Dividendi sotto la lente: quest’anno con Intesa bisognerà essere “smart”


Yield in apertura di seduta al 12%, un boccone (se confermato dall’assemblea) troppo gustoso per non portare a inevitabili “giochetti” da parte dei big del mercato. Si prevedono giorni caldi per lo stacco del 18 maggio.

Cedole & dividendi

Ne abbiamo scritto ieri. Quella dei dividendi diventerà quest’anno una vera e propria guerra da combattere non solo contro i tagliatori (chissà che guerre nelle assemblee!) ma anche contro il mercato, nel senso che la probabile ondata di amputazioni porterà a strategie pilotate da parte degli istituzionali. Che tenderanno a fare giochetti per amplificare la profittabilità della distribuzione dei profitti soprattutto nei giorni ante e post stacco. Già si hanno segnali in tal senso nelle dichiarazioni di alcuni operatori di secondo piano. Figurarsi quando arriveranno i leader!

Uno dei campi di battaglia più significativi riguarda Banca Intesa. Su cui facciamo il punto.

Queste le notizie in merito:

1°) l’intenzione del management sarebbe di confermare lo stacco di 0,192 euro (data 18/5/2020 – pagamento 20/5/2020);

2°) occorre naturalmente il vaglio dell’assemblea degli azionisti prevista per il 27 aprile. Lì si giocherà tutto con probabile volatilità del titolo. Un versamento per 3,36 miliardi di euro su un utile 2019 di 4,18 miliardi potrebbe essere giudicato troppo aggressivo e portare a una valutazione più prudenziale. Lo conferma già la quotazione in corso del titolo, che non ha eccessivamente accelerato negli ultimi giorni, seppur anche per altri motivi.

Il rendimento in corso di Intesa all’apertura di questa mattina (1,5912 euro) risultava del 12%, superiore perfino allo yield dei bond Tier 1 della stessa banca nella fasi più difficili degli ultimi dieci anni. E’ un’entità record, tale da convincere qualcuno a proporre risparmi. Il tutto per ora deve comunque sottostare al condizionale, data la complessità della posta in gioco.

Alla prima offensiva ne seguirà una seconda al momento dello stacco. E’ prevedibile che molti investitori preferiranno vendere il giorno prima (per i vantaggi fiscali che ciò comporta) e riacquistare eventualmente nelle giornate successive. Ne deriverà uno scontro titanico, attualmente imponderabile. Per questo motivo il consiglio è categorico. Preparate già ora le vostre strategie (vendere? Quando vendere? Ricomprare? Quando ricomprare?), perché il semplice incasso del dividendo potrebbe non essere la scelta migliore.