NASDAQ100 WEEKLY - Gran guadagno sul nostro Portafoglio azionario, grazie al titolo....


SEGNALI DI ENTRATA E DI USCITA DEL MODELLO QUANTITATIVO LOMBARD PER IL TRADING SULLE AZIONI NASDAQ TIME FRAME SETTIMANALE. ESCE OGNI INIZIO SETTIMANA.

IL REPORT SI COMPONE DI SEGNALI DI ACQUISTO PER NUOVE POSIZIONI E DI AGGIORNAMENTO PER I TITOLI GIA' PRESENTI IN PORTAFOGLIO.
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I principali mercati azionari statunitensi hanno subito un duro colpo questa settimana. Evidentemente i mercati si aspettavano qualcosa di più del ribasso di 25 punti base e dello stop, in anticipo di due mesi rispetto al previsto, alla riduzione del bilancio della banca centrale, avrebbero voluto probabilmente una dichiarazione precisa sul percorso imboccato, il Presidente Powell invece ha detto che tutto dipenderà dai dati macroeconomici e che questo taglio potrebbe anche essere unico, inoltre i famosi “tweet” a mitraglia del Presidente Trump (che ne ha avuto per tutti, CINA, RUSSIA, FED, ecc.) hanno contribuito alla debacle settimanale degli indici azionari internazionali. Ma di ciò parleremo diffusamente in seguito.

La peggiore performance settimanale è stata (purtroppo per noi) appannaggio dell’indice NASDAQ100 che ha chiuso le contrattazioni a 7692,8 perdendo il - 4,04%, seguita dall’indice S&P500 che chiudendo a 2932,05 ha riportato perdite per un – 3,1% infine l’indice DOW JONES (il più sacrificato nella settimana scorsa) ha chiuso a 26485 perdendo il – 2,60%. Di seguito i relativi grafici:

La settimana è iniziata in modo molto tranquillo e con discreti volumi sui listini USA, mentre in Europa (non si è capito il perché ?) le perdite consistenti, sia in termini percentuali che di volumi, sono iniziate già da martedì. Ma da mercoledì sera sono iniziate le danze, con un forte aumento della volatilità, dopo l’uscita del tasso di sconto e le relative dichiarazioni del Presidente FED, proseguite poi con i vari, deliranti, “tweet” di Trump che hanno contribuito ad affossare definitivamente i mercati.

POLITICA MONETARIA: LA FED

Andiamo ad analizzare la prima parte importante, alcuni punti chiave della conferenza stampa del Presidente della FED, Jerome Powell:

  • - Le prospettive per l'economia americana "rimangono favorevoli" e il taglio dei tassi è progettato per sostenerlo.
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  • - Ha soprannominato il taglio un "adattamento a metà ciclo alla politica" piuttosto che l'inizio di una lunga serie di tagli ai tassi.
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  • - La mossa "funzionerà" sia attraverso quelli che ha descritto come "canali di fiducia" sia attraverso la riduzione del costo dei prestiti a breve termine.
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  • - Le tensioni commerciali stanno avendo un impatto sull'economia americana, ma non è qualcosa con cui la Fed ha molta esperienza.
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  • - Questo non è l'inizio di un ciclo di riduzioni dei tassi: "Non è la nostra prospettiva ora".
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  • - La mossa di un quarto di punto non è stata una reazione alla campagna di pressione del presidente Trump contro la Fed.
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  • - Sul fatto che la Fed si senta vincolata dalle aspettative dei mercati per ulteriori riduzioni dei tassi, Powell ha detto solo che la Fed ha chiaramente telegrafato la mossa con largo anticipo.

PRESIDENTE DELLA FED - JEROME POWELL

questa è la cronologia dei suoi interventi:

20:32 - «L’economia cresce e l’outlook è favorevole, ma eventi negativi ci hanno spinto a ridurre tassi».

20:34 - «Preoccupati dalle indicazioni in arrivo dal settore manifatturiero e dalla cautela sul fronte degli investimenti in conto capitale».

20:35 - «Fiduciosi su ritorno dell’inflazione, ma potrebbe tornare al 2% più tardi del previsto».

20:36 - Iniziano le domande dei giornalisti.

20:37 - Basterà questo taglio? A questa domanda Powell ha risposto che quella attuale rappre-senta una mossa di aggiustamento a metà del ciclo.

20:38 - “L’Indebolimento del manifatturiero e dell’economia globale rappresentano due minacce, due rischi concreti che cerchiamo di combattere”.

20:40 - Se dati sono positivi perché avete tagliato? “Siamo molto dipendenti dai dati, lavoriamo per evitare rischi esogeni”.

20:42 - “Taglio preventivo serve a proteggerci da rischi ribassisti, dobbiamo spingere manifatturiero e inflazione”. “Dobbiamo proteggerci da rischi da fronte commerciale”.

20:44 – A proposito dei dazi contro la Cina: «Non valuto politiche commerciali, non fa parte del mio lavoro».

20:45 - “Vogliamo agevolare andamento dell’economia, il nostro è un atteggiamento accomodante. Le realtà è migliore delle nostre stime anche grazie a nostre politiche”.

20:48 - La riduzione del costo del denaro rappresenta la “mossa giusta per andare avanti nel modo migliore”.

20:50 - “Quello varato oggi non è un taglio di quelli che danno il “là” ad un lungo ciclo di riduzioni del costo del denaro”

20:53 - “Future mosse dipenderanno da dati. La decisione di oggi è giusta, che crea contesto giusto”.

20:55 - Commentando la decisione di terminare il piano di riduzione delle attività legate al System Open Market Account (lo strumento in cui confluiscono le attività acquistate sul mercato dalla Fed), ad agosto (due mesi prima del previsto), Powell ha detto che “oggi abbiamo alzato uno scudo contro i rischi finanziari”.

20:57 - “Decisione odierna arriva nel momento giusto, vogliamo mantenere situazione attuale brillante come ora”.

20:59 - “Oggi, rispetto agli anni della crisi, l’economia Usa è più resiliente e questa resilienza ci permette di adottare decisioni come quella odierna”.

21:01 – “Non è l’inizio di una lunga serie di tagli, vogliamo modificare le nostre policy per rende-re il contesto attuale più accomodante”.

21:04 – “Osserviamo grandi flussi commerciali e reazioni mercati finanziari. Anche se oggi impatto politiche commerciali non è grande come un tempo, si tratta di politiche che influenzano fiducia aziende”.

21:05 - La Fed sarà sempre più dipendente dalle indicazioni in arrivo dal fronte macro. “La DD (Dipendenza da Dati) è destinata a crescere”.

21:07 - “Il taglio di oggi è mirato a sostenere espansione economica del Paese”. “Vogliamo utilizzare strumenti a nostra disposizione al momento giusto”.

COMMENTI DEGLI ADDETTI AI LAVORI

Iniziamo da quella dell'ex Presidente della Fed di New York Dudley, secondo il quale non è affatto detto che la Fed taglierà i tassi ancora quest'anno. Il quadro macro non lo richiede, e il rischio è di bruciarsi risorse, e nello stesso tempo alimentare bolle negli asset. Dudley ha dato voce ad un pensiero che hanno in molti. Ma che farà Powell, a fronte di un mercato che prezza oltre 3 tagli in 12 mesi? Gli operatori, per il momento, sembrano ritenere che avallerà lo scenario attuale.

Passando a Bank of America Merrill Lynch che ha avvertito in un report come la politica ultra espansiva adottata da tutte le banche centrali, ma proprio tutte, rischia di tradursi in un gioco a somma zero che non avrà gli effetti sperati sull’inflazione. L’effetto espansivo provocato dalla decisione di una banca centrale di stampare moneta, viene annullato dall’intervento delle altre nella stessa direzione. In più, c’è il rischio, continuando ad insufflare aria calda nel sistema finanziario, di creare pericolose bolle nei prezzi degli attivi.

Veniamo ora ad analizzare la politica (???) di Trump che da una parte si tronfia di aver portato le borse USA a toccare i massimi storici e dall’altra fa di tutto per affossare i bilanci delle Società statunitensi maggiormente esposte verso i mercati esteri (Cina in primis, Europa, Giappone, ecc.). Inoltre continua i suoi assalti alla politica monetaria intrapresa dalla Fed ed ai componenti del comitato scrivendo su Twitter che “un piccolo taglio non è sufficiente”, vuole la fine della normalizzazione del Bilancio Fed e li accusa di “aver sbagliato tutto”.

Sul fronte dazi, a Shanghai si è concluso l'incontro tra le delegazioni statunitensi e cinesi. Il direttore della testata cinese Global Times, Hu Xijin, scrive su Twitter che le parti hanno discusso di un incremento degli acquisti di derrate agricole statunitensi da parte della Cina oltre quelle già promesse. Milioni di tonnellate di soia americana sono state spedite in Cina dal 19 luglio, secondo quanto riferito dai media statali cinesi Xinhua. Ha affermato che molte aziende cinesi hanno fatto richieste ai fornitori statunitensi la scorsa settimana per l’acquisto di nuovi prodotti come soia, cotone, maiale e sorgo. Nel complesso, la ripresa dei negoziati è stata positiva.

DONALD TRUMP

Ma Trump ha sbalordito i mercati finanziari giovedì scorso affermando che intende imporre dazi addizionali dal 1° settembre, segnando la brusca fine di una tregua in una guerra commerciale lunga un anno che ha rallentato la crescita globale e interrotto le catene di approvvigionamento. La minaccia sembra dovuta al fatto che i suoi migliori negoziatori commerciali lo hanno informato della mancanza di progressi nei colloqui a Shanghai in questa settimana. Non contento di ciò, in seguito, ha affermato che se il presidente cinese Xi Jinping non riuscisse a muoversi più rapidamente per concludere un accordo commerciale, potrebbe aumentare ulteriormente le tariffe - anche oltre il prelievo del 25% che ha già imposto su $ 250 miliardi di importazioni dalla Cina e che potrebbe estendere le tariffe a quasi tutti i beni cinesi importati dagli Stati Uniti.

Infine Trump ha dichiarato che la Cina va malissimo (mentre gli USA vanno alla grande):

  • - che i Cinesi sono inaffidabili in quanto non mantengono gli impegni e le promesse fatte di fermare le vendite di oppiacei sintetici “fentanil” negli Stati Uniti, che secondo i funzionari statunitensi è la causa di oltre 28.000 decessi per overdose di oppiacei sintetici negli Stati Uniti nel 2017. Ha anche aggiunto che Pechino non ha seguito un impegno di buona volontà per acquistare altri prodotti agricoli statunitensi (in contraddizione con quanto affermato dai cinesi) confermando solo una piccola vendita privata di 68.000 tonnellate di semi di soia nella settimana terminata il 25 luglio;
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  • - che ai cinesi converrebbe aspettare e vedere se il prossimo Presidente è un Democratico da poter circuire, ma che se dovesse vincere ancora lui, offrirà un accordo assai peggiore di quello che gli sta offrendo ora. Non contento, ha rincarato la dose, dichiarando ai reporters di non essere sicuro di chiudere un accordo: alla fine, dipende da lui.
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  • - A dar manforte a Trump (come se ce ne fosse bisogno !!) anche il segretario di Stato americano Mike Pompeo, anch'egli a Bangkok, ha denunciato "decenni di cattivi comportamenti" da parte della Cina sul commercio dichiarando che Trump ha deciso di risolverlo (se non è una proposta d’amore…..poco ci manca !).

LA CINA

La Cina risponde a Donald Trump attraverso alcune dichiarazioni rilasciate da un portavoce del ministero del Commercio. L’agenzia Xinhua riporta che la Cina prenderà contromisure, nel caso gli Stati Uniti diano corso alla minaccia di nuovi dazi arrivata ieri sera da Donald Trump. Il ministero fa sapere a Washington che la Cina non vuole una guerra, ma neanche la teme.

La Cina non si sottoporrà ad alcun ricatto e non concederebbe un pollice sotto pressione a Washington, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying in un brefing informativo a Pechino, aggiungendo che se l'America supera queste tariffe, la Cina dovrà adottare le contromisure necessarie per proteggere gli interessi fondamentali e fondamentali del Paese. Infine ha ribadito che la Cina sperava che gli Stati Uniti avrebbero "rinunciato alle proprie illusioni" e sarebbero tornati ai negoziati basato sul rispetto reciproco e sull'uguaglianza.

L'anziano diplomatico cinese Wang Yi ha detto ai giornalisti a margine di un evento dell'Associazione delle nazioni del sud-est in Tailandia che le tariffe aggiuntive "non erano sicuramente un modo costruttivo per risolvere gli attriti economici e commerciali".

Un funzionario cinese ha detto a Reuters che non era la prima volta che Trump si era "capovolto" e che sebbene il tempo tra i colloqui fosse stato dichiarato costruttivo e la minaccia di Trump di nuove tariffe fosse breve, i funzionari di Pechino erano già pronti. "La discussione seguita da una rissa è diventata il modello normale", ha detto il funzionario.

COMMENTI DAL MONDO ECONOMICO

Le associazioni di vendita al dettaglio negli Stati Uniti hanno previsto un aumento dei prezzi al consumo, colpendo le scorte dei consumatori giovedì a Wall Street, dove Target è crollato del 4,2%, Macy's è sceso del 6% e Nordstrom è sceso del 6,2%. 

Moody's ha affermato che le nuove tariffe peserebbero sull'economia globale in un momento in cui la crescita sta già rallentando negli Stati Uniti, in Cina e nella zona euro.

Finora Pechino si è astenuta dall’imporre dazi sul petrolio greggio e sui grandi aeromobili statunitensi, dopo aver imposto cumulativamente ulteriori tariffe di ritorsione fino al 25% su circa $ 110 miliardi di merci statunitensi da quando è scoppiata la guerra commerciale l'anno scorso e potrebbero introdurre un divieto di esportazione di terre rare che vengono utilizzate in tutto, dalle attrezzature militari all'elettronica di consumo e sanzioni contro le società statunitensi in Cina, affermano gli analisti.

La Cina sta anche redigendo un elenco di "entità inaffidabili" - aziende straniere che hanno danneggiato gli interessi cinesi. Il colosso statunitense delle consegne FedEx è sotto inchiesta dalla Cina.

"La Cina produrrà ogni ritorsione metodicamente e deliberatamente, una alla volta", ha scritto l'economista di ING Iris Pang in una nota, affermando anche che: "Riteniamo che la strategia della Cina in questa escalation della guerra commerciale sarà quella di rallentare il ritmo dei negoziati e delle ritorsioni, ciò potrebbe allungare il processo di ritorsione fino alle imminenti elezioni presidenziali statunitensi".

I gruppi imprenditoriali americani in Cina hanno espresso preoccupazione per l'ultimo giro di vite sui dazi statunitensi. Il Business Council USA-Cina ha dichiarato, venerdì scorso, di essere preoccupato dell'azione di Trump che: "allontanerà i cinesi dal tavolo dei negoziati, riducendo la speranza sollevata da un secondo round di colloqui conclusosi questa settimana a Shanghai".

"Siamo particolarmente preoccupati per l'aumento del controllo regolamentare, i ritardi nelle licenze e le approvazioni e la discriminazione nei confronti delle società statunitensi nelle gare di appalto governative", ha dichiarato Craig Allen, presidente del Consiglio commerciale USA-Cina, in una e-mail.

Ker Gibbs, presidente della Camera di commercio americana a Shanghai, ha affermato che, poiché l'accesso al mercato in Cina "rimane inutilmente limitato", gli Stati Uniti dovrebbero continuare il dialogo con Pechino e "lavorare anche con paesi affini per convincere la Cina che tutti gli scambi e investimenti equi e reciproci avvantaggiano tutti ".

Infine la guerra sui dazi potrebbero anche costringere la Federal Reserve a tagliare nuovamente i tassi di interesse per proteggere l'economia americana dai rischi della politica commerciale, hanno detto gli esperti.

USA contro RUSSIA

Gli Stati Uniti hanno imposto una seconda serie di sanzioni alla Russia per l'utilizzo di un agente nervoso in un tentativo di omicidio dell'anno scorso.

Le sanzioni aggiuntive vieteranno alle banche statunitensi di partecipare all'emissione del debito sovrano russo, ha dichiarato il Dipartimento di Stato in un comunicato via e-mail. Le sanzioni entreranno in vigore a seguito della pubblicazione di un avviso del registro federale il 19 agosto o intorno a tale data e rimarranno in vigore per almeno 12 mesi. Comprende anche l'opposizione degli Stati Uniti all'estensione di prestiti o l'assistenza finanziaria o tecnica alla Russia da parte di istituzioni finanziarie internazionali come la Banca mondiale o il Fondo monetario internazionale, nonché l'aggiunta di restrizioni alle licenze di esportazione di beni e tecnologie controllati dal Dipartimento del Commercio. Le sanzioni segnano l'ultimo passo degli Stati Uniti per punire la Russia per il presunto uso dell'agente nervoso Novichok in un tentativo di omicidio contro un'ex spia russa nel Regno Unito nel 2018.

GIAPPONE contro COREA DEL SUD

Il Giappone ha approvato l’esclusione della Corea del Sud dalla lista dei paesi privilegiati in materia di commerci. Dietro alla decisione però c’è la politica e la storia, il governo di Tokyo ha preso questa decisione dopo che un tribunale di Seul ha affermato che i coreani deportati a lavorare in Giappone nel corso della dominazione, hanno il diritto di chiedere risarcimenti.

DATI MACROECONOMICI

Nella scorsa settimana sono usciti molti dati macro importanti iniziamo da quello positivo sul mercato immobiliare: le vendite in corso di case esistenti sono salite in giugno del 2,8%, in forte accelerazione dal +1,1% di maggio. Si tratta del maggior incremento degli ultimi tre mesi. Sopra le attese anche l'indice sulla fiducia dei consumatori elaborato da Conference Board, salito in luglio sui massimi degli ultimi otto mesi a 135,7 da 124,3 di giugno. Mentre in contrazione il dato per la spesa per consumi personali di giugno (dato importante per la rilevazione dell’inflazione) uscito a + 1,4% uguale al dato di maggio ma inferiore al consensus posto a + 1,7%, stessa situazione per il dato depurato delle componenti più volatili “core ex-cibo ed energia” uscito a + 1,6% anno/anno migliore del + 1,5% del mese di maggio ma inferiore alle attese degli analisti per un + 1,7%. Per quanto riguarda l’attività manifatturiera nel mese di luglio sono usciti due dati contrastanti, mentre la società Markit la vede al rialzo con un 50,4 rispetto al 50,0 del mese di giugno, ISM la vede al ribasso con un 51,2 contro 51,7 del mese precedente. Ed infine il clou della settimana con i dati mensili (luglio) sui nuovi occupati non manifatturiero nel settore pubblico e privato ed il salario medio orario. Nessuna sorpresa, questa volta, rispetto alle attese degli analisti, sia i nuovi occupati del settore pubblico + 164.000 che quelli del settore privato + 148.000 hanno confermato le attese, mentre una leggera contrazione si è registrata nei confronti delle rilevazioni del mese di giugno poste rispettivamente a 193.000 (riviste dai 224.000 dichiarati) e 179.000 (riviste dai 191.000 dichiarati). La disoccupazione totale è rimasta ferma al + 3,7% ed i salari orari sono cresciuti del + 3,2% anno/anno contro il + 3,1% del mese precedente e delle attese degli analisti. Sebbene il ritmo delle assunzioni sia rallentato quest'anno, uno dei motivi è che una quota crescente di americani ha già un lavoro. La disoccupazione è quasi al minimo di mezzo secolo. L'economia americana complessiva rimane su basi solide e il mese scorso l'espansione è diventata la più lunga mai registrata.

PORTAFOGLIO AZIONARIO

Per quanto riguarda il nostro Portafoglio azionario possiamo, una volta tanto, anche godere dopo aver sofferto una stretta vicinanza al livello di STOP. Sul titolo MYLAN siamo andati a target 100% vendendo, lunedì scorso grazie ad una apertura stellare, a 20,95 $ con una performance totale del + 10,85% anziché del canonico + 7%. PFIZER, colosso farmaceutico made in Usa, ha raggiunto un accordo con MYLAN, produttrice di farmaci generici per la fusione con Upjohn, il proprio business di medicinali non più coperti da brevetto.
Dall’operazione, interamente in azioni, nasce un colosso mondiale di medicine a basso costo e permette a PFIZER di concentrarsi su vaccini e farmaci ancora protetti da brevetti o dall'esclusiva. La nuova società, si legge nella nota, trasformerà e accelererà la capacità di ciascuna azienda di soddisfare le esigenze dei pazienti ed espandere le loro capacità in più di 165 mercati, riunendo due attività altamente complementari. MYLAN offre un portafoglio diversificato in molte aree geografiche e aree terapeutiche chiave, come il sistema nervoso centrale e l'anestesia, le malattie infettive e cardiovascolari. Upjohn raccoglie marchi come Lipitor, Celebrex e Viagra.
La combinazione tra i due gruppi porterà ad un portafoglio sostenibile, diversificato e differenziato di farmaci soggetti a prescrizione medica, farmaci generici complessi, prodotti da banco e similari. La nuova azienda, si legge in un comunicato congiunto, avrà vendite nel 2020 di 19-20 miliardi di dollari, un Ebitda adjusted di 7,5-8 miliardi e sinergie di 1 miliardo l'anno entro il 2023.

VARIAZIONI IMPORTANTI SUI TITOLI DEL NASDAQ100 NELLA SCORSA SETTIMANA

ADVANCE MICRO DEVICES – 13,46%. La Società di semiconduttori ha registrato utili nel 2° trimestre 2019 per $ 0,07/az. su ricavi di $ 1,5 miliardi. La stima degli analisti era per utili di $ 0,08/az. su ricavi di $ 1,5 miliardi. I ricavi sono diminuiti del 12,8% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. 
Ma le stime sul terzo trimestre sono inferiori alle attese, infatti la Società ha dichiarato di prevedere un fatturato del terzo trimestre compreso tra 1,75 e 1,85 miliardi di $. L'attuale consensus è di 1,94 miliardi $. 

AMGEN + 6,77%. La Società di biotecnologie ha registrato utili del 2° trimestre 2019 per $ 3,97/az. su ricavi di $ 5,9 miliardi. Il consensus era di $ 3,58/az. su ricavi per $ 5,7 miliardi. I ricavi sono diminuiti del 3,1% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. La società ha alzato le prospettive di crescita dichiarando di aspettarsi utili nel 2019 da $ 13,75 a $ 14,30/az. su ricavi da 22,40 mld $ a 22,90 mld $. La precedente “guidance” dell'azienda era per un guadagno da $ 13,25 a $ 14,30/az. su ricavi da 22,00 a 22,90 mld $ e l'attuale consensus è di $ 13,89/az. su ricavi di 22,52 mld $ per l'anno in corso.

ANALOG DEVICES – 7,48%. La Società opera su diversi settori come quello automobilistico, industriale e delle comunicazioni. Ma la guerra commerciale USA-Cina ha frenato l'impressionante corsa della compagnia. L'aggiunta di Huawei all'Entity List del governo degli Stati Uniti ha comportato la perdita della capacità di ANALOG di vendere i propri prodotti e tecnologia al colosso tecnologico cinese, il che l'ha portata a tagliare le linee guida del terzo trimestre fiscale 2019. ANALOG ora prevede che il fatturato scenderà quasi dell'8% su base annua nel corso del trimestre in corso, mentre i suoi utili dovrebbero ridursi a $ 1,22/az. da $ 1,53/az. di un anno fa. L'attività delle comunicazioni di ANALOG ha registrato una crescita straordinaria nell'ultimo trimestre. I ricavi del segmento sono aumentati del 31% su base annua, fornendo quasi un quarto del fatturato totale dell'azienda. Un anno fa, il segmento delle comunicazioni forniva solo il 18%. Ecco il motivo per il quale il CFO Prashanth Mahendra-Rajah ha dichiarato che: "il contenuto più elevato di ADI e la condivisione nel 5G". Infine ha aggiunto che l'opportunità del 5G di ANALOG è ancora agli inizi, suggerendo che il settore delle comunicazioni ha molto spazio per crescere.

APPLE – 1,79%. Il titolo dopo l’uscita dei dati economici trimestrali aveva guadagnato il + 6,56% per poi chiudere l’ottava addirittura in negativo. La società ha riportato utili del 3° trimestre 2019 pari a $ 2,18/az. su ricavi di 53,8 mld $. La stima degli analisti era di $ 2,10/az. su ricavi di 53,3 mld $. I ricavi sono cresciuti dell'1,0% su base annua.  La società ha dichiarato di aspettarsi ricavi dal quarto trimestre da 61,00 a $ 64,00 mld $ e margini lordi dal 37,5% al ​​38,5%, che calcola un utile da $ 2,59 a $ 2,93/az. L'attuale consensus è di $ 2,68/az. su ricavi di 60,77 mld $. Di contro, gli iPhone non spingono più come una volta ed il titolo ha tutto da perdere dall’imposizione di dazi sulle merci in arrivo dalla Cina negli Stati Uniti, perché la maggior parte dei suoi prodotti sono assemblati in Cina. Ma la Società si è detta ottimista grazie alla spinta dei prodotti portatili e degli accessori e sul successo dei nuovi lanci e delle nuove iniziative nei pagamenti.

AUTODESK – 12%. La Società di software e servizi ha corso tanto negli ultimi periodi. Ha di recente abbandonato il modello di licenza decennale per passare ad un modello software-as-a-service. La transizione è stata molto dispendiosa facendo precipitare i profitti, ma sembra che ora la Società sia sul punto di iniziare a raccogliere i frutti della transazione.

BROADCOM – 7,44%. Il titolo, pur in un trend positivo, perde appeal nonostante la Società abbia deciso di interrompere le negoziazioni per acquisire Symantec, specialista della sicurezza informatica. Le due società avevano discusso di una combinazione strategica dall'inizio di questo mese e rapporti successivi avevano suggerito che BROADCOM e Symantec avevano compiuto progressi verso la conclusione di un accordo, incluso l'ottenimento di finanziamenti per un potenziale acquisto. Le stime avevano suggerito che sarebbe costato a BROADCOM circa $ 22 miliardi, con notevoli risparmi disponibili grazie alle sinergie derivanti dalla combinazione delle due operazioni.

DOLLAR TREE – 8,70%. La Società è nota per il suo modello di prezzi senza fronzoli, tutto per $ 1. Il modello è stato mantenuto da quando l’azienda è stata fondata nel 1986, ma data l'inflazione e altre pressioni, alcuni investitori hanno messo in dubbio la fattibilità a lungo termine di questa strategia. Volendo testare nuove idee, la società ha annunciato che avrebbe sperimentato prezzi a più livelli in un numero limitato di negozi di prova. Essendo questo un grande cambiamento nel modello di business, potrebbe avere grandi implicazioni per il marchio e il futuro finanziario dell'azienda.

GILEAD SCIENCES – 2,94%. La Società biofarmaceutica ha registrato guadagni nel 2° trimestre 2019 per $ 1,72/az. su ricavi di 5,7 mld $. La stima degli analisti era di $ 1,68/az. su ricavi di 5,5 mld $. I ricavi sono cresciuti dello 0,7% su base annua. La società ha dichiarato di prevedere vendite di prodotti nel 2019 da 21,60 a 22,10 mld $. La precedente “guidance” dell'azienda era per un fatturato da 21,30 a 21,80 mld $ e l'attuale consensus è per un fatturato di 22,12 mld $ per l'anno in corso. RBC Capital ha aggiornato il rating del produttore di farmaci in “top pick” da “outperform”, indicando l’azienda come nuova leadership del settore. La piccola perdita di valore non intacca la solidità dell’azienda.

JD.COM – 11,22%. Il più grande rivenditore diretto e il secondo più grande player di e-commerce in Cina, ha lottato negli ultimi due anni con un rallentamento della crescita delle vendite, l’aumento delle spese, un'accusa di stupro contro il fondatore e CEO Richard Liu e l'escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina Tuttavia, la crescita dei vertici di JD si è stabilizzata nell'ultimo trimestre, i suoi margini sono migliorati e le accuse contro Liu sono state eliminate. Mentre JD supera questi venti contrari, con investimenti intelligenti e grandi finanziatori alle spalle potrebbe essere un buon investimento per i prossimi anni.

ILLUMINA - 1,17%. La Società che fornisce soluzioni per l’analisi genetica (i suoi prodotti hanno permesso ai ricercatori di esplorare il DNA creando la prima mappa di alcune variazioni genetiche) ha registrato utili del 2° trimestre 2019 per $ 1,35/az. su ricavi di 838,0 mln $. Il consensus era di $ 1,32/az. su ricavi di 835,2 mln $. I ricavi sono cresciuti dell'1,0% su base annua. La società ha dichiarato che prevede utili per il 2019 da 6,00 a 6,10 $/az. e continua a prevedere ricavi per circa 3,53 mld $. La precedente “guidance” dell'azienda era un utile da 6,63 a 6,73 $/az. e l'attuale stima degli analisti è per un utile di $ 6,34/az. su ricavi di 3,57 mld $ per l'anno in corso.

MAXIM INTEGRATED PRODUCTS – 13,42%. La Società che progetta, sviluppa e produce circuiti analogici ha registrato utili nel trimestre per $ 0,57/az. su ricavi di $ 556,5 mln. La stima degli utili era di $ 0,57/az. su ricavi di $ 560,2 milioni. I ricavi sono diminuiti del 12,1% rispetto allo stesso trimestre di un anno fa. La società ha dichiarato di aspettarsi guadagni nel prossimo trimestre da $ 0,46 a $ 0,52/az. su ricavi da $ 510,0 a 550,0 mln $. Ma l'attuale consensus è più alto, pari a $ 0,62/az. su ricavi per 578,2 mln $. 

MICROCHIP – 10,24%. Il titolo risente della negatività del comparto dei semiconduttori. Inoltre si prevede che la MICROCHIP Techno produrrà un declino degli utili e sui ricavi, anno su anno, rispetto a quanto dichiarato nello scorso trimestre. Questa prospettiva di consensus ampiamente nota dà un buon senso del quadro dei guadagni dell'azienda, ma se i risultati effettivi che usciranno martedì prossimo 6 agosto saranno migliori di queste stime il prezzo delle azioni potrebbero sancire anche un forte recupero.

NETAPP – 22,11%. Crollano le quotazioni della Società di servizi di data cloud ibridi la quale emettendo un avviso ha fornito risultati preliminari per il suo primo trimestre fiscale e non certo belli. I ricavi, molto probabilmente, arriveranno tra 1,22 e 1,23 mld $, in calo del 17% rispetto ai livelli di un anno fa. Gli utili rettificati dovrebbero ora essere compresi tra 0,55 e 0,60 $/az. in netta contrazione rispetto alla previsione precedente da 0,78 a 0,86 $/az. I ricavi dell'anno fiscale 2020 scenderanno, probabilmente, dal 5% al ​​10%, sfidando le aspettative precedenti di crescita modesta. Il prossimo 14 agosto avremo la certezza di quanto sopra riportato.

NETEASE.COM – 8,06%. Anche su questo titolo incombono le vendite dopo i “tweet” al veleno di Donald Trump circa i dazi doganali contro la Cina. NETEASE.com è una società di tecnologia Internet impegnata nello sviluppo di applicazioni, servizi e altre tecnologie per Internet in Cina oltre a fornire una vasta gamma di servizi. NETEASE.com riporterà i propri dati economici societari mercoledì prossimo 7 agosto.

SKYWORKS SOLUTIONS - 7,73%. La Società di semiconduttori analogici e di segnali misti ad alta affidabilità che trovano applicazione in una vasta gamma di settori ha dato alle quotazioni una notevole scossa, ai primi di giugno, quando ha tagliato le prospettive del terzo trimestre riducendo le sue previsioni di ricavi in un intervallo compreso tra i 755 e 775 mln $ rispetto all'intervallo precedente compreso tra 815 e 835 mln $ grazie all'aggiunta di Huawei all'Entity List del governo degli Stati Uniti. Huawei ha fornito il 12% delle entrate del chipmaker nella prima metà dell'anno fiscale che termina a settembre e la sua presenza nell'elenco ha comportato la sospensione delle spedizioni verso la società cinese. In seguito, quando il presidente Trump ha concordato di consentire la vendita di prodotti a Huawei che non incidono sulla sicurezza nazionale le quotazioni di SKYWORKS hanno iniziato a salire vertiginosamente. Una tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina potrebbe dare un grande impulso a SKYWORKS nel mercato del 5G, dal momento che Huawei ha ottenuto circa la metà dei contratti di 5G emessi da China Mobile che è il maggiore operatore del paese. Il recente pullback del titolo lo rende una scommessa solida per la seconda metà dell'anno

WYNN RESORT – 14,15%. In attesa dei dati economici trimestrali che la Società proprietaria e gestore di Casinò riporterà martedì prossimo 6 agosto, sembra già che il fatturato della Società Wynn Macau sia in calo, mentre Las Vegas e Wynn Palace dovrebbero tenere i ritmi dei precedenti trimestri A tal proposito la Società si sta sempre più concentrando sulla crescita delle entrate non legate al gioco. Dato il recente modello di visite a Macao, lo sviluppo delle infrastrutture e gli sforzi del governo per incrementare il turismo a Macao, le fonti non legate al gioco dovrebbero aumentare le entrate di Wynn Resorts nel prossimo trimestre.

XILINX – 8,77%. La Società che sviluppa e commercializza piattaforme programmate, tra cui circuiti integrati e strumenti di progettazione software, il 24 luglio scorso ha riportato dati economici trimestrali in linea con le aspettative degli analisti e ricavi su base annua in crescita del + 24,1%, purtroppo le dichiarazioni riportate circa i ricavi futuri visti in diminuzione stanno, de facto, penalizzando il valore del titolo.

I nuovi titoli da acquistare sono riportati nel Portafoglio LombardReport.



Pagina a cura di Sandro Mancini.

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