Quando l’attualità più aspra irrompe nella quotidianità finanziaria, anche i numeri finiscono per perdere la loro apparente razionalità.
Le immagini dell’increscioso danneggiamento al crocefisso da parte di un soldato israeliano hanno fatto rapidamente il giro del mondo e, come spesso accade, il loro impatto non si è fermato alla dimensione simbolica o politica.
Chi scrive si occupa di Borsa (o cerca di farlo), ma è difficile non notare come, anche lì, sembri non esserci più “religione”. Come mostrerò nella parte dedicata alla watchlist, la settimana operativa è stata tutt’altro che semplice: titoli che a fine seduta segnavano progressi robusti, anche nell’ordine del +4%, hanno improvvisamente cambiato tono.
Un’inversione silenziosa, quasi surreale, maturata lontano dai riflettori della seduta ufficiale, che si è poi tradotta, il giorno successivo, in una doccia fredda all’apertura: -1,5%. Da lì in avanti, una discesa progressiva, priva di veri appigli tecnici, come se qualcosa — al di là dei fondamentali — si fosse incrinato.
Colpisce, ogni volta, la rapidità con cui il sentiment si deteriora e, soprattutto, la mancanza di una logica immediata nei movimenti. Perché qui non si tratta soltanto di macroeconomia o di utili societari, ma di percezione, fiducia, equilibrio emotivo collettivo: elementi intangibili ma decisivi che ci ricordano ancora una volta quanto il contesto geopolitico resti una variabile imprevedibile e quanto gli investitori siano pronti a reagire anche a segnali simbolici.
Il risultato è un mercato che sembra aver perso i suoi riferimenti: rialzi intraday che si dissolvono in poche ore se non minuti e aperture negative che diventano l’innesco di scivolate più profonde. Non c’è più religione, verrebbe da dire, nemmeno nei grafici. E forse non è soltanto un modo di dire.
Fatta questa premessa, spazio all'analisi dei principali listini.
Si chiude una settimana in cui gli indici sono rimasti sostanzialmente invariati e in uno stretto laterale. Partiamo come sempre dall'analisi dell'S&P500 che su scala daily ha formato una congestione stretta sui massimi storici. Base del box a 7080 e parte alta a 7143. Volatilità ammpiamente sotto controllo in zona 18,70 il VIX e in area 97 il VVIX. La sensazione è che si voglia bucare al rialzo.
Il Nasdaq Composite lo ha già fatto: rispetto all'indice S&P 500 infatti si sta dirigendo verso la cifra tonda dei 25000 punti anche se inizia ad esserci una leggera divergenza sia sull' RSI a 14 periodi che sullo stocastico ma sappiamo che quando il trend è forte come in questo caso gli oscillatori tendono a congestionare nella parte alta e quindi anche le soglie di ipercomprato e di ipervenduto andrebbero traslate rispettivamente verso l'alto nel caso di un trend rialzista piuttosto che verso il basso nel caso di un trend ribassista.
Sull fronte europeo troviamo il Future Dax che non è riuscito ad allungare il passo. Come avevo infatti evidenziato la scorsa settimana l'indice tedesco si trova in un'area in cui i prezzi sono stati battuti più volte nei mesi passati se non addirittura nell'ultimo anno. L'aspetto positivo è che si rimane a ridosso della media a 200 periodi di colore rosso ma a vista d'occhio non assistiamo alla fear of missing out altresì nota come FOMO. Al rialzo la potenziale calamita si colloca attorno hai 25300 punti almeno per la settimana entrante.
Il nostro FTSEMIB40 Future rimane decisamente più forte rispetto al Dax e permane in area massimi, forse perché a breve verranno staccati i dividendi e quindi c'è poca voglia di vendere e comunque il mood rimane orientato alla positività, anche se francamente non ne capisco i motivi, ma la Borsa governata dai software è di per sè poco logica. L'aspetto positivo è che in Europa è stato scaricato un pò di ipercomprato di breve, specialmente sullo stocastico, mentre l'RSI sul FTSEMIB40 rimane sopra l'area del 50. Da evidenziare che al momento rimane ancora aperto il gap up creatosi di recente attorno a 46000 punti.
Fronte watchlist....
Come scritto nell'incipit dell'articolo credo che sia stata una settimana senza religione nemmeno sui titoli che seguo. Vi racconto un trade sbagliato di qualche giorno fa sulle azioni Moncler. La società ha pubblicato i dati del primo trimestre 2026, mostrando una performance nel complesso solida e leggermente migliore delle attese. I ricavi consolidati sono saliti del 12% a cambi costanti, raggiungendo circa 880,6 milioni di euro, sopra il consenso degli analisti che si attendeva valori inferiori (circa 835–841 milioni). Il contributo principale è arrivato ancora una volta dal marchio Moncler, che ha registrato una crescita del +12%, mentre Stone Island ha segnato un incremento dell’+11% a cambi costanti. A fronte di questi numeri il titolo è stato fortemente comprato dopo la chiusura del mercato facendo segnare un rialzo che a memoria sfiorava il 4%. Ho dunque deciso di acquistare una manciata di pezzi per andare al giorno dopo anche in virtù del fatto che graficamente c'era una bellissima area da bucare verso l'alto che personalmente collocavo attorno ai 60 €. Il punto esatto era attorno a 59, ma consideravo la cifra tonda. Long dunque di Moncler con due lotti ed un prezzo medio attorno a 59,32 euro, convintissimo che il giorno dopo, nel peggiore dei casi (salvo eventi imponderabili) il titolo avrebbe aperto almeno sui livelli di chiusura di seduta ovvero attorno a 57,60 euro. E invece....NO: open a 56,44 euro e chiusura settimanale a 54,10. Personalmente ho incassato il colpo e sono uscito esattamente a 56,44 con una perdita percentuale del 4,8% rispetto al giorno prima.
E per fortuna non ho avuto la brillante idea di fare hedging shortando Saipem che segnava -3.5% !!! Idea sicuramente logica che però avrebbe comportato un'altra perdita nella giornata successiva: apertura sostanzialmente invariata e azione che durante la seduta è solo salita da 3,90 a 4,25 euro o poco più ! Da lasciarci le penne!
Cementir
Azione uscita in stop che avevo collocato in area 15,60-15,70. Non so se sia stata o meno una caccia agli stop nella seduta di giovedì, vista la candela di engulfing di venerdì (dovuta ad un'asta di chiusura anomala visto che il titolo batteva attorno a 15,50 fino alle 17:30 ed è stato fatto chiudere a 15,94 euro).
Campari
L'uscita in profit di un paio di settimane fa è stata buona e il titolo dall'area 6,60-6,70 si è riportato verso la parte bassa del trading range che colloco attorno a 5,80-6,00 euro su cui si può valutare una scommessa di tenuta IN ASSENZA DI NOTIZIE SOCIETARIE, in size modica e con uno stop adeguato. Da valutare. Il close settimanale è stato a 6,228 euro.
El.En.
Francamente mi aspettavo una continuazione del trend verso la parte alta a 14,65 euro come scritto nella scorsa ottava...invece siamo passati da 13,735 euro a 13,00 e quindi lo stop in pari è stato preso. L'aspetto positivo è che il primo target che collocavo in area 13,70 è stato pienamente centrato (link articolo: https://www.lombardreport.com/2026/4/11/azioni-soitec-azioni-reply/), quello negativo è che c'è stato appunto il ritracciamento. La scommessa della colazione è stata comunque centrata: al limite senza il croissant: per questo credo sia sempre importante alleggerire almeno al primo target, poi si vedrà.
Fincantieri
Mai affezionarsi ai titoli: da 26 euro di ottobre 2025 il titolo è arrivato a 12,16 e al momento sembra tenere molto bene la trendline dinamica discendente. Francamente non me lo sarei aspettato e pur operando raramente sull'azione in questione credo sia un caso di scuola.
Generali
Venerdì ci sono state indiscrezioni relative all'intenzione da parte di Banca Montepaschi di cedere la propria quota in Generali, subito smentite prima dell'apertura. Il trend settimanale è impressionante e il titolo continua a rompere massimi storici in sequenza. Sul daily è stata una delle poche azioni che si sono mantenute sui massimi durante questa settimana. Impossibile non citarla.
Prysmian
Congestione stretta sui massimi storici. Da manuale finché regge i 118 euro (minimo della congestione). Attenzione che in settimana pubblicherà le informazioni periodiche aggiuntive come da calendario che trovate in seguito e quindi ci potrebbero essere un ulteriore allungo così come una caccia agli stop.
Salvatore Ferragamo
Centrata millimetricamente l'area calamita che collocavo attorno a 8,50-8,70 euro con un massimo settimanale a 8,50. Close weekly a 7,685. Non mi aspettavo un ritracciamento così brusco, ma forse inevitabile vista la debolezza di Moncler e del settore lusso. Per ora si è appoggiata millimetricamente alla media a 20 periodi di colore verde. L'importante è che non scenda sotto la neckline di quella sorta di testa e spalle di qualche settimana fa.
Viridien
Azione segnalata lunedì nella watchlist dei matti (link: https://www.lombardreport.com/2026/4/20/azioni-viridien/), è stata oggetto di un rialzo lento ma costante almeno fino alla chiusura di venerdì a 154,50 euro (+8,8 % circa) mentre i volumi si sono mantenuti tra i 40 e i 50 mila pezzi scambiati (controvalore attorno ai 6,5 milioni di euro, decisamente meglio delle small caps italiane). L'aspetto positivo, come si vede sul grafico settimanale, è che la chiusura di ottava è stata per la prima volta da svariato tempo a questa parte al di sopra dei 150 euro. Credo ci sia ancora spazio di salita visto il gap del periodo Covid avvenuto in area 197 euro, ma come ho scritto "queste" sono azioni che relego appunto alla watchlist dei matti vista la volatilità. E per fortuna non tutti lo sono.
Di seguito il calendario societario per la settimana entrante (Fonte dati: Borsa Italiana).
Buona serata a tutti.
Ad maiora!
PNA
Piernicola Assiso è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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