Il tema del giorno, in una Borsa asfittica, è certamente la reazione del titolo Ferrari alla presentazione del modello "LUCE".
Decisamente spenta, il che forse è anche un bene.
Crollo dell'8%. Non me ne vogliano gli appassionati (a cui il sottoscritto appartiene), ma come dar torto agli investitori? Appena l'ho vista ho sgranato gli occhi, anche perché nella mia testa ho in mente una hypercar cinese di BYD: la Yangwang U9 dotata di quattro motori elettrici indipendenti che erogano oltre 1.300 C e che, a memoria, le permettono di scattare da 0 a 100 km/h in 2,3 secondi e raggiungere velocità che sfiorano i 310 km/h con un prezzo attorno ai 300mila euro (contro i 550 del modello Ferrai). Il tutto con un design a dir poco accattivante !!! (link sito: https://www.yangwangauto.com/en/car/u9-xtreme)
Durissimo l’intervento di Luca Cordero di Montezemolo, che a margine dell’assemblea di Confindustria, ha lanciato una stoccata destinata a far discutere: “Si rischia la distruzione di un mito. Almeno si tolga il Cavallino da quella macchina”.
Poi la frase più pungente, diventata subito virale: “È almeno una macchina che i cinesi non copieranno”. Una battuta sarcastica che fotografa il clima attorno al debutto elettrico Ferrari e il timore che la storica unicità del marchio possa diluirsi nella transizione verso l’elettrico.
Battute a parte, il titolo non poteva che risentirne e personalmente, dopo la mia sgranata di occhi di primo mattino, ho impostato una piccolissima operazione short intraday, quasi doverosa alla vista del modello. Graficamente abbiamo un gap down sul daily di circa 20 euro e sarà interessante capire se i software riusciranno o meno a riportare il titolo verso i massimi odierni in modo da ipotizzare una ricopertura dello stesso. Al momento non ho sono segnali operativi, ma vedo solo un forte supporto in area 270 euro.
Detto questo segnalo la buona performance sul titolo Avio analizzato nel mio consueto report di sabato al quale vi rimando (link: https://www.lombardreport.com/2026/5/23/azioni-stellantis-azioni-ubisoft-entertainment/). In questo caso la macchinetta ha continuato a comprare come se non ci fosse un domani: siamo passati da 36,09 euro a ben oltre 40 nella seduta odierna (40,97 euro il massimo). Ottimi i volumi ed anche la configurazione grafica, ma con un rialzo del 12% circa in due sedute il "suggerimento" è sempre quello di alleggerire mano a mano. Nel brevissimo, che per me sono le prossime tre sedute, lo stop andrebbe collocato attorno a 36,30, quindi sostanzialmente sull'ipotetico punto di ingresso. Ma ripeto: alleggerendo mano a mano non si perde specialmente al raggiungimento dei target indicati, a meno di clamorosi gap down naturalmente.
Riguardo alla scommessa Ubisoft, mi sarei aspettato un allungo un pò più deciso e non due candele daily di indecisione (che può essere anche benefica perché permette di indurre qualcuno al profit taking o addirittura allo short). Essendo nella mia watchlist dei matti, dove inizialmente la condizione invalidante l'analisi era collocabile attorno a 4,50 euro, alzerei già drasticamente il livello di stop verso 4,90 euro.
Ricordate la scorsa settimana in cui ho descritto brevemente il famigerato best of book ? Venduto come qualcosa che permette di avere eseguiti migliori ma che di fatto non permette all'operatore la visibilità "veritiera e corretta" del book (link: https://www.lombardreport.com/2026/5/20/best-of-book/)? Se è vero che il prezzo di eseguito può essere migliorativo, di fatto è come se qualcuno vedesse in anticipo gli ordini che vengono immessi. E' come se il "sistema" volesse premiare gli adding liquidity e quindi i market maker che risultano la "nostra" controparte: se io compro lui vende.
I book sono "spoofati" ovvero riempiti di ordini finti per influenzare psicologicamente il mercato ma anche per rallentarne il flusso (non va fatto).
Un esempio su un micro trade fatto in giornata. Stamattina ho shortato Industrie De Nora per riacquistarla inizialmente a 7,37 euro dove ad occhio il software cercava di interromperne il movimento. Al prezzo di 7,37 ho avuto un parziale di 220 pezzi. L'aspetto buffo è che, dopo un tentativo di alzare la testa, il titolo è tornato indietro ma il market maker (???), avendo la mia copertura, si è messo un tick davanti a 7,38 impedendomi di chiudere completamente il trade. E questo è motivo di riflessione ed approfondimento dal momento che i software sono dei replicanti e non ragionano: facendo saltare la copertura, cosa è costretto a fare il market maker con la sua macchinetta?
Buona serata.
Ad maiora!
PNA
Piernicola Assiso è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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