Un webinar che ha portato bene a due titoli...


Care amiche ed amici di LombardReport.com, nuntio vobis gaudium magnum su due azioni analizzate un paio di settimane fa: Banca Popolare di Sondrio e Credem. Sulla prima se ben ricordate in data 29 marzo scrivevo (link articolo: https://www.lombardreport.com/2023/3/29/azioni-gvs-azioni-amplifon-azioni-banca-popolare-di-sondrio-azioni-credem/)

"Per quanto strano possa sembrare, su Banca Popolare di Sondrio pare siano terminate le vendite. Stop a 3.80 dal close odierno a 3.936 euro (3.5% di stop). Target da definire ma vedrei di buon occhio un tentativo di tornare verso 4.10-4.15."

Ne ho parlato anche questa settimana in occasione del webinar (link: https://www.youtube.com/watch?v=3xq8J-7Gstk ) mettendo in evidenza come fosse rimasta indietro nel rialzo rispetto ad altri bancari. Seppur con un andamento lento, dalla segnalazione il guadagno si aggira attorno al +5% e con la seduta di venerdì è stata centrata l'area indicata e collocata tra 4.10 e 4.15 con un close che è stato a 4.14 euro. Cosa fare dunque? Personalmente smezzerei un terzo di posizione magari approfittando di un allungo di pochi tick portando lo stop sul resto a 3.90 euro dai 3.80 iniziali. Il nuovo livello di stop loss a 3.90 va inteso market on close, come sempre, fermo restando che, qualora si alzasse la volatilità sul titolo e/o sul mercato, si può correttamente optare per uno stop intraday sempre a 3.90. A questo punto ritengo plausibile un tentativo di test di area 4.20 che, qualora venisse bucata al rialzo, permetterebbe probabilmente al titolo una ulteriore estensione del movimento fino a 4.40 euro. Faccio poi notare che sul grafico daily proiettando l'altezza del triangolo dal punto di rottura di questa settimana otteniamo un potenziale target a 4.50, quindi non molto lontano dai 4.40 indicati. Attualmente il guadagno del trade è del 5% e non è stato esplosivo, ma il timing è risultato molto buono a mio avviso, tant'è che lo stop iniziale a 3.80 euro non è MAI stato toccato nemmeno in intraday. Uno stop iniziale del 3.5% che permette ora di stare a mercato a rischio prossimo allo zero, sperando che non vi siano naturalmente clamorosi gap down, annoso problema dell'overnight.

L'altra azione che ritengo possa allungare verso l'alto visto che risulta ancora indietro rispetto a titoli simili è Credem. Se ben ricordate mi aveva "gabbato" una volta mandando il trade in stop loss a 6.60 euro (link articolo: https://www.lombardreport.com/2023/3/29/azioni-gvs-azioni-amplifon-azioni-banca-popolare-di-sondrio-azioni-credem/). In quell'occasione c'era infatti stato il ribasso di Deutsche Bank che aveva appesantito tutto il comparto. Nonostante questo stop ho ripreso in mano il titolo come indicato nel report di sabato scorso utilizzando sempre il livello di 6.60 come linea del Piave da non varcare (link: https://www.lombardreport.com/2023/4/12/azioni-credem-azioni-gvs-azioni-amplifon/). Con la seduta di ieri il close è stato a 6.96 euro, quindi estremamente vicino ad un livello psicologico che credo verrà testato e bucato al rialzo e pari a 7 euro. Questo permette di portare lo stop totale dagli iniziali 6.60 euro a 6.70 euro. L'eventuale breakout di 7 credo possa permettere un ulteriore allungo al rialzo fino a 7.10 e poi ancora più su: come fatto su Popolare Sondrio, proiettando verso l'alto l'altezza del triangolo dal punto di rottura otteniamo infatti un potenziale target a 7.50-7.60 euro. Confrontando i due titoli sul grafico daily credo si possa notare a vista d'occhio come Credem risulti ancora particolarmente indietro nel movimento. Molto buoni i volumi di venerdì: attorno a 300k pezzi scambiati.

Gli studi su Banca Popolare di Sondrio e Credem mi permettono di evidenziare un punto che credo sia particolarmente importante. Il fatto di essere "buttati fuori" dal mercato in seguito ad una "sbavatura" grafica (dovuta al comportamento della già menzionata Deutsche Bank) non implica di non poter rientrare sugli stessi titoli, fermo restando che è importante non incaponirsi volendo riprendere il maltolto a tutti i costi. In questo caso deve contare la price action (com'è la forza relativa del titolo rispetto al mercato? E rispetto al comparto? Come sono tarati i software di negoziazione che non sono altro che banali formule?) avendo sempre una exit strategy data dal piano di azione e dallo stop loss che vanno sempre rispettati. Per fare tutto ciò è naturalmente fondamentale avere lucidità mentale che ci permetta di analizzare i dati in modo oggettivo e non soggettivo; in altri termini può risultare mentalmente difficile essere stoppati da un titolo per poi rientrare a prezzi più elevati utilizzando nuovamente il vecchio livello come stop.  

Nel report di sabato scorso ho analizzato il grafico di Mediaset, che ora si chiama MediaForEurope ed in Borsa è "smezzata" nelle due classi: MFEA ed MFEB. Titolo martoriato la cui somma porta ad una capitalizzazione complessiva che è deflagrata a circa 1.5 miliardi di euro. Avevo posto in evidenza come -purtroppo- l'eventuale aggravamento delle condizioni di salute del Presidente Berlusconi permettesse ai software di essere nuovamente tarati verso gli acquisti, accendendo così l'eventuale appeal sul titolo. Stando all'analisi grafica non è cambiato molto: abbiamo un consolidamento poco sopra 0.45 euro che è la resistenza importante (il close weekly è stato a 0.4546 euro). Personalmente non sarei stupito da una "danza" dell'azione per le prossime settimane tra 0.42 e 0.45 euro, purché non si vada sotto 0.40 euro che attualmente sono lontani. Rimane naturalmente un titolo che avrò in watchlist e bisognerà seguire l'evoluzione -rialzista?- nel corso delle prossime settimane/mesi: il rialzo attorno al 2.5% di questa settimana chiaramente non influisce e non lo ritengo particolarmente rappresentativo o importante. E visto che del doman non v'è certezza e nel lungo periodo subentrano molte incognite non ponderabili sia di tipo micro che di tipo macro, la size ridotta e lo stop largo (10%-15%) possono permettere di avere un piede dentro al trade ed allo stesso tempo i piedi ben piantati a terra senza grossi patemi d'animo.

Un altro titolo di cui ho scritto lo scorso sabato è Acea (link: https://www.lombardreport.com/2023/4/7/azioni-esprinet-azioni-inwit-azioni-mfea-azioni-gvs/). Questa utility è rimasta indietro rispetto ad altri andamenti esplosivi o comunque fortemente orientati al rialzo (A2A o Enel prima della nuova nomina). Nelle ultime quattro sedute abbiamo avuto la rottura, al momento confermata, dei 13 euro, con un close weekly a 13.12. Peccato per le vendite innescate a partire dalle ore 14 di venerdì, altrimenti la chiusura settimanale si sarebbe potuta attestare ben sopra (13.30-13.40). Niente di cui preoccuparsi al momento. Il punto invalidante l'analisi potenzialmente rialzista è posto a 12.50 e siamo lontani al momento.  A scopo puramente precauzionale smezzerei la posizione sotto 12.75, giusto per ridurre l'eventuale stop complessivo. Per il momento sembra sia stato fatto un 1-2-3 low: minimo profondo (1) tentativo di recupero (2) e minimo superiore (3). In settimana, dopo il breakout di 13 euro, l'azione si è spinta fino a lambire 13.40. 

Sempre la scorsa settimana ho analizzato il grafico di Esprinet, su cui lo stop su parte della restante posizione è stato alzato a 8.50 euro. Se ben ricordate l'entry level si aggirava attorno a 8.25 euro dalla mia prima segnalazione (link: https://www.lombardreport.com/2023/3/16/azioni-webuild-azioni-inwit-azioni-esprinet/). Il movimento successivo è stato stranamente lineare (conoscendo l'azione) ed ha portato il titolo fino ad un massimo a 9.365 euro (+13.5% circa). Chiaramente parte del trade è stato chiuso, ma ne resta un'altra parte sulla quale ci si da un minimo di gioco, potendo stare a mercato senza rischiare nulla (a meno che non si verifichino strani eventi). Dopo questo upside abbiamo avuto nell'ultima settimana un assestamento, con un minimo toccato giovedì a 8.64 euro. Per questo motivo ritengo opportuno alzare nuovamente lo stop da 8.50 ad 8.60 euro: pochi tick in più di gain, circa l'1%.

Visto il ribasso subìto da alcune utilities torno a parlare di Iren. Dalla prima segnalazione (link articolo: https://www.lombardreport.com/2023/3/25/azioni-gvs-azioni-deutsche-bank/) di strada ne ha fatta ed è riuscita a spingersi a ridosso di 1.95-2.00 euro come area target indicata (link articolo: https://www.lombardreport.com/2023/4/7/azioni-esprinet-azioni-inwit-azioni-mfea-azioni-gvs/). Brutta la candela di venerdì che assomiglia molto ad un engulfing. Per questo motivo ed in virtù del rialzo avuto dal breakout di area 1.75-1.76 credo sia opportuno non aspettare il ritorno del titolo al livello di ingresso, pur avendo smezzato il trade in area 1.90. E' vero che una candela brutta spesso è sinonimo di caccia agli stop, ma alzerei lo stop su tutto a 1.80 euro market on close, in modo da blindare il gain anche in questo caso.

Riprendiamo in mano un'altra bella azione che è stata oggetto di un fulminante upside: GVS. Da 5.20 siamo arrivati a 6.40 (6.39 il close di venerdì). Metà posizione è stata lasciata in area 5.90-6.00. Oggi lo stop su tutto il resto passa da 5.80 a 6.10 euro, il che vuol dire che se andasse male male si porta a casa un buon +15% su TUTTO il trade. 

Abbiamo avuto molte occasioni ultimamente in una Borsa che rimane difficile da interpretare, almeno agli occhi del sottoscritto. Come ho già detto ritengo opportuno iniziare ad essere "buttati fuori" dal mercato mano a mano alzando i vari stop, almeno settimanalmente, in considerazione dell'avvicinarsi della fine del mese e del semestre favorevole al rialzo. Il contesto generale rimane positivo ma come ho avuto modo di ripetere nel webinar di giovedì il percorso dei prossimi mesi potrebbe essere accidentato o comunque caratterizzato da possibili e probabili vuoti d'aria. In quest'ultimo periodo i mercati europei hanno sovraperformato di gran lunga quelli americani e su alcuni indici (Dax ad esempio) ci troviamo molto vicini ai massimi storici. Massimi storici vicini anche per l'oro che dovrebbe essere un bene rifugio (e lo è). Lontani anni luce dal comportamento degli europei sono i listini americani, sui quali tuttavia segnalo la bella area dell'S&P500: troppo bella per non pensare di provare a bucarla. Se per continuare il rialzo o per un finto breakout non lo so. Di certo la strategia migliore credo sia quella della cautela.

Certamente non possiamo dire che il nostro FTSEMIB40 sia messo male. Nel grafico successivo abbiamo la sequenza dell'andamento daily e di quello settimanale. Se su scala daily la mia sensazione di "V" si è concretizzata, osserviamo che ci stiamo avvicinando molto lentamente ai massimi degli ultimi enne anni. Se dicessi di scappare dal mercato a spron sbattuto sbaglierei chiaramente: la price action è ancora improntata sul versante long. E come mi diceva spesso un ex gestore di hedge quando operavo in Spagna, "trade what you see and not what you think". Non mi rimangio dunque quanto già scritto la settimana scorsa (link: https://www.lombardreport.com/2023/4/7/azioni-esprinet-azioni-inwit-azioni-mfea-azioni-gvs/): 

"A questo punto credo che sia estremamente importante che si riesca a salire in modo stabile SOPRA i 27000 punti dai quali è scaturito il recente movimento ribassista. "

Siamo dunque saliti SOPRA i 27000 punti market on close e per più sedute. Speriamo di non scendere al di sotto di questo livello, consapevoli che sopra di noi abbiamo la fortissima resistenza posta a 28300 punti!

Buona domenica a tutti.

Ad maiora!

PNA

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)