Due settimane fa il VIX era sopra 35. Oggi è a 19. Qualcosa è cambiato — la domanda è se il cambiamento è strutturale o transitorio.
Partiamo da un numero: -29,55%. È il calo del VIX nelle ultime venti sessioni, tornato sotto 20 per la prima volta dal 6 marzo. Il VIX sotto 20 non è solo un dato statistico — è un segnale che il mercato sta smettendo di prezzare l'emergenza. E quando il mercato smette di avere paura, i flussi cambiano direzione.
Non è l'unico segnale. Il dollaro (DXY) è sceso a 98,7, i semiconduttori (SOX) hanno messo a segno un +16% in venti sessioni, il Gold ha corretto oltre il 12% dai massimi di inizio marzo. Tradotto: il denaro sta uscendo dai porti sicuri e tornando verso l'equity. Tre indicatori intermarket su quattro confermano un quadro costruttivo. Un mese fa erano zero su quattro.
L'S&P500 chiude la 15° settimana del 6 aprile a 6.855 (+7,9% dal minimo del 31 marzo), il Nasdaq a 25.281 (+10,1%). Due settimane consecutive al rialzo dopo sei di discesa ininterrotta. Contratto di riferimento: giugno 2026 (ESM6 / NQM6).
Fig_1 Grafico daily E_Mini S&P500 e Nasdaq100
(clicca sul grafico per ingrandire)
Il Quarterly Shift: quando il trimestre cambia marcia
Le prime settimane di ogni trimestre sono una finestra critica in cui il mercato definisce la direzione per i mesi successivi. Siamo alla seconda settimana del 2° trimestre (Q2) e il quadro è netto — entrambi gli indici scambiano sopra l'apertura trimestrale del 1° aprile (S&P 6.562, Nasdaq 23.889), con margini del 4,5% e 5,8%.
Il 1° trimestre (Q1) è stato da dimenticare: S&P -5,5%, Nasdaq -6,9%. Entrambi sono scesi fino a rompere i minimi del terzo trimestre 2025 — in pratica il mercato è andato a raccogliere tutta la liquidità accumulata sotto i supporti dei sei mesi precedenti, poi ha invertito il 31 marzo.
Questo pattern è tipico: prima un affondo deciso per raccogliere gli stop, poi la vera partenza nella direzione opposta. La fase ribassista del Q1 — dal falso breakout sopra i massimi storici del 28 gennaio alla discesa di marzo — ha i tratti di un ciclo completato. Il rimbalzo aggressivo delle prime due settimane di Q2 suggerisce che la transizione è in corso.
La resistenza che decide tutto
Il rimbalzo è stato forte, ma non ha ancora superato la prova decisiva.
L'area 6.950-7.016 sull'S&P corrisponde alla zona dove il denaro istituzionale ha distribuito posizioni tra gennaio e febbraio. In ottica IPDA (il framework di analisi temporale che utilizzo), il prezzo si trova nella parte bassa dei range di lookback a 20, 40 e 60 giorni — zona discount, dove storicamente la domanda istituzionale accumula. Ma per confermare che l'accumulo è reale, serve il superamento di quella resistenza.
Per il Nasdaq il livello equivalente è l'area 25.465-25.694. Il prezzo è a circa 400 punti — distanza significativa ma non proibitiva con questo momentum.
Da non dimenticare: la divergenza SMT di forza relativa tra i due indici resta attiva. A fine gennaio l'S&P ha fatto un nuovo massimo storico a 7.093, il Nasdaq no — si è fermato sotto il suo record di ottobre 2025. I due indici oggi rimbalzano insieme, ma la debolezza strutturale del Nasdaq non è cancellata.
Il petrolio: da emergenza a variabile
Il Crude Oil si è stabilizzato intorno a 96-97 dollari dopo lo spike a 118 di inizio marzo. I rendimenti americani (+6 punti base sul decennale a 4,31%) salgono gradualmente senza quel "crack" rispetto all'equity che caratterizzava il Q1. La curva è normalizzata, nessun segnale di stress creditizio.
Scenari per le prossime sessioni
Scenario Rialzista (Probabilità: Media-Alta)
Sette candele daily su otto al rialzo dal 31 marzo, struttura di massimi e minimi crescenti, VIX in compressione. Il test della resistenza istituzionale è imminente.
Conferma S&P: chiusura daily sopra 6.888, poi espansione verso 6.950-6.962. Target S&P: 6.950-6.962 (primo), poi 7.016-7.078. Invalidazione S&P: chiusura daily sotto 6.673.
Conferma Nasdaq: chiusura daily sopra 25.393. Target Nasdaq: 25.465-25.570 (primo), poi 25.694-25.886. Invalidazione Nasdaq: chiusura daily sotto 24.451.
Scenario Ribassista (Probabilità: Bassa-Media)
La candela quasi invariata di venerdì 10 aprile (41 punti di range sull'S&P) potrebbe segnalare esaurimento dopo otto sedute di rialzo. Un rigetto dalla zona 6.888-6.962 riporterebbe i prezzi verso i supporti dell'8 aprile.
Conferma S&P: rigetto dalla zona 6.888-6.962 con chiusura sotto 6.792. Target S&P: 6.673 (primo), poi 6.562 (apertura trimestrale). Invalidazione S&P: chiusura daily sopra 6.962 con espansione.
Conferma Nasdaq: rigetto dalla zona 25.393-25.465 con chiusura sotto 24.953. Target Nasdaq: 24.451 (primo), poi 23.889 (apertura trimestrale). Invalidazione Nasdaq: chiusura daily sopra 25.465 con espansione.
Dove guardare
Sopra 6.950-6.962 (S&P) e 25.465-25.570 (Nasdaq), il rimbalzo diventa inversione di regime trimestrale. Sotto, resta un ritracciamento nel trend ribassista. L'apertura del Q2 (S&P 6.562, Nasdaq 23.889) è il pavimento — finché i prezzi restano sopra, il bias è costruttivo.
Due settimane di rimbalzo non fanno una tendenza. Ma il mercato che smette di avere paura, il dollaro che scende e i semiconduttori che guidano la ripresa sono segnali che lo Smart Money sta riposizionandosi. Le prossime sessioni ci diranno se lo sta facendo con convinzione.
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