Se il dollaro piange, la sterlina non ride

EURGBP(PC: 0,9082)

Che cosa è accaduto? 
A partire dal referendum "Brexit" del 23 giugno 2016 in cui gli elettori britannici hanno deciso di staccarsi dall'Unione Europea, la sterlina inglese è entrata in una fase di estrema debolezza, da cui non si è ancora risollevata. Dal cambio a ridosso di 0,7700 il cross EurGbp ha messo a segno un forte rally culminato nel picco del 7 ottobre 2016 a ridosso di 0,9300. Si è quindi sviluppato un movimento correttivo, esauritosi nel minimo a ridosso di 0,8300, testato nel dicembre 2016 e poi nuovamente nell'aprile 2017. Dai minimi di inizio aprile sono però ripresi in modo convinto gli acquisti che hanno riportato il cross EurGbp in prossimità dei picchi dell'ottobre 2016: sul finire d'ottava il cross ha messo a segno un nuovo massimo per l'anno a ridosso di 0,9120. Il deprezzamento della sterlina inglese contro euro dai livelli di aprile, quindi in soli 4 mesi, corrisponde a circa il 9%.

Che cosa possiamo aspettarci per le settimane ed i mesi a venire?
Non emergono segnali tecnici di esaurimento del trend rialzista dell'euro/sterlina, e sembra possibile la prosecuzione del rialzo in essere verso i picchi di ottobre 2016 a ridosso di 0,9300. Il superamento di tale livello proietterebbe poi il cambio verso nuovi massimi, con obiettivo possibile, su orizzonti strategici, anche la parità.
Un segnale di perdita di spinta si avrebbe su ridiscese del cross al di sotto di 0,8725 (prematuro) ma solo discese sotto 0,8625 (al momento poco probabile) darebbero un segnale distensivo convincente in ottica plurimensile.


Operativamente, nell'ottica di una diversificazione valutaria strategica, si possono valutare acquisti di sterline in tranches, attendendo però salite del cross EurGbp verso area 0,9400-0,9500 e poi in area 0,9800-0,9900. Acquisti sui livelli correnti appaiono prematuri.

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