Oggi torniamo su CAMPARI perché il Q1 2026 offre un primo riscontro concreto sulla strategia del nuovo CEO Simon Hunt. Nonostante i dati pubblicati non siano completi (mancano i dettagli relativi all'andamento della marginalità), quanto messo a disposizione ci aiuta a comprende meglio quale sia l'andamento e la traiettoria dell'azienda.
Fondato nel 1860 e presente in oltre 190 mercati, il gruppo costruisce il proprio sviluppo attorno a un portafoglio di marchi iconici: CAMPARI, Aperol, Wild Turkey, Grand Marnier, Espolòn e Courvoisier.
Negli ultimi mesi, la strategia del nuovo CEO Simon Hunt si è fatta sempre più nitida: meno dispersione, più focalizzazione. Un numero inferiore di iniziative, ma di maggiore impatto strategico. Un portafoglio più snello, con la cessione dei brand non prioritari (Cinzano, Averna, Zedda Piras), e investimenti concentrati sui marchi capaci di crescere su scala globale.
Avevamo commentato questa traiettoria nell'articolo dello scorso marzo, a seguito della pubblicazione dei risultati dell'intero esercizio 2025. Oggi torniamo su CAMPARI con i dati del Q1 2026 — il trimestre stagionalmente "meno favorevole" dell'anno — e con una notizia di rilievo sul fronte finanziario.
RICAVI DI CAMPARI — Q1 2026
Il primo trimestre 2026 si è chiuso con vendite nette pari a € 643 mln, in calo del -3,4% a livello complessivo, ma con una crescita organica del +2,9%. Il gap tra la variazione totale e quella organica è spiegato dall'effetto cambio (-4,1%, principalmente dollaro americano) e dall'effetto perimetro (-2,2%, riconducibile alla cessione di Cinzano).
Per leggere correttamente questo dato è utile inquadrarlo mettendolo in relazione a quanto riportato nel corso degli ultimi due anni.
Il punto più basso del ciclo è stato toccato nel Q1 2025 con -4,2%. Il recupero è stato progressivo e costante — +3% nel Q2, +4,4% nel Q3, +4,7% nel Q4 2025 — e il Q1 2026 a +2,9% conferma che la traiettoria è stabilmente tornata positiva, con il MAT (Moving Annual Total) risalito a +3,9%.
IL CONFRONTO CON I GRANDI PLAYER DEL SETTORE
Il dato forse più interessante emerge proprio dal confronto con i principali competitor. In un trimestre in cui DIAGEO ha registrato ricavi organici sostanzialmente invariati e PERNOD RICARD è rimasta vicina alla stagnazione, CAMPARI ha continuato a crescere del +2,9% a livello organico.
Il settore degli spirits premium continua infatti a fare i conti con una domanda ancora debole in Cina, consumatori più prudenti negli Stati Uniti e un progressivo riassorbimento delle scorte accumulate nel periodo post-pandemico. In questo contesto non si tratta tanto di correre, quanto di riuscire a crescere più del mercato.
Da questo punto di vista CAMPARI continua a mostrare una dinamica relativamente migliore rispetto ai principali peer internazionali, sostenuta dalla forza del portafoglio aperitivi e da una minore esposizione alle categorie che oggi stanno incontrando le maggiori difficoltà.
EMISSIONE DEL BOND DI CAMPARI:
Il 10 giugno 2026 — pochi giorni fa — CAMPARI GROUP ha collocato con successo la prima emissione obbligazionaria nell'ambito del programma EMTN: € 600 mln di obbligazioni senior unsecured a 7 anni (scadenza giugno 2033), cedola fissa del 4,25%, spread di 140 punti base sul tasso mid-swap.
Le richieste hanno raggiunto circa € 3 miliardi — cinque volte l'ammontare offerto — consentendo di aumentare l'emissione iniziale da € 500 mln a € 600 mln. Un segnale forte di fiducia del mercato del credito nel profilo finanziario del gruppo. I proventi saranno destinati a scopi aziendali generali e al rifinanziamento delle obbligazioni con cedola 1,25% in scadenza nel 2027.
LE PAROLE DI SIMON HUNT, CEO DI CAMPARI GROUP
"Abbiamo iniziato il 2026 con una performance solida nel trimestre più contenuto, grazie all'implementazione della strategia focalizzata su un minor numero di iniziative, ma di maggiore impatto strategico. Nonostante il contesto operativo sfidante, abbiamo aumentato quote di mercato in quasi tutti i nostri principali mercati a livello globale, in particolare sui brand prioritari. Allo stesso tempo, i nostri investimenti nei brand e nella pipeline di innovazione stanno progredendo positivamente in vista del picco stagionale. Questo solido avvio ci consente di confermare la nostra guidance per il 2026."
OUTLOOK DI CAMPARI
La guidance per il 2026 è stata confermata. Il gruppo prevede di continuare a sovraperformare il settore, con un ritmo di crescita organica in linea con il ~3% del 2025 al netto di eventi straordinari.
Il margine EBIT rettificato dovrebbe evidenziare un miglioramento organico contenuto, con distribuzione asimmetrica verso il secondo semestre: gli investimenti A&P sono stati anticipati nella prima parte dell'anno — con Aperol in piena attivazione per la stagione estiva — e i benefici si manifesteranno più chiaramente in H2. L'impatto dei dazi USA è stimato in circa € 30 mln su base annua (rispetto agli € 11 mln del 2025), parzialmente compensato da tailwind sui costi di produzione e da effetti di mix. Il programma SG&A prosegue con un risparmio atteso di circa 70 basis point nel 2026, per un impatto cumulato di 140 bps in due anni su un obiettivo finale di 200 bps entro fine 2027.
IL GRAFICO DI CAMPARI
Nelle ultime settimane il titolo è nuovamente ripiegato tornando a testare l’area di supporto riportata sul grafico in fucsia.
RIFLESSIONI
Il Q1 2026 di CAMPARI GROUP restituisce l'immagine di un'azienda in recupero progressivo, non ancora in piena velocità di crociera, ma con segnali incoraggianti su più fronti.
Chi seguiva il titolo nell'ultimo anno e mezzo sa bene quanto il percorso sia stato accidentato: il biennio precedente ha rappresentato la fase più difficile del ciclo post-pandemico, con tre trimestri su cinque in territorio negativo o quasi piatto e un mercato che ha penalizzato duramente le quotazioni. Il Q1 2025 a -4,2% aveva amplificato quelle preoccupazioni. Oggi, con quattro trimestri consecutivi di crescita organica positiva e un MAT al +3,9%, il quadro appare strutturalmente migliorato.
La stagionalità rimane un elemento centrale: il Q1 è il trimestre meno brillante dell'anno per CAMPARI, con i volumi concentrati nei mesi estivi. I prossimi due trimestri — il cuore della stagione Aperol — saranno decisivi per capire se la traiettoria si consolida su livelli più soddisfacenti.
L'emissione obbligazionaria da € 600 mln con domanda cinque volte superiore all'offerta non è un dettaglio: è un segnale di come il mercato del credito valuti il profilo di rischio del gruppo. In un settore dove i principali peer stanno avviando piani di ristrutturazione d'emergenza, CAMPARI ha imboccato la propria fase di efficienza con anticipo e oggi si trova in una posizione competitiva relativamente più solida.
I rischi restano quelli noti: dazi USA, volatilità valutaria sul dollaro, debolezza strutturale di alcune categorie.
Nonostante i segnali di recupero, il titolo ha manifestato ancora debolezza tornando a testare l'area di suppurto a € 5,3. Il contesto rimane sfidante, ma CAMPARI ha dimostrato una maggiore capacità di resilienza rispetto al settore.
Continuiamo a mantenere la posizione aperta, con attenzione rivolta all'evoluzione della stagione estiva e ai prossimi dati di marginalità del primo semestre.
RIEPILOGO DELLE SEGNALAZIONI:
PORTAFOGLIO TOTAL RETURN:
Francesco Norcini è un investitore privato che detiene le azioni oggetto dei suoi articoli creando in questo modo un potenziale conflitto di interesse con i lettori.
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