Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci


Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci  

Piano Bar : Focus Europa _ Settembre 2019

Focus Europa è un’estensione periodica della rubrica Piano Bar di Virginio Frigieri volta ad offrire una panoramica sull'Europa, che normalmente non viene trattata negli appuntamenti settimanali. 

Linea di fondo

Mentre sto completando questo report giunge la notizia del definitivo fallimento di Thomas Cook. Al solito citarsi addosso non va bene ma sta di fatto che avevamo già messo l’accento e mostrato il grafico sulla situazione disperata di questo storico gruppo (secondo Tour Operator al mondo) nel report di Giugno che trovate qua:  

https://www.lombardreport.com/2019/6/15/previsioni-di-borsa-125/

I principali mercati azionari europei hanno tracciato le prime due ondate di un declino impulsivo che parte dai picchi del 2018. Una terza ondata di grado elevato potrebbe essere iniziata. L’umore degli investitori resta comunque positivo come non mai e non mostra alcuna preoccupazione per un importante sell-off del mercato. Gli investitori obbligazionari nel frattempo mostrano un livello di compiacenza senza precedenti storici. Importanti inversioni in entrambi i mercati non dovrebbero tardare.

Sul fronte monetario, la ripresa di nuove iniezioni di liquidità sia da parte della Fed che della BCE, aggiungono più di un sospetto sulla bontà e la capacità di tenuta dell’impianto idraulico dei capitali. Diciamo pure che l’impressione è che l’impianto idraulico sia palesemente rotto!  

Ricordiamo che Draghi aveva appena deposto il “bazooka” del QE a fine 2018, dopo aver messo in tavola, euro più euro meno, la bella cifra di 2.660 (duemilaseicentosessanta) miliardi di euro per acquistare una montagna di debiti. Sarà pur vero come ci ricorda Fabrizio de Andrè che dal letame nascono i fiori, e dai diamanti non nasce niente…, ma se solo dopo pochi mesi bisogna riprendere in mano il Bazooka, e le economie sono impantanate, i consumi non crescono, di inflazione non si vede l’ombra, una persona appena normale qualche dubbio se lo dovrebbe porre e qualche domanda se la dovrebbe fare.

Sui mercati americani, le iniezioni di liquidità effettuate della Fed alla fine di agosto, apparentemente sono stati fatte in risposta a una carenza di liquidità disponibile per i mercati monetari e finanziari, al fine di regolare le negoziazioni in modo più efficace. La giustificazione   veniva spiegata dal fatto che un sacco di nuova offerta di titoli del Tesoro USA è apparsa nello stesso momento in cui il denaro veniva ritirato dalle società per coprire le passività fiscali. La mancata corrispondenza risultante ha comportato una scarsità di dollari USA e quindi la FED ha dovuto andare in soccorso. Ora può anche darsi che si sia trattato effettivamente di un incidente “una tantum” ma se consideriamo altri problemi di liquidità precedente come quelli sperimentati con fondi come GAM e H20, si intuisce come la mancanza di liquidità stia diventando un grosso problema per i mercati e la frequenza di questi problemi è un’eco che ci riporta alla fine del 2007, inizio 2008, per cui le implicazioni potrebbero essere drammatiche.

A questo punto che fare? Diciamo che se la mancanza di liquidità diventerà davvero la bomba che farà esplodere i mercati, noi dovremmo vedere dei movimenti significativi sul Dollaro USA. Essendo, il biglietto verde, la valuta di riserva del mondo, il paradiso del “fiat money”, se c’è una carenza importante di dollari, noi possiamo aspettarci che aumenti di valore. Noi abbiamo chiuso le posizioni long sul dollaro che avevamo in portafoglio, privilegiando il conteggio d’onda che dava per conclusa la corsa del dollaro attorno a quota 100.  Ma i modelli d’onda raramente forniscono una sola interpretazione. Ci sono quasi sempre almeno due letture possibili, e dopo sta all’esperienza e alla bravura dell’analista scegliere l’interpretazione che al momento dell’analisi si presenta come “la più probabile”. Nella Figura 1, su scala weekly ho postato le due interpretazioni: sopra quella che abbiamo seguito e che ci ha portato comunque a chiudere in profitto e sotto quella che potremmo vedere nell’ipotesi esaminata sopra. Nella Figura 2, su scala daily vedete l’ultimo periodo con evidenziate le due soglie che dovremo tenere monitorato per sapere che aria tira e nel caso di nuovi massimi capire che si sta sviluppando un problema più ampio.

I mercati azionari dell’Eurozona

EuroStoxx50

Se il Rally di Agosto si dimostrerà effettivamente un’onda 2, lo Stoxx50 dovrebbe iniziare a muoversi al ribasso. Il primo segnale sarà il cedimento di quota 2.673 e a seguire il minimo di onda 1 a 2.556 punti. Un’ eventuale nuovo massimo al contrario significherebbe che il minimo di agosto rappresenta semplicemente l’onda [b] di 2 e che l’onda 2 non era ancora terminata.

Dax

Il Dax ha tracciato le prime due grandi suddivisioni di quello che dovrebbe diventare un mercato orso ampio e completo. Come si vede nel grafico di Fig.4 l’onda [C] di b iniziata nel 2009 mostra una struttura rialzista in cinque onde completa , mentre l’origine dell’onda b risale addirittura al minimo del 2002 dove terminò l’onda a che era partita dal massimo di Marzo 2000. Se il conteggio è corretto nelle prossime settimane l’onda (3) dovrebbe tirare costantemente i prezzi in basso.

FTSE 100

In Gran Bretagna oltre seguire con interesse come evolverà la questione BREXIT, la nostra attenzione rimane sulla struttura a breve termine del declino del FTSE100 dal suo massimo storico del 2018. Anche in questo caso, i prezzi inizialmente sono scesi in cinque ondate, poi si sono rialzati in tre ondate e probabilmente hanno terminato un’onda (2) di grado intermedio. Da qua è iniziata un’onda ribassista che potrebbe essere una 1 di grado minor o [i] di grado minute. Il movimento in controtrend è ora in corso e una volta terminato l’onda 3 o [iii] dovrebbe dispiegarsi in direzione Sud.

Psicologia degli investitori e mercati del credito

Da diversi mesi parlo e continuerò a farlo finché avrò fiato, del livello di ottimismo e di compiacenza degli investitori, che hanno raggiunto livelli mai visti nella storia. Gli investitori ormai accettano senza timore di mettere i propri risparmi in strumenti sempre più rischiosi, pur di portare a casa una morsicata di gnocco, o di pagare per mettere i propri risparmi su titoli ritenuti meno rischiosi (tutto da dimostrare). Quando all’inizio di agosto i mercati hanno corretto, la correzione ha suscitato l’azione di un forte contingente di risparmiatori, che cercano di “comprare il tuffo”, o se vi piace di più, afferrare il coltello che cade per la lama. Sembra di vedere quei ragazzini cretini che vanno a farsi i selfie sul cornicione di un edificio, o sui binari mentre arriva il treno!

All’inizio di settembre Elliott Wave International ha raccolto una collezione di titoli di giornali apparsi tra il 5 e il 20 di Agosto.

Il 5 Agosto, subito dopo che i mercati azionari hanno bruciato un trilione di dollari (1.000 miliardi) di capitalizzazione sui mercati azionari, uno stratega degli investimenti ha espresso la sua visione di base, a Bloomberg dicendo: “usa la debolezza come opportunità per aumentare i portafogli azionari. Gli altri titoli a seguire esprimono versioni modificate dello stesso sentimento. I tempi sembrano maturi per il bullismo contrarian ha dichiarato un analista a Bloomberg. Riteniamo che le azioni avanzeranno ulteriormente prima della prossima recessione negli Stati Uniti. Un gestore di investimenti con sede a Londra, ritiene che gli Stati Uniti e la Cina alla fine annulleranno la guerra commerciale, stabilendo una barriera  naturale alle cose cattive che possono arrivare. Lui e il suo Team sono sovrappesati sull’Europa e in particolare sulle economie come la Spagna.

Questo fatto è significativo, perché dimostra che ancora una volta gli analisti ritengono l’Europa a buon mercato, (economica). Molti di loro basano le loro convinzioni su un grafico che confronta il rapporto prezzo-utili fra l’EuroStoxx600 e l’S&P500. Ma le cose sono più complesse di come sembrano. Prima di tutto le opportunità contrarian , per definizione non possono sorgere quanto tutti ne sono già consapevoli. Quindi il fatto che questo grafico abbia già spinto molti analisti ad acquistare azioni, significa che probabilmente l’Europa non è più quell’opportunità di acquisto che i tori presumono che sia. In secondo luogo, confrontare il valore tra titoli europei e titoli americani, non significa nulla, quando un’esplosione generazionale del debito ha gonfiato i valori patrimoniali di entrambe le regioni. Su questo punto Elliott Wave Theorist dello scorso Luglio dichiarava: “il mondo è in una bolla  del mercato finanziario omnicomprensiva. Le azioni sono storicamente troppo care. Le obbligazioni sono ipercomprate, sovra possedute ed sopravvalutate. I portafogli sono pieni del maggior numero e maggior valore di IOUs (promesse di pagamento) di tutta la storia e i rendimenti sono negativi per migliaia di miliardi di dollari di obbligazioni in tutto il mondo.

In terzo luogo, la tesi che “l’Europa è economica” si basa sugli stati emotivi altamente instabili degli investitori. Ad esempio, la parte degli utili del rapporto prezzo/utili si basa sulle previsioni degli economisti circa gli utili delle società a 12 mesi nel futuro; una proiezione che è fortemente influenzata dall’attuale ottimismo. Come sottolineava il famoso tecnico di mercato Richard Russell, i guadagni sono un cattivo metodo per misurare i valori delle azioni, perché sono difficili da prevedere e facili da manipolare. In effetti, gli utili societari crolleranno durante il mercato ribassista e, al confronto, i prezzi sembreranno improvvisamente costosi. Col tempo, moltitudini di analisti ribassisti dell’ultima ora citeranno probabilmente i rapporti P/E come motivo in più per vendere. Dulcis in fundo, anche i pochi analisti che non sembrano preoccuparsi del calo dei prezzi azionari suggeriscono di usare la debolezza recente di entrare su posizioni lunghe a prezzi più convenienti. Ad esempio, un gruppo di investimento come Goldman Sachs rifiuta categoricamente le crescenti paure di calo. Allo stesso modo, JP Morgan suggerisce semplicemente di ritardare gli acquisti di azioni fino a settembre 2019 che è ora. Nel frattempo, Bank of America Merrill Lynch ha detto agli investitori il mese scorso di tornare indietro e comprare dopo un calo del 5% delle azioni statunitensi. In altre parole, il calo dei prezzi delle azioni, sta generando una risposta di forte ottimismo da parte di analisti e investitori. Questo sentimento che è tipico delle prime fasi di un mercato al ribasso, si invertirà drasticamente man mano che le svendite del mercato si protrarranno mentre i rally diventeranno relativamente brevi.

Continuiamo a leggere sugli investitori che si spostano verso beni rifugio e c’è chi pensa che i recenti rally dell’oro rappresentino le “ultime pietre miliari nella frenesia del paradiso” (Bloomberg, 15/8/2019), mentre un gruppo strategico come Bank of America afferma che “gli investitori non sono mai stati così preoccupati per il futuro negli ultimi 30 anni”. Come ho scritto il mese scorso, il diluvio di denaro che scorre sulle obbligazioni, ad esempio, rivela da un lato la disperazione degli investitori per i rendimenti che evaporano, e la compiacenza per il rischio sul mercato del credito.     

A chiusura di questa parte è interessante osservare cosa è accaduto in Grecia. Appena 4 anni fa le obbligazioni decennali del paese rendevano circa il 14% e il governo si è finanziato attraverso una serie apparentemente infinita di salvataggi finanziari che risalgono al 2010. Sette mesi dopo i rendimenti hanno raggiunto il picco oltre il 18%, e l’indice della Borsa di Atene è sceso a soli 454 punti con un incredibile crollo del 93% dal suo massimo storico che risaliva a Settembre del 1999. Oggi la crisi finanziaria della nazione sembra essere storia antica. Oggi le stesse obbligazioni rendono l’1,9%mentre l’indice di Borsa di Atene ha superato recentemente i 900 punti con una performance del 100%. Quindi, gli stessi investitori che avevano lasciato i mercati azionari ed obbligazionari del paese dandolo per morto adesso ritengono che la Grecia sia un rischio ragionevole ed hanno spinto il mercato azionario alla migliore prestazione degli ultimi 20 anni, ma come abbiamo detto diverse volte questo tipo di ottimismo cieco non sopravviverà alla prossima recessione del mercato. Il caso della Grecia è interessante anche dal punto di vista socionomico. Il racconto che viene fatto dalla stampa mainstream è che i fondamentali, e la fiducia nel nuovo presidente della Grecia, hanno gettato le basi per la caduta dei rendimenti obbligazionari e l’aumento delle azioni. Un economista di Londra intervistato dal Wall Street Journal ha dichiarato : “sembra che gli investitori , sia greci che non greci, abbiano fiducia nel nuovo governo” e il WSJ riassume la causa principale e l’effetto in questo modo: “il cambiamento nel sentimento degli investitori, segna una brusca inversione di tendenza per le azioni greche”. La lettura alternativa è che quando scompaiono i venditori, i mercati ribassisti finiscono e dopo un pò cominciano a ricomparire i primi timidi acquisti che lentamente riportano verso l’umore sociale positivo tornando a spingere in alto le azioni. Questo migliora gradualmente il sentimento degli investitori e torna a generare effetti di sentimento positivo nei confronti del nuovo governo che per la prima volta dopo un decennio si presenta meno fragile delle precedenti coalizioni. In questi dieci anni sono state numerose le false partenze del mercato ma chi affianca ai modelli socionomici, i modelli delle onde di Elliott, è sempre rimasto saldamente ribassista sui mercati greci, perché i modelli a lungo termine di Elliott non risultavano completi. 

Il prossimo esempio analogo potrebbe interessare il settore bancario, dato che il Financial Times  il 7 giugno 2019, titolava: “ è ora di comprare le maltrattate banche europee”. Un gestore di fondi con sede a Londra con 12 miliardi di dollari di attività sostiene che “il grande sell-off dei titoli bancari è andato avanti abbastanza a lungo”, e aggiunge che gli investitori hanno capitalizzato sul settore che ora offre un valore enorme”. Secondo un altro responsabile della ricerca bancaria, le banche tedesche si trovano ora in una situazione peggiore rispetto al resto d’Europa, perché i prestatori tedeschi realizzeranno quasi sicuramente un rendimento negativo nel 2020. Il bello, si fa per dire, è che i tassi di interesse negativi sono ritenuti essenziali dalle banche centrali per evitare una più ampia recessione economica. Siccome le banche traggono la maggior parte dei loro guadagni dal margine di interesse, i tassi negativi, scombinano la loro redditività portando il caos. La Banca che forse meglio incarna la natura fugace dell’ottimismo degli investitori, è la Deutsche Bank. Appena due mesi fa, il titolo aveva messo a segno un rimbalzo del 29%, sostenuto dall’ottimismo per il riavvio della strategia dell’A.D. Christian Sewing. (Bloomberg 15/08/19). Il mese scorso il titolo ha toccato un nuovo minimo storico a 5,77 euro per azione. Ora sembra nuovamente riprendersi ma non ci sono ancora gli estremi per poter pensare ad uno scenario rialzista. 

Nel frattempo l’indice del settore banche dell’EuroStoxx600 che comprende 26 banche di tutta Europa, dopo aver perso il 47% negli ultimi 18 mesi e l’84% da maggio del 2007, mostra una situazione tecnica terribile e sta testando a più riprese il supporto che risale ai minimi della crisi del 2008. Se dovesse cedere quel supporto, non importa quanto terreno hanno già perso le banche come sostiene il gestore londinese. I venditori verranno energizzati e il mercato dovrà cercare un nuovo fondo su minimi più bassi.

La  saga europea dei tassi di interesse negativi, continua a svilupparsi. Abbiamo toccato spesso questo tasto illustrando i recenti nuovi massimi storici nel debito con rendimento negativo e successivamente l’avvento di tassi negativi anche nelle obbligazioni societarie. E pensavamo anche, di aver individuato il picco di follia, il mese scorso quando i rendimenti di ogni singolo titolo danese e svizzero, compreso quelli con scadenza a 50 anni, sono diventati negativi. Ma nel frattempo sono arrivate nuove sorprese con due colpi di scena. I rendimenti delle obbligazioni tedesche a 30 anni sono diventati negativi e il terzo prestatore danese, Jyske Bank, ha annunciato che emetterà un mutuo a 10 anni con un tasso del -0,5%.  Ebbene sì, i potenziali compratori di case in Danimarca, possono essere pagati per stipulare un mutuo a 10 anni.. La banca Nordea, altra società di servizi finanziari nordica, offre prestiti a 20 anni allo 0% e mutui a 30 anni allo 0,5%, e la storia pare essere ben più ampia di questi esempi isolati.  In effetti i tassi ipotecari sono precipitati in tutta l’area dell’euro con tassi medi che in Francia hanno toccato  l’1,39% a giugno. In Germania, il prestito decennale medio costa meno dell’1% con alcuni istituti di credito che arrivano ad offrire lo 0,5%. Perfino in Grecia, dove le Banche presumibilmente diffidano dell’estensione di nuovo credito, i prestiti immobiliare a tasso variabile medio lo scorso giugno erano appena sopra al 3% e il tasso ipotecario composito dell’area euro ha appena toccato nuovi minimo da quando è nato nel 2000.

In conclusione, la celebrazione del denaro economico continua, ma il nostro consiglio è di lasciare la festa ora. Il continente si è talmente abituato al credito poco costoso che anche piccolissimi rialzi dei tassi di interesse, faranno crollare i prezzi delle attività. L’inevitabile sbornia che seguirà sarà una delle esperienze più angoscianti della storia finanziaria moderna.

E così ci siamo riportati ai dubbi sulla liquidità con cui abbiamo aperto questo report.

Nonostante il continente sia bagnato da credito a buon mercato, la liquidità dei mercati obbligazionari mostra pericolosi segnali di siccità, e nonostante un aumento del volume degli scambi di obbligazioni ad alto rendimento del 6%, Bloomberg riferisce che ampie porzioni di mercato vengono lasciate indietro. I volumi degli scambi di derivati di credito speculativo sono più che raddoppiati rispetto all’anno scorso, ma l’ammontare assoluto del debito ad alto rendimento in circolazione si è ridotto. Dunque i trader e i gestori di fondi si stanno spostando su operazioni obbligazionarie più grandi ed emissioni con rating più elevati lasciando che le cose illiquide rimangano sedute al palo. Ma secondo un rapporto di Goldman Sachs uscito a metà agosto, i gestori di fondi ad un certo punto potrebbero essere costretti a vendere ciò che possono. Questo è il problema!. Anche se al momento non si vedono pressioni forti per vendere debito illiquido, un economia in rallentamento come stiamo vedendo, potrebbe costringere i manager  a vendere più delle semplici obbligazioni che possono facilmente scaricare. E’ la classica trappola della liquidità che ha già fatto le prime vittime più di un anno fa, quando il gestore del fondo svizzero GAM ha sospeso i rimborsi in nove dei suoi fondi popolari mentre secondo il Financial Times, “alcuni clienti stanno ancora aspettando di recuperare i loro soldi”. La stessa cosa è accaduta a giugno di quest’anno al fondo azionario Woodford che si è visto costretto a bloccare i prelievi e H2O Asset Management in Francia si sono trovati con problemi di liquidità a luglio 2019. Lasciamo immaginare ai lettori, cosa potrà accadere quando gli investitori tenteranno di riottenere i loro soldi dai fondi nel momento in cui i mercati saranno in calo!  E agli abbonati di più lunga data, la risposta dovrebbe essere evidente: la maggior parte degli investitori non riavrà mai indietro i propri soldi!.

Una volta che la trappola della liquidità scatta, tutte le strategie di mercato basate sull’assunto di mercati liquidi e ben funzionanti verranno risucchiate come gli edifici al passaggio di un Uragano di categoria 5. E non crediate nemmeno che le varie normative a garanzia e tutela dei risparmiatori (Ucits e pippe varie) potranno servire quando tutti vorranno  scendere dal treno. Diventa la storia dei conti correnti garantiti fino a 100.000 euro.   Garantiti finchè fallisce una banchetta come Etruria. Ma se cominciano a saltare due o tre di quelle grosse… Auguri! Preparate pure coperchi e pentoloni da picchiare in piazza, per rivendicare i vostri diritti, tanto il risultato finale sarà il medesimo. Il ghiaccio sta diventano molto sottile! Fate come volete, ma la liquidità sarà la parola d’ordine che i tori odieranno sentir pronunciare negli anni a venire del mercato orso.

Nel primo semestre del 2019 gli investitori hanno prelevato oltre 30 miliardi di dollari dai così detti fondi alternativi liquidi, che rappresenta il livello più alto dalla crisi finanziaria del 2008. Questi fondi sono in pratica pool di fondi che offrono strategie a massaie e persone normali, riservate generalmente agli investitori che speculano sugli Hedge Fund. In altre parole sono fondi spazzatura per le grandi masse, ma come afferma Yahoo Finance, “ora le masse vogliono uscire!”. Anche i regolatori e gli organi di vigilanza hanno suonato i loro allarmi. Lo scorso giugno il governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney ha avvertito che i fondi obbligazionari che promettono rimborsi giornalieri, detengono (hanno in pancia) circa 30.000 miliardi di dollari di attività illiquide!! In altre parole enormi fasce di investitori che credono di poter semplicemente incassare in un attimo, ad un certo punto, quando proveranno a lasciare in massa, si troveranno intrappolati in una prigione finanziaria in cui ogni porta di uscita è stata chiusa! Chiusa ermeticamente!.. forse saldata!

A maggio del 2018 European Financial Forecast di Elliott Wave International scriveva: “negli anni a venire le dimostrazioni violente diventeranno probabilmente un fenomeno permanente per tutto l’anno”. Si è iniziato coi Gilet gialli in Francia, ed abbiamo visto cosa è successo in tutti questi mesi, e nell’ultimo anno, manifestazioni violente si sono viste anche a Belgrado, Berlino, Budapest, Hong Kong, Londra e Mosca. Poi a giugno di quest’anno 250.000 persone hanno inondato le strade di Praga dando vita al più grande spettacolo di rabbia dalla rivoluzione di velluto del 1989”.

Avanti cosi, “EUROPA”,  verso la catastrofe ma con ottimismo!

Note:

La Bibbia delle Onde di Elliott è a questo link:

http://www.tradinglibrary.it/scheda-libro/frost-a-j-prechter-robert-r-jr/la-teoria-delle-onde-di-elliott-9788888253213-135907.html

La nomenclatura dei vari gradi d’onda è riportata sotto: le onde “cerchiate” della nomenclatura originale di Elliott sono rappresentate per una questione di praticità racchiuse tra parentesi quadre.

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