Tiriamo la riga

Ultima seduta dell’anno e tempo di bilanci.
Oggi si chiude formalmente il 2016 per i mercati finanziari, e com’è giusto che sia è il tempo di rendere conto di quanto fatto in questo anno e del risultato raggiunto dal nostro portafoglio a rischio contenuto. Valorizziamo quindi il nostro asset ai prezzi correnti di mercato – che anche se non ancora chiuso è talmente ingessato che da qui alle prossime tre ore non cambierà sostanzialmente nulla – tirando la fatidica riga del totale che ci dice se abbiamo lavorato bene o meno.

Nell’apposita sezione trovate il portafoglio aggiornato (di cui al fondo, come consuetudine, mettiamo il grafico del NAV); qui facciamo le considerazioni numeriche e di sostanza.
Il portafoglio chiude il 2016 con un NAV a 111,10 in ulteriore lieve progresso rispetto alla valutazione precedente che vedeva un NAV a 111,04; il rendimento su base annua si attesta quindi ad un +2,12% di fatto in linea con quanto fatto dal portafoglio (precedente gestione da noi ereditata) nel 2015, con un rendimento su base annua del +2,13%.

Il rendimento medio ad oggi, dalla partenza della rubrica e del portafoglio nel 2012, si attesta quindi ad un +4,46% su base annua, con il triennio  2012-2014 che ha fatto la parte del leone e il biennio 2015-2016 che di fatto ha ritoccato un po’ la performance media ma al tempo stesso ha consolidato il risultato complessivo.

La domanda, quindi è lecita: come siamo andati?
A nostro modo di vedere bene, considerando alcuni fattori che hanno inopinabilmente giocato contro in questo 2016 giunto al termine. Innanzitutto il 2016 è stato per i mercati obbligazionari ben peggiore del 2015, con rendimenti ulteriormente compressi e poi da settembre la violenta correzione a livello globale che ha annullato buona parte dei guadagni dell’anno.

Il nostro asset si è sempre difeso molto bene, e anche nei momenti di maggiore crisi ha saputo contenere la correzione, per poi riportarsi non troppo lontano dal massimo storico registrato a fine ottobre. Ne consegue che il rapporto rischio/rendimento complessivo è stato assolutamente adeguato nel mitigare le situazioni avverse e nel beneficiare al meglio delle situazioni favorevoli. In ultima analisi, quindi, il risultato in linea con il 2015 ha un peso specifico ben maggiore, date le condizioni di mercato totalmente differenti fra i due anni.

Non di meno, a gennaio 2016 abbiamo “ereditato” un portafoglio ormai fuori controllo, con una performance negativa dell’1%, ergo non siamo partiti da zero, ma già con una zavorra di 100 bps da recuperare solo per portarsi in pari, cosa non facile considerando la situazione dei mercati a inizio 2016. Ciò nonostante siamo riusciti a colmare il gap – in tempi anche piuttosto rapidi – e ha produrre una performance soddisfacente. In realtà (seppur evidentemente un po’ tirata), l’analisi dei numeri ci indica che la nostra reale performance si aggira poco sopra il 3% su base annua, considerando che un punto percentuale ci è “servito” solo per riportare il portafoglio in pari.

A tutti voi un augurio di Buon Anno!

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