Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci


Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci  

Piano Bar : Focus Europa Gennaio 2019

Focus Europa è un’estensione periodica della rubrica Piano Bar di Virginio Frigieri volta ad offrire una panoramica sull'Europa, che normalmente non viene trattata negli appuntamenti settimanali. 

Analisi delle Onde di Elliott

Ricominciamo la nostra disamina con un aggiornamento dell’indice Dax che avevamo mostrato a Novembre.

Se facciamo uno zoom partendo dal top … sono cavoli decisamente amari come vediamo sotto:

Il top arriva al grado cycle che non si vede tutti i giorni, anzi diciamo pure che se ne vedono pochi anche in una vita. Il problema è che anche l’onda c (che è quella in corso) è di grado cycle e il suo potenziale distruttivo è micidiale. Osservate che l’onda 3 di grado minor in corso è un’onda estesa. Se anche mettessimo il 3 sotto l’ultimo minimo in basso a destra ipotizzando che sia finita lì, per finire la (3) di grado intermedio, si arriva tranquillamente sotto 10.000 punti (9,770 circa). E lì sarà conclusa solamente la [1] di grado primario. Per chiudere la c di grado cycle bisogna arrivare all’onda [5] di grado primario. Vogliamo buttare lì un numero, tanto per dire, da non prendere seriamente? Target Minimo di “onda c” tra i 5.000 e i 6.000 punti? Ok l’ho detto,,, così potrete ridere di quel matto di Frigieri.

Scherzi a parte dare target così avanti, adesso è sicuramente prematuro; quello però che dovete tenere a mente è che il bear market è solo alle prime schermaglie iniziali e questo significa che le settimane e i mesi più drammatici non sono alle nostre spalle ma sono davanti a noi.

Nel 2018,il Dax ha perso il 18% che è il calo più altro dalla crisi del 2008. L’EuroStoxx50 mette a segno il peggior risultato dal 2011, il FTSE100 perde il 12,5% (risultato peggiore degli ultimi 10 anni) e il CAC40 perde l’11%.  Gli ottimisti però non hanno ancora capitolato. Secondo un sondaggio condotto da 14 analisti a metà dicembre, la previsione dei prezzi medi per il  DAX entro la fine del 2019 è di 11.836 punti con un guadagno implicito del 12%. Il capo economista di Vanguard riconosce che il 2019 potrebbe essere un “ambiente un po’ più insidioso per gli investitori”, ma continua a prevedere che i mercati azionari globali torneranno tra il 4,5 e il 6,5% annuo nei prossimi 10 anni. E un capo della gestione patrimoniale di UBS afferma che le azioni europee “potrebbero anche guadagnare un 6%”.

La tendenza rialzista degli investitori a retrocedere verso le azioni è ancora più avvincente data la crescente avversione verso il debito. Lo spread tra titoli del debito italiano e tedesco non è la sola catastrofe del mercato obbligazionario che potrà esplodere. Lo spread della Francia benché molto basso, è raddoppiato rispetto al minimo toccato ad aprile 2018. Trattandosi dei due paesi maggiori che reggono il baraccone europeo, gli investitori considerano giustamente questo spread come il barometro del rischio politico complessivo nell’Unione Europea e non sorprende che un’idea un tempo ridicola, si stia facendo strada: uno dei paesi centrali dell’Europa, potrebbe fare la fine dei suoi vicini del sud carichi di debito. La CNBC, il 10 Dicembre scorso titolava “L’Italia non è più un bambino problematico dell’Europa, mentre cresce la crisi di protesta in Francia”

L’Italia era saldamente sotto i riflettori per i suoi piani di spesa che rompono il budget, ma i disordini civili in Francia stanno ora dominando l’attenzione dell’Europa. I disordini, uniti all’incertezza politica in Europa …. Significano che il controverso budget 2019 dell’Italia non dovrebbe più essere al centro dell’attenzione della regione.

Nel frattempo i politici stanno attraversando un terreno che diventa ogni giorno più scivoloso. Dopo settimane di disordini a Parigi, il presidente Macron ha presentato un nuovo piano da 10 miliardi di euro per placare la “protesta gialla” contro le diseguaglianze. (FT 12/10/2018)

Oltre ad aumentare i pagamenti per i pensionati più poveri , il piano aggiunge 100€ al mese ai lavoratori che guadagnano il salario minimo, ed elimina gli aumenti delle tasse sul carburante che inizialmente aveva catalizzato le prime manifestazioni. C'è solo una fregatura: "le sue misure ... lasciato al suo governo il compito di trovare il modo di pagare per le promesse fatte e contemporaneamente di rassicurare i partner europei che saranno rispettate le regole di bilancio. (FT, 12/10/2018)

Trovare soldi reali in contrapposizione ai nuovi prestiti, si rivelerà il vincolo che segnerà molti governi, negli anni a venire sul mercato degli orsi. Una tendenza decennale positiva ha permesso loro di pagare programmi di assistenza sociale con denaro preso a prestito, senza dover imporre agli elettori grossi sacrifici, ma questi programmi con un umore sociale che sta girando in negativo, non potranno più continuare ed ogni tentativo di risollevarli provocherà nuove ondate shock attraverso il mercato obbligazionario. All’indomani del piano annunciato da Macron lo spread decennale della Francia sulla Germania si è allargato di un altro 8%, raggiungendo il livello massimo in 18 mesi. In parole povere, gli obbligazionisti si stanno risvegliando alla nuova realtà dei debiti non pagabili, ma ormai è tardi per tornare indietro.

Come successe nel 2008, anche stavolta nel nuovo mercato orso la liquidità svolgerà nuovamente un ruolo chiave. Una impennata nel volume degli scambi di derivati ​​di credito (Credit Default Swap) rivela anche che la liquidità sta uscendo dal mercato obbligazionario. I volumi sul mercato europeo è aumentato del 22% fino a novembre 2018, mentre le negoziazioni delle obbligazioni societarie sono scese del 5%. Il volume dei negli USA è salito del 43% rispetto allo stesso periodo. I gestori monetari tendono a fare affidamento sui derivati ​​di credito quando il mercato si ferma, perché offrono un modo rapido per regolare l'esposizione invece di spostare le obbligazioni reali. "È più facile acquistare e vendere swap standardizzati", spiega Bloomberg. "Questa flessibilità è diventata ancora più preziosa dal momento che gli investitori subiscono perdite annuali in obbligazioni investment grade e ad alto rendimento su entrambe le sponde dell'Atlantico." È un'arma a doppio taglio, tuttavia, e la prossima fase della deflazione globale vedrà gli investitori mettere in discussione non solo le emittenti più grandi e apparentemente più solventi del continente, ma anche i suoi governi più grandi e apparentemente più solvibili. Per ora, i credit default swap rappresentano un modo semplice per gli investitori di coprire i loro portafogli a reddito fisso, ma questa tattica cambierà quasi certamente quando la liquidità si asciugherà, e il rischio di controparte salirà alle stelle e gli strumenti finanziari derivati ​​non saranno pagati.

Anche lo scoppio delle assicurazioni pubbliche di dicembre sulla liquidità aziendale sta scoccando allarmi. Norwegian Air, nel suo sforzo di aumentare la liquidità di $ 62 milioni, ha annunciato a novembre che venderà altri cinque aerei Airbus a corpo stretto, aggiungendoli agli otto Boeing 737 che il vettore ha scaricato da agosto. La compagnia aerea cerca inoltre di risparmiare 2 miliardi di corone ($ 230 milioni) l'anno prossimo con gli aeromobili inutilizzati, la capacità di taglio, l'approfondimento dei programmi di riduzione dei costi e l'aumento delle misure di copertura. Queste sono esattamente il tipo di affermazioni, che un tempo rassicuravano gli investitori, e che ora vedono negativamente. Il 24 dicembre, il CEO Geir Karlsen è stato costretto ad annunciare l'ennesimo round di adeguamenti della capacità per aiutare la liquidità dopo che un analista di Danske Bank ha affermato che la compagnia aerea probabilmente violerebbe i termini del prestito nel nuovo anno.

Gli Analisti di Elliott Wave International per ora sono ancora i soli a prevedere un crollo deflazionistico nell'economia europea, che includerà bancarotte, fallimenti, inadempienze del debito societario e del debito sovrano e ogni minima parte dei relativi sconvolgimenti culturali che hanno accompagnato i precedenti periodi di deflazione del credito. Per ora, tuttavia, le delusioni inflazionistiche del mercato toro recentemente terminato restano vive e vegete. Interessante il grafico sotto proveniente dalla società di servizi finanziari Pictet, mostra che entro il 2020, la BCE prevede di vedere la variazione anno su anno nell'indice dei prezzi al consumo armonizzato (linea blu continua) quasi raddoppiata rispetto all'attuale livello dell'1% (linea rossa).

Se però osservate quella serie di linee blu tratteggiate, sono le previsioni fatte negli anni precedenti. In pratica a partire dal 2013 ogni anno la BCE ha previsto lo stesso turn around inflazionistico. Aggiungete a questo il fatto che dal 13 dicembre scorso, sono praticamente terminati gli acquisti mensili di obbligazioni governative e societarie e capite bene che nel Bazooka di Draghi qualcosa non ha funzionato se alla fine l’allentamento quantitativo ha semplicemente accumulato una montagna di debiti. Inoltre il ritiro definitivo degli stimoli segnala anche qualcosa di potenzialmente più pericoloso: un livello di ottimismo latente che dovrebbe coincidere con un'altra grave recessione economica. Ancora una volta, un governo che si muove lentamente ha rimesso la pistola nella fondina o se preferite gli attrezzi per il controllo delle crisi nella sua cintura degli attrezzi, proprio nel momento in cui il macchinario economico comincerà a rompersi di nuovo.

I rivenditori del commercio al dettaglio, stanno facendola la parte del “canarino nelle miniere di carbone”. La Federazione tedesca del commercio rileva che circa la metà dei 350 commercianti intervistati esprime disappunto per la stagione degli acquisti natalizi.

 "I centri urbani erano particolarmente bui", osserva Bloomberg, con appena un terzo degli intervistati che registra vendite soddisfacenti per le vacanze. Nel Regno Unito, c'è stato anche un "piccolo applauso festoso per i rivenditori dei negozi di strada". (BBC, 10/20/18) E mentre i tradizionali negozi di mattoni e malta sono rimasti in contrazione per anni, si sta sviluppando una nuova tendenza emergente:

L'Apocalisse al dettaglio in Europa si diffonde online dai negozi - Bloomberg, 17/12/18

In effetti, il rallentamento di quest'anno ha colpito i giganti dell'e-commerce che erano presumibilmente al di sopra della mischia. Le azioni di Sport Direct International, ad esempio, sono calate di quasi il 20% a dicembre, dopo che il gruppo britannico di vendita al dettaglio ha riportato le vendite di novembre "incredibilmente brutte". Nel corso del mese, Zalando, una società di e-commerce tedesca, e Boohoo, un rivenditore di moda online con sede nel Regno Unito, hanno perso rispettivamente il 13% e il 17%. Ad aprire la classifica, tuttavia, è stato ASOS, il cui prezzo delle azioni è crollato del 43% in un solo giorno dopo che il rivenditore online ha notato un "inizio disastroso" per la stagione dello shopping natalizio. Tuttavia se da un lato i consumatori si sono ritirati in grande stile, una sola cattiva stagione degli acquisti non può giustificare il calo di un titolo che perde il 75% in nove mesi, né una sola giornata di trading causare un crollo di capitalizzazione di quasi 1,5 miliardi di sterline.

Un deterioramento così improvviso e rapido si giustifica solo nel contesto di un mercato orso di ampie dimensioni, quando man mano che i prestiti a basso costo e gli incentivi governativi che vengono rimossi, provocano lo scoppio di bolle … di sacche d’aria, e qualsiasi notizia negativa mette in rapida fuga sia gli investitori azionari, che obbligazionari.

Ad esempio, il 20 dicembre sulla base di voci secondo cui il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti avrebbe avviato un’indagine per corruzione sulle pratiche aziendali del produttore aerospaziale europeo Airbus, le quotazioni sono crollate del 9% in un batter di ciglia ed hanno chiuso la giornata con un rotondo -5% che è il calo più grande deglio ultimi due anni e mezzo. Fino a Novembre il mercato azionario europeo più performante era stata la Romania dove l’indice BET registrava un +20%. A Dicembre sono bastate due sedute perche l’indice perdesse il 14%. (il più grande crollo azionario per la nazione dell'Europa dell'Est dal 2010.)

Nel Regno Unito, le obbligazioni del 2037 di Marks & Spencer hanno perso il 17% dal loro picco del 2015, mentre le obbligazioni 2021 di Debenhams sono diminuite di quasi il 40% dalla fine del 2017.

Questi sono i sintomi deflattivi di un'economia che si è abituata al credito a basso costo. Per quegli investitori che rimangono posizionati in attività vulnerabili che hanno cavalcato l'onda del credito più in alto, il processo di riaggiustamento sarà lungo, doloroso e pesantemente non redditizio.

Qualche anno fa un articolo di Elliott Wave International metteva in relazione le tendenze dei prezzi azionari con la lunghezza delle gonne delle donne.

Brevemente pare che quando le persone si sentono audaci e vivaci, acquistano azioni e indossano abiti più succinti. Quando si sentono minacciati e conservatori, vendono azioni e indossano vestiti più coprenti.

Quando i movimenti della moda spingono all'estremo, l'industria fornisce potenti informazioni sulla posizione relativa dell'ottimismo sociale e del pessimismo. Uno dei migliori esempi europei risale al 1960, quando il famigerato "monokini" di Bridget Bardot (la metà inferiore di un bikini senza top) segnava la fine imminente di un mercato toro. Un successo pluridecennale sull’ SBF_250 è arrivato due anni dopo. Al contrario, la moda francese ha raggiunto un punto critico conservativo nel luglio 2009, appena quattro mesi dopo che il CAC 40 aveva toccato il fondo durante la crisi finanziaria. Mentre la Francia cadeva "per amore del prendere il sole in topless", il Guardian attribuiva la "reazione da bikini" alle preoccupazioni per la salute, alle paure del cancro della pelle e alle rinnovate priorità femministe, tra cui "giovani generazioni di donne che si nascondono nella ribellione contro il culto del bellissimo corpo feticizzato. "(UK GUardian, 22/07/09).

Infine segnali ribassisti si possono cogliere anche osservando i  servizi governativi

A novembre 2010 sul montaggio di pile di rifiuti a Napoli, in Italia, EWI riprendeva una frase dal libro “Conquare the crash” del 2002: "Le entrate fiscali che pagano per strade, polizia e prigioni, vigili del fuoco, raccolta di rifiuti, monitoraggio di emergenza (911), sistemi idrici e così via, scenderanno a livelli così bassi che i servizi saranno limitati".

Oggi lo stato d'animo negativo e il calo delle entrate fiscali stanno nuovamente mettendo a dura prova i servizi forniti dal governo. L'11 dicembre, un incendio nell'impianto di smaltimento dei rifiuti della Salaria, a Roma, ha intensificato il famigerato problema della spazzatura della città da una fastidiosa seccatura a una vera e propria crisi di salute pubblica. Mentre enormi nuvole di fumo nocivo coprivano la città, le autorità si affrettarono a reindirizzare la spazzatura di Salaria, che tratta circa un quarto del totale della città. "La raccolta e lo smaltimento della spazzatura della capitale era già sotto pressione significativa e i  funzionari riconoscono che la situazione è ora critica.

A questo punto, la capitale è alle prese con riduzioni in quasi tutti i servizi pubblici che la società ritiene importanti. Le famigerate buche della città, ad esempio "hanno provocato innumerevoli incidenti, ore di code nel traffico e affari d’oro per i rivenditori di pneumatici", afferma il New York Times. "Una buca è stata accreditata con la frantumazione delle gomme di 15 auto in meno di un'ora." In ottobre, sei cittadini hanno organizzato un sit-in non politico al municipio di Roma per evidenziare condizioni terribili nella capitale. I manifestanti hanno presentato prove video, mostrando scene di cinghiali che passano per spazzatura, strade allagate, fognature ostruite e un autobus in fiamme nel centro di Roma. Quella protesta è arrivata una settimana dopo che una scala mobile crollata presso una stazione della metropolitana ha ferito due dozzine di persone. Solo 12 ore prima un treno sconnesso sulla linea Metro C della città ha intrappolato i passeggeri per più di un'ora. Secondo questo aggiornamento del New York Times, le condizioni stanno solo peggiorando:

Roma in rovina

Alcuni temono il rischio che la città diventi una discarica. Non un "mucchio di spazzatura di storia" o una preziosa discarica di antichità, ma una vera e propria discarica di rifiuti.

- New York Times, 24/12/18

alla prossima

Note:

La Bibbia delle Onde di Elliott è a questo link:

http://www.tradinglibrary.it/scheda-libro/frost-a-j-prechter-robert-r-jr/la-teoria-delle-onde-di-elliott-9788888253213-135907.html

La nomenclatura dei vari gradi d’onda è riportata sotto: le onde “cerchiate” della nomenclatura originale di Elliott sono rappresentate per una questione di praticità racchiuse tra parentesi quadre.

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