NASDAQ100 WEEKLY - Accordo commerciale ! Nuovi massimi storici ! 2 Target raggiunti nel nostro Portafoglio !


SEGNALI DI ENTRATA E DI USCITA DEL MODELLO QUANTITATIVO LOMBARD PER IL TRADING SULLE AZIONI NASDAQ TIME FRAME SETTIMANALE. ESCE OGNI INIZIO SETTIMANA.

IL REPORT SI COMPONE DI SEGNALI DI ACQUISTO PER NUOVE POSIZIONI E DI AGGIORNAMENTO PER I TITOLI GIA' PRESENTI IN PORTAFOGLIO.
ASTENERSI PRIMA DI AVERE COMPRESO CON ESATTEZZA IL PROFILO DI RISCHIO E LE CARATTERISTICHE TECNICHE DEL SERVIZIO CON LA LETTURA DELLE SPIEGAZIONI POSTE NELLA DICITURA "Il Portafoglio LombardReport": (clicca qui >>>
CONSIGLIAMO DI SEGUIRE IN PAPER TRADING LE OPERAZIONI PER QUALCHE SETTIMANA PRIMA DI APPLICARLE.

A dimostrazione che la guerra commerciale non conviene a nessuno, le due super potenze hanno iniziato a trovare un accordo. Ovviamente la strada sarà lunga e piena di polemiche e ripicche, sterili in quanto politiche. La sostanza è ben diversa ed ottenere una “vittoria di Pirro” non gioverebbe a nessuna delle due parti. Così, come riportato nei precedenti articoli, i mercati azionari USA hanno fatto registrare l’ennesimo massimo storico, trascinando con sé anche i listini azionari di oltreoceano ed in particolar modo quello inglese e quelli europei che hanno beneficiato della schiacciante vittoria dei conservatori inglesi, con il loro primo ministro Boris Johnson subito a dichiarare che il Paese lascerà la UE entro il prossimo 31 gennaio, anche se c'è da negoziare con la UE l'assetto finale dopo l'uscita, che secondo le intenzioni del Premier dovrebbe partire dal 31 Dicembre 2020. Anche la notizia del voto favorevole dei Democratici, circa le accuse di “impeachment” al presidente Trump, che andrà votato prima alla Camera (a maggioranza democratica) e poi al Senato (a maggioranza repubblicana), è riuscita ad impensierire i mercati azionari. Mercati che, in ogni caso, non hanno registrato eccessi di volumi e di volatilità.

Andiamo, quindi, ad aggiornare i “numeri” dei tre principali indici USA. Iniziamo dal “nostro” indice NASDAQ100 che ha aggiornato il proprio massimo storico a 8517.52 andando a chiudere le contrattazioni a 8487.71 guadagnando il + 1,08%, con un profit da inizio anno del + 34.09%, a seguire l’indice S&P500 che ha aggiornato il massimo storico a 3182.68 chiudendo la settimana a 3168.80 guadagnando il + 0,73% e portando il profit da inizio anno a + 26,41%, infine l’indice DOW JONES che ha anch’esso fatto registrare un nuovo massimo storico a 28290.73 per poi chiudere le contrattazioni a 28135.38 guadagnando il + 0,43% e con un profit annuo del + 20,61%. Di seguito i relativi grafici:

ORO

Lieve recupero dei valori nella settimana per l’ORO con una punta massima di 1487.03 $/oz. mentre la chiusura di venerdì ha fatto registrare 1475.67 $/oz. con un guadagno settimanale del + 1.08%. Nulla di nuovo a livello operativo con la riconferma della tenuta del supporto in area 1440/1450 $/oz. così come l’area di resistenza di brevissimo a 1480/1485 $/oz. mentre in ottica di breve rimane valida l’area di resistenza a 1518/1525 $/oz. - STOP sotto 1380 $/oz. Per meglio capire l’andamento della commodity rispetto ad altri strumenti finanziari negli ultimi 14 mesi, vi proponiamo un interessante articolo dell’AD di TJM Institutional Services, veterano trader di futures e opzioni, Jim Iuorio.

A seconda di chi parli, l'oro può essere una copertura dell'inflazione, una variabile proxy del tasso di cambio, un asset inteso come bene rifugio o uno spreco di tempo e denaro a rendimento zero. Indipendentemente dall'opinione di un individuo sull'oro, di solito si concordano due cose. Innanzitutto, l'oro tende a fare bene mentre il dollaro USA si indebolisce. Questo ha perfettamente senso perché l'oro è denominato in dollari. In secondo luogo, l'oro ama un ambiente a basso tasso o in calo. Ciò è anche intuitivo perché il costo di detenzione di attività a rendimento zero diminuisce man mano che diminuiscono anche i costi delle opportunità.

Molte volte i valori dell'oro e del dollaro USA hanno avuto una correlazione, positiva o negativa. Questi casi di solito sono incentrati su momenti di stress macroeconomico globale. La correlazione positiva tra oro e dollaro USA tende quindi a svanire rapidamente man mano che la situazione di rischio si risolve da sola. Tuttavia, negli ultimi 14 mesi è successo qualcosa di insolito tra il rapporto oro e USD. Dal periodo di inizio settembre 2018 a inizio ottobre 2019, entrambe le attività hanno iniziato una costante rettifica correlata in rialzo. Il dollaro USA ha guadagnato l'11% e l'oro ha guadagnato il 30% (l'oro ha perso parte della sua forza a novembre 2019, ma attualmente si colloca con un guadagno del 23%). Va notato che nello stesso periodo, da settembre 2018 a inizio ottobre 2019, i rendimenti dei titoli del tesoro a 10 anni sono crollati dal 3,25% a un livello attuale dell'1,8%. Per essere onesti, potrebbe essere più facile focalizzare questa situazione sulla disconnessione tra il dollaro USA e i tassi di interesse in quanto i dettagli sono all'incirca gli stessi.

Quindi la domanda da porci è: “il metallo prezioso ha scelto di ignorare l'ascesa del dollaro USA e focalizzare invece tutta la sua attenzione sul calo dei tassi di interesse ?”

Penso che i mercati finanziari stiano dicendo che non tutti i punti di forza del dollaro USA sono omogenei. Il Dollar Index è un'istantanea del valore del dollaro rispetto al paniere di sei principali valute mondiali, compreso l'euro. Un forte e lungo rally del dollaro USA suggerisce una di queste due cose: 1) La situazione economica interna è buona. O è la situazione nel resto del mondo meno buona. A mio avviso è la seconda. 2) Quando bilanciamo la forza del dollaro con i tassi in calo ed i prezzi dell'oro in rialzo, la conclusione ovvia è che la situazione interna è neutrale e il resto del globo viene percepito come in difficoltà.

Ci sono alcuni indizi verso i quali la guerra commerciale in corso sia in parte responsabile. Ad esempio, il dollaro australiano, una valuta strettamente associata all'economia cinese, è una delle valute più deboli, in calo del 16% rispetto ai massimi del 2018 registrati a dicembre. Una conclusione ragionevole è che l'azione del mercato sta dicendo che la guerra commerciale in corso sta trascinando verso il basso l'economia globale. E solo l'economia americana è meglio equipaggiata per far fronte agli effetti.

Per concludere, la mia convinzione è che il principale svantaggio nel mercato dell'oro sia che l'economia americana inizia a girare a sud e trascina con sé il dollaro. Il mercato dell’oro potrebbe ripartire al rialzo molto rapidamente se avvertisse che l'ultimo, e potenzialmente il più importante, pezzo rialzista del puzzle vada al suo posto. Di seguito il grafico weekly dell’ORO:

LA POLITICA USA DI DONALD TRUMP

Gli Stati Uniti e la CINA hanno raggiunto e concordato il testo di un accordo commerciale di “Fase uno”. Gli Stati Uniti, in una nota, hanno affermato che l'accordo richiede riforme strutturali e altri cambiamenti da parte della CINA nei settori della proprietà intellettuale, del trasferimento di tecnologia, dell'agricoltura, dei servizi finanziari e delle valute e dei cambi.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, venerdì in un tweet ha scritto che: “gli Stati Uniti hanno concordato un accordo di “Fase uno” molto ampio con la CINA. Hanno concordato numerosi cambiamenti strutturali e ingenti acquisti di prodotti agricoli, energia e beni manifatturieri, e molto altro ancora. Gli Stati uniti manterranno dazi del 25% su circa 250 mld $ di beni fabbricati in CINA, insieme a un prelievo, ridotto al 7,5% su altri 120 mld $ di beni di importazione cinesi.” “Gli ulteriori dazi fissati per il 15 dicembre non verranno addebitati a causa del fatto che abbiamo concluso l'accordo. Inizieremo immediatamente i negoziati sull'accordo di “Fase due”, piuttosto che attendere fino a dopo le elezioni del 2020. Questo è un affare straordinario per tutti. Grazie !”.

A seguire le dichiarazioni di uno dei due principali negoziatori statunitensi, Robert Lighthizer: "Il presidente Trump si è concentrato sulla conclusione di un accordo di “Fase uno” che raggiunge cambiamenti strutturali significativi e pienamente applicabili e inizia a riequilibrare le relazioni commerciali USA-CINA". "Questo accordo senza precedenti raggiunge quegli obiettivi molto significativi e non sarebbe stato possibile senza la forte leadership del Presidente".Pechino ha accettato di importare almeno 200 mld. $ in ulteriori beni e servizi statunitensi nei prossimi due anni, oltre all'importo che ha acquistato nel 2017”. “La CINA potrebbe acquistare 40 mld. $ di prodotti agricoli, ma non è chiaro se lo farà. Ci aspettiamo di iniziare a negoziare un accordo di “Fase due” a breve, e il presidente ha detto che i dazi rimarranno in vigore come leva nel prossimo round di negoziati”. Infine ha dichiarato che l’accordo di “Fase uno” potrebbe essere firmato a gennaio. Se gli acquisti verranno effettuati, rappresenterebbero un enorme salto nelle esportazioni statunitensi in CINA che ha acquistato 130 mld. $ di beni statunitensi nel 2017, prima dell'inizio della guerra commerciale e 56 mld. $ di servizi, come mostrano i dati dell'Ufficio di analisi economica degli Stati Uniti.

Non potevano mancare le dichiarazioni del segretario al Tesoro americano, Steven Mnuchin, l’altro autorevole negoziatore che, nella giornata di sabato, a margine della conferenza del Forum di Doha in Qatar, ha dichiarato: “un accordo commerciale di "prima fase" tra gli Stati Uniti e la CINA è stato molto buono per la crescita economica globale, e che la “seconda fase” potrebbe svilupparsi in più fasi. I dettagli completi del nuovo accordo, o una scheda sulla "Fase uno", saranno pubblicati nel fine settimana dopo che entrambe le parti avranno fatto i controlli linguistici e del testo congiunto”. "Prevediamo che la “Fase uno” sarà completamente eseguita a gennaio. E poi arriveremo alla "fase due". "Il problema più importante è: assicuriamoci di implementare la "Fase uno" con un accordo esecutivo e poi iniziamo a negoziare la "seconda fase" nella quale rimangono importanti problemi da definire. E forse ci sarà una 'fase due A', 'fase due B' e 'fase due C'. Vedremo”. Mnuchin ha inoltre affermato che l'accordo con la CINA mira a creare relazioni commerciali reciproche per molti anni e che gli Stati Uniti hanno continuato a rimanere il "punto luminoso" dell'economia globale, mentre l'Europa e l'Asia stanno rallentando. Alla domanda se l'accordo commerciale aumenti le possibilità del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di essere rieletto nel novembre 2020, Mnuchin ha dichiarato: “Il presidente verrà rieletto a prescindere da ciò che accadrà. Perché ha costruito un'economia incredibile ed è molto concentrato sulla sicurezza nazionale".

Certo non si può dire che Trump non abbia scelto a dovere i suoi lacchè, solo Powell gli è venuto “storto”.

IMPEACHMENT

In settimana i vertici del partito Democratico alla Camera dei Rappresentanti Usa hanno presentato due capi di accusa formali per l'impeachment del presidente Donald Trump: abuso di potere e ostruzione del Congresso. Il presidente Dem in Commissione Giustizia, Jerrold Nadler, ha dichiarato che Trump, un Repubblicano, "si considera al di sopra della legge". "Dobbiamo essere chiari: nessuno, nemmeno il presidente, è al di sopra della legge". Affiancato dalla speaker della Camera, Nancy Pelosi, e dai presidenti delle Commissioni che hanno indagato sull'opportunità di avviare la procedura di impeachment, Nadler ha detto che la sua Commissione voterà sugli articoli alla fine di questa settimana, passo successivo di una procedura che potrebbe portare a rimuovere il presidente Usa dalla propria carica.

E proprio nella giornata di venerdì hanno approvato le due accuse contro Trump per i suoi sforzi per fare pressione sull'Ucraina per indagare sul rivale politico democratico Joe Biden. Il comitato giudiziario della Camera ha votato con 23 favorevoli contro 17 per approvare gli articoli di impeachment che accusano Trump di aver abusato del potere del suo ufficio sullo scandalo ucraino e di ostacolare i tentativi dei democratici di casa di indagare per questo. Si prevede che Trump diventerà il terzo presidente degli Stati Uniti ad essere accusato quando l'intera Camera a guida democratica voterà sulle accuse, probabilmente la prossima settimana, istituendo un processo al Senato controllato dai repubblicani. I compagni repubblicani di Trump non hanno mostrato segni di voler rimuovere Trump dall'incarico. Nelle audizioni del Congresso che hanno attanagliato Washington, i democratici hanno accusato il presidente di aver messo in pericolo la Costituzione degli Stati Uniti, mettendo a repentaglio la sicurezza nazionale e minando l'integrità delle elezioni del 2020 chiedendo al presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy di indagare su Joe Biden.

Sempre Jerrod Nadler ha dichiarato ai giornalisti: "Oggi è un giorno solenne e triste, per la terza volta in poco più di un secolo e mezzo, il comitato giudiziario della Camera ha votato articoli di impeachment contro un presidente".

I repubblicani hanno difeso Trump e hanno accusato i democratici di una farsa politicamente motivata volta a rovesciare la sua sorpresa alle elezioni presidenziali del 2016. Se messo sotto accusa, Trump dovrebbe essere processato al Senato a gennaio proprio mentre la campagna presidenziale del 2020, in cui sta cercando la rielezione, prende velocità.

Trump dopo il voto della commissione ha dichiarato ai giornalisti alla Casa Bianca: “L'impeachment è una bufala, è una finzione”. “Non è stato fatto nulla di male. Usare il potere dell'impeachment per questa assurdità è un imbarazzo per questo Paese”.

WTO: I disagi provocati dagli Stati Uniti all'ordine economico mondiale hanno raggiunto in settimana un punto di svolta: l'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) non potrà più intervenire nelle dispute commerciali, mettendo a rischio così il futuro stesso dell'ente con sede a Ginevra. Due anni dopo aver iniziato a ostacolare le nomine dei giudici dell'ente, gli Stati Uniti bloccheranno, infatti, l'organo d'appello della WTO, che funge da corte suprema per il commercio internazionale. In settimana si è concluso il mandato di due dei tre membri che costituiscono l'organo, lasciandolo così incapace di emettere sentenze. Le principali controversie commerciali, incluso il conflitto tra Stati Uniti e CINA ed i dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump sui metalli, non saranno più risolte dall'arbitro commerciale globale. Secondo Stephen Vaughn, che è stato consigliere generale del rappresentante per il commercio degli Stati Uniti (USTR) durante i primi due anni del mandato di Trump, molte controversie saranno risolte in futuro tramite negoziati. I critici della manovra affermano che questo porterà a un ritorno al periodo postbellico caratterizzato da una risoluzione disomogenea delle dispute e proprio per risolvere questo problema, era stata creata la WTO nel 1995. L'ambasciatore della UE presso la WTO ha detto alle controparti a Ginevra che la paralisi dell'organo d'appello rischia di creare un sistema di relazioni economiche basato sul potere piuttosto che sulle regole. Il blocco dell'organo per la risoluzione delle controversie arriva nel momento in cui la WTO sta già avendo difficoltà nell'apertura dei mercati, altro importante obiettivo dell'organizzazione. La WTO, alla quale aderiscono 164 paesi, non ha prodotto alcun accordo internazionale da quando ha abbandonato i negoziati "Doha Round" nel 2015.

LA CINA RISPONDE

Non è una novità che Pechino attui una sorta di silenzio stampa circa le dichiarazioni che la riguardino e che provengano da ogni parte del mondo e da diverse fonti.

Quindi non risulta insolito che la CINA non abbia rilasciato dichiarazioni in settimana mentre valutava la presunta offerta degli Stati Uniti di annullare alcuni dei dazi e di cancellare quelli previsti per il fine settimana (15 dicembre), in cambio della garanzia di acquisti annuali di prodotti agricoli USA. Ma nella giornata di venerdì i funzionari cinesi del Ministero del Commercio con la presenza del vice ministro degli affari esteri, Zheng Zeguang, hanno iniziato a parlare, dichiarando di aver concordato il testo di un accordo commerciale di fase uno con gli Stati Uniti, segnando uno dei progressi più significativi della lunga guerra commerciale di 18 mesi tra le due maggiori economie del mondo. Nella stessa seduta il Vice Ministro dell'Agricoltura e degli Affari Rurali, Han Jun, ha dichiarato che la CINA importerà più grano, soia, mais, pollame e maiali dagli Stati Uniti nell'ambito dell'accordo, ma non ha specificato l’importo dell'impegno, dicendo solo che le importazioni non avrebbero creato shock per il mercato interno.

Un rapporto del Wall Street Journal aveva indicato che la CINA avrebbe acconsentito a acquisti agricoli per un valore di 50 mld $ l'anno prossimo, in cambio della sospensione dei dazi del 15 dicembre, mentre da fonti vicine alla CINA sembra che si siano impegnati per una cifra sui 40 mld $.

Infine sempre nella giornata di venerdì, durante un regolare briefing con la stampa, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha affermato che i cinesi “insistono sempre che le consultazioni debbano basarsi sui principi di uguaglianza e rispetto reciproco e che gli accordi debbano essere reciprocamente vantaggiosi”. 

Infine è di poche ore fa l’annuncio da parte del governo cinese che rinvierà i dazi punitivi già pianificati su automobili e altri beni fabbricati negli Stati Uniti a seguito dell’accordo commerciale interinale con Washington. Questo il comunicato del governo: "La CINA spera di lavorare con gli Stati Uniti sulla base dell'uguaglianza e del rispetto reciproco per affrontare adeguatamente le preoccupazioni reciproche e promuovere lo sviluppo stabile delle relazioni economiche e commerciali tra le due Nazioni".

LA POLITICA DELLA FEDERAL RESERVE

Iniziamo da ciò che è scaturito dall’ultima riunione dell’anno circa i tassi di interesse e la politica monetaria statunitense.

Il Federal Open Market Committee ha deciso di mantenere il range dei tassi dei FED Funds stabili dall′1,50% all′1,75%, nella sua sintesi delle proiezioni economiche, che nel 2020 vede una crescita del PIL del 2%, una disoccupazione del 3,5% e un Tasso PCE “core” dell′1,9%, indicatore di inflazione preferito dalla banca centrale.

Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha chiarito che la banca centrale non si muoverà sui tassi di interesse a meno che non veda una variazione significativa e persistente dell’inflazione, che è stata ostinatamente al di sotto dell’obiettivo della Fed. Queste le sue dichiarazioni in conferenza stampa subito dopo la decisione: “Per aumentare i tassi, vorrei vedere l’inflazione persistente e significativa”. “Un significativo aumento dell’inflazione ed anche persistente prima di aumentare i tassi per far fronte alle preoccupazioni sull’inflazione: questa è la mia opinione”. “Non abbiamo provato a trasformarlo in una sorta di orientamento ufficiale per il futuro. Mi sembra che sia quello che ci vorrebbe per alzare i tassi di interesse per far fronte all’inflazione”.

I mercati hanno preso i commenti di Powell come accomodanti, il che significa che la FED si sta orientando verso una politica di allentamento e mantenendo bassi i tassi di interesse piuttosto che una politica di inasprimento, a meno che non ci sia uno sviluppo sostanziale che modifichino le prospettive economiche o una mossa dell’inflazione.

Per quanto riguarda l’immissione di liquidità sul mercato finanziario, subito soprannominato il “NON QE”, la Federal Reserve sta intensificando le sue operazioni per far sì che il mercato dei prestiti overnight si sposti in modo efficiente, nonostante le preoccupazioni che potrebbero sorgere problemi verso la fine del 2019. Insieme alle operazioni quotidiane che la Fed di New York ha condotto e conduce, ci saranno diverse offerte aggiuntive che inietteranno almeno altri 425 mld. $ in un mercato che fornisce finanziamenti critici a breve termine per le banche. I nuovi programmi comporteranno un’operazione di “pronti contro termine” con scadenze più lunghe che si protrarranno fino alla fine dell’anno per un importo di offerta di almeno 50 mld $. Inoltre, le operazioni di “pronti contro termine” durante la notte tra il 31 dicembre e il 2 gennaio saliranno a almeno 150 mld $. Infine, il trading desk il 30 dicembre offrirà un “pronti contro termine” da 75 mld $ che scadrà il 2 gennaio.

Le operazioni di “pronti contro termine” comportano offerte di liquidità della Fed a breve termine in cambio di attività ultra sicure come i buoni del tesoro delle banche. Il sistema fornisce finanziamenti overnight che le banche usano per condurre affari. Le operazioni regolari di “pronti contro termine” hanno una durata molto breve, ma possono durare anche più a lungo, spesso circa tre mesi ma occasionalmente fino a un anno.

Il presidente Jerome Powell ha dichiarato, a margine della riunione del Comitato per il mercato aperto di questa settimana, che la Fed sarà disposta ad adottare ulteriori misure, se necessario, per placare le questioni relative ai “pronti contro termine”.

DATI MACROECONOMICI

Settimana particolarmente ricca di dati importanti a livello inflattivo. Iniziamo da quello sulla produttività non agricola rilasciata dal Dipartimento del Lavoro del terzo trimestre che mostra come la produzione oraria, uscita a – 0.2%, sia ancora negativa anche se in leggero recupero rispetto al – 0.3% della lettura del trimestre precedente.

Per passare poi al dato sull’indice dei prezzi al consumo (CPI) di novembre a livello headline, uscito a + 0.3%, sopra le attese a + 0.2% dal precedente + 0.4% ed anche il dato “core ex cibo ed energia” è risultato robusto a 0.2% in linea con le attese e con il dato del mese precedente. anche se l'arrotondamento al ribasso lo ha indicato in linea con le attese (0.2%). Sia il dato headline anno/anno al + 2.1% che quello “core” al + 2.3% sono sopra il target della FED. Ricordiamo che la FED preferisce utilizzare i dati del PCE core e non dell’indice dei prezzi al consumo, per gli aggiustamenti dei tassi di interesse al fine di indirizzare l’inflazione al 2% costante.

A seguire il dato annualizzato sull’indice dei prezzi alla produzione (PPI) di novembre uscito in modalità headline a + 1.1% in linea con il mese precedente e leggermente inferiore alle attese degli analisti a + 1.2%, mentre il dato “core ex- cibo ed energia” ha deluso uscendo a + 1.3% contro il + 1.6% del mese precedente e del consensus.

Infine, le vendite al dettaglio di novembre, hanno deluso le attese. Il dato generale è salito di + 0.2% contro attese per un + 0.5%, con ottobre che è stato rivisto al rialzo a + 0.4%. Il dato “core ex-auto e carburanti” a + 0.1% contro attese per + 0.4%. Il dato “control group”, che tiene conto dei beni che entrano nel GDP, si è fermato a + 0.1% contro il + 0.3% della lettura di ottobre e del consensus. Quindi in autunno l’andamento dei consumi perde un po’ di smalto, stranamente visti i miglioramenti della guerra commerciale e dei mercati finanziari.

COMMENTI SU ALCUNI TITOLI DEL LISTINO NASDAQ100

Con il 2019 che sta per chiudersi, è un buon momento per guardare indietro e capire quali delle previsioni dell’anno si sono dimostrate esatte (e redditizie) e quali invece si sono rivelate errate. Nel gruppo di titoli tech ad alta crescita noto come FAANG, APPLE è un titolo che ha sorpreso molti analisti con il suo forte slancio, in quanto ha sfidato tutti gli scenari più cupi. Vale la pena osservarlo da vicino per cercare di capire se questo trend continuerà anche nel 2020.

Per APPLE, il 2019 è stato un anno estremamente preoccupante, in quanto ha visto un calo della domanda per i suoi iPhone, il prodotto di punta, mentre il macroambiente è diventato ostile, con USA e CINA invischiati in un lungo scontro commerciale. Con il 20% delle vendite della compagnia che arrivano dalla CINA, dove ha inoltre sviluppato un’enorme rete di fornitori, APPLE ha dovuto affrontare una minaccia diretta alla sua attività dalla prospettiva di aumenti dei dazi e di azioni di ritorsione reciproche. Ad alimentare questi massicci guadagni ha contributo il forte interesse nei confronti dell’iPhone 11 della compagnia e l’ottimismo degli investitori circa il fatto che la politica cinese non peserà sulla Società anche se dovesse continuare lo scontro commerciale, per via dell’enorme contributo dell’azienda all’economia della nazione asiatica.

APPLE che è ancora la compagnia tech più grande e più redditizia al mondo, ha cominciato l’anno con il prezzo del titolo crollato di oltre il 30% dal massimo storico segnato nell’agosto 2018. Nel corso dell’anno, tuttavia, è diventato chiaro che il colosso del tech aveva sufficienti frecce al proprio arco per gestire la difficile situazione creata dallo scontro commerciale. La spinta della compagnia per l’espansione dei servizi avrà successo man mano che l’azienda si allontanerà dai soli iPhone. Un nuovo fattore che spingerà la domanda di nuovo hardware è il lancio dei telefoni di quinta generazione, o 5G, nel 2020. Gli analisti di Wall Street si aspettano che la compagnia torni ad una crescita dei ricavi da iPhone nell’anno fiscale che terminerà nel settembre 2021.

Alla notizia dell’accordo commerciale di venerdì che sospende i nuovi dazi previsti per il 15 dicembre, il titolo ha fatto registrare il proprio massimo storico a 275.30 $ facendo schizzare il guadagno ad oltre il 70% quest’anno, superando gli altri FAANG, fra cui sono compresi Facebook, Amazon.com e Netflix.

L’ultimo trend rialzista del titolo rispecchia anche il successo dell’amministratore delegato Tim Cook nel diversificare le entrate allontanandosi dagli iPhone. I servizi della compagnia, che includono APPLE Music, i film a noleggio e i download di app, hanno prodotto una crescita del 33% l’anno scorso, con le vendite che hanno toccato i 40 miliardi di dollari, divisione di tecnologia indossabile hanno visto un’impennata del 54% sulla scia della popolarità degli auricolari wireless AirPods ed infine con il lancio del nuovo servizio in streaming APPLE TV+.

MICROSOFT ha introdotto la sua quarta generazione di Xbox, che chiama Serie X e descrive come la versione più veloce e con le migliori prestazioni dell'iconico sistema di gioco. La prima Xbox è stata rilasciata nel 2001, seguita da Xbox 360 nel 2005 e Xbox One nel 2014. MICROSOFT ha dichiarato che la Serie X fornirà quattro volte la potenza di elaborazione della precedente Xbox One X. La Serie X si presenta come un personal computer tradizionale e può stare in un armadio in verticale e in orizzontale. Phil Spencer, vice presidente esecutivo di Gaming e capo del gigante del software di Xbox, non specificava le dimensioni della scatola del gioco nel quale è stato anche introdotto un controller wireless per Xbox. Lo stesso ha dichiarato: "Le sue dimensioni e la forma sono state perfezionate per adattarsi a una gamma ancora più ampia di persone, e presenta anche un nuovo pulsante di condivisione per semplificare l'acquisizione di schermate e clip di gioco". Mentre rivolto agli sviluppatori di giochi, ha affermato che: "rimuoverà le barriere tecniche delle generazioni precedenti e consentirà agli sviluppatori di creare mondi di gioco più ampi e coinvolgenti che invitano più giocatori a giocare".

PORTAFOGLIO AZIONARIO

Bum, Bum ! Altri due colpi portati a segno nel nostro Portafoglio azionario sui titoli BOOKING e WESTERN DIGITAL. Vista la vicinanza alle festività natalizie, il mercato ci ha regalato due confezioni di tozzetti dolci al quale manca il “vin santo”, prelibatezza che speriamo di poter guadagnare prima di Natale (TEXAS INSTRUMENT docet !). A parte le battute, che comunque ci vogliono in questa fase di moderata euforia, la cosa che più ci fa piacere è stata constatare il gran recupero del titolo STARBUCKS (Morgan Stanley addirittura ora la consiglia) che si è portato vicino alla parità, con tutti gli altri titoli con il segno + davanti. Momentanea corsa del gambero per T-MOBILE che da positivo passa in leggera negatività. La vendita dei titoli di cui sopra ha aperto le porte ad altri 4 probabili acquisti per la prossima settimana.

VARIAZIONI IMPORTANTI SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SCORSA SETTIMANA

ADOBE SYSTEMS + 3,82%. La società ha registrato utili per $ 2,29 per azione, superando le aspettative di 3 centesimi, mentre i ricavi di $ 2,99 miliardi sono cresciuti del 21,5% su base annua e hanno superato le stime passate di $ 20 milioni. Nonostante una guida mista ma per lo più in linea da parte della direzione, le azioni stanno decollando il giorno.

APPLIED MATERIALS + 5,77%. La Società ha beneficiato delle stime degli analisti che hanno alzato il loro target price in quanto le richieste di tecnologia 5G è in forte espansione. Inoltre si registra un aumento della richiesta di componenti speciali per il settore automobilistico, energetico e delle comunicazioni.

ACTIVISION + 6,23%. Un rapporto di GlobalData suggerisce che l'industria dei giochi globale potrebbe generare 300 mld $ di entrate nel 2025, rispetto ai circa 152 mld $ di vendite che Newzoo riferisce che l'industria produrrà nel 2019. Più di 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo giocano ai videogiochi, ma la monetizzazione nella maggior parte delle regioni rimane relativamente molto bassa rispetto a territori come Nord America, Europa e Giappone. Si consideri che l'industria dei giochi mobili in India genera ancora meno di 1 mld $ di entrate annuali. Un rapporto di Nasscom prevede che le vendite dovrebbero passare dai 260 mln $ nel 2016 a 1,1 mld $ nel 2020. Con una popolazione di quasi 1,4 miliardi, c'è ancora un potenziale incredibile per le attività di intrattenimento interattivo da espandersi nel paese. Tale obiettivo di crescita potrebbe rivelarsi un po' ottimista, ma per l'intero settore e quindi per Activision Blizzard le prospettive rimangono molto favorevoli.

MICRON TECHNO + 6,82 %. Stesso discorso fatto per Applied vale per Micron che è uno dei principali fornitori di soluzioni di memoria e archiviazione per PC consumer, dispositivi mobili, data center e altro ancora. Il mercato punta sulla rinnovata richiesta di DRAM, NAND, memoria XPoint 3D e tecnologia flash NOR utilizzata in unità a stato solido (SSD), schede grafiche per PC, console per videogiochi, che rappresentano il “core business” dell'azienda.

SKYWORKS SOLUTIONS + 10,36%. Il titolo è stato pesantemente penalizzato da quando il Governo USA ha imposto le restrizioni commerciali soprattutto su Huawei che sembra abbia contribuito al 15% delle proprie entrate rendendolo il secondo cliente più grande. Ovviamente con gli accordi commerciali alle porte, la Società spera di poter recuperare tale perdita raggiungendo accordi con le altre società cinesi del settore oltre ad aumentare la produzione grazie alla fornitura per Apple.

WESTERN DIGITAL + 10,63 %. Identica situazione di Micron Techno essendo una sua diretta concorrente. In più gli analisti di RBC Bank (uno dei maggiori istituti finanziari del Nord America) hanno confermato il giudizio “outperform” a 64 $/az. in virtù del fatto che le previsioni dei prezzi delle memorie NAND e DRAM saranno in aumento nel prossimo futuro.

WYNN RESORT + 6,66%. Le azioni degli operatori di casinò sono salite dopo che Reuters ha riferito che la Cina doterà Macao di una serie di politiche volte a diversificare l'economia dell'hub di gioco.


ORDINI DI ACQUISTO NUOVE POSIZIONI DELLA SETTIMANA (12/16/2019):

* 12/16/2019 USAJBHT (JB HUNT TRANSPOR) Acquista limit prezzo 113.68 - Dopo acquisto Vendi stop prezzo 96.63 e Vendi limit prezzo 121.64

* 12/16/2019 USA$COST (COSTCO WHOLESAL) Acquista limit prezzo 293.43 - Dopo acquisto Vendi stop prezzo 249.42 e Vendi limit prezzo 313.97

* 12/16/2019 USA$CMCSA (COMCAST STK A) Acquista limit prezzo 43.74 - Dopo acquisto Vendi stop prezzo 37.17 e Vendi limit prezzo 46.80

* 12/16/2019 USANYAAL (AMERICAN AIRLINES) Acquista limit prezzo 27.48 - Dopo acquisto Vendi stop prezzo 23.36 e Vendi limit prezzo 29.40


Pagina a cura di SANDRO MANCINI

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