Etf report - “Famolo strano!”, l’azionario (IE00BQQP9H09) sui vantaggi competitivi va al massimo

Il Vaneck Morningstar Us Wide Moat Etf replica l’indice riferito alle società Usa con una forte protezione dagli attacchi della concorrenza. Quotato su Borsa Italiana sta per ritestare un top toccato già tre volte.

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Altro che fondi! Altro che gestioni varie! Il mondo degli Etf, grazie all’enorme varietà di offerta, propone ormai prodotti altamente specialistici e in grado di rappresentare la migliore soluzione per chi voglia essere attivo sui mercati con costi ipercompetitivi e totale autonomia. Spesso bisogna però puntare a cloni di nicchia, magari poco conosciuti, sebbene regolarmente quotati su Borsa Italiana. Oggi ne presentiamo uno che merita di essere valutato.

Si tratta del Vaneck Morningstar Us Wide Moat Etf (Isin IE00BQQP9H09).

Chi è l’emittente? Si tratta di un gruppo statunitense, noto soprattutto per i suoi Etf sull’oro e su altre materie prime, che punta a fornire esposizione a classi di attività sottorappresentate nei portafogli degli investitori. Per questo motivo i suoi replicanti stanno riscuotendo successo anche in Italia, dove quota nove Etf, di cui i più conosciuti quelli riferiti agli estrattori di oro: Vaneck Junior Gold Miners Etf (Isin IE00BQQP9G91) e Vaneck Vectors Gold Miners Etf (Isin IE00BQQP9F84).

Qual è il sottostante? Offre l’esposizione sulle società statunitensi con più alto giudizio (wide), nel Morningstar Economic Moat Rating. L’indice, sviluppato da Morningstar, è basato sul concetto degli “economic moats”, ovvero vantaggi competitivi strutturali di lunga durata, che garantiscono alla società una robusta protezione dagli attacchi della concorrenza. L’indice Morningstar Wide Moat Focus ha sempre sovraperformato rispetto al mercato azionario americano nel suo complesso fin dalla creazione.

Il Vaneck Morningstar Us Wide Moat Etf è quotato dalla primavera del 2017 e si è caratterizzato per lunghe fasi rialziste. Dopo una correzione a dicembre 2018 è scattato un rimbalzo, che lo sta portando al top storico, corrispondente a tre massimi consecutivi che hanno a loro volta dato origine a una resistenza importante (29 euro). Con una volatilità media piuttosto elevata al 16,5% e valuta di denominazione il dollaro (naturalmente quella di negoziazione è l’euro) l’Etf riduce ma non annulla le variabili di mercato, sebbene il sottostante sia per sua natura meno sensibile alle tensioni di fondo delle Borse.

Le dimensioni del Vaneck Morningstar Us Wide Moat Etf non sono rilevanti ma gli scambi accettabili, ancorché occorra tenere presente la variabilità di frequenti oscillazioni intraday. Ieri per esempio si è registrato un massimo a 28,44 e un minimo a 27,5 euro, il che si sta ripetendo spesso da ottobre in poi. Da segnalare poi che il Ter (commissioni annue) è fissato nello 0,49%.

In sintesi – strutturalmente più stabile per il tipo di indice di riferimento, il Vaneck Morningstar Us Wide Moat Etf ha un delta performance molto favorevole rispetto all’S&P 500. Al picco della correzione di dicembre, mentre quest’ultimo perdeva su base annua il 12,77%, l’Us Wide Moat guadagnava un 4,5% e da allora il suo movimento riaccelerativo è stato più netto. Sempre su base annua oggi guadagna il 14,5% mentre l’S&P si caratterizza per un modesto segno positivo (+3,3%). Quanti fondi fanno meglio? Ecco perché questo Etf merita di essere preso in considerazione soprattutto da chi voglia sganciarsi dai mega indici.

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