Dividendi dalla A alla Z – Unicredit paga 0,32 €, con yield all’1,8%, pensando a un merger

La priorità non sembra essere quella della distribuzione di profitti: payout solo al 20%. Meglio tenere cash per un m&a post 2019.

Cedole & dividendi

Dopo Banca Intesa Sanpaolo, l’analisi dei rendimenti tocca a Unicredit. L’istituto ha chiuso il 2017 con un utile netto rettificato di 3,71 miliardi di euro, esclusi gli effetti delle cessioni di Bank Pekao e Pioneer. E’ stata così proposta la distribuzione di un dividendo 2018/esercizio 2017 di 0,32 euro per azione (stacco 23/4 e pagamento 25/4), corrispondente a circa 0,7 miliardi di euro e a un “payout” del 20% dell’utile netto normalizzato. La cedola sarà pagata in contanti, mentre qualcuno sperava nell’opzione dello “scrip dividend”, cioè in azioni. Un po’ delusi? Forse sì, ma la banca ha ammesso chiaramente che guarda a un merger dopo il 2019: i nomi che si fanno sono tanti, da quello ripetitivo di Société Generale a Commerzbank e perfino a Deutsche Bank, ma qualcuno non esclude una preda extra area euro.

Il dividendo dell’azione Unicredit ordinaria ha avuto questa evoluzione negli ultimi anni:

2016

0,12 euro

Opzione scrip dividend

2015

0,12 euro

Opzione scrip dividend

2014

0,10 euro

Opzione scrip dividend

2013

0,09 euro

//

Il “dividend yield” dell’azione Unicredit risulta contenuto, ma trova riscontro d’altra parte in una politica di “payout” - come detto - molto prudente: gli 0,32 euro equivalgono all’1,8%, calcolato sulla quotazione di 17,83 euro (chiusura di ieri sera), yield attestato nella forchetta bassa del settore bancario europeo. Vari esempi, anche se si tratta per ora di stime in attesa di comunicazioni definitive, indicano questi numeri per alcune delle maggiori concorrenti:

Hsbc

4,9% (è una prima ipotesi – il titolo tratta in $ Hong Kong)

Société Generale

4,8%

Bnp Paribas

4,5%

Credit Agricole

4,3%

Santander

3,8% (ma prevede anche dividendi in azioni)

Ubs

3,6%

C’è da chiedersi se l’1,8% di “dividend yield” giustifichi l’acquisto dell’azione Unicredit in chiave di rendimento. Il bond Tier 2 a tasso variabile dell’emittente paga di più, con una rischiosità leggermente inferiore rispetto a quella del titolo azionario.

Bond

Isin

Yield

Ucg Tv Call Sub 03mg25

IT0005087116

2,15%

A quali quotazioni l’azione Unicredit può rendere meglio e avvicinarsi all’obiettivo almeno di un 2% e – se possibile – superarlo. Dei semplici calcoli consentono di tracciare un quadro ben preciso.

Quotazione

Corrispondente a…

Dividend yield (lordo)

17,25 euro

1° supporto

1,85%

17,04 euro

Media mobile 100 sedute

1,88%

16,94 euro

Media mobile 200 sedute

1,89%

16,53 euro

2° supporto

1,93%

15,54 euro

3° supporto

2,06%

Le performance sono comunque modeste a conferma di una politica prudente nel “payout” (all’opposto di Intesa Sanpaolo) e il confronto fra i due titoli va inevitabilmente a netto favore del secondo.

Nessun commento

I commenti dei lettori

Non ci sono commenti per questo articolo. Vuole essere il primo a commentarlo?

Lascia un commento