Voglia di Kiwy

EURNZD (PC: 1,5583)

Che cosa è accaduto? 
Negli ultimi 12 mesi il dollaro neozelandese ha avuto un andamento sostanzialmente laterale nei confronti dell'euro, muovendesi in modo altalenante all'interno dell'intervallo con estremi 1,4535 - 1,6245. Da febbraio il Kiwy si è deprezzato di circa il 7% rispetto alla divisa unica, col cross risalito dal minimo a ridosso di 1,4535 il 7 febbraio al picco del 22 maggio a 1,6245. Nell'ultimo mese il cambio è poi ridisceso verso 1,5235, stabilizzandosi nelle ultime sedute a ridosso di 1,5600

Che cosa possiamo aspettarci nei mesi a venire?
Anche se non si possono escludere ulteriori salite del cross EurNzd verso 1,6245, sopra cui gli apprezzamenti potrebbero estendersi - ma difficilmente oltre la resistenza critica a 1,7000 - sembra poco probabile l'avvio di un forte trend rialzista dell'euro su orizzonti strategici.
La prosecuzione della fase in atto, sostanzialmente laterale su orizzonti di 1-2 anni, rende quindi possibile l'acquisto di obbligazioni denominate in dollari neozelandesi - all'interno di una più ampia diversificazione valutaria strategica - non per particolari "scommesse" su futuri marcati apprezzamenti del Kiwy (poco probabili) ma per sfruttare il carry favorevole: i rendimenti del Nzd, su scadenze 3-5 anni, si aggirano sul 2,25-2,65%, livelli decisamente superiori a quelli dei Btp italiani che per quelle scadenze viaggiano a ridosso dello 0,20-0,80%.

Operativamente, gli acquisti di Kiwy potrebbero essere effettuati in tranche, a partire dai livelli correnti e su eventuali salite del cross verso area 1,6500. Un primo segnale di attenzione si avrebbe in caso di risalite del cross al di sopra di 1,7000 ma il quadro tecnico si deteriorebbe solo in caso di rialzi al di sopra di 1,7300 (al momento improbabile).

Un rinnovato segnale di forza per il dollaro neozelandese si avrebbe in caso di ridiscese del cross al di sotto di 1,5100, con obiettivo il test dei minimi toccati dall'eurnzd a metà febbraio a 1,4535 (al momento prematuro).

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