Perché Wall Street è più cara del resto del mondo? La risposta, spesso, è più semplice di quanto sembri: perché le aziende americane rendono di più.
Il grafico qui sotto mostra il Return on Equity delle principali aree geografiche mondiali. E la linea nera degli Stati Uniti parla da sola: il ROE americano è oggi sopra il 20%, nettamente più alto rispetto a Europa, Canada, Giappone e mercati emergenti.
Il ROE misura quanto utile un’azienda produce rispetto al capitale degli azionisti. Indica quanto bene un’impresa riesce a far fruttare i soldi messi dentro dagli azionisti.
E qui l’America continua a fare scuola.
Ci sono diverse spiegazioni. Il peso enorme della tecnologia. Le aziende digitali con modelli scalabili. I margini più elevati. I buyback. Una cultura di mercato molto più orientata alla redditività del capitale. Una selezione darwiniana più feroce: chi non rende viene punito, chi rende viene premiato.
L’Europa, invece, rimane più legata a settori tradizionali: banche, assicurazioni, industria, automotive, utility. Aziende solide, spesso importanti, ma mediamente meno capaci di generare ritorni sul capitale paragonabili a quelli delle grandi società americane.
Non stiamo dicendo che bisogna comprare America a qualsiasi prezzo. Anzi. Quando tutti pagano la qualità, il rischio è sempre quello di pagarla troppo. Ma il grafico spiega una cosa fondamentale: il premio di valutazione degli Stati Uniti non nasce dal nulla. Nasce dal fatto che, almeno fino a oggi, Wall Street ha espresso società più redditizie, più efficienti e più capaci di trasformare capitale in utili.
Possiamo domandarci se gli USA sono cari, ma forse è meglio chiedersi “quanto vale un mercato che produce più redditività di tutti gli altri?”
Perché in Borsa, alla fine, non vince chi racconta la storia più bella. Vince chi trasforma il capitale in utile.
L’autore del presente articolo è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e non detiene gli strumenti oggetto delle sue analisi.
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