Il Bitcoin testa il supporto e riparte...

Analisi Bitcoin/Usd (PC 7319)

Dopo una crescita esponenziale nel corso del 2017 e un nuovo massimo storico a fine anno a ridosso di quota 20.000, la criptovaluta più famosa del mondo subisce un vero e proprio tracollo, arrivando a cedere circa il 70% del suo valore in un paio di mesi, complice l’introduzione dell’operatività in future a Chicago che ha reso possibile l’operatività al ribasso. La tenuta di quota 6000 ad inizio febbraio, livello già testato durante una precedente correzione lo scorso novembre, consente una veloce risalita che non riesce però a riportare le quotazioni oltre quota 12000. Una nuova discesa a fine marzo-inizio aprile riporta il Bitcoin verso tale supporto e nuovamente le quotazioni riescono a reagire risalendo verso quota 10000. Un rimbalzo con massimi decrescenti, non esattamente un segnale di forza.

Da inizio maggio prevalgono nuovamente le vendite che respingono per l’ennesima volta la criptovaluta al test di quota 6000, la cui tenuta ne conferma la criticità. A fine giugno il supporto viene nuovamente attaccato, con una perforazione marginale (minimo 5791 il 29.06), seguita da un buon rimbalzo che ha riportato le quotazioni a ridosso di 7.500 nelle ultime sedute, dove paiono nuovamente prevalere le vendite.

Graficamente la tenuta di 5.800-6.000 rimane di fondamentale importanza per evitare un nuovo deterioramento del quadro tecnico per i mesi a venire, con possibili perdite davvero importanti (prossimo supporto critico a quota 4.000 e poi 3.000).

Quando potremo abbassare la guardia? Solo risalite e consolidamenti al di sopra di quota 8.000 (ancora prematuro) consentirebbero di confermare la tenuta di quota 6.000 aprendo così la strada a un nuovo ciclo rialzista per il Bitcoin. Al superamento di 10.000 si avrebbe poi un forte segnale rialzista, ma probabilmente dovremo attendere molti mesi perché ciò accada.

La volatilità rimane su livelli estremi: basti pensare che rispetto ad una coppia anch’essa volatile come il cambio Usd/Yen ci muoviamo su livelli 13 volte superiori, e ciò rende molto difficile sia il timing sia la gestione del rischio. Tenendo conto poi che la liquidità non sempre ottimale si presta anche a manipolazioni delle quotazioni sui circuiti ufficiali per fare precipitare i prezzi e poi riacquistare a prezzi inferiori fuori dei circuiti standard. Di qui il rischio di molti falsi segnali: l’analisi tecnica in tale contesto si può ancora applicare ma prestando un’attenzione del tutto particolare al money management. Il Trading sul Bitcoin non è per tutti e sicuramente va fatto per controvalori molto contenuti rispetto al proprio portafoglio complessivo.

Un discorso diverso vale per chi volesse fare una “scommessa” in ottica di asset allocation strategica: acquistare qualche tranche di Bitcoin e detenerli ad oltranza senza  preoccuparsi di applicare stop loss. Un po’ come acquistare delle opzioni, senza  però doversi preoccupare del time decay. E come per le opzioni occorre però mettere in conto di potere, forse, perdere tutto quanto investito, ragion per cui la cifra investita deve essere percentualmente piccola e non tale da metterci in difficoltà se le cose si dovessero mettere male.

Come veicolo meglio acquistare Bitcoin fisici piuttosto che certificati Etn quotati sui listini (ad esempio su Stoccolma) perché in tal caso si sopporterebbe un costo annuo di gestione del 2-3% e soprattutto perché si dovrebbe poi pagare il capital gain al 26% sugli utili: che sarebbero davvero importanti qualora riprendesse una crescita euforica. Ci sono vari siti dove potere acquistare Bitcoin, segnaliamo ad esempio il sito “Conio”, molto pratico.

Una scommessa ardita, certamente, ma che potrebbe pagare molto bene su orizzonti lunghi. Ai posteri l’ardua sentenza.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

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