Etf e azioni resilienti. Loro non hanno sofferto il ruzzolone dei mercati


Replicanti che hanno soltanto guadagnato da inizio anno. Tre azioni del Ftse Mib a segno più su sei mesi. Emergenti ai massimi. Titoli petroliferi Usa da oltre il +200%.

Immagine Pixabay License

Il report della domenica

C’è chi soffre e chi non soffre, come in tutte le vicende umane. Anche sul fronte azionario il complesso quadro dei mercati non ha avuto riflessi su alcune categorie di azioni e soprattutto di strumenti a replica.

► Cominciamo dagli Etf che pagano dividendi

In quest’ambito la crisi non si è sentita e lo dimostrano i grafici di molti replicanti, rimasti quasi ai massimi da inizio anno.

Il Wisdomtree Europe Equity Income (Isin IE00BQZJBX31), il cui indice è composto dalle società europee che corrispondono dividendi più elevati, con i maggiori pesi rappresentati da Rio Tinto (GB), Novartis (CH), GlaxoSmithKline (GB), Sanofi (F) e British Petroleum (GB), evidenzia solo segni verdi: da inizio anno del 3,6% e negli ultimi sei mesi del 10,1%. Un veloce spike ribassista a marzo ha rappresentato un’ottima occasione di acquisto.

Situazione abbastanza simile per l’SPDR emerging markets aristocrast dividends (Isin IE00B6YX5B26) con sottostanti azioni dai dividendi più elevati all’interno dell’indice S&P Emerging Plus LargeMidCap e riferite a società che abbiano seguito una politica volta ad aumentare o mantenere la distribuzione dei profitti per almeno cinque anni consecutivi. L’unico segno negativo l’ha registrato nel periodo da inizio anno, limitandosi però a un contenutissimo -0,5%. Anche in questo caso uno spike ribassista a marzo ha fatto sì che la media mobile a 200 periodi si sia timidamente inclinata all’ingiù, con le ultime sedute di strenua sovrapposizione fra il suo valore e le recenti quotazioni di mercato.

Sul fronte americano l’SPDR S&P Us Dividend Aristocrats (Isin IE00B6YX5D40), che replica le azioni con elevata capacità di erogazione di profitti “made in Usa”, fra cui segnaliamo Exxon Mobil, Chevron, Ibm e AbbVie, non ha proprio risentito della crisi di Wall Street. Le performance sono infatti eccellenti: +16,6% a un anno, +8,9% a sei mesi e +4,2% da inizio anno, con soltanto un marginale rosso nell’ultimo mese (-0,67%). L’Etf è poco sotto i massimi del 21 aprile, quando pur si manifestò un pattern ribassista che ha portato a una leggera correzione seguita da un veloce rimbalzo. Le ultime quotazioni sovrastano ancora la media mobile a 200 sedute, pur sfiorata in discesa due volte dal settembre dello scorso anno.

Dopo Europa, emergenti e Usa inevitabile uno sguardo ai mercati globali. Anche in questo caso indichiamo un Etf di SPDR, emittente molto attento al mondo “dividends”. L’SPDR S&P Global Dividend Aristocrats (Isin IE00B9CQXS71) replica i titoli azionari a elevato rendimento di tutto il mondo. E qui trionfa il segno verde: +0,96% a 1 mese, +5,9% da inizio anno, +10,9% a sei mesi e +11,3% a un anno. I maggiori titoli presenti nell’indice di riferimento non sono i soliti cavalli di battaglia, confermando come gli Etf si dimostrino più innovativi dei fondi attivi, che proprio negli ultimi mesi hanno subito affondi clamorosi, testimoniando come il fattore costi diventi per loro un peso insostenibile in fasi di mercato negativo.

Infine un replicante di nicchia, fra i tanti altri che potremmo evidenziare: nel caso specifico ha come sottostante un settore che – complice il boom petrolifero – ha retto non bene ma benissimo alle intemperie abbattutesi su Wall Street. E’ l’L&G Energy Infrastructure (Isin IE00BHZKHS06), che replica un indice relativo alle società che generano la maggior parte dei loro profitti dal settore della trasformazione e distribuzione di gas e petrolio negli Stati Uniti. In questo caso non solo c’è pure un’onda verde ma dai numeri addirittura favolosi: +3,8% a 1 mese, +27,7% da inizio anno, +28,3% a sei mesi e + 28,2% a un anno. Logicamente questo Etf è correlato a una situazione contingente dell’economia energetica, che non è detto si ripeterà in futuro.

Lo confermiamo: potremmo proseguire. Finiamo invece questa prima rassegna con un’analisi anche dei rendimenti distribuiti nel corso del 2021, non essendo ovviamente disponibili i dati complessivi per il 2022, mancando molti stacchi che si materializzeranno nei prossimi mesi.

Wisdomtree Europe Equity Income

Yield 2021: 5,6%

SPDR emerging markets aristocrast dividends

Yield 2021: 3,3%

SPDR S&P Us Dividend Aristocrats

Yield 2021: 2,7%

SPDR S&P Global Dividend Aristocrats

Yield  2021: 4,3%

L&G Energy Infrastructure

Yield 2021: 10,2%

► Proseguiamo con tre azioni italiane

Se si escludono vicende particolari, quali quelle di alcuni bancari – per esempio Banco Bpm e Bper – e del mondo correlato all’andamento del petrolio, le azioni più resilienti del Ftse Mib sono state:

Terna

+24,2% a sei mesi

Possibile una fase di consolidamento. Occorre che il titolo resti sopra 7,89 euro contro la chiusura venerdì a 8,022 euro. Se ci fosse un’ulteriore caduta del Ftse Mib da monitorare l’area dei 7,45-7,50 euro

Snam Rete Gas

+10,7% a sei mesi

Anche in questo caso è possibile un consolidamento, purché il titolo si mantenga sopra i 5,25 euro contro la chiusura venerdì a 5,476 euro. La media mobile a 200 periodi è ancora lontana (4,98 euro)

Italgas

+9,7% a sei mesi

Lo stacco dividendo ha pesato, sebbene alcuni indicatori tecnici restino positivi. Importante la tenuta della media a 200 (5,76 euro) contro la chiusura venerdì a 6,04 euro

Le utilities sono state protagoniste della prima parte dell’anno e i numeri lo dimostrano. In realtà nelle ultime sedute si è registrato un trend rialzista ma incerto dell’indice italiano di settore, che ha fatto seguito a quello del corrispondente indice europeo. Il quadro sta cambiando? Il grafico Ftse Utenze (https://www.borsaitaliana.it/borsa/indici/indici-in-continua/dettaglio.html?indexCode=ITLMS65&lang=it) va seguito per valutare il proseguimento o meno di una fase di sostanziale tenuta delle singole specifiche azioni da gennaio in poi.

► Anche sul fronte emerging (con gli Etf) c’è chi non ha proprio penato

A guardare i grafici di alcuni mercati emergenti si potrebbe pensare che tutto quanto di rosso si è visto sulle Borse derivi dall’invasione dell’Ucraina. I Paesi infatti più lontani dai territori di guerra hanno continuato a marciare spediti. La prosecuzione potrebbe invece essere condizionata dai timori di recessione mondiale. In questo caso infatti anche gli “emerging” più forti (fra l’altro non sempre grandi esportatori di materie prime) potrebbero invertire la marcia. A oggi ecco comunque cinque mercati rimasti in forze, replicati con Etf quotati su Borsa Italiana. 

Brasile (iShares Msci Brazil) IE00B0M63516 (valuta di denominazione Usd)

Performance da inizio anno: +33%

Un bel rialzo fino a fine marzo. Poi un veloce downtrend e da inizio maggio un tentativo di chiudere il movimento a V

America Latina (Amundi Msci Latin America) LU1681045024 (valuta denominazione Eur)

Performance da inizio anno: +28,1%

Trend favorevole da gennaio. Da aprile un V bottom. Il movimento rialzista proseguirà al termine di quest’ultima figura?

Indonesia (Xtrackers Msci Indonesia) LU0476289623 (valuta denominazione Usd)

Performance da inizio anno: +14,0%

Si segnala solo una marginale fase ribassista a maggio

Turchia (Lyxor Msci Turkey) LU1900067601 (valuta denominazione Eur)

Performance da inizio anno: +12,5%

Da metà marzo un netto scatto rialzista, seguito da un maggio “bearish”

Messico (Xtrackers Msci Mexico) LU0476289466 (valuta di denominazione Usd)

Performance da inizio anno: +9,8%

Ripete il grafico a V che ha caratterizzato Brasile e America Latina nel suo insieme. Rimbalzo nelle ultime sedute

Infine alcuni campioni Usa di performance (ytd)

Inevitabile terminare con il mercato Usa. Dove – come sempre – c’è chi ha sorriso in un contesto molto contradditorio. Queste le azioni comportatesi in maniera superlativa da inizio anno, suddivise in base alla capitalizzazione.

● Le ultra big da 200 miliardi in su

Exxon Mobil (XOM)

+59,5%

Settore petrolifero

Chevron Corp. (CVX)

+51,9%

Settore petrolifero

Shell

+38,3%

Settore petrolifero

Merck (MRK)

+21,4%

Settore chimico e farmaceutico

Edi Lilly (LLY)

+17,1%

Settore farmaceutico

● Le big da 10 a 200 miliardi di $

Antero Resources (AR)

+155,7%

Settore petrolifero

Occidental Petroleum

+144,4%

Settore petrolifero

EQT Corp.

+122,0%

Settore petrolifero

Southwestern Energy

+100,0%

Settore petrolifero

Coterra Energy

+92,9%

Settore petrolifero

● Le mid da 2 a 10 miliardi di $

NextTier Oilfield (NEX)

+213,2%

Settore petrolifero

Alpha Resources (AMR)

+193,7%

Settore estrattivo

Comstock Resouces (CKR)

+155,2%

Settore estrattivo

PBF Energy (PBF)

+154,0%

Settore petrolifero

Peabody Energy (BTU)

+149,5%

Settore estrattivo

Petrolio ed estrazione di materia prime hanno semplicemente dominato il mercato, con performance ancor più strabilianti per le capitalizzazioni minori.

L’utilizzo delle informazioni e dei dati come supporto di scelte personali è nella completa autonomia del lettore e pertanto solo quest’ultimo è responsabile delle proprie decisioni.

Non accontentarti solo degli articoli Free!

Registrati gratuitamente e avrai accesso senza limitazioni ai servizi premium per 7 giorni!