Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci


Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci

Piano Bar di Virginio Frigieri                                                 10/01/2021

Indici Azionari USA

Il 2021 è partito ancora nel segno del rialzo, ma per il bull market dovrebbe essere l’ultimo anno. Tutte le sequenze dei cicli di Fibonacci convergono su quest’anno. Non voglio perderci molto tempo perché si sono molte cosa da vedere, ma vi posto l’ultimo aggiornamento di Precther uscito la settimana scorsa poi ognuno crederà quello che vuole. Il conteggio è fatto a partire dal 1788 anno della ratifica della costituzione americana.

Tornando agli indici americani abbiamo il Nasdaq 100 che si avvicina alla resistenza naturale offerta dalla mediana del canale di trend, mentre appena sotto transita la resistenza statica del 138,2% (proiezione di onda 4). In teoria, considerando l’ondata di ottimismo scatenata dall’inizio delle vaccinazioni, l’indice non dovrebbe fare fatica a superarle entrambe e se lo farà a quel punto il target di arrivo si colloca a 14.207 punti dove transita la proiezione del 200% di onda 4.

Qualcuno ha chiesto chiarimenti su questo impiego di insolito di Fibonacci. Dobbiamo distinguere due diversi approcci al calcolo delle proiezioni di Fibonacci. Uno è il metodo classico dove le onde di impulso vengono rapportate fra loro e quelle di correzione anche. Per farla semplice : se è nota l’ampiezza di onda 1 il target di onda 3 ed onda 5 sono calcolati prendendo come base questa ampiezza. Fatto 100 la lunghezza di onda 1, il target di onda 3 viene stimato a 161,8 (non succede sempre ma nella maggior parte dei casi è così) e l’onda 5 viene stimata uguale all’onda 1. Quando onda 3 estende oltre il 161,8% allora si applica il 200% e il 261,8%. Quando onda 5 estende, si applica  il 161,8% mentre se tronca dovrebbe fare almeno il 61,8% di onda 1.

Queste lunghezze stimate vanno poi applicate a partire dalla fine di onda 2 se stiamo proiettando l’onda 3 e alla fine di onda 4 se stiamo proiettando l’onda 5. Per quello che riguarda le onde 2 e 4 si applica il complemento a 100 e il principio dell’alternanza, per cui se onda 2 ha ritracciato il 61,8%  di onda 2, onda 4 dovrebbe ritracciare il 38,2% di onda 3 e viceversa (onda 2 => 38,2% onda 4=> 61,8%). Se onda 2 ritraccia il 50% di onda 2 anche per onda 4 si prende il 50%di onda 3. Per finire sulle onde A,B e C per l’onda C si stima una estensione pari a quella dell’onda A e per l’onda B di stima il 50% di onda A ben sapendo che potrebbe fermarsi al 38,2% o estendere al 61,8%. 

Pur essendo ritenuto il metodo più preciso è fuor di dubbio che non è immediato da applicare. O meglio è applicabile nel fine settimana, ma se vi calate nei panni di un day-trader che lavora su time-frame brevi, serve qualcosa di decisamente più pratico.

Si è quindi messo a punto un secondo metodo denominato “Reverse Fibonacci”  dove la proiezione di ciascuna onda impulsiva viene calcolata prendendo semplicemente l’estensione della precedente onda correttiva. Quindi per determinare dove andrà l’onda 3 uso l’estensione di onda 2, per determinare dove finisce l’onda 5 uso l’estensione di onda 4 e per calcolare dove finisce l’onda C uso l’estensione di onda B. Dall’uso pratico quotidiano si vede che in tutti i casi descritti sopra, le proiezioni più frequenti in assoluto sono il 138,2% e il 200%, Talvolta, ma molto più raramente, si arriva al 300%.

Provare per credere, funziona discretamente bene!

Su livelli diversi ma con potenziali simili si muovono poi anche il Dow Jones e l’S&P500

Previsioni di Borsa : Bond USA rendimenti e prezzi

Il trentennale americano ha cincischiato più del previsto ma alla fine ha imbroccato come da copione la via del ribasso. Prima di Natale avevo indicato il ricarico del secondo lotto sotto 169,0 che poi non è stato fatto perchè a forza di ricarichi cominciamo ad avere un portafoglio piuttosto carico e finchè non sbologniamo almeno il rame non voglio caricare ancora, ma che l’avesse fatto ha fatto benissimo.

 

Previsioni di Borsa : Dollar Index e EUR/USD

Il dollar index segue le nostre previsioni come un copione scritto e continua la sua discesa che dovrebbe concludersi tra 88 e 89.  Attenzione quella sarà la fine di onda [1] di grado intermedio. L’onda [2] che seguirà porterà il dollaro al rialzo per diversi mesi di quest’anno e potrà tornare in zona 94-95.  Da lì riprenderà la corsa al ribasso con l’onda [3] che arriverà in zona 73-74 come si vede nel secondo grafico.

Il dollaro bene o male dovrebbe muoversi in direzione uguale e contraria.

Previsioni di Borsa : Commodity

Visto che da molto tempo sull’argento abbiamo un andamento talmente erratico e manovrato che non si riesce mai a sistemare un conteggio come si deve, da quest’anno lo togliamo dalla scena e di volta in volta accanto all’oro analizzeremo il rame che è il più importante dei metalli industriali  e/o il petrolio. Tutte le altre commodity continueranno ad essere trattate su Focus Commodity.

E’ stata una settimana altalenante per l’oro che ci aveva appena dato il segnale per ricaricare. Per ora continuo a pensare che machi un gambetta all’insù per chiudere il conteggio dell’onda (b) di Supercycle. Però con due lotti se picchia ascendere non possiamo stare dentro e perlomeno su uno dei due lotti lo stoploss dovremo rispettarlo. Tutto da seguire.  

Rame:

Il rame ci sta regalando delle belle soddisfazioni e si avvicina ormai al nostro target di 380$ dove prenderemo profitto senza aspettare niente e nessuno. Se poi estenderà vedremo se ci sarà un pull back per rientrare o se accontentarci così.

Crude Oil

Anche il petrolio sta viaggiando nella direzione auspicata, valuteremo il da farsi al raggiungimento di 54$, anche se qua i nostri target sono decisamente più ambiziosi.

L’anno che verrà:

Dal momento che siamo al primo numero del nuovo anno e che i media mainstream di tutto parlano tranne che raccontare i numeri reali di questa crisi, ho assistito ad una trasmissione su una tv privata qualche giorno fa dove hanno proiettato una serie di slide ricavate dai Dati CERVED che forniscono un buon quadro di riferimento per capire che anno sarà. Avendo registrato quella trasmissione ho potuto ritagliare questa serie di slide che vi metto in rapida successione.

La prima slide mette in evidenza il picco degli insoluti registrato lo scorso maggio quando è finito il primo lockdown. I dati del secondo semestre pare saranno anche peggio. Le tre curve rappresentano le tre tipologie di aziende (piccole, medie e grosse).

Ciò che emerge in modo inconfutabile è la trappola della liquidità che a maggio si è ridotta all’osso. Di solito in televisione vi dicono che il tal settore ha perso il tot% di fatturato. Ora però quello che racconta questa slide va oltre. Infatti se un’azienda ha perso il 50% di fatturato, è già una tragedia. Ma se in quel 50% di fatturato che si è riusciti a mantenere, il 46% (quindi quasi la metà) finisce in soluto voi capite bene che il problema è doppio perché alla fine della fiera quell’azienda si ritrova con una liquidità che è un quarto di quello che era prima del COVID. Se poi, come sembra, finora nessuno ha messo in discussione le regole di Basilea 4 nei prossimi mesi il mercato dei Non Perdforming Loans costringerà sostanzialmente ad una partita di giro finanza su finanza con conseguente disastro finanziario. Se il dato è già brutto così, diventa ancora peggiore quando si vanno ad inserire in quest’analisi solo i settori aziendali maggiormente colpiti dalla crisi come si vede nel prossimo grafico.

Come si vede su alcuni settori la perdita di fatturato arriva a punte tra il 75 e l’80%. Se poi del 20/25%  di fatturato che resta, metà va in insoluto queste aziende sono praticamente al capolinea.

La prossima slide è ancora più impietosa.

Come si vede nei tre gruppi di aziende che sono riuscite a contenere la perdita di fatturato entro il 25% i mancati pagamenti si attestano tra il 40 e il 45%. Ma quando arriviamo al gruppo di aziende che hanno perso più del 25%, i mancati pagamenti schizzano oltre il 70%. Quindi ci sono tutta una serie di comparti dell’economia italiana in cui non gira più un euro (liquidità prossima a zero.). Tutto questo non comporta nulla a livello occupazionale?  Nella prossima slide si stima la perdita di posti di lavoro dipendente (non ci sono i piccoli imprenditori, commercianti artigiani etc) in funzione della perdita di PIL stimata. Una stima più ottimista ipotizza un -9,7% quella peggiore quasi il 13%.

Come si vede si va da un minimo di 1.381.000 posti di lavoro fino a quasi 2 milioni. Nella prossima slide vediamo la stima valutata in % di posti di lavoro persi spalmati sui settori si attività che sono stati maggiormente colpiti dall’emergenza COVID-19 e vediamo come diversi settori ballano attorno ad un 20% di posti di lavoro persi.

Nella prossima slide invece si stima il tasso di occupazione del 2021, rispetto alla popolazione nelle quattro macro aree economiche del paese, ovvero Nord-Est, Nord-Ovest, Centro e SUD.

In nessuno dei quattro settori si raggiungerà il 50% di occupati e al sud addirittura non si arriverà nemmeno al 33% (un occupato ogni tre abitanti). Può l’eocnomia di un paese come l’Italia reggersi in piedi con meno della metà della popolazione che lavora? 

La prossima slide mostra le variazioni (2020 su 2019) delle piccole e delle medie imprese in termini di fatturato, margine operativo lordo, e ROE.

Considerando che il 90% dell’economia italiana si basa sulle piccole e sulle micro imprese e in parte minore sulle medie imprese, credete che queste aziende potranno andare in banche e poter ottenere credito? E su aziende messe così ha senso continuare a parlare di proroga delle tasse anziché di cancellazione?

La prossima slide evidenzia sempre 2020 su 2019 l’incidenza dei debiti finanziari sul patrimonio netto, degli oneri finanziari sul margine operativo lordo e dei debiti finanzieri sul margine operativo lordo.

Di nuovo la stessa slide elaborata solo sulle aziende maggiormente danneggiate dal covid, mette i brividi.

Se sommiamo i settori che ad oggi sono chiusi (attività commerciali, trasporti, servizi, ristorazione, arte etc. arriviamo a circa il 26% del PIL privato ed è singolare che di fronte a numeri che farebbero ululare anche i morti, questo governo, si perda in discussioni sull’orario della messa di Natale, o se dobbiamo andare a letto alle 22 o alle 23…

L’ultima slide della serie evidenzia di quanto cala il margine operativo lordo sulle aziende dei settori più colpiti dal covid-19.

Se considerate che quando un’azienda va in banca a chiedere un finanziamento, il primo dato che guardano del vostro bilancio è proprio questo, è abbastanza facile intuire cosa capiterà nei prossimi mesi. Nella sola Modena hanno già stimato la chiusura di una azienda su quattro. E quando l’anestesia fornita dalle iniezioni della cassa di integrazione cesserà , allora saranno dolori seri. Anche se domattina con un colpo di bacchetta magica fossimo tutti vaccinati non fatevi troppe illusioni: per tornare a come eravamo, se mai ci torneremo serviranno molti anni.

Avanti così, verso la catastrofe ma con ottimismo!

Alla prossima.

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