Il Rand ci riprova

EURZAR (PC: 16,400)

Che cosa è accaduto? 
Il Rand sudafricano è inserito all'interno di un trend strategico ribassista nei confronti dell'euro. Dai minimi a ridosso di 13,400  del marzo 2017 l’euro ha messo a segno un forte rialzo che si è spinto, ad inizio settembre di quest’anno, a registrare un massimo a 18,10. Nelle ultime settimane, tuttavia, si è assistito ad una veloce ridiscesa verso 16,35. Il fatto che il cross si sia fermato ben prima dei picchi del gennaio 2016 a 19,55 conferma la mancanza di segnali convincenti di ripresa del movimento dominante rialzista dell'euro su orizzonti strategici, seppur all'interno di un quadro più ampio ancora sfavorevole per il rand sudafricano.


Nel Paese si registra un tasso di inflazione a ridosso del 4,3%, in calo/stabilizzazione negli ultimi anni e decisamente inferiore rispetto ai livelli registrati in passato. Un'inflazione quindi tutto sommato accettabile se confrontata con dei rendimenti sui titoli governativi in Rand pari a circa il 7,9%-8,4%, su scadenze intermedie a 3-5 anniIl carry a favore del Rand sudafricano (i Btp italiani su analoghe scadenze, nonostante il forte rialzo da inizio maggio, si aggirano sull’1,70%-2,40%) più che compensa quindi le dinamiche inflazionistiche nel Paese e non dovrebbe perciò lasciar presagire rischi di sostanziale deprezzamento della valuta, come accadeva invece regolarmente negli anni passati.


Operativamente, si conferma quindi la strategia di mantenere obbligazioni in Rand su scadenze a 3-5 anni. 
Importante però limitare il peso ad una componente contenuta del proprio portafoglio, vista l'elevata volatilità del cambio.
Un primo segnale di attenzione si avrebbe su risalite del cross al di sopra di 17,60, poco probabile, con conferma al superamento della resistenza chiave in area 18,00/25, improbabile nei mesi a venire.

Se le quotazioni dovessero ridiscendere al di sotto di 15,40 (prematuro) si avrebbe un segnale di forza per il Rand sudafricano in ottica pluri-mensile, col cross che potrebbe riportarsi verso i minimi di fine febbraio a ridosso di 14,200.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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