Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci

Previsioni di Borsa con le Onde di Elliott e Fibonacci  

European Zone _ Novembre 2017

European Zone è un estensione periodica della rubrica Piano Bar di Virginio Frigieri volta ad offrire un focus sull'Europa, che normalmente non viene trattata negli appuntamenti settimanali. 

Previsioni di Borsa : il punto sui Mercati Azionari

Sul Financial Forecast Europa di Elliott Wave International, questo mese appare una tabella riassuntiva dei principali indici europei che riporto sotto.

E' la storia degli ultimi tre decenni di dodici indici azionari europei. La tavola va letta per colonne verticali. Nella prima colonna a sinistra abbiamo i mercati che hanno realizzato il loro massimo storico nel bull market del 2000. Dall'alto al basso troviamo: l'Eurostoxx50, il nostro FTSE MIB, l'AEX olandese e il CAC francese. Nella colonna centrale vediamo gli indici che hanno realizzato il loro top nel 2007: il BVLX della borsa portoghese (BVLX),  l'ISEC Irlandese,, l'ATX austriaco e il BEL20 belga. Nella colonna di destra infine abbiamo gli indici che sono andati in crescendo ed hanno realizzato o stanno per farlo massimi crescenti superando sia i massimi del 2000 che quelli del 2007. In particolare abbiamo il DAX tedesco, lo SMI svizzero, il FTSE100 inglese e il KFX Danese. Le manifestazioni che si sono verificate dal 2002 al 2007 negli indici della colonna di sinistra si sono rivelate onde in controtrend. Infatti non sono riuscite a ripercorrere completamente il sell'off iniziale, ed hanno avuto il secondo crollo durante la Crisi finanziaria 2008-09. Gli indici della colonna centrale a cui potremmo aggiungere anche la Svizzera che è nella colonna di destra, sette anni dopo il primo round sono riusciti a infrangere i massimi precedenti  prima di incontrare il crollo della crisi finanziaria del 2008/2009. Gli ultimi quattro mercati nella colonna destra stanno completando i loro rispettivi rally rialzisti: Il Dax che rappresenta l'economia più grande dell'Europa, la Svizzera che è il rifugio finanziario storico dell'Europa, la Gran Bretagna che rappresenta il fulcro mondiale della finanza globale e per finire la Danimarca dove le azioni si stanno aprendo la strada verso i massimi storici più alti dopo la crisi finanziaria. La struttura d'onda più chiara è ovviamente sul DAX, che sta terminando un rally a tre gradi di tendenza (intermedio, primario e cycle). Prima di mostrare i grafici dei tre gradi relativi al DAX, possiamo dire che questa tavola, mostra in modo lampante come i mercati azionari stiano rotolando gradualmente verso un picco dei mercati ormai incombente che può essere davvero senza precedenti.

Quando gli indici avranno completato i loro rispettivi Top, gli investitori abbandoneranno lentamente un settore dopo l'altro fino a quando sarà il panico diffuso su tutti i tipi di azioni. La lunga durata dell'attuale bull market e le criticità dei mercati azionari che presto si uniranno ci fanno presagire che un grande bear market di lungo periodo si sta parando davanti a noi.

Psicologia dei mercati

In un articolo del Financial Times del 25 ottobre intitolato "Equity bull market is too miserable to call time on", l'autore Robert Buckland sostiene che mentre "alcuni indicatori stanno suggerendo cautela... non si vedono abbastanza segni di eccesso per suggerire che il prossimo grande mercato orso sia imminente." La cosa non sorprende, ma ci lascia perplessi e in disaccordo con questo giudizio. Infatti negli ultimi mesi gli indicatori di ottimismo hanno suonato quasi tutti i campanelli d'allarme possibili: . Già lo scorso mese abbiamo dimostrato come l'indice EuroStoxx600 negli ultimi tre anni in termini di P/E Ratio, costi di più di quanto costava nel 2007 e i grafici sotto riportati parlano abbastanza chiaro.

Se a livello di imprese (indice ZEW) si risale ma con una certa cautela, nel secondo grafico (fiducia dei consumatori, è un'incontrastata galoppata al rialzo dal 2009 ad oggi che ha riportato ormai l'indice agli stessi livelli del picco del 2007 che rappresenta il valore più alto, secondo solo al picco del bull market del 2000.

In questo terzo grafico vediamo invece l'indice economico di ottimismo dell'area Euro anch' esso ritornato ai valori del 2007 ad un breve passo dal top del 2000. Insieme, questi grafici trasmettono un messaggio che ogni giorno i consumatori sono altrettanto fiduciosi di quanto lo fossero al picco del mercato azionario più importante d'Europa nel 2000  e che il sentimento per gestire l'economia è altrettanto ottimista di quanto lo era appena prima della più grande crisi finanziaria (2007), avvenuta dopo la Grande Depressione del '29. Teniamo presente che l'indice EuroStoxx50 rimane ben al di sotto di questi due picchi precedenti, per cui il livello comparativo di ottimismo di oggi non può avere un precedente storico. Numerosi articoli nella stampa confermano che una pericolosa la compiacenza ha preso la residenza nel settore dei mercati finanziari.

La copertina dell'Economist, del 7 ottobre, per esempio, illustra una caratteristica speciale dell'ambiente in corso: tutto va avanti. Secondo l'articolo, raramente gli investitori hanno avuto tante classi di asset; dalle azioni alle obbligazioni, alla proprietà di bitcoins e preziosi, mostrando un certo senso di invulnerabilità. E come detto in altre occasioni, un tale livello di compiacimento negli ultimi due decenni lo ritroviamo solo in due occasioni: una volta nel 2000 e ancora una volta 2007. Entrambe le volte, le azioni erano vicine a picchi importanti. Importante, è anche, l'euforia degli stessi investitori che hanno spinto il rapporto P/E dell'Europa nella stratosfera. Sempre secondo The Economist, le azioni negli Stati Uniti stanno andando in parallelo con due precedenti eventi: la dot-com mania degli anni '90 (nda che mandò il Nasdaq e tutto quanto odorava di Internet a quotazioni stellari), ed anche con la mania di asset globali degli anni Venti: "Solo al culmine di queste due bolle l'S&P500 è stato più alto come un multiplo dei guadagni misurati in un ciclo di dieci anni" riporta l'articolo. Di conseguenza, gli strateghi stanno raccomandando agli investitori di mantenere margini  di sicurezza adeguati, ma l'elevato grado del processo di topping corrente (GrandSuperCycle) non permetterà alla maggior parte degli investitori di capire nè di apprezzare quanto deve essere grande la loro rete di sicurezza. Ancora su Europen Financial Forecast di Elliott Wave International troviamo un grafico che mostra l'andamento del costo assicurativo per proteggersi contro il Default di obbligazioni Europee ad alto rendimento (leggasi Junk Bond).

Il mese scorso questo particolare indice - che comprende contratti di swap su 20 società finanziarie europee è sprofondato ad un nuovo minimo dopo i massimi toccati nel 2011.Comprendere un grafico come questo è fondamentale per capire pienamente quanta compiacenza si è radicata attraverso i mercati del debito globali. Solo pochi anni fa, quando la crisi bancaria nel sud dell'Europa stava minacciando i mercati globali del debito, il costo per assicurarsi contro il default era sette volte più alto di quanto gli investitori stanno pagando oggi e diventa ancor più eloquente se si considera che questo indice non insegue titoli ritenuti degni di fede dagli investitori istituzionali (investment grade) ma piuttosto high-yield bond (titoli spazzatura) tra cui alcuni titoli di debito emessi da parte di banche che quasi fallirono pochi anni fa. Il fatto che gli investitori rimangano disposti a prestare denaro a queste stesse banche la dice lunga sull'alto grado di persistente fiducia. L'ulteriore fatto che gli investitori possono proteggersi a così buon mercato contro  perdite inevitabili, suggeriscono che l'ottimismo ha raggiunto un estremo che non può durare...

Mercato del  Credito

Può essere difficile capire che gli investitori in debito NON europeo potrebbero essere anche più compiacenti di quelli sul continente, ma i due esempi che proponiamo confermano questo. A giugno di quest'anno, nella piccola Repubblica delle Maldive hanno debuttato dei bond denominati in Dollari Statunitensi a cinque anni. La vendita del debito è stata sottoscritta due volte, raccogliendo 200 milioni di dollari. Allo stesso modo, il Tagikistan "ha attirato uno sciame di acquirenti americani ed europei ", (WSJ, 10/11/17) il mese scorso, quando il paese centrale dell'Asia ha raccolto 500 milioni di dollari nella sua prima vendita obbligazionaria. In altre parole, gli investitori non stanno solo acquistando obbligazioni di paesi di cui sono noti i rischi del credito, ma stanno anche prestando denaro alle piccole economie che non hanno una storia di credito nota a tutti. Secondo i dati di JP Morgan Chase e Dealogic, l'emissione di bond speculativi ha registrato un record di 221 miliardi di dollari nel mese di ottobre 2017. Questa cifra rappresenta un aumento del 60% sul totale dell'anno 2016, e i banchieri ancora si aspettano di vendere  decine di miliardi di dollari di più, nel debito dei mercati emergenti prima della fine dell'anno. Se credete che questi coraggiosi investitori siano ben compensati per il rischio che corrono, facciamo alcune considerazioni.

Le Maldive pagano il 7% annuo sul loro debito a 10 anni. Il Tagikistan paga solo il 7.125% di interesse annuo. A Settembre diversi siti economici discutevano del bond argentino a 100 anni e del suo basso coupon che rende appena il 7,125%. Se pensiamo che il governo argentino è venuto meno otto volte ai suoi obblighi sul debito sovrano, un tasso del genere su un titolo a 100 anni è sicuramente un tasso di interesse basso e scopriamo che dopo aver raggiunto il piano terra si scava perchè c'è ancora un seminterrato da scoprire. Il mese scorso, la resa-peggiore (cioè, un peggior scenario per gli investitori) su Bloomberg's High Yield Emerging Market Corporate Bond Index è sceso al 5,85%, un nuovo minimo storico per questo indice quota dal 2010. I rendimenti sono giù di quasi il 12% rispetto ai primi mesi del 2016.

Economia e Deflazione

Secondo l'ultima indagine della Banca d'Inghilterra sulle condizioni di credito, gli istituti di credito anticipano la "più grande riduzione dei prestiti ai consumatori in quasi 10 anni". (New York Times, 10/12/17) A tale proposito torna utile la lettura del grafico pubblicato da Elliott Financial Forecast di novembre che riporto. In blu si legge come è cambiata la disponibilità di credito non garantito alle famiglie. Quando l'istogramma viaggia in territorio positivo significa che i creditori nei tre mesi precedenti hanno segnalato un aumento del credito disponibile, mentre in territorio negativo hanno rilevato una contrazione dello stesso. La curva in rosso con i rombi invece riporta le aspettative dei creditori su quello che sarà la disponibilità nei prossimi tre mesi. Al 28 giugno (ultima lettura disponibile) questa curva è scesa a -16,2 un valore che non si vedeva dal primo trimestre 2009 e nel trimestre precedente ci fu il Nadir di questa curva. Nello stesso periodo le borse realizzarono un importante minimo coincidente con un importante minimo nei modelli delle onde di Elliott. Oggi invece abbiamo una situazione in cui il credito si sta contraendo anche prima che i mercati azionari abbiano realizzato i loro massimi finali. Questo fatto fa presagire che alla fine il credito disponibile sarà prosciugato ad un grado ancora maggiore di quello che fece otto anni fa.

Inoltre questo grafico conferma anche quello che si diceva il mese scorso quando analizzammo il grafico della spesa dei consumatori del Regno Unito che risultava in contrazione dal 2013, ovvero che nonostante l'onnipresente rialzismo, i bilanci già fragili delle famiglie del Regno Unito hanno cominciato a rompere, e finalmente pare che anche la stampa stia cominciando a cogliere la storia straordinaria che si cela dietro questi grafici. Il New York Times, ad esempio, riconosce la "contrazione più ripida dal quarto trimestre del 2008, quando l'economia era nella più profonda crisi del periodo post-bellico".

Il NY Times nota anche una stagnazione nella produttività dei lavoratori.  Un altro segnale che avvalla la condizione deflazionistica, viene dal mercato dei Jet privati. Secondo Bloomberg "I costruttori di jet aziendali stanno inondando il mercato, stimolando con ampi sconti l'acquisto di nuovi aeromobili e alimentando pagamenti dilazionati di tre anni per quelli usati. "(10/9/17) Honeywell International ha appena esaminato 1.500 dipartimenti di voli aziendali, trovando che i loro piani per comprare aerei hanno raggiunto un minimo di 17 anni. Il picco per le consegne di jet business si sono verificati nel 2007 e nel 2008, secondo quanto mostra il grafico di Bloomberg, con i costruttori di aeromobili che superarono i 1000 jet privati per ciascuno di quegli anni. Quest'anno, le consegne di jet privati ​​arriveranno circa a 630 unità in ribasso rispetto alle 657 unità nel 2016 e ancor più rispetto ai 689 pezzi del 2015. Ancora una volta, la causa principale di questa debolezza è la deflazione dei prezzi: "Un tentativo di recupero nel 2013-2014 sono falliti dopo che il prezzo del petrolio e di altre merci sono crollati, essiccando le vendite su mercati emergenti come la Russia e il Brasile. "(Bloomberg, 10/9/17)

Sulle gambe della debolezza, i produttori di aeromobili stanno facendo l'unica cosa che possono fare: tagliare i prezzi. Gulfstream batte il 35% sul prezzo di un nuovo G450, che viene venduto per 43 milioni di dollari. Con sede a Montreal, Bombardier darà agli acquirenti un sconto di 7 milioni di dollari per il suo Challenger 350, che quota 26 milioni di dollari. Nonostante questi sconti (e nonostante i dolorosi due decenni per gli azionisti di Bombardier), la soluzione del problema non ha chiaramente funzionato. Anche il declino del 16% dei prezzi dei jet di seconda mano "non ha fermato i costruttori dal buttar fuori aeromobili introducendo nuovi modelli", afferma Bloomberg. Nel 2018, Bombardier inizierà a vendere il suo Global 7000, "uno dei ​​più capaci e costosi Jet privati". (Business Insider, 10/20/17) Con una lunghezza superiore a 110 piedi, il Global 7000 è il più grande jet privato dedicato al mondo. Viene venduto a un prezzo di 73 milioni di dollari e un'autonomia di 8.500 miglia che consentirà voli ininterrotti tra Sydney e San Francisco, New York e Dubai o Londra, e Londra Singapore. Textron Aviation, un'unità di Cessna, sta anche "investendo pesantemente in nuovi prodotti, anche se il mercato globale del business jet probabilmente crescerà solo marginalmente". (Aviation Week, 10/11/17) Le consegne della nuova società Citation Longitudine, di un super jet di medie dimensioni noto per avere la cabina più tranquilla nell'industria aerea dovrebbe iniziare nel 2018, mentre l'Hemisphere, il più grande aereo di Textron, che abbia mai volato, prenderà i cieli nel 2019. Questi piani ambiziosi si adattano perfettamente al mood sociale attuale. Incoraggiato da un estremo di grado Supercycle in ottimismo, la maggior parte degli amministratori delegati spingeranno sulle loro agende aziendali fino a quando il clima economico scenderà.

Tornando coi piedi per terra, un importante profit warning della più grande concessionaria automobilistica del Regno Unito suggerisce che il giorno della resa dei conti è in vista. Il 23 ottobre le azioni di Pendragon sono crollate del  23% dopo che la società ha registrato un calo del 20% nel profitto del terzo trimestre. Il profitto totale annuo pre tasse scenderà anche del 20% rispetto all'anno precedente, secondo la società. Inchcape e Lookers, i commercianti di automobili n. 2 e n. 5 del Regno Unito per fatturato, hanno perso rispettivamente 3% e 8% in quel giorno. La notizia è arrivata proprio mentre il prezzo di borsa di Pendragon sportiva completava un testa spalle ribassista. A questo punto, i produttori di automobili stanno distribuendo la stessa strategia di crisi come produttori di aeromobili con le case automobilistiche che spingono le vendite nel Regno Unito nonostante la domanda in fase di addolcimento, "Pendragon, ad esempio, ha un warning  su una "compressione dei margini senza precedenti". (Bloomberg, 23/10/17) Per combatterlo, le concessionarie stanno ancora una volta ricorrendo alla vecchia tecnica delle auto-immatricolazioni. In sostanza, i concessionari di automobili assumono nuovi inventari, registrando le auto a loro stessi e poi li vendono ai consumatori a sconti alti. Mentre questa pratica permette ai concessionari di soddisfare i loro obiettivi di vendita, mette un enorme ipoteca sui profitti della casa madre.

In ogni caso, la maschera verrà presto gettata. "A causa dell'enorme volume di auto nuove che sono state affittate negli ultimi anni, un eccesso di veicoli quasi nuovi sta per colpire il mercato dell'usato "(Bloomberg, 23/10/17) Secondo UHY Hacker Young, l'inventario presso il Regno Unito delle concessionarie di auto hanno appena raggiunto un record di 27,3 miliardi di sterline, in crescita dai 23,6 miliardi di sterline nel 2016. I report online sulla Gestione dell'Automotive danno ora l'invenduto pari al 17,7% del fatturato, rispetto al 16,9% dello scorso anno. I consumatori del Regno Unito hanno sfruttato il credito a basso costo per scatenare il mercato della auto di lusso. Il rallentamento della crescita dovrebbe diminuire le vendite, ridurre i margini di profitto e distruggere gli equilibri aziendali per diversi anni a venire.

alla prossima

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