Il meteo è una materia complessa, roba da fisici e matematici. Scienziati che applicano la fluidodinamica e la termodinamica all'atmosfera: un sistema caotico dove impera la statistica. Alla base ci sono le misure, niente teorie filosofiche o discussioni soggettive, solo temperature, pressione, velocità.
Ad esempio, quando le temperature sono stabilmente su livelli elevati per settimane, la statistica ci dice che sono più frequenti eventi atmosferici violenti. L’aria più calda trattiene molta più umidità, questa energia latente, al passaggio di correnti più fresche, si libera bruscamente, scatenando grandinate e nubifragi.
Nel nostro campo, come nel meteo, esistono moltissime grandezze misurabili che valgono più delle opinioni. Più di 10 discorsi fatti da altrettanti economisti. Oltre il valore di 50 telegiornali. Sono il corrispettivo di temperature, pressione e velocità. Ci fanno vedere in modo sintetico ed efficace come si muove il mercato, nelle fasi di espansione e di recessione, in relazione ad un determinato indicatore. Prendiamo ad esempio il CLI e il PPI.
L’OCSE nel mese di maggio ha rilasciato il CLI Composite Leading Indicator. Questo indicatore, il CLI, ci dice che 15 economie su 17 hanno avuto il meteo favorevole, sono in espansione dal 2024. Si può vedere che il CLI ha raggiunto temperature piuttosto elevate; queste, nei precedenti lustri, hanno sempre preannunciato il passaggio da espansione a recessione.
Anche l’indice dei prezzi alla produzione PPI, Producer Price Index, ha raggiunto una soglia che, secondo la statistica, anticipa di mesi i massimi di mercato. Il PPI sta arrivando ai livelli visti nel 2007 o 2021 cui seguirono non proprio delle belle annate. Pure i consumi registrano un calo e forse nel 2027, con l’abbassamento delle temperature, si parlerà di recessione.
Insomma è un po' come se, dopo un’espansione assimilabile ad innumerevoli tornanti in salita, arrivassimo davanti al cartello che indica la distanza dal valico. A quel punto si dovrà scendere per forza sull’altro versante, quello della recessione. Gentilmente i signori CLI e PPI ci dovrebbero anche dire con anticipo quando arriverà la recessione! Sarà un’ utilissima informazione meteo che ci consentirà di evitare i nuvoloni e prendere precauzioni a livello di asset allocation, prima che i nodi vengano al pettine. C’è da dire che, al momento il CLI, il PPI e tutti gli altri dati che cucinano gli studiosi di statistica, fisica e matematica, non suonano allarmi. Anche il ciclo elettorale USA del secondo anno non è male fino ai primi di luglio. Mentre il put/call ratio che sale da un bel minimo prelude, bene che vada, a debolezza.
https://www.lombardreport.com/2026/6/11/viaggio/
Manteniamo questo approccio quantitativo che, grazie a ricerche sistematiche di raccolta e analisi dei dati, ci ha consentito di anticipare il mercato invece di rincorrerlo.







