Il segmento AIM continua a dare spettacolo!


E' senza dubbio il momento dei titoli appartenenti al segmento AIM di borsa Italiana, quello che stiamo vivendo.

Non passa giorno senza che uno dei titoli del suddetto listino non dia spettacolo, con movimentazioni importanti, sia in termini percentuali, sia in termini di controvalore generale scambiato.

Numerosissimi sono i titoli che stanno dando delle emozioni forti a tutti i partecipanti a quello che, fino a ieri venerdi 19 luglio, era stato un bellissimo mercato.

Da tempo, non si vedeva un segmento così vivo, così reattivo e così, lasciatemelo dire, a suo modo ordinato.

I movimenti, infatti, non hanno più quella caratteristica "marcia scomposta" che avevano avuto per un lungo periodo di tempo; attualmente i prezzi azionari stanno seguendo un andamento elastico ma armonioso e, favoriti dal numero maggiore di ordini presenti nei book di contrattazione, sempre tecnicamente lineari.

In quest'ultima settimana c'è stato l'exploit di Go internet, insieme a quello che avevamo già segnalato relativo a Digitouch ed infine proprio ieri, beneficiando di una commessa ottenuta in quel di Panama, è stata la giornata di Enertronica.

Come da programma, dopo le giornate di furioso rialzo, molti titoli si sono riallineati sulle vecchie medie, ma a differenza del passato, sorretti da una spinta propulsiva al rialzo, stanno lasciando intravedere quelle che sembrano delle vere e proprie accumulazioni.

Abbiamo citato non a caso Go internet, la quale ora, dichiarazioni di esponenti politici permettendo, ci sta offrendo nuovamente la possibilità di rientrare a valori molto più bassi dei massimi di pochissimi giorni fa.

Un eventuale punto di rientro su Go Internet è situato in area 1.46€ - 1.5 €, la nostra supposizione fonda le sue basi sull'ottima quantità di pacchetti azionari passati ai blocchi in settimana, ne consegue che il ritorno dei prezzi a riaccomodarsi nei pressi della media mobile esponenziale a 200 giorni senza che vi siano state eccessive vendite, ci fa supporre che la probabilità di un ritorno in area 1.7 € sia tutt'altro che remota.

Altro "pump and dump" invece, si è verificato su H-Farm la quale dopo un'apertura boom oltre il 10%, il 15 luglio, è tornata sui valori della mattina precedente, offrendo però, contestualmente, ampie e varie possibilità di trading assolutamente interessanti.

In questo caso, non si può parlare di alcun tipo di accumulazione, nè risulta opportuno suggerire alcun tipo di operazione di investimento, tuttavia, come per tutti i titoli dell'Aim, va tenuto conto del fatto che un ritorno degli acquisti in maniera consistente, andrebbe assolutamente presa sul serio questa volta.

Bisogna stare attenti, certamente, quando ci si avvicina a questi titoli perché le oscillazioni sono molto ampie e pertanto bisogna avere dei parametri di tolleranza un po' più larghi rispetto a quella che è la normale ed ordinaria operatività.

Un qualsiasi titolo del segmento AIM, nella stragrande maggioranza dei casi, quando sta per spiccare il volo, lo fa comprendere con i volumi di scambio e con la variazione percentuale, essendo esigue le proposte sui book, rispetto ad un titolo di grande capitalizzazione, è difficile per i market maker, mascherare i loro intenti, ed è per questo che, senza dubbio, per me che non amo gli algoritmi, esso rappresenti ancora quella forma embrionale di contrattazione più "umana", vale a dire interpretabile leggendo i book di contrattazione, assorbendone l'emotività degli attori e facendone propria l'evoluzione. Ricorda tantissimo il trading dei primi anni del nuovo secolo.

Nel corso della settimana siamo venuti a conoscenza di una preoccupante informazione relativa ad una eventuale tassazione sugli ordini eseguiti nell'intraday.

E' veramente preoccupante che i nostri governanti non abbiano preso ancora definitivamente coscienza del fatto che qualsiasi irrigidimento del mercato, attuata con meccanismi di tassazione che vadano a forviare la corretta formazione dei prezzi dei vari strumenti finanziari, si ritorga a scapito di tutti gli investitori, sia grandi, sia soprattutto, piccoli.

È ancora più imbarazzante il fatto che non si tenga conto di quanto sia facile, per un grande investitore, dirottare in un click i propri investimenti su mercati esteri.

Risulta evidente il fatto che tale metodo, oltre ad irrigidire ulteriormente il mercato finanziario italiano, già in assoluta difficoltà, causa una tassazione sul Capital Gain che la equipara alle altre piazze finanziarie, senza averne assolutamente la stessa attrattività, non tiene conto del fatto che gli investimenti di per sé comportano già un elevato livello di rischio sin dall'apertura dell'operazione, senza tener conto che improvvise news provenienti dal mondo, possono in ogni momento, stravolgere gli studi di investimento fatti anche solo pochi minuti prima.

Come si fa a non vedere che il derivato MiniFib italiano scambi già ora, al termine delle giornate, con la Tobin Tax, in media, 1/5 di quello che scambi giornalmente il suo omologo tedesco?

Cosa comporta tutto ciò? Una inefficente formazione del prezzo causa assenza di liquidità e dove fluisca la liquidità è altrettanto facile intuirlo.

Nelle Small Caps , non soggette a Tobin Tax, si ha un ridicolissimo volume di contrattazione giornaliero a causa della fuga della liquidità che si è verificata sin dal primo giorno dell'inserimento della ben nota tassa.

Cosi si lascia il mercato in mano a pochissime ed espertissime teste e non di certo al piccolo investitore. 

La domanda quindi sorge spontanea: si vuole punire la finanza, ma quale finanza? Quella dei piccoli investitori? Questa è la naturale conseguenza di una simile fantasiosa idea, ed è paradossale che non vi siano fonti professionali pressochè attingere pareri esperti e dettagliati su quanto sia già accaduto nel nostro vituperato mercato!

In base al metodo con cui si sta progettando la nuova pittoresca forma di tassazione delle operazioni intraday, un qualsiasi investitore grande o piccolo avrebbe come ulteriore scoglio, quella di una tassazione in vendita durante la medesima giornata dell'acquisto, che sostanzialmente lo va a punire della propria scelta di immettere liquidità nelle aziende italiane quotate nel listino.

Sarebbe un ennesimo errore, e decreterebbe senza alcun dubbio, il definitivo abbandono della liquidità destinata alle aziende del nostro amato paese.

Attualmente, ed il non tenerne conto è l'aspetto più disarmante di queste proposte, qualsiasi broker consente di investire in mercati esteri a costi commissionali competitivi.

Dove andrà ad investire un risparmiatore medio? Dove paga la sola intenzione di volerlo fare, o dove semplicemente sostiene i normali rischi impiliciti in ogni investimento finanziario? A voi l'ardua sentenza, ma , che poi non si dica di essere stati colti di sorpresa.

C'è bisogno di attirare, favorire, investimenti in questo paese, con scelte fiscali audaci e rimuovendo ostacoli più che introdurne di ulteriori, più o meno inediti e fantasiosi.

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)