Il primo trimestre si chiude con un rimbalzo tecnico importante, ma il contesto macro resta il vero ostacolo per una ripartenza strutturale
Il 1° trimestre Q1 2026 è stato un trimestre di sofferenza per gli indici americani. L'S&P500 (contratto E-Mini, giugno 2026) ha chiuso a 6.570,75, in calo del 5,5% rispetto all'apertura di gennaio. Il Nasdaq ha fatto peggio: 23.915, un -6,9% trimestrale. Cinque settimane consecutive di ribasso tra inizio marzo e fine trimestre, con una struttura di massimi e minimi decrescenti che non ha lasciato spazio a dubbi sulla direzionalità.
Il dato macro che ha dominato il trimestre è uno solo: il petrolio. Il Crude Oil è passato da 56 dollari a inizio anno a 101 a fine marzo — un rialzo del 79% con un picco a 118 il 12 marzo, legato a uno shock di offerta di portata eccezionale. Questo ha innescato una dinamica che gli economisti chiamerebbero stagflazionistica: i rendimenti obbligazionari sono saliti (il decennale americano ha guadagnato 22 punti base in 20 giorni, portandosi al 4,32%) mentre le azioni scendevano. In pratica, il mercato ha prezzato contemporaneamente più inflazione e meno crescita — la combinazione peggiore per chi è lungo di equity.
Ma l'ultimo giorno del trimestre ha prodotto qualcosa di interessante.
Il 31 marzo, entrambi gli indici sono scesi fino a toccare un'area di supporto di lungo periodo — un "buco" di prezzo FVG rimasto aperto tra maggio e luglio 2025 sul timeframe mensile, che il mercato non aveva mai rivisitato. L'S&P è sceso fino a 6.353, il Nasdaq fino a 22.961: entrambi dentro quella zona. E da lì, inversione netta. L'S&P ha chiuso 217 punti sopra il minimo, il Nasdaq addirittura 953 punti sopra. Non è un caso: quando il prezzo raggiunge aree di questo peso strutturale, la reazione — se arriva — tende a essere violenta.
Fig_1 Grafico daily E.Mini S&P500 ed E-Mini Nasaq100
(clicca sul grafico per ingrandire)
Il primo giorno del 2° trimestre Q2 (oggi, 1 aprile) ha confermato il rimbalzo: gap up e continuazione rialzista su entrambi. L'S&P scambia intorno a 6.645, il Nasdaq a 24.309 — entrambi sopra le rispettive aperture trimestrali (6.562 e 23.889). In ottica di analisi temporale, le prime 2-3 settimane di aprile sono decisive per stabilire se il Q2 inverte la marcia o se il rimbalzo si esaurisce.
Un precedente incoraggiante esiste: il Q1 2025 fu anch'esso fortemente ribassista (S&P -5,6%, Nasdaq -23,3%), e il Q2 2025 produsse un recupero marcato (+9,5% e +16%). La ripetizione del pattern è possibile, ma c'è una differenza sostanziale: il petrolio. Nel 2025 non c'era uno shock energetico in corso. Finché il Crude Oil resta sopra 100, la pressione sui margini aziendali e le aspettative di inflazione rimangono il vincolo principale.
Il quadro intermarket lo conferma: tre indicatori su quattro puntano nella stessa direzione ribassista per l'equity. Il dollaro si è rafforzato nel trimestre (+1,65%), i rendimenti sono in salita con il classico "crack" rispetto alle azioni, e il petrolio comprime i margini. L'unico segnale in controtendenza viene dai semiconduttori (indice SOX +4,1% nel Q1), relativamente più resilienti — ma non abbastanza da ribaltare il quadro. Il VIX, pur in rientro dal picco di 35 raggiunto il 9 marzo, resta a 25: elevato rispetto alla media degli ultimi sei mesi (circa 19).
Un elemento tecnico da notare: non c'è divergenza di forza relativa tra S&P e Nasdaq. Entrambi hanno prodotto la stessa sequenza di minimi decrescenti sulle stesse date durante tutto il Q1. Si muovono in sincronia ribassista. Questo è rilevante perché storicamente, quando uno dei due indici "tiene" un livello che l'altro rompe, il segnale di inversione che ne deriva è più affidabile. L'assenza di questa divergenza significa che un eventuale bottom richiede altre conferme per essere credibile.
Scenari per le prossime settimane
Scenario Rialzista (Probabilità: Media)
Il supporto mensile ha retto, il Q2 apre in continuazione positiva. Se il rimbalzo prosegue, il mercato dovrebbe prima superare l'area 6.695-6.715 sull'S&P (zona di resistenza creata durante il sell-off di marzo) e poi puntare verso 6.814-6.820, dove si concentra un cluster di resistenze più importanti. Il target strutturale, se il recupero prende corpo, è l'area 6.960 — apertura di marzo e primo livello settimanale rilevante. Per il Nasdaq: primo ostacolo a 24.763, poi 25.117-25.210, con target strutturale a 25.465.
Conferma S&P: chiusura daily sopra 6.748 (primo massimo decrescente da superare). Conferma Nasdaq: chiusura daily sopra 24.763.
Invalidazione: chiusura daily sotto 6.353 (S&P) o 22.961 (Nasdaq) — i minimi del 31 marzo.
Scenario Ribassista (Probabilità: Media-Alta)
Il rimbalzo è un ritracciamento tecnico nel trend ribassista dominante. Il quadro macro resta sfavorevole, la struttura di massimi e minimi decrescenti è intatta su weekly e monthly, e l'assenza di divergenza tra i due indici rende il potenziale bottom meno solido. Il rimbalzo si esaurisce alla prima area di resistenza e il mercato torna a testare i minimi.
Conferma S&P: rigetto nell'area 6.695-6.715 o 6.735-6.788. Target: 6.353, poi 6.226 se i minimi cedono. Conferma Nasdaq: rigetto nell'area 24.286-24.870. Target: 22.961, poi 22.781.
Invalidazione: chiusura weekly sopra 6.814 (S&P) o 25.117 (Nasdaq).
Conclusione
Il Q1 si è chiuso con un colpo di coda che merita attenzione, ma non ancora fiducia incondizionata. Il rimbalzo dal supporto mensile è tecnicamente significativo — non è un livello qualunque, e la reazione è stata vigorosa. Ma il contesto macro, dominato dallo shock petrolifero e dalla divergenza tra rendimenti e azioni, rimane il vincolo principale.
I livelli da monitorare sono chiari. S&P: sopra 6.748 migliora il quadro, con target progressivi a 6.814 e 6.960. Sotto 6.353, il ribasso si approfondisce verso 6.226. Nasdaq: sopra 24.763 si apre spazio verso 25.117-25.465. Sotto 22.961, target a 22.781.
Le prossime due settimane diranno se il Q2 riesce a invertire la rotta o se il rimbalzo era solo il mercato che riprendeva fiato prima di continuare a scendere. La variabile chiave resta il petrolio: un rientro sotto 90 allenterebbe la pressione; una tenuta sopra 100 la perpetua.
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