Credo che i mercati siano “arrivati”. Non parlo di oggi, domani o della prossima settimana; ma la sensazione — corroborata dalla mia operatività quotidiana — è proprio questa. E scrivo questo, a prescindere da quanto capitato in giornata tra Israele, Stati Uniti ed Iran. So bene che su un giornale finanziario bisognerebbe essere sempre “brillanti”, trasmettere l’idea che tutto luccichi e che le cose possano solo andare per il verso giusto. Tuttavia non sarei onesto, prima di tutto con me stesso, e poi con chi legge i miei articoli.
Perché scrivo questo? Perché mi è capitato di osservare la pubblicazione di ottimi dati, sia in Italia sia negli Stati Uniti, e ho avuto l’impressione che vengano sistematicamente interpretati come occasioni di vendita. Se è vero che la benzina dei mercati è la liquidità, allora anche questo comportamento mi porta a pensare che siamo davvero a un punto di arrivo che non significa crac ma una pausa fisiologica.
Poi naturalmente se penso ad investitori del calibro di W. Buffet o se preferite di Greg Abel indicato come suo successore nel ruolo di CEO di Berkshire Hathaway, che detengono 382 billions in cash, qualche domanda continuo a pormela. In altri termini la società è al minimo storico di investito e questo è successo prima del 2008 e prima del 2022.
Partiamo dunque col vedere come si sta comportando l'S&P500: massimi storici a 7000, base a 6800 punti o poco sotto. A dire il vero sembra stia formando una sorta di diamante, figura piuttosto rara che precede delle inversioni di trend. Come sapete però non amo particolarmente l'analisi tecnica e preferisco di gran lunga ragionare su livelli di prezzo e talvolta di volume. L'analisi della volatilità espressa dal VIX presenta minimi crescenti come del resto ho già avuto modo di scrivere negli ultimi articoli. Questo lo si vede anche dal VVIX (la volatilità della volatilità) che tuttavia rimane leggermente più basso rispetto ai recenti massimi toccati toccati dal VIX.
Il Nasdaq Composite sta "flirtando" col supporto a 22400 sotto il quale troviamo i 22000 punti dove tra le altre cose passa anche la media a 200 periodi di colore rosso.
L'indice tech è appesantito dal comportamento di Nvidia che ha pubblicato i dati mercoledì sera e che è stata oggetto di copiose vendite che hanno portato il titolo dai 194 $ circa a 177$ nell'arco di un paio di sedute. Il tutto con conti record che hanno pure battuto le aspettative. Ad una domanda al CFO sul fatto di non fare buyback, lo stesso ha detto di voler utilizzare il free cash flow solo per continuare ad investire nel settore. I soldi che fa Nvidia sono di fatto soldi che spendono altre società SENZA AVERLI. In altri termini il suo guadagno deriva dal debito di altri che vogliono garantirsi le forniture di chips e questo costituisce di fatto un problema perché mancano i profitti delle aziende che le ruotano attorno. La spesa per i data center è di circa 500-600 miliardi di dollari che sono una sorta di manovra espansiva che inonda tutto il sistema. Nel momento in cui questa crescita si fermasse credo si creerebbe un grosso problema per la crescita americana.
Graficamente il titolo si è portato venerdì a ridosso della media a 200. Supporto a 171 $ circa rispetto ai 177,19 $ di chiusura di ottava.
Diverso l'andamento dell'Europa che rimane su livelli più alti rispetto agli Stati Uniti. L'Eurostoxx50 daily ad esempio al momento rimane ben inserito in un trend rialzista anche se non escludo un pò di storno, magari verso la trendline dinamica ascendente che attualmente passa in area 6000 punti.
Il Dax Future daily ha chiuso la settimana a 25218 punti e ritengo importante che non scenda sotto i 24800 per pensare ad un attacco ai massimi. Insomma, la voglia di salire ci sarebbe ma si scontra quotidianamente con l'indecisione: osservate quante candele rosse e verdi si alternano nelle ultime settimane! Questo è un fattore già messo in evidenza sabato scorso e aggiungo anche che l'indecisione non è mai buona per la Borsa: prima o poi si stufa!
Il Future FTSEMIB40 daily ha ritoccato i massimi precedenti ma vista l'indecisione generalizzata e il fatto che venerdì la candela si sia "rimangiata" le sedute di mercoledì e giovedì mi aspetto un pò di ribasso specialmente con chiusure sotto i 47000.
Fronte watchlist...
Alla luce dei recenti sviluppi in tema di attacco missilistico preventivo da parte di Israele verso l'Iran, il focus sarà puntato nuovamente sui titoli della difesa e legati al petrolio che potrebbe tranquillamente salire verso i 70,50 $ (massimo di fine luglio 2025) come da grafico giornaliero che trovate di seguito. Il close settimanale è stato a 67,29 usd. Personalmente non opero sul petrolio ma lo si può utilizzare come benchmark per capire eventuali evoluzioni del quadro geopolitico. Intendo dire che lo scorso anno ad esempio gli Stati Uniti hanno condotto attacchi missilistici contro l'Iran nel mese di Giugno e guarda caso sempre nel weekend (a memoria il 22 e 23 giugno). In quell'occasione l'oil aprì con un clamoroso gap up ma poi crollò da 76$ a 65$ in un paio di sedute (con buona pace per tutti coloro che maneggiano ETC a leva che prevedono l'azzeramento o quasi del capitale quando il sottostante subisce oscillazioni oltre un certo livello ANCHE se quell'ETC si è mosso nella "giusta" direzione prevista dall'investitore).
Attenzione anche e naturalmente ai titoli della difesa e quindi ad esempio a Leonardo: area da bucare attorno a 59,50-60 euro. Quando scrivo "area da bucare" non significa che comprerò in quel punto preciso. Semplicemente valuterò il comportamento del titolo nel corso della giornata. Questo significa capire se terrà o meno i vari livelli che formerà durante la fase di negoziazione in continua formando ad esempio congestioni su timeframe a 30 minuti o più brevi in grado di darmi una sorta di stop.
Il comparto bancario è stato ben venduto nell'ultima seduta settimanale, in modo particolare BMPS che si è portata dietro anche Mediobanca (poi sapete meglio di me che ogni scusa è sempre buona per programmare le macchinette in un verso o nell'altro). Mentre Unicredit, Banca Intesa SanPaolo e BAMI si sono mantenute su livelli più elevati, BMPS sembra abbia voglia di andare al test di 8,10 euro sotto i quali troviamo poi l'area di 7,50-7,60. Su Mediobanca abbiamo 18,15 euro e poi 17,60. Su BPER il supportone è a 11,55 ma se lo si raggiungesse potrebbe configurarsi l'ipotesi di un testa e spalle ribassista con neckline proprio attorno a 11,50 euro. Questi sono i motivi che mi spingono a ritenere che il nostro derivato non possa sovraperformare e quindi mi aspetto delle prese di profitto. I grafici che trovate di seguito sono tutti su scala giornaliera.
Operativamente parlando ed in considerazione che "per" il 10 marzo si deciderà il concambio tra Mediobanca e BMPS a scopo didattico la logica mi fa pensare all'ipotesi di un arbitraggio "sporco" ovvero long Mediobanca e short BMPS. Attualmente sia la media a 180 giorni che quella a 12 mesi passano attorno a 18,30 euro, quella a 30 giorni a 18,16 euro e quella a 3 mesi attorno a 17,45 euro. Le medie comunque non sono "obbligatorie per legge".
Per quanto riguarda il risparmio gestito, Fineco ha cercato/sta cercando il rimbalzo MA attenzione se tornasse nuovamente sotto i 19,50 euro: lo step successivo potrebbe essere verso i 18,00 euro.
Sarà certamente da valutare il comportamento degli indici nelle prime due o tre sedute della prossima settimana, in modo da capire se si riuscirà a riassorbire le vendite iniziali in seguito agli eventi del fine settimana. Un forte rialzo del petrolio potrebbe anche costituire una occasione di vendita di questa commodity come successo già a giugno. Qualora si concretizzassero notizie relative alla morte del leader supremo iraniano Khamenei la situazione generale (oil su e borse deboli) potrebbe rientrare lentamente. In generale, comunque, per la seduta di lunedì mi aspetto debolezza ma non un patatrac e non mi stupirebbe nemmeno un gap down ricoperto. Ci terremo naturalmente aggiornati.
Ad maiora!
PNA
Piernicola Assiso è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>






