Il trend azionario rimane ribassista


Prosegue il marcato trend ribassista sull'azionario in essere da inizio 2022. Dai minimi di metà giugno a ridosso di 3.640 l'SP500 (3.623) aveva messo a segno un forte rimbalzo, easauritosi a metà agosto a ridosso di 4.300: un rimbalzo forte ma non convincente, che come dicevamo era "il classico bear market rally, all'interno di un quadro più ampio in cui i rischi rimangono superiori alle opportunità. Le sorti dell'azionario USA rimangono legate a quelle del dollaro: un dollaro forte dovrebbe azzoppare ogni velleità di risalita". Da metà agosto sono infatti riprese le vendite, con una discesa marcata a toccare un nuovo minimo il 13 ottobre a 3.502 (-27% dai massimi di inizio anno). Come indicato le scorse settimane "Su orizzonti plurisettimanali sono possibili ampie discese, con primo obiettivo importante il supporto critico in area 3.250/400, sotto cui si potrebbe scendere a testare il supporto chiave in area 2.800-3.000 (che corrisponderebbe a un -40% dai livelli di inizio anno), dove potrebbe esaurirsi il sell-off in atto). Il trend rimane marcatamente ribassista, e i rialzi eventuali vanno considerati come occasioni per vendere.

Le sorti del listino azionario sono legate, con correlazione inversa, a quelle del dollaro USA: come dicevamo "l'EurUsd (PC: 0,9784) rimane stabilmente inserito all'interno di un trend dominante favorevole al dollaro USA e ha pressoché raggiunto l'obiettivo a 0,9500 (minimo 0,9592 il 28.09). È in atto un tentativo di assestamento ma il quadro tecnico rimane decisamente debole per l'euro: se le quotazioni non si riportano velocemente al di sopra di 0,9900-1,0000 è possibile una nuova ondata ribassista, con la perforazione di 0,9500 e primo obiettivo importante 0,9000. Al di sotto di tale livello, prematuro, si riproporrebbe, su orizzonti plurimensili, il test dei minimi storici dell'euro, registrati a fine 2000 - metà 2001, in area 0,8230-0,8350. È ovviamente impossibile individuare un obiettivo preciso, ma in assenza di segnali diversi è opportuno mantenere un'esposizione strategica lunga sul biglietto verde".

Sull’Eurostoxx50 (PC 3.375) dai picchi di metà agosto a ridosso di 3.825 si è assistito a una marcata discesa al ri-test dei minimi di inizio luglio a 3.343, con un nuovo minimo a 3.236 il 03.10, pressoché ritestato in chiusura d'ottava dopo un tentativo di rimbalzo esauritosi il 6 ottobre a 3.492. Sono possibili tentativi di rimbalzo (segnale sopra 3.500, con obiettivo 3,690), ma il trend dominante rimane ribassista, con possibili accelerazioni, alla perforazione di 3.250, verso il supporto critico in area 2.850/950. Il quadro tecnico migliorerebbe solo al di sopra di 3.700 (poco probabile) e quindi della valida resistenza in area 3.850/3.950 (improbabile)".

Come dicevamo la scorsa settimana, "Il driver dei mercati rimangono le politiche monetarie, orientate al rialzo dei tassi e al contenimento delle dimensioni dei propri bilanci per contenere quell'inflazione che esse stesse hanno contribuito a creare con anni di politiche ultraespansive; inflazione acuita poi dalle strozzature lato offerta, per i lockdown prima e le tensioni geopolitiche poi. I rialzi dei rendimenti nominali e la contrazione della liquidità globale M2 da inizio aprile mantengono un quadro sfavorevole sui mercati finanziari, provvedendo a sgonfiare quella 'asset class inflation' che era stata alimentata dall'espansione monetaria iniziata in modo aggressivo dopo la Grande Crisi Finanziaria del 2007-2009 e proseguita, in accelerazione, post-CoViD".

Le materie prime rimangono sostanzialmente laterali (ripiegano i preziosi dopo il forte rimbalzo della settimana precedente), compresse dalla forza del dollaro USA nonché del peggioramento del quadro economico. È comunque opportuno mantenerle in portafoglio su orizzonti strategici, stante il contesto di rendimenti reali negativi sull'obbligazionario (e dell'esposizione al dollaro che rimane la divisa forte del sistema). 

OPERATIVAMENTE: Si conferma quindi la strategia in essere long commodities e dollaro Usa e short azionario, attuata con i seguenti Etc quotati su Borsa italiana (si ricorda che ancorché quotati in euro comportano un’esposizione lunga sul dollaro Usa: un elemento a favore in questa situazione di incertezza sul fronte geopolitico e di rientro dei capitali negli USA grazie al rialzo dei rendimenti dei governativi):

LUNGHE: Oro (ticker PHAU: PC 159,08); Argento (ticker PHAG: PC 17,434); Platino (ticker PHPT: PC 85,540); Palladio (ticker PHPD: 194,22); Caffè (ticker COFF: PC 1,2284); Cotone (ticker COTN: PC 3,0085); Rame (ticker COPA: PC 30,835); Alluminio (ticker ALUM: PC 3,2740); Zucchero (ticker SUGA: PC 9,755); Cacao (ticker COCO: PC 2,3130) e Zinco (ticker: ZINC: PC 9,547).

CORTE: ETF short sull’S&P500 Xtrackers S&P500 Inv Day con ticker XSPS (PC 9,6070).

(L'autore del presente articolo non è iscritto all'ordine dei giornalisti e potrebbe detenere i titoli oggetto dei suoi articoli)