MONY GROUP (ex Moneysupermarket.com Group, rinominata nel maggio 2024) è il principale operatore britannico nel settore dei comparatori di prezzo online, quotato al London Stock Exchange e componente del FTSE 250.
Il portafoglio marchi comprende MoneySuperMarket (comparazione su assicurazioni, prodotti finanziari e utenze), MoneySavingExpert (editoriale di consulenza finanziaria fondato da Martin Lewis), Quidco (cashback, acquisita nel 2021) e Decision Tech (B2B).
Il modello di business genera ricavi tramite commissioni pagate dai provider ad ogni comparazione conclusa con una sottoscrizione: un business a capitale investito contenuto e alta generazione di cassa, come emergerà chiaramente di seguito.
I ricavi di MONY GROUP
Dal picco pre-Covid di £388,4 mln (2019) al minimo di £316,7 mln (2021, anno più difficile per il crollo del comparto travel), la ripresa è stata solida: +22% nel 2022, +11% nel 2023, fino ai record consecutivi di £439,2 mln (2024) e £446,3 mln (2025).
Nell'ultimo anno, INSURANCE resta la voce dominante (£232,5 mln) ma ha rallentato (-1%) dopo un 2024 eccezionale; a compensare MONEY (+8%, credito al consumo) e soprattutto HOME SERVICE (+33%, riapertura parziale dello switching energetico). In calo CASH BACK (-13%), coerente con la debolezza dei consumi discrezionali UK.
La marginalità di MONY GROUP
Il margine EBITDA si è sempre mantenuto sopra il 29-30% anche nelle fasi di contrazione dei ricavi, a conferma della natura scalabile del modello. Dal minimo 29,80% (2022) l'espansione è stata costante fino al 32,51% del 2025, con Adjusted EBITDA al record di £145,1 mln — merito di disciplina sui costi (-4% nel 2025) e del peso crescente delle proposizioni a membership (SuperSaveClub, 2,1 mln iscritti), a marginalità più alta della semplice acquisizione PPC.
Il ROIC di MONY GROUP (contro il WACC)
In ogni anno della serie il ritorno sul capitale è ampiamente superiore al costo del capitale: anche nel 2021, l'anno più debole (Quidco appena acquisita), il ROIC al 22,3% restava oltre quattro volte il WACC (5,7%). Da lì lo spread si è allargato progressivamente, fino a superare i 29 punti percentuali nel 2025 (ROIC 39,0% vs WACC 9,3%) — segnale strutturale di un business a piattaforma, capitale fisso contenuto e alta scalabilità, non un episodio congiunturale.
Il cash flow di MONY GROUP
Il cash flow operativo si è mosso tra £65,7 mln (2021) e £115,6 mln (2024, massimo storico), chiudendo il 2025 a £107,7 mln (-7%), flessione spiegata da dinamiche di capitale circolante su canali a incasso più lento (energia, vita) più che da un deterioramento della qualità degli utili — la cash conversion resta elevata lungo tutto il periodo.
La PFN di MONY GROUP
Il grafico racconta il ciclo di investimento e deleverage legato a Quidco: da cassa netta £23,6 mln (2020) a debito netto £59,6 mln (2021, picco post-acquisizione da £104,6 mln), poi riduzione costante — £37,2 mln (2022), £19,8 mln (2023) — fino al ritorno in cassa netta dal 2024 (£8,4 mln) e ancora nel 2025 (£4,1 mln), nonostante £96 mln di ritorni agli azionisti nell'ultimo anno.
Debito da acquisizione riassorbito in appena quattro anni, senza compromettere distribuzioni né investimenti organici.
Grafico di MONY GROUP
Il titolo sta testando la trendline discendente pluriennale dal massimo 2019 (area 400p), in transito nell'area dei 202p, dove quota oggi.
Il superamento della trendline aprirebbe a un cambio di passo strutturale; un rigetto riporterebbe l'attenzione sul supporto situato a quota 174p.
OUTLOOK
Sul fronte delle indicazioni prospettiche, il management si è espresso con cautela ma senza allarmi: nel comunicato dei risultati FY2025 il CdA ha dichiarato di avere fiducia nel poter mantenere l'Adjusted EBITDA 2026 all'interno dell'attuale range di consensus — formula prudente che riflette il proseguimento delle dinamiche viste nella seconda metà del 2025 (Home Services in accelerazione, Insurance in fase di comparativi più impegnativi).
Il consensus degli analisti che coprono il titolo (aggiornato al 23 aprile 2026) indica una crescita moderata ma continua: ricavi da £448,6 mln nel 2026 a £478,8 mln nel 2028, Adjusted EBITDA da £145 mln a £156 mln, EPS adjusted da 18,5p a 20,6p — con un'avvertenza tecnica importante: a seguito della cessione della quota di controllo in Ice Travel Group (dicembre 2025), le stime da FY26 in poi non includono più i ricavi del segmento Travel, quindi non sono direttamente confrontabili con i dati storici di gruppo viste nelle sezioni precedenti.
Il vero catalyst a breve termine, però, è calendarizzato: MONY GROUP pubblicherà i risultati semestrali (H1 2026) martedì 21 luglio 2026, tra soli tre giorni da oggi. Sarà il primo riscontro numerico sull'andamento dell'anno dopo la cessione di ITG, e permetterà di verificare se il trend di miglioramento della seconda metà 2025 (in particolare su Home Services e Money) si sta confermando nei primi sei mesi dell'anno.
RIFLESSIONI
Una premessa di prudenza è d'obbligo: la posizione resta in sofferenza, con il titolo che quota ancora ben al di sotto dei livelli del 2020 e un trend discendente pluriennale non ancora del tutto superato — chi segue questa storia da tempo lo sa bene.
Una parziale consolazione arriva però dai dividendi: dalla segnalazione ad oggi abbiamo incassato 68,71p per azione, una cifra che compensa ampiamente il calo del titolo nel periodo.
Detto questo, i fondamentali qui analizzati meritano attenzione: ROIC ampiamente superiore al WACC in ogni anno della serie, margini in espansione, PFN tornata in cassa netta — e multipli che non sembrano riflettere pienamente questa solidità.
L'EV/EBITDA TTM a 6,65x resta ben sotto la media di periodo (8,27x), su un business che ha appena riportato ricavi ed EBITDA ai massimi storici. Anche in uno scenario di crescita futura non esaltante (consensus +3-4% annuo di ricavi nel triennio), la combinazione di multipli compressi e ritorni sul capitale strutturalmente elevati suggerisce, con la dovuta cautela, un possibile disallineamento tra valore intrinseco e prezzo di mercato. Non è detto che si chiuda in tempi brevi, né attraverso un movimento di prezzo piuttosto che un consolidamento dei fondamentali — ma è il test tecnico sulla trendline pluriennale a poter fornire l'innesco, se dovesse confermarsi.
Come sempre in questi casi, la pazienza resta la variabile chiave: i fondamentali sono solidi, ma il mercato può restare disallineato più a lungo di quanto un investitore possa restare paziente.
RIEPILOGO DELLE SEGNALAZIONI:
PORTAFOGLIO TOTAL RETURN:
Francesco Norcini è un investitore privato che detiene le azioni oggetto dei suoi articoli creando in questo modo un potenziale conflitto di interesse con i lettori.
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