l Floridi chiama infosfera questa on-line experience in cui siamo immersi: un “luogo” in cui sono irreversibilmente integrati l’aspetto fisico e quello digitale della realtà. Il viaggio è quello che ci vuole per uscire dall’infosfera dei grafici, trend line, asset allocation, dati USA e tornare con nuove abitudini. “Si viaggia non per cambiare luogo, ma idea” H A Taine.
In viaggio si incontrano persone verso le quali non dobbiamo corrispondere ad alcuna aspettativa, gente che, come noi, condivide l’intento del viaggio e la libertà di esplorare. Persone che amano la novità e vogliono vivere quelle relazioni che non presuppongono un “dopo”. Il contatto con gli altri getta su di noi uno sguardo completamente nuovo, trasforma la nostra percezione e ci consente di vedere aspetti di noi che possono sorprenderci. Inoltre gli altri sono capaci di percepire sensazioni, pensieri e parole che noi non pensavamo di possedere. Anzi noi, che crediamo di offrire la parte brutta della nostra personalità, veniamo aiutati a scoprire la parte bella, a capire che non sono cambiati gli altri ma noi stessi.
Bene, il viaggio di questa estate ci servirà per preparare un trekking: quello che si profila sui mercati azionari. L’obiettivo di salire ad alta quota oltre gli 8000. Ogni riferimento allo S&P non è puramente casuale. È incerta ancora la quota dove installeremo il campo base, forse quota 7000. Ormai da marzo 2025 ne abbiamo fatti di trekking e siamo allenati per salire in quota. D’altro canto B Chatwin ci ricorda che, in tibetano, la definizione di “essere umano” è a-Go ba, “viandante”. “ chi fa migrazioni”.
https://www.lombardreport.com/2025/3/19/perche-sono-rialzista-sui-mercati-azionari/
In effetti veniamo da un impressionante trend rialzista di nove settimane consecutive in atto negli USA dalla fine di marzo e tanti elementi indicano prudenza. A partire dall’estrema euforia tra gli acquirenti di opzioni che storicamente raggiunge il massimo ottimismo proprio prima di una fase di debolezza del mercato e viceversa il massimo pessimismo quando il mercato azionario è sul punto di registrare un “rally a V”. Lo S&P è sceso per la prima volta dall'inizio di aprile al di sotto della sua media mobile a 20 giorni. Per la stampa i motivi sono i soliti: la presunta sopravvalutazione del Tech, confusa con l’effettiva concentrazione del settore; il conflitto in Iran, che però dopo 14 settimane ha generato una performance netta positiva e la faccenda dell’aumento dei tassi in USA.
Tante cose sono successe invece dal punto di vista tecnico di cui già a parlato il direttore. Si può aggiungere il decimo Hindenburg Omen nell’ultimo mese, la coralità raggiunta dalla crescita economica globale, i rendimenti dei bond a due anni ad una quota che ricorda il 3 gennaio 2022 ed il picco ciclico registrato dal Growth rispetto al Value in USA. La percezione che la politica monetaria globale ultra-accomodante degli anni passati sia uno sbiadito ricordo e che la tendenza sembra ormai impostata. Vuoi per buoni motivi, una crescita economica superiore alle aspettative dei più, o cattivi, un'inflazione che minaccia il dis ancoraggio definitivo dal target range delle banche centrali. La partecipazione globale sta scendendo e l’ampiezza si sta deteriorando, quindi il mercato sembra meno robusto di prima. Il segnale non è per forza un inversione immediata, ma è coerente con una fase in cui il rialzo perde quota e sostegno interno.
E il nostro viaggio? Ormai dal trekking siamo passati alle scalate, ma cosa ci aspetta dopo l’Everest?







