Sui mercati finanziari internazionali lo stocastico orizzontale consente di misurare le performance relative degli assets di un comparto e di valutarne il comportamento nelle varie fasi di mercato.


Ricordo per coloro interessati al calcolo dello stocastico orizzontale da me ideato secoli fa, e già, il numero speciale del Lombard report dell’11 novembre 2019 disponibile di seguito: https://tradinglibrarymultimedia.it/sfogliabili/LombardReport/n_34/#p=1

Le materie prime

Lo scenario complessivo è ancora ribassista, anche se…

L’indice generale delle materie prime ha realizzato un massimo relativo il giorno 6 gennaio a 187.39 (infatti non c’era da fidarsi per via della Befana…) prima di intraprendere una lunga e costante discesa conclusa durante la terza decade del mese di aprile a 106.29.

L’indice interessa in questo modo i livelli d’inizio 1972 prima di recuperare parzialmente fino 123.

Lo scenario puramente tecnico è certamente negativo e questo non preclude a priori a un potenziale nuovo peggioramento.

Tuttavia, un mio algoritmo sulla forza mostra l’attuale test di un’area di supporto ricavata dai livelli statici (-4%/-5%) e dal passaggio di una trend line applicata sullo stesso.

Io francamente non conosco il futuro, mi hanno detto di dire cosi…, ma non si deve prendere una posizione nel mentre di un test, ma è preferibile farlo a segnale avvenuto.

Guardando in giro il Three Line Break, il Renko, il Kagi ed il P&F sono ancora discendenti.

Propongo tuttavia una strategia long per i più temerari, ma la situazione è ancora negativa.

Prendere posizioni in caso di superamento di 130, con incremento sopra 145, e obiettivi 155 e 175/180. Attenzione all’area 140/5 che potrebbe nascondere la realizzazione di un massimo relativo seguito da una flessione.

Negativi quindi i mancati superamenti di 130 e 140/5 e, ovviamente, la realizzazione di nuovi minimi.

Rough rice

Stocastico orizzontale

Il riso grezzo, tra la manciata (è il caso di dirlo) di cereali che abbiamo a disposizione, è il secondo con la maggior permanenza dello stocastico orizzontale al di sopra di 70 in quanto è rimasto per il 38.45% del tempo al di sopra di 70.

Il riso è praticamente sui massimi dal mese di maggio 2019 e non accenna a lasciare il suo ottimo posizionamento.

Tuttavia, si è mantenuto anche per il quasi 38% del periodo sotto 30 quello che lo rende relativamente ciclico e noi sappiamo bene come intervenire in questi casi…

Ora il riso è forte, ma dopo una flessione, quanto lo vedremo nuovamente superare al rialzo 30 dello stocastico orizzontale potremmo farci un pensiero e preferirlo agli altri cereali. Anche se fanno tutti bene alla salute.

Analisi tecnica

Dal punto di vista puramente tecnico, abbiamo già visto il crollo dell’indice generale delle materie prime, mentre il riso è totalmente in contro tendenza.

In effetti, ha intrapreso poco più di un anno fa una fase ascendente iniziata dal minimo relativo di 980 e conclusa qualche giorno fa a 1.850 con la realizzazione di un nuovo massimo dal mese di ottobre 2008.

Attiro la vostra attenzione sulla volatilità a 10 settimane annualizzata pari al 45% circa che rende il tutto potenzialmente rischioso.

Sono cavoli, non riso

Il riso è dunque in un contesto rialzista e di quasi ipercomprato secondo alcuni strumenti, ma la cosa non è sempre negativa.

Occhio! ora cerco di fare il serio per un secondo:

In effetti, l’ingresso in ipercomprato indica che il rialzo è sostenuto e, in molti casi, prosegue ancora. Inoltre, uno strumento potrebbe stare a lungo in ipercomparto senza indietreggiare. Molti modelli generano un segnale operativo in corrispondenza dell’ingresso in ipercomprato (o ipervenduto) e lo chiudono poco tempo dopo o dopo il primo segnale d’indebolimento (rafforzamento) del prezzo o dopo un rialzo (ribasso) di una certa percentuale calcolata in base alla volatilità del sottostante. Vedi per esempio lo stesso grafico weekly del riso nel periodo ottobre 2007/maggio 2008 quando l’Rsi 14 ha accompagnato l’intera fase ascendente mantenendosi sopra 70.

Il secondo è passato…

Pertanto, ipotizzando di trovarmi in un contesto simile, tenterò di non pensare troppo ai valori relativamente elevati, picco dal mese di ottobre 2008, per cercare un livello di stop loss (o fuga) e sul potenziale rialzista.

Imposto una strategia in questo modo.

Long sopra 1.580 con obiettivi 1.690, 1.810 e 1.950. Negativo a 1.520.
Short sotto 1.450 con obiettivi 1.375/50 e 1.290.
L’area 1.450/1.580 non m’interessa tenendo conto della volatilità come sopra.

L’obiettivo primario è sempre quello di preservare il capitale investito.

Cordialmente

Giovanni Maiani

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