Siamo apparsi regolarmente su:

Quando l'orso divora la sua preda.


               

In certe situazioni non si sa cosa dire e questo cosituisce di fatto già una risposta. Non credete? E direi che l'immagine che vedete rende bene sia l'idea che l'amarezza che molti di Voi  (spero pochi) possono aver provato questa settimana. 

Quando la Borsa sale si dice che è toro perché questo animale colpisce il suo avversario dal basso verso l'alto. Quando si scende ci si riferisce all'orso che è abituato a colpire dall'alto verso il basso.

Una settimana così adrenalinica e incredibile per me e per chi fa trading non la ricordo dal lontano 2008 quando ci fu il crac di Lehman Brothers Holdings (iniziato guarda caso già nel periodo estivo: sempre il migliore per apparecchiare la tavola!).

L'ultima volta che ho postato volutamente l'immagine di un orso risale al 2 Febbraio 2020 nel mio articolo dal titolo "Quell'orso che ti guarda" (https://www.lombardreport.com/2020/2/2/update-sul-mercato/). Quella bella donna di nome azione, che talvolta diventa un derivato fuori controllo, dava già segnali molto contrastanti.  Era un bell'orso grigio in procinto di sferrare l'attacco finale alla sua preda se ben ricordate.

Per quanto successo nell'ultima ottava un grazie lo si deve sicuramente all'eccellente campagna mediatica che è stata fatta, con edizioni speciali a mercati chiusi dal venerdì sera alla domenica. E poi ancora lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì...giusto per apparecchiare la tavola per un succulento e sanguinoso banchetto. E quello che vedete sopra è il risultato finale.

Con un'aggravante: fuori dall'Italia siamo considerati degli appestati. Ho amici che vivono all'estero e mi hanno raccontato di come la televisione (americana, inglese, spagnola, moldava, turca, australiana) descrivono l'Italia e gli italiani: appestati.

Agli occhi del mondo gli untori siamo diventati noi e ricordate quanto sia importante l'immagine per una nazione che vive di made in Italy, di fashion, di lifestyle.

Immagino ricordiate la bella pubblicità di un noto amaro di Civitavecchia (che potete trovare con i sottotitoli in italiano su  youtube). Rendeva estremamente bene la percezione di chi ci guardava nel mondo (nel caso specifico una bella donna).

 "Italians, what's wrong with you?

When you speak you're too much....With the girls you're too much....too much volume...too much passion...too much style..

ITALIANS you're too much. And that's why we love you."

                ITALIANI siete esagerati. Ed è per questo che vi amiamo.

Parlo quasi quotidianamente con imprenditori più o meno grandi e tutti quanti mi confermano che in quattro giorni è stato distrutto il patrimonio NON FINANZIARIO ma di IMMAGINE costruito in una vita.  

Tutto questo panico e questa paura per poi tornare pochi giorni dopo sui propri passi come se fosse cambiato qualcosa, prendendo decisioni che sono l'esatto contrario di quanto fatto precedentemente (chiese chiuse e poi riaperte, stadi chiusi ma magari con schermi fuori, scuole chiuse per poi essere riaperte a metà della prossima settimana). Dovrei andare avanti? E poi, nella mia ignoranza, mi domando che senso abbia rimandare i pagamenti di bollette et similia: prima o poi dovranno comunque essere pagate, perché rimandare non significa annullare.

Ma forse è meglio (o peggio, decidetelo Voi) andare ad analizzare quello che ci riguarda più da vicino.

Nel mio update di martedì (https://www.lombardreport.com/2020/2/25/viviamo-il-presente/) scrivevo:

"...qualunque rimbalzo sia occasione di alleggerimento di eventuali posizioni in essere. Il gap è notevole tra il close di venerdì e la giornata di lunedì, ma non credo che verrà coperto in tempi brevi (anche se ci sono state prese di profitto su oro e soprattutto argento).​"

La situazione si presentava così:

Già il giorno seguente, mercoledì 26, c'è stato il test millimetrico dei 22700 (minimo at 22637 ma con volatilità massima!). Tale rimbalzo è stata una ghiotta occasione per liquidare eventuali posizioni long. Purtroppo in questi casi è indispensabile essere lucidi e freddi. Di ghiaccio. Le emozioni non vanno mai bene quando si fa trading. 

Come già indicato martedì, mi aspettavo la possibilità di un avvitamento dovuto ad eventuali margin call, ovvero chiusure forzate di posizioni long da parte di operatori che si sono trovati a leva massima sui massimi assoluti alla ricerca di qualche rendimento (in un mondo in cui i tassi sono negativi). E così è stato ma lo vedremo in seguito. Nella seduta di venerdì si è addirittura aperto in gap down al di sotto del supporto statico dei 22350 su cui transitava anche la media mobile a 200 periodi. Dal MIO punto di vista l'analisi tecnica (supporti/resistenze) in queste situazioni tende a valere molto poco, tanto più in un mercato dominato da softwares e algoritmi che NON HANNO PAURA e agiscono a seconda di come sono stati programmati e quindi rischiano di autoalimentare ed accentuare comportamenti irrazionali dettati appunto dal panico.

Ho fatto cenno ai margin call. Osservate cosa è successo negli Stati Uniti all'indice S&P500 e soprattutto all'ampiezza della barra settimanale. La più estesa degli ultimi dieci anni! Potrei mostrarVi il chart del Nasdaq Composite o quello del Dow Jones, ma non ci sarebbe differenza.

GRAFICO S&P500 SETTIMANALE

A questo punto penserete: se le Borse scendono allora saliranno i preziosi. NO! 

GRAFICO ORO SETTIMANALE

GRAFICO ARGENTO SETTIMANALE

In entrambi i casi c'è stato un vero e proprio sell-off dettato, lo ripeto, da quelle che credo siano state liquidazioni forzate di posizioni long. Nel caso dell'argento notate come la resistenza "famosa" in area 18.80 dollari sia stata ancora una volta un "tappo" importante che ha contenuto i corsi (https://www.lombardreport.com/2020/1/11/bmps-silver-falck-renewables-nexi-oil/). Naturalmente prima o poi anche le resistenze ed i supporti verranno rotti!

Come già scritto martedì, la bomba è stata lanciata ed è esplosa. Le conseguenze si sentiranno drammaticamente nei prossimi mesi da un punto di vista economico e sociale: diminuzione della domanda aggregata, caduta del PIL, aumento della disoccupazione. Dal punto di vista del bilancio pubblico: riduzione delle entrate, peggioramento del debito e naturalmente anche di quell'aureo 3% DEFICIT/PIL. Aumento dello spread, peggioramento della spesa per interessi. Insomma: recessione. Poi sicuramente l'Europa permetterà di sforare trattandosi di evento grave ed eccezionale. Quanto durerà lo vedremo prossimamente.

Sarà interessante osservare quelle che saranno le mosse delle autorità monetarie. Non tanto la FED che ha ancora cartucce da sparare, quanto la BCE. Non a caso sia la Lagarde a capo della Banca Centrale Europea che Weidemann a capo della Bundesbank hanno già messo le mani avanti: entrambi hanno detto che per ora il coronavirus non richiede risposte da parte della BCE. 

"Chiaramente non è una questione su cui una Banca Centrale possa avere ad oggi un suo giudizio." C. Lagarde

A rincarare la dose è stato il tedesco Weidmann che in una intervista televisiva ha aggiunto che noi guardiamo all'inflazione, siamo già accomodanti, dobbiamo vedere gli effetti. Però poi si pone una domanda finale: dobbiamo farlo noi o altri soggetti economici preposti?

Che non siano nella famosa trappola della liquidità in cui le sole politiche monetarie non servono più? (Riporto il link di un mio articolo datato 5 Settembre 2019: https://www.lombardreport.com/2019/9/5/siamo-in-una-trappola/)

In Europa le armi appaiono decisamente spuntate, essendo i tassi già negativi quando la situazione del ciclo economico era ancora in espansione.

Molto diverso l'atteggiamento di Powell della FED: siamo pronti ad agire "in modo adeguato". Del resto i tassi in USA sono ancora positivi e ci sono certamente margini di intervento.

IN CONCLUSIONE

Cosa mi aspetto per la prossima settimana? Sicuramente ancora volatilità, ma credo che la fase di panico irrazionale possa diminuire e questo lo dirà il VIX, l'indice di volatilità di cui avevo già parlato in passato e che qui Vi allego nuovamente. Ieri abbiamo toccato l'area 50 che ha rappresentato livelli raggiunti in occasione dell'attacco alle Twin Towers a New York nel 2001, alla crisi greca ed italiana del 2010 e 2011. Faccio però notare come l'indice non abbia un valore "massimo" (teoricamente potrebbe sempre salire) ma la volatilità ha una caratteristica: la mean reversion, ovvero la tendenza dei prezzi ad essere "attratti" verso il loro valore medio nel lungo periodo. De facto l'indice tenderà ad essere molto più basso in corrispondenza di livelli particolarmente elevati, come è stato in questo caso. Rimango tuttavia dell'idea che ogni eventuale rimbalzo, per quanto forte dovesse essere (ed ammesso che si concretizzi), rimarrà buona occasione per liquidare (questo nella mia ottica che rimane improntata al breve termine).

Proprio mentre scrivo è stato pubblicato il dato sul PMI manifatturiero cinese che è crollato a 35.7 punti dai 50 di gennaio e rispetto ad un dato atteso di 46. Insomma, la volatilità rimarrà elevata anche se la tendenza nel medio periodo (qualche settimana) rientrerà mano a mano, almeno credo.

Ma l'orso ha già divorato la sua preda.

PNA

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)

Non accontentarti solo degli articoli Free!

Registrati gratuitamente e avrai accesso senza limitazioni ai servizi premium per 7 giorni!