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Analisi ICT S&P500 e Nasdaq: nuovi massimi storici, ma il rally ha il fiato corto?


Tredici sedute quasi tutte positive, nuovi record su entrambi gli indici, e un petrolio che crolla mentre le borse salgono. Il quadro è euforico — ma sotto i prezzi c'è il vuoto.

Intruduzione

Venerdì 17 aprile l'S&P500 ha chiuso a 7.161 e il Nasdaq a 26.825, dopo aver registrato nuovi massimi storici in giornata: 7.185 per l'S&P, 26.884 per il Nasdaq. Dal minimo del 31 marzo — il punto più basso dell'intero sell-off del primo trimestre Q1 — il rally è stato rispettivamente del +12,7% e +16,8% in tredici sedute di borsa, con appena una o due candele negative lungo il percorso. La settimana del 13-17 aprile da sola ha prodotto un +5,6% sull'S&P e un +7,4% sul Nasdaq. Numeri che non si vedono spesso.

Il dato di contesto più sorprendente è il petrolio. Il Crude Oil ha perso il 30% in dieci giorni, passando da 114 dollari il 7 aprile a 79 il 17 aprile. Un crollo speculare al rally azionario. Per ora il mercato equity lo interpreta come notizia positiva — meno inflazione, più margini, più spazio per la Fed. Ma un crollo di questa portata potrebbe anche segnalare qualcosa di meno rassicurante: distruzione di domanda globale. È un'ambiguità che per ora viene ignorata, ma che vale la pena tenere a mente.

Fig_1 Grafico daily E-Mini S&P500 ed E-Mini Nasdaq100

(clicca sul graafico per ingrandire)

daily chart ES NQ

Il 2° trimestre Q2 ha riscritto il copione

Il primo trimestre Q1 2026 si era chiuso in modo brutale: S&P -5,5%, Nasdaq -6,9%, con un sell-off da febbraio a fine marzo che aveva portato entrambi gli indici ben sotto i rispettivi massimi di gennaio. Il Q2, aperto il 1° aprile con l'S&P a 6.562 e il Nasdaq a 23.889, ha completamente ribaltato il quadro. In sole tre settimane il prezzo ha recuperato l'intero sell-off trimestrale e ha superato tutti i massimi precedenti.

Tradotto in ottica IPDA: l'algoritmo istituzionale ha completato il programma direzionale rialzista previsto dal ciclo. I range degli ultimi 20, 40 e 60 giorni di contrattazione sono stati interamente percorsi e superati — il prezzo si trova in territorio inesplorato, senza riferimenti tecnici al rialzo. Da qui in avanti, l'unico livello di riferimento sopra è il massimo appena registrato.

Il bias trimestrale è fortemente rialzista su entrambi: l'S&P è +9,1% sopra l'apertura Q2, il Nasdaq +12,3%. Un margine che rende l'inversione del trimestre improbabile, a meno di shock esogeni. Il ciclo sta funzionando con una logica chiara: il sell-off del Q1 ha raccolto gli stop sotto i minimi (il minimo del 31 marzo è stato il punto di svolta), e il Q2 è partito con un'espansione rialzista aggressiva. È un meccanismo che si ripete con costanza — l'anno scorso il Q2 2025 aveva prodotto una dinamica analoga dopo un Q1 altrettanto negativo.

Il problema: sotto i prezzi c'è il vuoto

Se il quadro macro è favorevole — VIX crollato del 27% a 17,47, dollaro in calo (DXY a 98,2), semiconduttori a +21,5% in venti sessioni — il profilo tecnico del rally racconta un'altra storia.

In tredici sedute il mercato è salito quasi in linea retta, lasciandosi dietro una catena di supporti tecnici mai testati. Sono zone dove il prezzo ha "saltato" senza scambiare — vuoti che tendenzialmente il mercato torna a riempire. Ce ne sono sei consecutive sia sull'S&P che sul Nasdaq, dalla base del rally fino alle ultime sessioni. La più significativa si trova nella zona 6.673-6.792 per l'S&P e 24.451-24.953 per il Nasdaq — si tratta dei vuoti più ampi, quelli strutturalmente più importanti.

In pratica, il rally è stato così veloce che non ha costruito una base solida sotto i prezzi. Se dovesse partire un ritracciamento, potrebbe essere rapido proprio perché non ci sono aree di consolidamento intermedie.

Due scenari, stessa probabilità

Scenario Rialzista (Probabilità: Media)

La coerenza del quadro — dal trimestrale al daily tutto punta nella stessa direzione — favorisce la continuazione. Se l'S&P supera l'ATH di 7.185 con una chiusura daily convincente, il prossimo riferimento è l'area psicologica di 7.250, con estensione verso 7.400. Il Nasdaq ha come target naturali 27.000 e 27.500.

Conferma S&P: chiusura daily sopra 7.185. Target S&P: 7.250 → 7.400. Invalidazione S&P: chiusura daily sotto 7.046.

Conferma Nasdaq: chiusura daily sopra 26.884. Target Nasdaq: 27.000 → 27.500. Invalidazione Nasdaq: chiusura daily sotto 26.003.

Scenario Ribassista — ritracciamento tecnico (Probabilità: Media)

Un ritracciamento fisiologico verso i primi supporti significativi è ragionevole dopo un rally di questa portata. Non invaliderebbe il trend, ma servirebbe a consolidare la struttura. Il petrolio a -30% è un segnale ambiguo che il mercato potrebbe decidere di prezzare con ritardo.

Conferma S&P: chiusura daily sotto 7.046. Target S&P: 6.928 → 6.673-6.792 (primo vuoto strutturale ampio). Invalidazione S&P: nuova chiusura sopra 7.185 dopo il ritracciamento.

Conferma Nasdaq: chiusura daily sotto 26.275. Target Nasdaq: 25.599 → 24.451-24.953 (vuoto strutturale chiave). Invalidazione Nasdaq: nuova chiusura sopra 26.884 dopo il ritracciamento.

La settimana che viene

Il mercato ha riscritto tutti i record. L'S&P ha superato il massimo di gennaio (7.093), il Nasdaq ha superato — di pochissimo, appena 20 punti — il massimo del quarto trimestre 2025 (26.864). È una delle rare fasi in cui tutti i timeframe, dal trimestrale al daily, raccontano la stessa cosa: espansione rialzista.

Ma la storia dei mercati insegna che proprio nei momenti di massima coerenza si annidano i rischi maggiori. Il VIX a 17 segnala compiacenza. L'oro a 4.879 dollari — in salita del 5% nelle ultime venti sedute mentre le borse fanno record — suggerisce che qualcuno si sta coprendo anche nella festa. E quei vuoti sotto i prezzi restano lì, pronti a funzionare da magnete se il mercato dovesse incespicare.

I livelli da monitorare sono chiari. S&P: sopra 7.185 la scoperta di prezzo continua verso 7.250-7.400. Sotto 7.046 si apre il ritracciamento verso 6.928, poi 6.673-6.792. Nasdaq: sopra 26.884 verso 27.000-27.500. Sotto 26.275 si va verso 25.599, poi 24.451-24.953.

La direzione del rally non è in discussione. La sostenibilità, sì.


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L'autore del presente articolo è un trader privato e detenendo gli strumenti finanziari oggetto delle sue analisi potrebbe essere in conflitto di interesse con i lettori.
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