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Analisi ICT FTSEMIB: rimbalzo +9,7% ma il petrolio a 111 è un muro


Il mercato italiano sovraperforma l'Europa nel recupero post-crash. Ma la zona 45.200-45.600 è il giudice finale.


Dal minimo del 23 marzo a 40.900, il FTSEMIB Future ha messo a segno un recupero del 9,7% in otto sedute, chiudendo giovedì 2 aprile a 44.881 (venerdì chiuso per Venerdì Santo). Un rimbalzo che colpisce soprattutto se confrontato con l'EuroStoxx50: +5,9% nello stesso arco temporale. Quasi quattro punti di differenza — il denaro istituzionale, nel post-crash, ha preferito Milano all'indice europeo allargato.

La forza relativa si legge anche nei numeri di più lungo respiro. Dai massimi di febbraio, il FIB ha perso il 4,5%, l'EuroStoxx l'8,5%. Il mercato italiano ha ceduto la metà del terreno e ne ha ripreso il doppio. Flusso selettivo verso il FIB, con buona probabilità.

Ma riavvolgiamo il nastro. Il 1° trimastre Q1 2026 racconta una storia chiara: il FIB ha aperto a 44.360, è salito fino a 46.980 il 27 febbraio, poi è crollato raccogliendo tutta la liquidità sotto i minimi di gennaio (43.475) fino a stampare 40.900 il 23 marzo. Della serie, prima la salita per intrappolare i compratori in ritardo, poi il programma di vendita vero e proprio. La chiusura trimestrale a 43.576, sotto l'apertura, conferma l'intento ribassista del ciclo. La domanda che conta adesso è una sola: quel programma di vendita è terminato, o il rimbalzo è solo una pausa?

Fig_1 Grafico future sull'indice FTSEMIB giornaliero

(clicca sul grafico per ingrandire)

Daily chart FIB future

Il 2° trimastre Q2 si è aperto con un segnale costruttivo: il FIB ha aperto a 44.375, sopra la chiusura del trimestre precedente (+1,14%). Anche l'EuroStoxx è sopra il close Q1, ma di un marginale +0,30%. In pratica, il FTSEMIB ha aperto il nuovo trimestre con più convinzione. Le prime due sedute di aprile hanno consolidato: tre candele giornaliere consecutive al rialzo per il FIB, con il momentum in accelerazione. L'EuroStoxx invece ha già mostrato esitazione — giovedì 2 aprile ha chiuso in ribasso mentre il FTSEMIB saliva. Una divergenza sottile ma significativa.

Il quadro macro: petrolio, rendimenti e volatilità

Il contesto in cui avviene questo rimbalzo è tutt'altro che favorevole. Il crude oil a 111 dollari — da 80 a 111 in venti giorni, +39% — è il dato che condiziona tutto il resto. Per un'economia come quella italiana, con la sua dipendenza energetica strutturale, uno shock petrolifero di questa portata si traduce direttamente in margini industriali più stretti e pressione sui prezzi al consumo. Lo spazio per tagli BCE si restringe.

I rendimenti obbligazionari raccontano la stessa tensione da un'angolazione diversa. Il Bund decennale ha superato il 3%, il BTP è a 3,87%. Lo spread BTP-Bund si è allargato a 87 punti base dai 60 di febbraio, con un picco a 105 il 23 marzo — lo stesso giorno del minimo di mercato, non a caso. La soglia critica dei 200 è lontana, ma il dettaglio che merita attenzione è un altro: il BTP sale più velocemente del Bund (+30 punti base contro +16 in venti giorni). Tradotto: il mercato sta applicando un premio di rischio specifico all'Italia, contenuto ma in crescita.

Il VSTOXX a 27 completa il quadro. Il livello neutro della volatilità europea si colloca tra 18 e 20; sopra 25 il mercato è in regime di stress. Il calo settimanale del 5,6% è un miglioramento, non una normalizzazione. Su quattro indicatori intermarket, uno solo (il cambio euro-dollaro, laterale e neutro) non punta nella direzione sbagliata per l'equity. Gli altri tre — rendimenti, petrolio, volatilità — dicono tutti la stessa cosa.

La mappa tecnica: IPDA e il test decisivo

Secondo l'IPDA (l'algoritmo istituzionale di consegna del prezzo) con ancoraggio al 2 marzo, siamo al giorno 23 della finestra temporale. Il FIB si trova nella metà inferiore dei range degli ultimi 20 e 40 giorni prima dell'ancoraggio — zona di sconto rispetto ai livelli pre-crash. Non è necessariamente negativo: il target naturale dell'algoritmo è il ritorno verso l'equilibrio, che si colloca nell'area 45.200-45.700. L'EuroStoxx è messo molto peggio: il suo prezzo è addirittura fuori da tutti i range pre-crash. Conferma della divergenza strutturale.

L'area tra 45.400 e 46.400 è dove il mercato ha lasciato un vuoto durante il crollo di inizio marzo — una zona che i prezzi hanno saltato senza scambiare. Il FIB a 44.881 ne dista circa 500 punti. Se il prezzo arriva lì e riesce a trasformare quella resistenza in supporto, il rimbalzo assume un significato strutturale. Se viene respinto, conferma che il ciclo ribassista del Q1 non ha ancora finito il suo lavoro.

Sotto, il supporto operativo più rilevante è la zona 43.200-44.300, dove il mercato ha costruito la base del rimbalzo. Il livello che discrimina i due scenari è 43.576 — la chiusura di marzo e del Q1. Sopra, il bias trimestrale resta costruttivo. Sotto, si torna a parlare di minimi.

Scenari operativi

Scenario Rialzista (Probabilità: Media)

Il recupero prosegue verso la zona 45.200-45.600, dove si confronta con la resistenza generata dal crash. Se la supera, il target diventa 46.125-46.375. Probabilità contenuta a Media dal quadro macro avverso e dall'assenza di divergenze tecniche al minimo di marzo — entrambi gli indici hanno fatto il minimo lo stesso giorno, segnale meno affidabile rispetto a un minimo "protetto" da uno solo dei due.

Conferma FIB: chiusura daily sopra 45.210 con tenuta sopra 44.300. Target FIB1: 45.380-45.580, poi 46.125-46.375. Invalidazione FIB: chiusura daily sotto 43.576.

Conferma EuroStoxx: chiusura sopra 5.689. Target EuroStoxx: 5.808-5.838, poi 5.929. Invalidazione EuroStoxx: sotto 5.460.

Scenario Ribassista (Probabilità: Media-Alta)

Il Q1 ha prodotto una struttura ribassista nitida. Se quel ciclo non è concluso, il rimbalzo attuale è solo un ritracciamento — e la zona di resistenza 45.400-46.400 è il punto naturale dove il mercato potrebbe girare nuovamente al ribasso. L'EuroStoxx già esita. Il macro non aiuta.

Conferma FIB: chiusura daily sotto 43.576, oppure rigetto dalla zona 45.400 con chiusura sotto 44.300. Target FIB1: 42.488-42.655, poi 40.900. Se rotto: 40.480. Invalidazione FIB: chiusura daily sopra 45.580.

Conferma EuroStoxx: chiusura sotto 5.438. Target EuroStoxx: 5.306, poi 5.080. Invalidazione EuroStoxx: chiusura sopra 5.810.

Conclusione

Il FTSEMIB Future arriva alla seconda settimana di aprile con un biglietto da visita notevole — quasi il 10% di recupero in otto sedute e una sovraperformance marcata rispetto all'EuroStoxx. Il mercato italiano, in questa fase, ha qualcosa che gli altri non hanno.

I livelli da monitorare: FIB sopra 45.210 apre la strada verso 45.400-46.400, sotto 43.576 si torna verso 42.500 e poi 40.900. EuroStoxx sopra 5.689 migliora, sotto 5.438 peggiora.

Il nodo si scioglie nelle prossime cinque-otto sedute. L'area 45.200-45.600 è il test: se il mercato la supera, il Q1 ribassista è archiviato. Se viene respinto, era solo il mercato che riprendeva fiato. Il crude oil a 111 e i rendimenti in salita sono i vincoli — non il verdetto, ma il contesto dentro cui il verdetto si forma.

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