Mercato obbligazionario: parte il nuovo semestre europeo a guida Merkel


E’ partito ieri il nuovo turno semestrale di presidenza dell’Unione Europea che questa volta spetta alla Germania. La cancelliera Angela Merkel avrà quindi titolo formale come leader dei 27 Stati nella fase più difficile dal punto di vista economico. Infatti, ormai è chiaro che il Pil UE è destinato ad implodere a doppia cifra; non di meno la prima “grana” che Berlino dovrà gestire riguarda il “Recovery Fund”, visto che – tanto per cambiare – le divisioni tra nord e sud hanno impedito al Consiglio europeo di giugno di giungere a un accordo sulla proposta della Commissione europea che prevedeva un piano da 750 Mld Euro, di cui 500 a fondo perduto e 250 in forma di prestiti a tassi molto bassi.

Da quanto letto su alcuna stampa pare che per la prima volta la Germania sia disposta ad accettare l’ipotesi di emettere debito comune, seppur condizionato sia a buone pratiche di politica economica e sia all’implementazione di riforme. Resta poi il nodo del MES, ad oggi di fatto inutilizzato: particolare che ha un po’ irritato la Merkel, la quale ha affermato che “l’Europa non ha lavorato sul MES perché restasse inutilizzato”.

E va bene cara cancelliera, ma sarà un caso che proprio nessun Paese (proprio nessuno) stia chiedendo aiuto al MES? Probabilmente qualche dubbio sarebbe saggio farselo venire, visto che a chi scrive pare evidente che il ricorso al MES porterebbe con sé un effetto “marchio negativo” sotto il profilo finanziario (e fors’anche politico), stigma che andrebbe a gravare sullo Stato che fa richiesta di “soccorso” e quindi, di conseguenza, visto negativamente sui mercati in qualità di “assistito”.

Poi è anche vero che la Germania sta puntando tutte le sue carte sul MES poiché è ormai chiaro che il “Recovery Fund” arriverà tardi e sarà una versione debole e annacquata di quanto ipotizzato sin qui. Per cui, se il MES iniziasse ad erogare aiuti, fornirebbe agli Stati liquidità preziosa sottratta alle rispettive emissioni sovrane. Ma non di meno fornirebbe l’immagine di una crisi sotto controllo, che se con gli aspetti pratici conta poco o nulla, ha molto valore per l’eredità politica che Merkel lascerà.

Infatti, il suo mandato scade a settembre 2021 e da anni la cancelliera ha annunciato che non si ricandiderà. Ha condotto la Germania per 15 anni, portando il suo Paese a consolidare la leadership economica nell’Unione ma al prezzo di aver scavato un solco con tutte le altre economie. E proprio sul piano europeo lascia un’eredità fatta di luci ed ombre (forse più ombre che luci…), a partire dalla gestione della crisi finanziaria del 2008, che ha riportato a nuova vita vetuste divisioni, pregiudizi e contrapposizioni che sembravano ormai relegati ai libri di storia.

Passando poi per la pessima gestione del dopo-crisi dal 2010 in poi, in modo particolare con il trattamento umiliante riservato alla Grecia. Tutti eventi che hanno fatto diventare l’euro-scetticismo un sentimento diffuso trasversalmente da nord a sud dell’Europa. E’ probabile (e fortemente auspicabile) che per l’emergenza Covid-19 la Germania stia almeno provando ad evitare il ripetersi degli errori del passato, non fosse altro che per ragioni di mera convenienza, posto che il rischio di rottura dell’Euro sarebbe decisamente sconveniente per un’economia esportatrice.

Come sempre, staremo a vedere.

Analisi ZC-Yield Curve
La lettura della ZC-Yield Curve questa settimana mostra una relativa stabilità dei rendimenti, che segue la fase di stasi delle ultime settimane. Infatti, abbiamo rendimenti negativi sempre sino alle scadenze 2033 con la parte a lunga che rimane immobile con le scadenze 2050 ora in area 0,08%. Sostanzialmente stabile anche la scadenza a 10 anni che rimane in territorio negativo gravitando in area -0,13%. Lievi variazioni interessano la forma della curva, sempre a “schiena d’asino” ma con la parte a medio-lungo che restringe un pochino mantenendo stabile la ripidità sul tratto a medio. Osserviamo pertanto rendimenti a lunga in lieve discesa che toccano ora un massimo in area 0,12% per le scadenze 2040 rispetto allo 0,14% della precedente lettura. Decisa contrazione invece per i forward su Euribor 6 mesi sul tratto a lunga, che si portano in area 0,45% rispetto ad area 0,60% della scorsa analisi; più stabile il tratto a breve confermato poco sopra area -0,45%.

Analisi Integrata Trendycator
Osservando – a livello di analisi integrata – le curve dei rendimenti dei principali benchmark decennali non si evidenziano variazioni rispetto all’ultima analisi, stante la sostanziale stabilità del mercato obbligazionario nel suo complesso. Si conferma quindi anche il quadro in ottica strategica. Trendycator fermo sullo SHORT sull’area UK, con i rendimenti in lieve contrazione e ora di nuovo sui minimi di periodo poco sotto area 0,15%. Stabilità anche per il BUND, con il modello Trendycator ancora SHORT e con il rendimento del decennale tedesco che continua a girare nell’intorno di area -0,40%. Pare essersi per ora stabilizzata Prosegue anche la fase di relativa tranquillità sul nostro Btp, con i rendimenti che hanno proseguito la loro passeggiata al ribasso e che ora gravitano nei pressi di area 1,30% con Trendycator sempre NEUTRAL. Immobilismo costante sull’area USD con i rendimenti sempre inchiodati nei pressi di area 0,70% con Trendycator saldamente SHORT.

Bond Governativi Mondo Weekly Ranking
Analisi sotto forma di ranking dei bond governativi mondiali con qualunque rating. In alcuni casi, per alcuni emittenti o per alcune valute, il rapporto rischio/rendimento di questi bond può essere anche piuttosto speculativo. Il ranking considera i bond benchmark decennali in tutte le valute di emissione.

Questa settimana analizziamo il governativo benchmark indiano, visto che il modello Trendycator prosegue ad indicare uno SHORT, lasciando quindi presagire un’ulteriore discesa dei rendimenti. Il decennale indiano ha recentemente toccato un minimo relativo di rendimento in area 5,70% per poi rimbalzare timidamente nelle ultime sedute in area 5,90%.

Sotto il profilo del rischio cambio, la situazione attuale vede la Rupia indiana in fase di debolezza nei confronti del nostro Euro, anche se nelle ultime sedute ha preso il via una correzione in corrispondenza del doppio massimo registrato in area 86.

Il modello Trendycator è ancora LONG, per cui l’impostazione sarebbe ancora rialzista per l’Euro. Tuttavia, con uno stop stretto sopra 86,00 di cambio EUR/INR potrebbe essere interessante per i cuori forti tentare una sortita visti i rendimenti allettanti ancora offerti dall’India.

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