A tutto gas!

Dopo anni di discesa senza fine e una lunga fase di riaccumulazione, negli ultimi due mesi il Gas Naturale sembra volere spiccare il volo. Il contratto future corrente (PC 3,759) ha messo a segno un rally del 36% dai livelli di metà settembre, con una fortissima accelerazione nell’ultima ottava.

Al di là di quelle che possono essere le motivazioni fondamentali, che difficilmente aiutano nell’attività di trading, occorre sottolineare il netto miglioramento del quadro tecnico di una delle materie prime più massacrate negli ultimi anni, a causa dell’esplosione dell’offerta di shale gas. Un’altro rilievo degno di nota è il passaggio in backwardation delle curve sui contratti future, con le scadenze brevi decisamente più costose delle scadenze lunghe, a conferma di forti tensioni sui prezzi. 

Interessante anche il ratio Nat Gas/Oil in netta discesa negli ultimi 2 mesi, dove a fronte del forte rally del gas naturale si è accompagnato un pesante sell-off sul petrolio, col crude che ha ceduto il 22% dai picchi di inizio ottobre. La struttura dei contratti futures sul WTI presenta infatti, specularmente a quella del gas naturale, un forte contango, a conferma di tensioni al ribasso sui prezzi.

Nell’immediato sembrano probabili reazioni tecniche del prezzo del greggio, che si potrebbero quindi sfruttare per acquisti veloci. Sul gas naturale potrebbe invece essere interessante valutare ingressi su storni con orizzonti però più lunghi. Considerata la forte inefficienza degli Etc a leva - che andrebbero utilizzati per un’operatività infraday o comunque di poche sedute - se si vuole cavalcare una possibile prosecuzione del rialzo del gas naturale sembra opportuno rimane su strumenti quali l’Etc “Etfs Natural Gas” (ticker NGAS: PC 0,0361), quotato sulla Borsa di Milano.

Sul petrolio, per chi ha una forte propensione al rischio, per importi piccoli del proprio portafoglio e con orizzonte poche sedute, si potrebbe anche giocare la carta dell’Etc a leva 3 “Boost WTI” (ticker 3OIL: PC 0,9571), quotato sulla Borsa di Milano: da inizio ottobre le quotazioni si sono dimezzate e la discesa sembra volere perdere spinta. Solo per esperti, tuttavia, vista l’elevatissima volatilità che rende il timing decisamente difficile. E da liquidare entro una settimana se le cose si mettono male, resistendo alla pericolosa tentazione del “mediare in perdita”, che costituisce una delle peggiori violazioni delle regole di un sano money management. E importi piccoli, mi raccomando!

Alla prossima...

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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