L’avevo scritto tempo fa: la prima ammissione della commissione europea di aver commesso una gran corbelleria (eufemismo!) in materia di motori per autovetture avrebbe potuto portare un po’ di respiro non solo alle aziende del comparto automotive, bensì all’ETF “L&G Hydrogen Economy” (HTWO) che ha recentemente ritrovato il valore che fu di ingresso nel portafoglio The Challenge e che di fatto lì lo ha abbandonato. Era una fiche che al tempo ritengo sia stato corretto giocare; con il senno del poi, ma anche forse con una visione più allargata che a volte noi traders dobbiamo di necessità avere sul mondo che ci circonda, era più un prodotto da gestire con stop loss e con ottica di rientro successivo (vedasi l’ETF “CARB” che in più occasioni in passato ci ha regalato soddisfazioni con operazioni “dentro & fuori”). Resta il fatto che da quella prima revisione allo stop ai motori termici e ultimamente anche a causa di questo parziale shock petrolifero, HTWO è tornato a crescere. Il patrimonio in gestione ha fatto un balzo in avanti di quasi 140 milioni (praticamente +40%) arrivando alle soglie del mezzo miliardo di euro. Alcune delle principali partecipazioni (le top10 del fondo) hanno performaces stratosferiche: Chemours Company (+106% negli ultimi sei mesi!), Hyundai Motor Company (+94% nello stesso periodo … ma è arrivata anche a +150% da novembre ’25), Bloom Energy Corporation (+115%), FuelCell Energy (altra nostra vecchia conoscenza con +107% nell’ultimo mese). Insomma: tutte le aziende di questo settore stanno rifiorendo dopo un lungo periodo di appannamento dando così nuova linfa ad un ETF che pareva ormai destinato all’oblio.
Il grafico daily è uno spettacolo: ad esserne stati fuori ci sarebbe stato da farci un primo giro da gennaio a marzo per poi ricominciare ad Aprile. Se lo guardiamo poi sul settimanale la corsa è vertiginosa !
Impossibile pensare di entrarci adesso a meno di voler mettere uno stop stretto sotto la prima area di FVG rialzista sul weekly (quindi area 6,90), di sicuro meglio aspettare un ritracciamento salutare che però potrebbe richiedere ancora qualche seduta visto che il primo ostacolo è area 7,95, punto da cui iniziò la vertiginosa e apparentemente interminabile discesa. Chi dovesse essere rimasto dentro può pensare di mettere quell’area come primo target, e area 8,50 come secondo obiettivo (all’interno di quella ormai datata area di FVG ribassista di inizio quotazioni). Del resto, anche il nostro direttore e il caro Guido Bellosta ci hanno appena ricordato il famoso vecchio adagio del “Sell in May and go away”: quindi l’obiettivo con relativa vendita a stretto giro parrebbero serviti su un piatto d’argento ! Parrebbero … mi raccomando: sempre il condizionale, nessuna certezza e salvaguardare l’eventuale piccolo guadagno visto le pene che ci ha fatto attraversare.
L’analisi poi passa ad un altro titolo che è stato sfortunato protagonista del portafoglio The Challege: UnitedHealt Group, azienda che a fine gennaio è stata oggetto di vendite assurde dopo la trimestrale (as usual !) che l’hanno deprezzata del 20% in una sola seduta causa infinitesimale riduzione di fatturato. Il titolo ha poi disegnato una sorta di doppio minimo, ovvero un simil testa e spalle rovesciato, ovvero la classica “W”: ognuno ci veda un po’ quel che più gli piace, ma resta il fatto che da fine marzo ha iniziato una cavalcata poderosa che, complici due aperture in forte gap up e una trimestrale davvero buona, l’hanno portata a superare di slancio tutte le medie mobili sul daily mettendo la vecchia resistenza dei $ 380 nel mirino.
Il Piotroski score dell’azienda non è nulla di che (6/9), ma le prospettive sembrano davvero interessanti: piattaforme di analisi assolutamente rispettabili (GuruFocus per fare un nome “amico”) lo indicano come “significativamente sottovalutato”. E, del resto, se diamo uno sguardo al grafico settimanale, possiamo ben capire come il primo vero ostacolo potrebbe essere la media mobile a 200 periodi: tosta ma in effetti non così tanto visto che di veri ostacoli fino ad area $ 600 graficamente non se ne vedono.
Anche qui difficile fornire un punto di ingresso per chi non fosse già dentro: certo che se uncinasse leggermente sul daily ricercando le quotazioni presenti all’interno dell’ultima area di FVG rialzista, allora, alla ripresa della corsa, il segnale sarebbe da seguire. Unico problema, come spesso capita per i titoli USA, è il dove posizionare lo stop: come dico sempre, questione di sensibilità personale al rischio e grado di sopportazione dell’eventuale potenziale perdita. Quindi, o si guarda ad una percentuale fissa oppure al grafico: e il grafico, sul daily, oggi dice o sotto l’area dell’ultimo FVG rialzista (conservativo al massimo), oppure sotto al minimo della candela del 21 aprile (perché in quel caso potrebbe cercare di andare a ricoprire il gap).
Altra vecchia conoscenza è Fastly: dall’inferno di area $ 4,50 di un anno fa e dopo un “coma vigile” fra i $ 7 e i $ 9 durato fino all’autunno, vi è stato poi un primo risveglio a novembre dopo la terza trimestrale con segno “+” sebbene subito seguito da ritracciamento verso la zona comatosa. Poi a febbraio è arrivata la svolta: quarta trimestrale positiva, metriche di profittabilità che pur rimanendo negative hanno visto dopo lungo tempo un EBITDA positivo e un margine lordo che ha passato il 60%. Anche in questo caso sono quindi bastati due dati positivi per far schizzare il titolo verso area $ 35 in poche settimane, salvo poi ritraccio repentino di oltre il 40% e nuova ripresa con la media mobile a 50 periodi che pare sorreggere il titolo.
L’azienda è chiaro che risulta sopravvalutata, ma negli USA raramente vediamo in borsa lo specchio della verità. La borsa, lo diciamo da sempre, vive e si nutre di aspettative: e allora tutti in attesa della prossima trimestrale che potrà confermare o ribaltare le aspettative (mi sento molto Alessandro Borghese … ma tant’è !). Attenzione che qui c’è però da farsi male: le ultime settimane sono state da un giorno su e uno giù, con oscillazioni medie del 5% ambo i lati. Anche se il ritorno prima nella FVG ribassista e poi in quella rialzista, combinato con minimi crescenti, dà più la sensazione di guardare in alto che non in basso. A ciò si sommi la congestione fra le due medie mobile più brevi che potrebbe portare un po’ di ulteriore volatilità nel breve.
Il grafico settimanale dice poco, e allora bisogna passare a quello mensile che ci mostra come sia stata superata la media mobile a 50 periodi e che la (folle, almeno per ora) area dei $ 60 è l’obiettivo di lungo periodo. L’azienda deve però continuare sulla strada di buoni utili e fatturati per poter sostenere quotazioni 3x,4x,5x, 6x … diversamente si tornerebbe nell’oblio. Nessuna indicazione perché sarebbe come andare al casinò e puntare sul rosso o sul nero, anche se un’azienda che opera in un contesto quale la fornitura di servizi di rete per la distribuzione di contenuti in tempo reale rimane, a mio modesto avviso, una delle aziende più attuali del momento visto che, alla fine, chi per un verso chi per un altro, siamo tutti presi a realizzare dei contenuti da condividere.
Vedremo prossimamente di scovare altre situazioni che solletichino la fantasia da trader che non ci abbandona mai.
Semper fidelis !
L'autore del presente articolo è un trader privato e potrebbe essere direttamente interessato e quindi in conflitto di interesse con i lettori sugli strumenti finanziari da lui citati.
Il nostro giornale rispetta la Carta dei Doveri dell’Informazione Economica clicca qui >>
Informativa metodo clicca qui >>












