Bond ad alto rendimento: Pemex 2044 (yield 6,4%), perché piace tanto?

La società di Stato messicana attira gli investitori italiani ed ecco perché oggi analizziamo una sua emissione extralunga in $. Molto esposta alla variabile tassi.

Cedole & dividendi

Una statistica sulle domande poste dagli ascoltatori a Class Cnbc posiziona al primo posto, nell’ambito obbligazionario, le emissioni della messicana Pemex, società petrolifera di Stato, creata nel 1938 a seguito della nazionalizzazione dell'industria privata, fino ad allora nelle mani delle compagnie straniere. La regolarità dei quesiti è ben maggiore rispetto a quanto non avvenga per Btp, bond bancari o quant’altro. In realtà nella classifica sono presenti anche le Petrobras brasiliane, di cui abbiamo già ampiamente scritto di recente. Pemex allora! Oggi ne analizziamo un’emissione in dollari quotata su Tlx.

Caratteristiche – Si tratta di un bond a tasso fisso: senior con garante la stessa Pemex - valuta dollaro Usa – cedola 5,5% - scadenza 26/6/2044 – Isin US71654QBE17 - ammontare 2,6 miliardi di $ - lotto minimo 10.000 $ - rating BBB+ di S&P. Proprio la valutazione delle agenzie costituisce un punto forte per Pemex, in un momento in cui gli istituzionali consigliano il posizionamento sugli emergenti corporate. Una BBB+ è superiore rispetto al rating di molte società europee. Il titolo quota attualmente fra 90 e 92 $, con un rendimento sul 6,5% ma con due incertezze:

1°) l’andamento del dollaro

2°) la pressione ribassista che potrebbe derivare da nuovi rialzi dei tassi in area $.

Liquidità – Ottima in quasi tutte le condizioni di mercato, ma lo spread non è marginale. Si aggira fra 80 e 100 punti base, sebbene il book sia sempre corposo, il che non è scontato per un corporate dei mercati emergenti.

Analisi dei prezzi – Oggi il titolo quota a 91 $ su Tlx. Su altre Borse invece? Trascurando il Mot, dove è poco scambiato e con “spread” inaccettabili, su varie piazze europee lo si ritrova sui 90,2-90,4 $, quindi 60 punti in meno rispetto a Tlx. E’ una differenza sostanziale, tale da compensare il peso delle commissioni. Un po’ più allineati alcuni broker internazionali. Il consiglio quindi è di monitorare con attenzione il quadro generale e di operare con un ordine a revoca sulla quotazione considerata più idonea (possibilmente sotto 90). Meglio restare fermi per qualche giorno in attesa di centrare il prezzo ritenuto giusto nella fase di mercato piuttosto che pagare un margine aggiuntivo che le piazze internazionali non riconoscono. Si consideri poi che il titolo si è mosso nell’ultimo anno fra un minimo a 86,4 e un massimo a 95,2 $, con un’escursione decisamente ampia.

Analisi grafica – Da metà gennaio è in corso una fase ribassista del Pemex 2044, dovuta alle tensioni sull’obbligazionario in dollari, conseguenza delle pressioni sui Treasuries. La media mobile a 50 sedute sta forando quella a 100 e il titolo torna sui minimi degli ultimi tre anni. La sensibilità ai tassi (duration di 15) è molto elevata e questo costituisce il maggiore motivo di incertezza in una fase di nervosismo, ma rappresenta anche un elemento a favore della costruzione di un piano di acquisto nel tempo, partendo da una quotazione già molto bassa. Notevole l’apertura delle Bande di Bollinger nelle ultime settimane, a conferma di una situazione di forte incremento della volatilità, che proprio la seduta di oggi ha convalidato, con un andamento abbastanza altalenante e volumi consistenti.

Valutazione – La società è solida e garantita dallo Stato messicano, ma l’emissione risente della debolezza dei mercati obbligazionari Usa, con quotazioni volatili, perfino nell’ambito di una sola seduta. Un rendimento lordo al 6,5% in dollari – relativamente ai titoli presenti su Borse regolamentate – è interessante, ma attenzione alla variabile del biglietto verde, che oggi appare come il maggiore motivo di incertezza per questo bond del mondo emergente.

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