Per chi non avesse seguito gli aggiornamenti precedenti su questa storia, un brevissimo richiamo: MONY GROUP (ex Moneysupermarket.com Group, rinominata nel maggio 2024) è il principale operatore britannico nel settore dei comparatori di prezzo online, quotato al London Stock Exchange e componente del FTSE 250.
Il portafoglio marchi comprende MoneySuperMarket (comparazione su assicurazioni, prodotti finanziari e utenze), MoneySavingExpert (editoriale di consulenza finanziaria fondato da Martin Lewis), Quidco (cashback) e Decision Tech (B2B) — un modello di business a capitale investito contenuto e alta generazione di cassa, come avevamo documentato nel dettaglio nel nostro articolo della scorsa settimana.
Come anticipato in quella sede, era imminente la pubblicazione dei risultati del primo semestre 2026: MONY GROUP li ha resi noti martedì 21 luglio, e in questo aggiornamento riprendiamo lo schema della nostra analisi precedente per verificarne la tenuta alla luce dei nuovi dati.
I numeri confermano nel complesso l'impostazione della tesi — crescita moderata ma continua, marginalità tenuta, disciplina sul capitale — ma introducono anche un paio di elementi che meritano di essere seguiti con attenzione, in particolare su cash flow e PFN.
RICAVI H1 DI MONY GROUP:
Il gruppo ha riportato ricavi record per un primo semestre a £227,1 mln, in crescita dell'1% su base reported e del 6% a parità di perimetro (il confronto reported è penalizzato dalla cessione della quota di controllo in Ice Travel Group, che nel H1 2025 aveva contribuito con £11,4 mln di ricavi oggi non più consolidati). È il quinto semestre consecutivo di crescita, un dato che il management ha sottolineato con una certa soddisfazione nella call.
Approfondendo l’analisi della ripartizione dei ricavi per segmenti si nota quanto segue:
INSURANCE torna a crescere in modo convincente: +4% a £122,1 mln, un cambio di passo netto rispetto al -2% dello stesso periodo 2025. I premi auto continuano ad ammorbidirsi (-5% a/a, contro il -9% del H2 2025) e la casa segue con circa 9 mesi di ritardo la stessa traiettoria (-3% a/a, da -6%). Un contributo tecnologico non banale arriva dal Price Optimiser, che avrebbe già aiutato oltre 200.000 clienti a risparmiare in media £25 aggiuntivi.
MONEY accelera a +9% (£57,6 mln), trainata dal banking (conti correnti) e da un miglioramento nella conversione sui prestiti grazie a CRM più mirato.
HOME SERVICE è ancora il segmento più dinamico: +30% (£28,2 mln), merito soprattutto dell'energia, nonostante un contesto di prezzi all'ingrosso e price cap tornati a salire da inizio anno.
CASH BACK resta il punto debole: -13% (£23,8 mln), con spesa retail ancora sottotono e un impatto specifico della debolezza geopolitica sul comparto viaggi via affiliazione.
TRAVEL azzerato per effetto della cessione della quota di controllo in ITG (dicembre 2025).
MARGINALITA’ H1 DI MONY GROUP:
Adjusted EBITDA a £75,5 mln, +1% reported e +3% like-for-like, quinto semestre di crescita anche su questa linea. Il margine EBITDA si attesta al 33,25%, sostanzialmente stabile rispetto al 33,3% del H1 2025 (invariato al decimale). Sotto la superficie, però, c'è un dettaglio che vale la pena segnalare: il margine lordo è sceso al 63% dal 66% dell'anno scorso, per effetto della persistente inflazione dei costi PPC (i costi di acquisizione traffico), che nel 2025 erano saliti a ritmi superiori al 20% annuo. La buona notizia è che questa inflazione si è raffreddata sensibilmente, scendendo a circa l'8% in uscita dal semestre — un segnale che il picco di pressione sui costi di marketing potrebbe essere alle spalle. La tenuta del margine EBITDA nonostante il calo del margine lordo è merito della disciplina sui costi operativi, in calo del 7% reported (-2% like-for-like), grazie a automazione e controllo della spesa distributiva.
CASH FLOW OPERATIVO DI MONY GROUP:
Qui è necessaria una spiegazione più estesa, perché il numero da solo potrebbe allarmare senza contesto. Il cash flow operativo è sceso del 17% a £36,2 mln (H1 2025: £43,7 mln).
La causa principale è un assorbimento di capitale circolante di £22,4 mln (contro £17,1 mln dell'anno scorso), riconducibile a tre fattori concomitanti secondo quanto dichiarato dal management: la forte crescita dei ricavi concentrata soprattutto a giugno (che genera un timing lag naturale tra fatturazione e incasso), il progressivo mix verso canali con cicli di incasso più lunghi come l'energia, e una riduzione degli importi dovuti ai membri Quidco. Il management ha precisato che si tratta di una dinamica stagionale, coerente con gli anni precedenti, e si attende un miglioramento della cash conversion nella seconda parte dell'anno — una dichiarazione che, va detto, è pressoché identica a quella fatta nei comunicati semestrali degli anni passati, quindi non è una novità nella narrazione.
LA PFN DI MONY GROUP:
Ed è proprio qui che la stagionalità del ciclo di cassa si traduce in un cambio di segno degno di nota: il gruppo è passato da una cassa netta di £4,1 mln a fine 2025 a un debito netto di £31,8 mln al 30 giugno 2026.
Scomponendo il dato: cassa e mezzi equivalenti £18,5 mln, borrowings saliti a £48,0 mln (da £14,0 mln a fine 2025) e loan notes verso la minoranza di Podium per £2,3 mln. L'aumento dei borrowings è coerente con quanto pagato nel semestre: £16,5 mln di buyback (contro £13,3 mln dell'anno scorso) più il saldo del dividendo finale 2025, a fronte di un cash flow operativo più debole del solito. Anche qui il management inquadra il movimento come stagionale piuttosto che strutturale — la stessa identica dinamica, in proporzioni diverse, si era già vista nei H1 2021-2023 prima del deleverage completato nel 2024.
Resta comunque un dato da tenere d'occhio nei prossimi trimestri, per verificare che il rientro atteso in H2 si confermi.
IL GRAFICO DI MONY GROUP:
Il quadro tecnico si è mosso rispetto alla nostra ultima lettura.
La trendline discendente pluriennale, che connette il massimo del 2019 con il massimo relativo del 2023 è stata testata, ma non superata.
L’INVESTIMENTO SU MONY DI MOLTIPLY (EX MUTUIONLINE):
Un elemento che avevamo già segnalato nei precedenti aggiornamenti su questa storia merita di essere ribadito, perché continua a rafforzarsi: MutuiOnline (oggi Moltiply Group, quotata a Piazza Affari) non solo non ha mai ceduto la propria quota in MONY GROUP, ma l'ha progressivamente incrementata negli anni, fino a raggiungere il 12,02% del capitale (62,3 milioni di azioni) secondo l'ultima comunicazione ufficiale, datata 9 giugno 2026.
Non si tratta di un investimento finanziario opportunistico: Moltiply Group opera essa stessa nel settore della comparazione online (in Italia con MutuiOnline, Segugio.it e TrovaPrezzi.it, e di recente anche in Germania con l'acquisizione di Verivox), e fin dall'ingresso iniziale nel capitale — era il 2022 — l'aveva definita esplicitamente una partnership industriale, non un semplice investimento di portafoglio. Che un operatore che conosce da addetto ai lavori le dinamiche di questo settore abbia continuato ad aumentare l'esposizione proprio nelle fasi di maggiore debolezza del titolo è, a nostro avviso, un ulteriore tassello a supporto della tesi di fondo: chi opera nel settore vede nel business più valore di quanto il mercato azionario stia attualmente riconoscendo.
OUTLOOK DI MONY:
“Le nostre recenti performance commerciali, l'ampiezza del nostro portafoglio e una rigorosa gestione dei costi consentono al Consiglio di Amministrazione di avere fiducia nel raggiungimento, per il 2026, di un EBITDA rettificato (Adjusted EBITDA) in linea con l'attuale consenso di mercato pubblicato. Rimaniamo ben posizionati per conseguire una crescita sostenibile e redditizia”.
LE PAROLE DI PETER DUFFY, CEO DI MONY:
"La nostra attività ha successo solo quando riusciamo a far risparmiare denaro ai clienti. E soltanto nel primo semestre abbiamo aiutato le famiglie a risparmiare una cifra stimata di 1,5 miliardi di sterline. Lo abbiamo fatto aumentando al contempo i ricavi e l'EBITDA rettificato per il quinto periodo intermedio consecutivo e innovando a un ritmo molto sostenuto.
Questo semestre è stato caratterizzato da significativi progressi strategici. Stiamo sfruttando l'intelligenza artificiale per sostenere la crescita: migliorando l'esperienza dei clienti, accelerando il lancio di nuove offerte sul mercato e rendendo le nostre attività più efficienti. È anche grazie a questo che siamo riusciti a trasformare l'app MoneySuperMarket in un vero e proprio compagno finanziario per la vita di tutti i giorni.
Un unico punto di riferimento affidabile per confrontare offerte, cambiare fornitore, risparmiare, investire, ottenere cashback e molto altro, offrendo alle famiglie – inclusi oltre 2,5 milioni di membri del SuperSaveClub – più motivi per rivolgersi direttamente a noi e farlo con maggiore frequenza.
Siamo in una posizione unica e guardiamo con fiducia alle opportunità future."
RIFLESSIONI:
Sul piano dei fondamentali, la semestrale non cambia la tesi di fondo che avevamo costruito nell'articolo precedente: crescita continua per il quinto semestre di fila, margini EBITDA tenuti nonostante la pressione sui costi di acquisizione, e un ritorno alla crescita di Insurance che è probabilmente la notizia più importante del periodo, visto il suo peso sul totale.
Gli elementi da monitorare con più attenzione nei prossimi mesi sono due, entrambi legati al capitale circolante: il cash flow operativo, per verificare che il recupero atteso in H2 si materializzi come promesso dal management (e come già accaduto in passato), e la PFN, tornata in debito netto per ragioni dichiaratamente stagionali ma che merita conferma ai risultati di fine anno. Nessuno dei due elementi, allo stato attuale, mette in discussione l'impostazione di fondo — ma nemmeno permette di ignorarli.
Sui multipli non abbiamo nuovi dati rispetto alla scorsa settimana, ma la combinazione di fondamentali sostanzialmente confermati e un titolo non troppo distante dai minimi (relativi) rende, se possibile, ancora più marcato il tema del disallineamento tra fondamentali e prezzo di cui parlavamo.
Come sempre in questi casi, la pazienza resta la variabile chiave — e questa semestrale, con le sue luci e ombre, non cambia la sostanza di questo giudizio.
RIEPILOGO DELLE SEGNALAZIONI:
PORTAFOGLIO TOTAL RETURN:
Francesco Norcini è un investitore privato che detiene le azioni oggetto dei suoi articoli creando in questo modo un potenziale conflitto di interesse con i lettori.
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