Quando l’attualità più aspra irrompe nella quotidianità finanziaria, anche i numeri finiscono per perdere la loro apparente razionalità.
Le immagini dell’increscioso danneggiamento al crocefisso da parte di un soldato israeliano hanno fatto rapidamente il giro del mondo e, come spesso accade, il loro impatto non si è fermato alla dimensione simbolica o politica.
Chi scrive si occupa di Borsa (o cerca di farlo), ma è difficile non notare come, anche lì, sembri non esserci più “religione”. Come mostrerò nella parte dedicata alla watchlist, la settimana operativa è stata tutt’altro che semplice: titoli che a fine seduta segnavano progressi robusti, anche nell’ordine del +4%, hanno improvvisamente cambiato tono.
Un’inversione silenziosa, quasi surreale, maturata lontano dai riflettori della seduta ufficiale, che si è poi tradotta, il giorno successivo, in una doccia fredda all’apertura: -1,5%. Da lì in avanti, una discesa progressiva, priva di veri appigli tecnici, come se qualcosa — al di là dei fondamentali — si fosse incrinato.
Colpisce, ogni volta, la rapidità con cui il sentiment si deteriora e, soprattutto, la ma...
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