Aggiornamento portafoglio: azionario in correzione


Pare che il nostro attendismo nell’entrare con una modesta quota di azionario sia per ora premiato, data la correzione – modesta nel momento in cui scriviamo – che i mercati azionari stanno vivendo in queste ultime sedute. D’altra parte i livelli di ipercomprato erano piuttosto alti (lo dicevamo già negli articoli precedenti) ed è quindi al momento del tutto normale che si tiri un po’ il fiato e si scarichino un po’ gli eccessi.

Bene quindi l’aver atteso prima di prendere posizione, confidando un po’ – ora lo possiamo dire – in un ritracciamento che permettesse di provare ad ottimizzare i prezzi di ingresso. Ora bisognerà vedere come si può sviluppare questa correzione per tentare di individuare il timing possibilmente più favorevole per destinare una piccola parte del nostro portafoglio ad un asset azionario. Se le “proiezioni” che si sentono da più parti dovessero essere corrette, dovremo avere davanti a noi ancora qualche mese – alcuni ipotizzano sino alla prima metà del 2018 – di rialzo e pertanto abbiamo ancora il margine per dare un po’ di gas al nostro portafoglio nel pieno rispetto del contenimento del rischio.

Abbiamo visto nell’articolo di ieri come potrebbero arrivarci buone soddisfazioni dal certificato con sottostante l’azione Volkswagen, che rimane forte e tonica anche se lo strike non è ancora stato superato. Vero è che a noi importa relativamente poiché in tempi non sospetti abbiamo comunque acquistato a scadenza un rendimento minimo garantito, ma ad ogni buon conto vedere il certificato in area 100,90 è cosa buona per l’umore e anche per il nostro portafoglio.

In tema di portafoglio, facciamo il consueto aggiornamento (ai prezzi correnti di mercato) e vediamo come la volatilità prosegua nel suo range tra alti e bassi, facendo muovere la nostra Equity Line tra il massimo storico precedente e il minimo del 2017 registrato a inizio gennaio. Il nostro NAV, quindi, vale oggi 112,87 di fatto in laterale tra 103 (precedente massimo storico) e 112,68 minimo di gennaio 2018.

Non potrebbe essere diversamente, posto che salvo i movimenti di breve di fatto non sta succedendo nulla sul mercato: sappiamo e vediamo che i rendimenti impliciti delle obbligazioni stanno progressivamente aumentando – in modo lieve per la verità – e di fatto solo il Bund ha avviato una correzione più marcata che ha sortito l’effetto di contrarre lo spread dei periferici e di cui Italia, Spagna e Portogallo hanno beneficiato in modo particolare.

Un fase a livello globale un po’ piatta quindi, dove mancano spunti direzionali importanti; cosa della quale non ci lamentiamo, assolutamente, poiché salvo i piccoli movimenti del nostro NAV, i ratei corrono e i prezzi tracheggiano bene o male sempre nell’intorno degli stessi prezzi. Per certi versi, una condizione “ideale” per un portafoglio a rischio contenuto, che punta a flussi di cassa costanti (cedole e dividendi) con l’eventuale bonus di una valorizzazione mark-to-market poco volatile.

Portafoglio aggiornato nell’apposita sezione e grafico del NAV come di consueto anche qui sotto.