl'indici hanno completato una V perfetta con un recupero totale per il Dax, di circa 2500 punti!

Un notevole e vigoroso rimbalzo, che trova un'interessante dinamica nei volumi.

L'ultima discesa, è stata fatta con volumi inferiori alla prima ondata di vendite che è durata fino a giugno 2022.

Gli scambi sono tornati più forti poi, al momento del rimbalzo dal bottom ultimo di ottobre.

Ma ora? Cosa sta accadendo e cosa accadrà?

Una prima constatazione la si può fare sul punto pivot attuale che per entrambe gl'indici, in un recente passato ha determinato una violenta correzione. Se questa arrivasse avrà un punto di valutazione, per il Dax ai 14000, mentre per il Dow Jones, ai 32400 punti.

Il proseguire della fae di dinteresse invece, può far percorrere ancora dai 100 ai 300 punti al dax sino a condurlo ai 14650-14900, mentre per il Dow Jones i 35300 sarebbero ad un passo.

La dinamica che più inquieta per chi come me è costretto, per motivi di lavoro, a stare dinanzi ad un monitor per almeno 12 ore al giorno, è la totale mancanza di volumi, che anzi, diminuiscono di giorno in giorno, e con il movimento che ormai si è stabilizzato da due settimane su un range stretto, percorso con volumi da mercatino rionale.

Tutto ciò rende impossibile ogni analisi e ogni interpretazione in quanto risulta palese il fatto che gli operatori, assenti dal mercato, siano in attesa di uno spunto per riprendere posizione.

Tale strategia risulta ancor più evidente dalla discesa dell'Open Interest, elemento che evidenzia una diminuzione costante delle posizioni aperte sul derivato, ovvero sul Future relativo ai due indici.

Per il resto, un bel recupero si è avuto nel cambio Eur/Usd che aiuterà la bilancia commerciale europea a risollevarsi dall'ultimo trimestre di sofferenza come denotato anche nel Minute della Bce, pubblicato lo scorso 24 novembre.

Non ci resta quindi, che attendere il posizionamento degli operatori di mercato, in quanto muoversi adesso risulta tardivo e rischioso.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)