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Hormuz: riaperto sì, ma con il freno a mano tirato- ABT


Care colleghe e cari colleghi trader, bentornati al consueto appuntamento con l'analisi di una settimana finanziaria che, ancora una volta, ci ha ricordato quanto la geopolitica resti il vero spartito su cui danzano i mercati. Non bastano i massimi storici del Nasdaq, né il rimbalzo del Dax verso soglie critiche: a tenere banco è sempre lo Stretto di Hormuz, con la sua riapertura a metà che ci regala spunti di riflessione e, come sempre, pochissime certezze.

La notizia più confortante della settimana (smentita sabato!) arriva dal Golfo Persico. Dopo giorni di tensione alle stelle, l'Iran ha ufficialmente riaperto lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale. I dati di Marine Traffic confermano che almeno sei navi, tra petroliere e cargo, hanno già attraversato il passaggio strategico . Un sospiro di sollievo per le materie prime e per i listini globali, che temevano uno shock energetico.

Ma da trader navigati sappiamo bene che non bisogna mai fermarsi al titolo. Il blocco navale statunitense sui porti iraniani rimane in vigore, come ribadito personalmente da Donald Trump a bordo dell'Air Force One: «Senza un accordo, il blocco resta» . Non solo: il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf ha già avvertito che se Washington non farà un passo indietro, lo Stretto «non rimarrà aperto» . La situazione resta fluida, e i negoziati del weekend potrebbero riservare sorprese. La geopolitica, insomma, continua a farla da padrona negli scenari macroeconomici. E noi trader lo sappiamo: basta un tweet per mandare all'aria settimane di analisi tecnica.

Nasdaq da record, Dax a un bivio cruciale

Nel frattempo, Wall Street sembra guardare altrove. Il Nasdaq ha infilato la tredicesima seduta consecutiva al rialzo, un'impresa che non si vedeva dal 1992, chiudendo la settimana con un balzo del 6,84% e portandosi a 24.468 punti ma attenzione, il future si ferma al doppio massimo! 

L'S&P 500 ha fatto altrettanto, superando per la prima volta quota 7.100. Numeri che fanno girare la testa, alimentati dal momentum dell'intelligenza artificiale e da una fiducia che sembra ignorare le nubi all'orizzonte.

Anche il Future Dax europeo ha mostrato i muscoli, riprendendosi dopo qualche seduta incerta e puntando dritto verso i 25.400 punti. Attenzione massima a questo livello: secondo l'analisi tecnica, rappresenta una resistenza chiave. Un breakout deciso sopra questa soglia sarebbe un segnale di forza e aprirebbe ulteriori spazi di upside; un respingimento, al contrario, potrebbe innescare una correzione . La direzionalità della prossima settimana si deciderà proprio qui. RSI già in territorio di divergenza negativa, quindi prudenza: non è il momento di addormentarsi sugli allori .

Oro: il rally continua, i 5.000 dollari nel mirino

Godono gli investitori in oro. Il metallo giallo, come già osservato la scorsa settimana, ha rimbalzato con decisione dai 4.400 dollari l'oncia e si sta ridirigendo verso i massimi di periodo. Venerdì ha toccato i 4.798 dollari spot, avviandosi a chiudere la quarta settimana consecutiva in positivo . La riapertura di Hormuz ha raffreddato le quotazioni del petrolio e attenuato i timori inflazionistici, alimentando le scommesse su un taglio dei tassi e dando ulteriore benzina al rally dell'oro.

E le prospettive restano bullish. Peter Grant di Zaner Metals prevede un ritorno a quota 5.000 dollari nel breve termine. Le grandi banche d'affari rilanciano: Goldman Sachs vede l'oro a 5.400 dollari entro fine 2026, mentre Bank of America e Deutsche Bank spingono le stime fino a 6.000 dollari, citando deficit fiscali, de-dollarizzazione e disimpegno dai Treasury americani . Numeri importanti, che giustificano l'entusiasmo di chi è posizionato long.

Abbott Laboratories (ABT): due livelli, una strategia

Veniamo ora a uno spunto operativo concreto, perché alla fine è questo che interessa a noi trader. Abbott Laboratories (ABT) sta trattando intorno ai 96 dollari, dopo un crollo che l'ha portata a perdere circa il 45% dai massimi. Il consensus degli analisti rimane costruttivo: 21 esperti coprono il titolo con rating Moderate Buy e un target price medio di 121 dollari, che implica un upside del 25% dai livelli attuali . Barclays è ancora più ottimista, con un target a 144 dollari. Anche gli istituzionali sembrano crederci: detengono oltre il 75% del flottante e hanno accumulato per sette mesi consecutivi .

Personalmente, la mia strategia è chiara e dipenderà interamente dall'intonazione del mercato lunedì mattina.

Scenario A - Mercato stabile o positivo all'apertura: Provo i 96 dollari. Considero questo il primo livello di ingresso interessante. Se il sentiment regge, ABT potrebbe trovare qui un supporto valido per un rimbalzo tecnico. Non mi faccio illusioni: verificheremo nel corso della giornata cosa il mercato vorrà dirci.

Scenario B - Mercato debolissimo o risk-off: Se l'apertura di lunedì mostrerà fragilità diffuse, salto il primo livello e attendo. Il mio piano B prevede di testare il secondo e ultimo livello a 84 dollari. Sotto questa soglia, per me è stop loss automatico: si va alla rottura e si cercano opportunità altrove.

Ma...Come vivono realmente i trader?

Chiudiamo con una riflessione che va oltre i grafici e i livelli. Perché chi fa questo mestiere sa che la vera battaglia non è contro il mercato, ma contro sé stessi.

Noi trader viviamo di piccoli guadagni. Non cercate il colpo da KO, non esiste. La verità è che mangiamo briciole, operazione dopo operazione. L'obiettivo non è azzeccare il trade della vita, ma fare molte operazioni giornaliere, minimizzando lo stop loss e litigando ogni secondo con la nostra avidità.

Quella vocina interiore che, quando sei in guadagno, ti sussurra: "Dai, tienilo ancora un po', vedrai che sale ancora...". Ecco, quella è la nostra nemica giurata. I trader migliori non sono quelli che azzeccano il timing perfetto o che centrano il massimo assoluto. I migliori sono quelli che incassano poco ma incassano sempre. Quelli che hanno imparato a dire "basta" anche quando l'adrenalina spingerebbe per restare. Quelli che dormono sereni perché sanno che domani ci sarà un'altra occasione.

Questa settimana ce lo ha ricordato ancora una volta: i mercati salgono, scendono, si emozionano per un tweet da Washington o per una petroliera che attraversa Hormuz. Noi dobbiamo restare lucidi, disciplinati, umili. Il resto sono solo chiacchiere da bar.

Buon weekend e buon trading a tutti. Ci aggiorniamo lunedì, con i dati alla mano e la solita, sana, incertezza.

Fabio Tanevini è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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