Quella che si chiude è stata certamente una settimana difficile per i mercati azionari per i motivi che tutti noi sappiamo e sui quali non mi ripeterò. Questa situazione di aumento di volatilità cade guarda caso proprio nel mese di marzo che rappresenta un mese "delicato" nel quale si sono registrati importanti ribassi (e minimi) nella storia di Borsa. Penso ad esempio al bottom del 2009 piuttosto che al 2020 (Covid). Negli ultimi 15 anni l'S&P500 ha avuto un rendimento medio annualizzato negativo ed attorno al -1.06%. Nel grafico che trovate in seguito Marzo ha sperimentato una fase di stallo della tendenza in atto, un po' come sta capitando ora. Diciamo un mese di consolidamento e non di potenziale rialzo.
Anche se il periodo più favorevole per le Borse è collocabile statisticamente tra novembre ed aprile, marzo rappresenta comunque il mese più debole, col ritorno medio mensile più basso.
Questo fattore è dovuto ad aggiustamenti di portafoglio (fine primo trimestre), alle riunioni della FED o comunque delle Banche Centrali ma anche ad una sorta di effetto liquidità in vista del pagamento delle scadenze fiscali di metà aprile e quindi investitori ed aziende tendono a raccogliere liquidità per far fronte agli adempimenti fiscali. Questo fattore tende a ridurre in modo sostanziale la liquidità e quindi i mercati diventano già di loro più fragili. In questo caso abbiamo anche la guerra contro l'Iran e quindi un motivo di tensione in più c'è: de facto è come se avessimo un soggetto con le difese immunitarie basse e lo mettessimo nel reparto di malattie infettive.
Tornando a questo mese, pensate che la curva cumulativa dei profitti tende ad avere un bottom verso metà/fine marzo, mentre all'inizio rimane sostanzialmente piatta. In altri termini se ci sono dei guadagni, questi si presentano ad inizio mese. Una ottava è già trascorsa e paradossalmente ha visto chiudersi parte del gap che si era creato tra Europa e Stati Uniti: nelle scorse settimane il vecchio Continente si era dimostrato decisamente più forte rispetto allo Zio Sam. Direi che con questa settimana le parti si sono drasticamente invertite.
Senza voler entrare nel merito di considerazioni politiche, credo che gli USA possano solo trarre vantaggio da questa situazione che loro stessi hanno creato e questo potrebbe spiegare questa inversione di forza relativa. Si distoglie il mainstream dalle problematiche relative agli Epstein files che rischiano di coinvolgere Trump (guarda caso la guerra è scoppiata il giorno dopo la deposizione della Clinton), con l'eventuale blocco o riduzione delle esportazioni di petrolio l'Europa (che si è già tirata da sola la zappa sui piedi con la Russia) non potrà far altro che importare maggiormente dagli USA a prezzi stratosferici.
Tornando al grafico postato in precedenza relativamente all'andamento statistico di marzo, la distribuzione dei rendimenti del pattern mostra diversi valori anomali negativi inclusi ribassi forti attorno al ventesimo giorno di contrattazione. Ove questa accentuazione di debolezza si manifestasse, troveremmo rendimenti medi potenzialmente positivi tra aprile e giugno, seppur in un contesto "piatto". In altri termini un aumento di volatilità ora difficilmente si ripresenterebbe fino alla fine del primo semestre e solitamente con la riduzione della volatilità si torna a rendimenti più stabili.
Negli ultimi 15 anni infatti il rendimento medio nel periodo 1 Aprile-30 Giugno è stato del +3.26% (+13.87% annualizzato). Il rafforzamento a partire da aprile è dovuto agli utili del primo trimestre che storicamente forniscono maggiore direzionalità, favorita dal fatto che gli asset manager e i fondi pensione si ribilanciano investendo nuovo capitale una volta terminata la stagione fiscale.
Procediamo dunque all'analisi della situazione attuale sull'S&P500 alla luce di quanto esposto fino ad ora.
L'indice ha flirtato a lungo col supporto individuato nelle scorse settimane a 6790-6800 punti. Osservate quante code ha fatto! Per ben due volte ha testato i 6725 punti (semiretta orizzontale blu) ma ora il rischio che personalmente vedo è quello che la mancata tenuta di quest'area possa portarlo verso il "piano basso" che colloco verso i 6550 punti. Lo scenario ribassista è avvalorato anche dalla risalita del VIX e della sua volatilità espressa dal VVIX, ovvero la "paura che la paura possa aumentare". Attualmente il VIX si trova a 29,48 punti quindi su livelli che non si vedevano da diversi mesi a questa parte. Sostanzialmente li troviamo nel periodo di fine marzo-aprile dello scorso anno per intenderci.
Una curiosità: ricordate che sabato scorso ho parlato di una possibile formazione a diamante che segnala un potenziale top? Teoricamente considerato che la rottura è avvenuta questa ottava, otterremmo un target ribassista di circa 200 punti dai 6800-6850 (punto di rottura).
Qui il problema riguarda il possibile rialzo dell'inflazione che tende a seguire il ciclo che trovate qui sotto. L'andamento previsionale/ciclico è espresso dalla curva rossa, quello reale/attuale da quella nera.
Un eventuale aumento dei tassi potrebbe portare ad una ulteriore infiammata dell'inflazione, ma è una mia view che non è scritta in nessun manuale di economia. Mi spiego meglio. Se ciascuno di noi si aspetta un aumento dei prezzi, corre ad acquistare oggi e non domani e questo genera scarsità di beni ed anche aumento dell'inflazione a parità di offerta. Se una persona è benestante riceverà più soldi da poter spendere (investirà a tassi più elevati) e quindi anche questo provocherà una maggiore velocità di circolazione dell'unità monetaria. Di fatto un circolo vizioso che si autoalimenta.
C'è da dire che l'inflazione in generale fa bene al sistema economico nel suo complesso finché rimane su livelli accettabili: le aziende fanno più profitti e questo si riflette nei bilanci. Osservate qui in basso cosa è accaduto quando l'inflazione (linea nera) è aumentata in passato: l'S&P (linea blu) è salito.
- Questo ragionamento tuttavia è valido fino a quando NON SUPERA CERTI LIVELLI (4-5%) altrimenti ci sono altri potenziali rischi, ad esempio quello della stagflazione (alta inflazione e domanda aggregata stagnante).
Procedendo per step ed in base a quanto ho scritto, credo che sia possibile una fase correttiva per le prossime settimane. In passato dall'inizio di tensioni geopolitiche-guerra-crisi energetica l'S&P ha trovato un bottom entro un mese circa dall'inizio delle problematiche come mostra questo grafico:
Per il momento dunque risk off per quanto mi riguarda anche se non escludo tentativi momentanei di rimbalzo tecnico
Il nostro Future FTSEMIB40 daily ha avuto una brutta settimana ed è passato dai 47000 punti di venerdì scorso (46400 l'open di lunedì) ai 44280 di venerdì. Per il momento la trendline settimanale che ha sostenuto il rialzo non è stata rotta se non in volatilità, ma siamo lì lì per bucarla. L'area "materasso" visibile sul daily è quella che si trova tra i 41800 e i 41200 (target dall'eventuale punto di rottura). Certamente ci sarebbero anche i 43200 punti ma rappresentano un livello a mio avviso troppo ravvicinato anche se ci potrebbe essere un pò di rallentamento.
Il Dax Future si dirige verso i 23000-23100 punti quindi GRANDE attenzione. Meglio lo short su eventuali rimbalzi, magari con un Micro Dax (valore 1 euro a punto) in ottica assicurativa di portafoglio. Qualora risalisse verso i 25000 si perderebbero 1500 euro. Sul grafico settimanale, escludendo la volatilità di aprile dello scorso anno ed agosto 2024, abbiamo rotto una trendline dinamica rialzista di lunghissimo periodo.
Un grafico vagamente simile lo troviamo sul Dow Jones che ha rotto la trendline dinamica ascendente.
Fronte watchlist...
Petrolio
Sabato scorso avevo indicato come livelli i massimi di giugno e di luglio dello scorso anno. L'open weekly è stato esattamente sui massimi di giugno in area 75$....un veloce test dei massimi di luglio in area 70$ e poi su a razzo con close weekly a 91.35$.
Inutile guardare il grafico daily: non sta dentro al mio monitor e quindi ricorro a quello settimanale da cui evinco che siamo ai massimi di quando è iniziata la guerra in Ucraina (area 93.5$). Oltre questo livello verrebbe richiamata la cifra tonda dei 100$ e oltre: post periodo Covid e quindi un ampio range tra 100 e 125$ (area quadrata).
Il petrolio rappresenta un driver da seguire: se sale i mercati scendono e viceversa.
Settore bancario italiano
Il movimento di questa settimana è stato molto veloce e come avevo evidenziato sabato scorso la situazione si presentava potenzialmente delicata. In questa ottava ne abbiamo avuto la conferma. Dai grafici successivi, tutti su scala settimanale, si vede che apparentemente il trend weekly è ancora intatto, peccato che siano state rotte trendline o supporti statici importanti e questo per ora non depone bene. Sarà da valutare se, come successo negli anni passati, la narrativa dei media propenderà a favore del settore: si alzano i tassi a causa dell'inflazione e quindi il settore bancario ne beneficerà. La storia si ripete diceva Vico, ma mai allo stesso modo aggiungo io.
Risk off anche qui per quanto mi riguarda, a meno che non vengano recuperati determinati livelli: 69.3 su Unicredit (66.12 euro il close weekly), 5.50 euro su Intesa (5.204 il close weekly), Banco Popolare 11.80 euro (11.46 euro il close weekly). Su BMPS e Mediobanca l'idea "didattica" di shortare la prima e acquistare la seconda avrebbe prodotto un piccolo utile ma niente di eccezionale (circa 16 euro ogni mille investiti). Se non altro si sarebbe tamponata l'emorragia in corso. A proposito: martedì, salvo altre news, si dovrebbe decidere il concambio e quindi non escludo che le vendite di questa settimana (sui rimbalzi erano molto meno reattive) siano dovute anche al discorso del concambio. Trattandosi di fusione per incorporazione ci sarà scambio di titoli, quindi non ci sarà un'offerta, una componente cash e nemmeno il recesso. La forchetta attesa si attesta tra un minimo di 2,2 azioni Montepaschi per ogni Mediobanca ad un massimo di 2,5. Nel primo caso i due titoli sarebbero praticamente allineati, nel caso "massimo" invece Mediobanca avrebbe un premio del 13,9% rispetto alla chiusura di venerdì. Si tratta tuttavia di ipotesi ed illazioni e non c'è nulla di fondato e/o certo.
Di seguito il calendario societario per la settimana entrante (Fonte dati: Borsa Italiana).
Ad maiora!
PNA
Piernicola Assiso è un trader privato e potrebbe detenere gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi risultando così in conflitto di interesse con i lettori.
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