Aggiornamento portafoglio: riacciuffiamo il massimo storico

E venne il giorno della BCE. Come da attese Draghi ha dato indicazioni sul Tapering e sempre come da attese del mercato il QE è stato dimezzato portando gli acquisti (da gennaio 2018) da 60 Mld a 30 Mld Euro al mese; ma le indicazioni più importanti sono arrivate sul termine del QE. Infatti, sotto questo aspetto Draghi è stato decisamente chiaro e netto: il QE sarà certamente attivo almeno sino a settembre 2018 “o anche oltre se necessario”, e “i tassi rimarranno bassi anche dopo la fine del QE”.

I mercati ovviamente hanno festeggiato, sia la sostanza sia la forma che non lascia spazio a interpretazioni: tassi bassi e stimoli monetari ancora per almeno dodici mesi. I rendimenti impliciti si sono quindi contratti e i prezzo dei bond sono tornati a salire, con grande beneficio per il nostro portafoglio.

Infatti riacciuffiamo il precedente massimo storico – registrato a settembre scorso – che aveva segnato un NAV a 112,45 e ora siamo a 112,43 di fatto nuovamente lassù dopo una serie di settimane consecutive (cinque) di rialzi del NAV contro un NAV a 112,31 della scorsa rilevazione.  

Certamente Draghi si è mosso bene, assecondando le attese dei mercati e usando una giusta prudenza nel ridimensionamento del QE; l’intento era quello di non creare strappi e ci è riuscito nel migliore dei modi. Ora, questo per noi significa però che se da un lato avremo molto verosimilmente mercati “rilassati” per un po’ di tempo, dall’altro avremo ancora tassi bassi e quindi rendimenti poco entusiasmanti.

Il problema è relativo, poiché in qualche modo il rendimento lo tiriamo fuori (ovviamente compatibilmente con la vocazione a rischio moderato del nostro portafoglio), ma dev’essere chiaro che non sarà facile, così come non lo è stato in questi due anni.

Ad ogni buon conto, attendiamo la scadenza dei due bond che abbiamo in portafoglio e valuteremo come reinvestire.

Portafoglio aggiornato nella consueta sezione e grafico del NAV riportato anche qui sotto.

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